martedi 04 aprile 2006  notizie regionali         

     

IL “PROGETTO BENESSERE” DI TELECOM ITALIA
 NEI CALL CENTER
 

I rappresentanti RLS SNATER del Friuli Venezia Giulia, in accordo con quelli del vicino Veneto, hanno deciso di non sottoscrivere il verbale che l’azienda ha proposto in seguito all’illustrazione del c.d. Progetto Benessere, illustrato a Mestre nel mese di febbraio.

Come accennato nelle ultime assemblee dei Customers della regione, si tratta di un’indagine commissionata da Telecom e svolta nei Call Center di Mestre, per misurare il benessere in quei posti di lavoro.

La conclusione dell’indagine effettuata è stata quella che nei Call Center non ci sarebbe un grado di stress tale da destare preoccupazioni.

A ciò si sarebbe giunti mediante somministrazione di un apposito questionario e mediante alcuni esami di carattere fisiologico, questi ultimi svolti però su pochi volontari.

In effetti, a nostro parere, il risultato derivante dai questionari rileva che ci sono svariate e anche gravi criticità, diversificate nei rispettivi Call Center, da cui deriva una certa preoccupazione che non vogliamo venga trascurata né dall’azienda e né dagli RLS.

La parte di indagine medica, per contro,  non avrebbe rivelato evidenze degne di nota ma, per diretta ammissione del medico del lavoro che l’ha condotta, il campione di colleghi che volontariamente ha aderito all’indagine era numericamente insufficiente per portare a risultati attendibili.

La conclusione dello studio, così come presentata, è stata quella che ci sarebbe solo bisogno di un po’ di istruzione in più (comunque auspicabile!!!!) e migliori rapporti gerarchici (che grande scoperta!!!).

Non un accenno alla fretta nelle risposte (3 minuti per soddisfare una qualunque richiesta del cliente), alla pressione sulle vendite peraltro autocertificate, alle particolarità comportamentali di alcuni responsabili, all’importanza della mancanza di job rotation tra lavoro in linea e fuori linea, alla necessità di poter seguire una lavorazione dal nascere al suo concludersi con professionalità, competenza e con tempi e metodi umani, ecc., ecc.

E nessun accenno al risultato a cui era già arrivata l’indagine della A.S.L. di Bologna, le cui conclusioni andavano, guarda caso, ben oltre a quelle del comitato scientifico incaricato da Telecom. 

I rappresentanti SNATER, in data 10 marzo 2006, hanno invitato i rappresentanti delle altre organizzazioni sindacali e rispettivi RLS, ad assumere una posizione univoca nei confronti delle conclusioni aziendali.

Con il presente comunicato intendiamo comunque informare i colleghi di tutti i call center della regione (187, 191, 12) e l’azienda, sulla posizione da noi assunta.

Ci risulta peraltro che l’azienda cerchi firme su simili verbali anche in altre parti d’Italia e quindi invitiamo tutte le organizzazioni sindacali, attraverso le proprie strutture,  a consigliare ai rispettivi RLS di tutta Italia di non sottoscrivere alcun verbale.

In materia delicata come questa l’azienda ha tutto il diritto/dovere di fare le proprie indagini che, in quanto tali, a nostro parere rimangono comunque indagini di parte.

Il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori a cose fatte ci sembra davvero contrario ad un elementare ed indispensabile buonsenso.

Inoltre, tentare di fare di una limitata indagine campione una regola, addirittura nazionale, ci sembra veramente più che un grosso errore, un comportamento strumentale e quindi ben lontano dal concetto di responsabilità che il datore di lavoro deve tenere sullo stato di salute del singolo lavoratore.

Volendo comunque riconoscere ad un’indagine di questo tipo una valenza generale, se non altro per ricavarne delle regole minime di salvaguardia della salute sui posti di lavoro, le stesse dovrebbero essere svolte da un comitato scientifico nominato da entrambe le parti e non solo dall’azienda, interessare una ben più ampia popolazione di lavoratori e più situazioni territoriali, nonché tener conto di quanto già rilevato da organismi istituzionali, che più di altri sono preposti alla tutela della salute dei lavoratori stessi.

In quest’ottica non possiamo che sostenere l’iniziativa della Segreteria Nazionale SNATER, che in questi giorni ha avviato le procedure per proclamare lo sciopero in tutti i custormers, per bloccare ogni proposito aziendale di nuove turnistiche, per migliorare la qualità di vita ed avviare un processo di “umanizzazione” delle attività in questi reparti. 

 Trieste,  3 aprile 2006

RLS e Segreteria Regionale
S.N.A.TE.R.  Friuli Venezia Giulia

 

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