| mercoledi 26 aprile 2006 notizie regionali |
.
![]() |
UILCOM – UIL
unione italiana
lavoratori |
.
Per quanto sta accadendo in questi giorni ai lavoratori dei Servizi Radiomarittimi e relativamente alle affermazioni di alcuni attivisti sindacali ci corre l’obbligo di chiarire alcuni aspetti in merito al tema di “cessione di ramo d’azienda”.
Forse non tutti sanno che queste operazioni aziendali sono regolate dall’art.48 della legge 428/90 e successive modifiche, ultima delle quali il D.lgs. 18-2001.
Queste norme dicono che se un’azienda vuole cedere una sua parte (compresi i lavoratori) ad un’altra azienda deve rispettare essenzialmente due vincoli.
Il primo di questi è che l’azienda che acquisisce il ramo assicuri ai dipendenti lo stesso livello salariale, in conformità con l’art.2112 del codice civile (attenzione non stesso contratto ma stesso livello salariale).
Il secondo vincolo è che l’azienda cedente convochi le rappresentanze sindacali costituite e le RSU ed illustri loro il piano di cessione.
Contestualmente a questo, la legge prevede che possa iniziare un esame congiunto per arrivare ad un accordo di armonizzazione, per i lavoratori coinvolti, fra i diversi trattamenti aziendali ed eventualmente contrattuali.
La legge aggiunge però che la consultazione si intende esaurita qualora, decorsi dieci giorni dal suo inizio, non sia stato raggiunto un accordo.
Al termine di questi dieci giorni l’operazione di cessione di ramo d’azienda può partire senza ulteriori vincoli legislativi.
Questa breve spiegazione della legge ci fa ben capire che impedire queste operazioni od anche solo portare a casa una buona armonizzazione che tuteli ampiamente i lavoratori è molto complicato.
Inoltre è evidente che gli strumenti legislativi in mano ai rappresentanti dei lavoratori sono praticamente nulli.
Naturalmente, in queste condizioni, tutto il peso viene gravato sull’azione politico-sindacale, in buona sostanza sulla capacità di trattativa delle OO.SS..
In questo contesto crediamo sia stato provvidenziale ed opportuno stipulare un accordo a livello di gruppo che, chiariamoci, ha regolato le cessioni di ramo d’azienda nell’ambito del gruppo Telecom, migliorando le condizioni di tutela a favore dei lavoratori previste dalla legge, e non, come qualcuno sostiene, autorizzando le cessioni, cosa già prevista dalla legge.
In conclusione diventa assolutamente indispensabile, a tutela dei lavoratori, il ruolo delle OO.SS. e delle RSU nella fase di esame congiunto con le aziende coinvolte.
Le vicende di Targa Fleet Management e di recente dei Centri Territoriali di Sorveglianza crediamo ci possano insegnare qualcosa.
Trieste 20 aprile 2006