| giovedi 05 aprile 2007 notizie regionali |

Con dispositivo datato 9 marzo 2007 il Giudice del Lavoro del Tribunale di Trieste ha sentenziato la nullità della cessione del contratto di tre lavoratori del CTS (Centro Territoriale di Sorveglianza) da Telecom Italia S.p.A a Tecnosis S.p.A.. Il tutto inizia nel 2004 a seguito del rifiuto della proposta d’esodo incentivato su base volontaria: questi tre colleghi dopo una vita passata a fare i tecnici, vengono assegnati al reparto CTS che già si sapeva essere in odore d’esternalizzazione. Passati sotto Tecnosis i tre, patrocinati dallo SNATER, hanno impugnato il trasferimento e la cessione di ramo d’azienda. Si tratta dell’ennesima vittoria conseguita sul tema esternalizzazioni strumentali condotte dall’azienda negli ultimi sei anni e finalizzate solo ad espellere i lavoratori in società costituite ad arte (newco). Queste ultime, con capitali sociali minimi che nemmeno coprono i TFR dei propri dipendenti, sono senza prospettive di crescita perché l’unico committente resta solo e sempre quello, la Telecom.
Il merito di questo risultato va anche agli stessi lavoratori del CTS, che non seguendo le indicazioni di quelle organizzazioni sindacali che premevano affinché si sottoscrivesse con le controparti un accordo di armonizzazione, hanno così evitato di imboccare una pericolosa strada di non ritorno.
Quanto successo in questi anni dovrebbe far riflettere l’azienda ad abbandonare lo strumento delle esternalizzazioni, ma soprattutto a trovare una conciliazione per il reintegro di tutti i lavoratori ceduti.
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