lunedi 11 febbraio 2008  notizie regionali            

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SEGRETERIA REGIONALE LAZIO                                                                                                                               Roma, 02.02.2008


Gare, garette …… ed “ etica” Aziendale.
 

L’obbiettivo TELECOM di incrementare la commercializzazione dei propri prodotti-servizi con le famigerate gare tra AOC e tra moduli delle stesse AOC, è scaduto a guerra tra poveri. 

Il raggiungimento degli obbiettivi, riferiti a parametri reali, è falsato da responsabili che, fregandosene di qualsiasi parametro di qualità, spacciano la loro “fantasia” per direttive aziendali. Ciò al solo ed immediato scopo di raggiungere il premio.

Infatti, se è corretta la richiesta di un continuo miglioramento dei dati riferiti alle gare, è scorretto che i responsabili impongano agli addetti alla commercializzazione un approccio verso il cliente basato sul “recesso”

Per aumentare la vendita, i nostri prodotti (telefono, p.c, etc.) vengono offerti in prova ai contattati rimarcando loro, con molta enfasi, la facoltà di esercitare il diritto di recesso entro 10 giorni dalla ricezione del bene.

           Poiché il parametro dell’obbiettivo considera il prodotto “consegnato” non quello effettivamente “venduto” … ecco smascherato il trucchetto utilizzato da certi signori che:

          pressano gli addetti, raggiungono il premio e….fregano l’Azienda ! 

Snater denuncia i danni che tale gestione causa in termini di costi economici poiché non finalizzata a incrementi di produttività ma soltanto alla turbativa dei dati “ Canvass” . Quindi:

       manipolazione dei dati, doppia perdita economica…..e raggiunto l’obiettivo ! 

Che dire poi del resto? 

Tempi di risposta:

“….Con qualunque mezzo dovete limitare la conversazione con il cliente nel termine perentorio di 240 secondi ovvero 4 minuti ….!”

Non è superfluo elencare alcune delle astruse motivazioni ideate dai responsabili, a scapito della qualità del servizio e della soddisfazione del cliente, per obbligare gli addetti al rispetto dei tempi. Si va dall’elegante:  “… ci spiace ma il sistema non è al momento funzionante…” al tecnicamente raffinato : “… non è possibile effettuare lavorazioni in linea…” sino al più subdolo: “… posso richiamarla? …” ecc. ecc. ecc. .  Frequenti poi i casi in cui il Supervisor costringe l’operatore ad interrompere la conversazione ed a richiamare il cliente. In tal modo si mantengono bassi i “ tempi di risposta”, quindi:

           nessuna qualità, manipolati i dati, e ….raggiunto l’obiettivo ! 

Lavorazioni:

Alcuni Supervisor arrivano, con operatore in linea col cliente, a non far emettere ordini di lavoro per nuovi allacci o traslochi ( lavorazioni tempisticamente lunghe ) preferendo l’altro più facile obiettivo delle gare: le richieste “ l.p. “ (linea pronta). Inoltre le “ triplette crm “ devono essere lasciate aperte e smistate sul servizio di back-office 187. Sono ignorate le numerose lamentele di clienti che, successivamente alla loro richiesta, non vengono contattati.

Gli oo.ll. si perdono nei meandri delle procedure o, più verosimilmente, come qualcuno “suggerisce”  sono da aprirsi con matricola non riferibile ad addetti al 187 ?

Anche qui:

           insoddisfazione del cliente, manipolati i dati, e….raggiunto l’obiettivo ! 

Richiamate:

Che senso ha elaborare un parametro oggettivamente riferito alla “ soddisfazione del cliente “ se poi si obbligano i lavoratori a rispondere ( in quattro minuti …. se non a riattaccare ) a clienti esasperati da problemi ( molte volte irrisolti ) tentando, contemporaneamente, di “ fidelizzarli “ proponendo loro l’acquisto di prodotti e servizi ?

Molti Supervisor  ribadiscono, infatti, l’evitare che il cliente richiami in giornata o nel corso della settimana.                          

Ancor meglio se l’addetto, nei quattro minuti, convince il cliente a non richiamare !

Così non si avranno negative ripercussioni sul relativo parametro di gara. Quindi:

           pessima immagine, manipolati i dati, e….raggiunto l’obiettivo ! 

Poiché tale gestione non porta ricchezza all’impresa è lecito affermare, anche a seguito delle numerose lamentele dei clienti ascoltate quotidianamente dai lavoratori di Albano ed Oriolo, che le deleterie direttive impartite ai lavoratori non corrispondano alle disposizioni aziendali ma soltanto a personalistici obiettivi incentrati su immediati ritorni economici. 

SNATER ritiene questo modo di “consigliare” metodologie di lavoro non rispondente ai principi di “etica” personale, e manageriale che il nuovo Vertice richiede per affrontare il risanamento della nostra azienda che, come tutti i lavoratori ben sanno, successivamente alla privatizzazione è stata ritenuta – da molti soggetti ed enti  - solo un utile trogolo da svuotare con opportune operazioni di ingegneria finanziaria.  

Volumi economici a parte, quale la differenza di “etica” ?  

                                                                                               La Segreteria Regionale Lazio 

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