| mercoledi 03 ottobre notizie regionali |
sindacato sciopero callcenter call center telecom telecomunicazioni tlc contratto rsu
|
|
SETTORE
TELECOMUNICAZIONI
|
Votate NO
Al sistema pensionistico proposto dall’accordo del 23 luglio 2007 (sottoscritto dal Governo e cigiellecisleuil) che
INNALZA
dal 2009 l’età del pensionamento dei lavoratori almeno a 61 anni!!!!
- introduce il sistema delle quote da raggiungere per poter andare in pensione e così eleva ulteriormente l’età con la quale il lavoratore potrà terminare il lavoro (62,63,64,65 anni!!!).
Dal 1 gennaio 2013 viene tolto alle donne il diritto di andare in pensione a 60 anni!!!!
Il nuovo sistema di uscita dal lavoro (finestre), allungherà la permanenza in azienda!!!
- dopo il 2010 prevede che i coefficienti per il calcolo della pensione non siano più basati sullo equilibrio del Fondo previdenziale (oggi in attivo), ma siano calcolati sulla base di parametri esterni( come il bilancio dello stato, pil…) così ogni 3 anni il Ministro del Tesoro potrà decidere di abbassare i coefficienti senza avere l’obbligo di discutere con le parti sociali. Ciò comporterà che l’importo stesso della pensione diverrà insufficiente a mantenere un livello di vita “decoroso” (dopo aver lavorato una vita!!!!).
- introduce la defiscalizzazione degli straordinari - ennesimo regalo a confindustria.
Le aziende non pagheranno più le tasse su questa voce, i padroni avranno via libera per comandare ore ed ore di straordinario che costeranno meno del lavoro normale e quindi saranno meno costosi dell’assunzione di nuovi lavoratori o del loro passaggio da part-time a full-time, aumentando così la quota di salario esentato dai contributi previdenziali con impatto negativo sui conti INPS.!!
- aumenta la contribuzione dei lavoratori telefonici con altra decurtazione alle buste paga!
- allarga il modo finto l’elenco dei lavori usuranti, limitandoli a soli 5000 all’anno fino al 2017, per cui una commissione definirà le graduatorie tra gli aventi diritto(150.000 aventi diritto-anno)
- conferma la legge 30 con tutte le sue deleterie precarietà: lavori a progetto, contratti a termine, lavoro interinale, staff leasing, appalti, etcc..
- non separa l’assistenza dalla previdenza che era prevista anche da Dini nel ’95;
- non pone limiti allo strumento delle esternalizzazioni da parte della classe padronale.
Invitiamo quindi i lavoratori a
VOTARE NO
all’accordo di Governo e cigiellecisleuil
anche se siamo molto perplessi sulle modalità stesse del referendum a gestione unica dei firmatari stessi dell’accordo – ci ricordiamo gli esiti dei “referendum” sui contratti…..)