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| 02 aprile 2008 | |
Part-time e lavoratrici madri
Un tema che l’Azienda ha spesso sbandierato al vento con grande enfasi nel più ampio ambito del programma pari opportunità: il Progetto Donna. Riportiamo testualmente quanto riportato sulla intranet di gruppo …. ”un progetto interno volto all'abbattimento degli ostacoli oggettivi e soggettivi nei percorsi lavorativi e di carriera delle donne”. Ma è proprio così ? Vediamo
Lo scorso anno Telecom Italia ha pubblicato sulla intranet aziendale quanto segue: Welfare, il progetto pari opportunità per tutti. Spesso siamo stati testimoni di come tali buoni intenzioni vengano immediatamente sconfessate non appena i lavoratori ne chiedono l’applicazione. Si rivela una volta di più l’approccio demagogico e di facciata che caratterizza spesso l’Azienda su temi così importanti.
Facciamo una breve cronistoria dei fatti:
Il progetto donna nasce da un lavoro commissionato nel 2003 che ha il nobile e condivisibile intento di analizzare le cause della discriminazione della quale le donne sono vittime nell’ambito lavorativo in merito alle opportunità di carriera in particolare quando vengono messe di fronte alla scelta tra vita professionale e vita familiare. Nel documento, scaricabile dalla nostra intranet, le principali motivazioni del progetto erano le seguenti:
· valorizzare le capacità femminili
· introdurre elementi di supporto per una migliore conciliazione tra impegni professionali ed impegni familiari
· rimuovere gli ostacoli culturali ed organizzativi che frenano la crescita professionale ed il loro inserimento ai vertici dell’azienda
Il progetto pari opportunità per tutti (suona molto bene come slogan elettorale!!), non fa altro che ribadire l’impegno di Telecom Italia sul tema progetto donna colloncandolo in un ambito più ampio ed approffitando dell’occasione offerta dall’anno europeo delle pari opportunità.
Al contrario, nella realtà quotidiana, a fronte di richieste più che lecite e sostenibili da parte di lavoratrici madri per poter fruire del part time al 75%, l’azienda, rappresentata dall’area human resource e dai propri dirigenti, nega sistematicamente tali opportunità con motivazioni vaghe e strumentali, dettate da una scarsa analisi del contesto e da un costante asservimento alle decisioni dei responsabili.
Alla base di tutto ciò c’è un atteggiamento distorto della cultura aziendale che noi auspichiamo venga rimosso in tempi brevi per far sì che quanto viene dichiarato come progetti strategici aziendali per la vivibilità, siano poi realmente convertiti in fatti concreti. In questo contesto il ruolo di gestione di human resource ci sembra particolarmente carente, in quanto non sta garantendo una posizione super partes nel rispetto di tutti i lavoratori ed indirizzata al costante miglioramento delle condizioni di lavoro
snater si sta adoperando per far si che le colleghe vittime di tali ingiustificati e pretenziosi rifiuti siano tutelate anche riccorendo ad azioni legali, laddove sia ritenuto necessario.
CAMPOPIANO Roberto
Vignaccia
DI MARINO Stefano
Francisci
MIELI Eugenio
S. Palomba
POLLINI Emanuele
Estensi
RSU SNATER Roma DG