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Atteggiamento antisindacale da parte di Atesia spa.
tratto da reddito e lavoro


From "Atesia lavoratori" <atesia_lavoratori@hotmail.com>
Date Mon, 29 Apr 2002 12:26:57 +0000
Subject rl: Atteggiamento antisindacale da parte di Atesia spa

Atteggiamento antisindacale da parte di Atesia spa.
I lavoratori non ci stanno!
 STESSO LAVORO, STESSO SALARIO, STESSI
DIRITTI.

Venerdì 26 aprile la direzione aziendale di Atesia, attraverso una sua dirigente-responsabile, ha licenziato un lavoratore-delegato degli operatori telefonici.

Perfino il meccanismo utilizzato è al di fuori del LORO regolamento aziendale.

La comunicazione del licenziamento, infatti, è stata fatta senza neppure rispettare le normative sottoscritte nel contratto, ossia i termini di “preavviso scritto a mezzo raccomandata con preavviso di 15 gg.”.

Da tempo l’azienda aveva assunto un atteggiamento fortemente discriminatorio nei confronti del lavoratore licenziato. Ciò si era manifestato più volte attraverso continue pressioni da parte degli assistenti di sala, “molto probabilmente” in virtù del ruolo che egli svolgeva nel rappresentare le istanze dei lavoratori.

Attraverso un percorso di lotta difficile ma costante sul miglioramento delle condizioni di lavoro, esposto nei suoi contenuti vertenziali nella piattaforma da noi proposta nella trattativa con l’Azienda e veicolata attraverso una serie di mobilitazioni dentro e fuori il posto di lavoro, ci siamo conquistati un’agibilità prima inesistente.

Recentemente, in relazione a problematiche specifiche (non rinnovo dei contratti, compensi ridotti, formazione a carico dei lavoratori.. etc.) che rientrano comunque nella vertenza generale da noi condotta, siamo riusciti ad ottenere delle piccole vittorie facendo modificare (probabilmente in maniera ancora insufficiente ma comunque al rialzo) i compensi di alcune campagne partite con corrispettivi veramente indegni e ad avviare un percorso di contrapposizione sui mancati rinnovi contrattuali. L’indizione di riusciti scioperi e momentanei blocchi con astensione dal lavoro su alcune commesse, che hanno coinvolto centinaia di lavoratori, hanno avuto riflessi anche sulle committenze ed hanno messo l’azienda nella condizione di dare necessariamente delle risposte. Se da una parte ha dovuto cedere, rialzando i compensi su alcune campagne, dall’altra ha prontamente risposto con il licenziamento politico di un lavoratore della delegazione sindacale.

Ciò evidenzia l’intenzione di spaventare e dividere i lavoratori che attraverso le mobilitazioni prendono concretamente coscienza che l’unità nella lotta permette di ottenere dei risultati altrimenti non perseguibili.

Come lavoratori e delegati di Atesia faremo quanto è nelle nostre possibilità per contrastare l’arroganza ed il potere aziendale che vuole disporre di lavoratori non conflittuali “usa e getta” piegati totalmente alle sue esigenze di mercato e al mantenimento ed accrescimento dei suoi ingenti profitti.

Questa nostra battaglia si inserisce in un contesto economico, politico e sociale che vede il padronato impegnato in un’aggressione permanente al mondo del lavoro (sostenuta dall’attuale governo e ma in parte già “ben indirizzata” dal precedente schieramento governativo) tesa a ridurre i nostri diritti e ad indebolire l’agibilità politica e sindacale dei lavoratori tutti e conseguentemente la capacità di opporsi alle istanze e alle scelte padronali.

Con il licenziamento politico del nostro lavoratore-delegato, l’azienda conferma il suo allineamento alle posizioni indicate da Confindustria: chi non è compatibile con i LORO interessi deve essere licenziato e ciò deve essere fatto senza intralci, vedi l’attacco sull’articolo 18.

Viceversa, secondo noi, oggi è sempre più improrogabile una battaglia per l’estensione dei diritti nei posti di lavoro aldilà delle specificità contrattuali.

La parola d’ordine più volte da noi manifestata e che abbiamo portato nelle piazze nelle recenti mobilitazioni, «STESSO LAVORO, STESSO SALARIO, STESSI DIRITTI», è sempre più obbligata.

Non è possibile accettare supinamente che chi lotta e si oppone alla politica dei sacrifici sia stritolato dalla morsa del ricatto padronale e del licenziamento.

Nel ritenere necessario ed obbligato, a fronte del momento storico che stiamo vivendo, un processo di collegamento e ricomposizione delle lotte dei lavoratori, invitiamo i lavoratori di Atesia e in generale tutti quei lavoratori (siano essi atipici, interinali, al nero o “garantiti”) consapevoli della complessità e della profondità di quest’attacco, a partecipare e ad esprimere la propria solidarietà a chi oggi è colpito più direttamente, all’assemblea che si terrà presso il locali della X municipalità in Piazza di Cinecittà, venerdì 3 maggio ore 17.00 per decidere insieme le modalità generali per contrastare tutto ciò.

Se il padronato ci vuole divisi è per batterci meglio.
Rispondiamo favorendo l’unità sempre più estesa dei lavoratori tutti.
Chi lotta può perdere chi non lotta è già sconfitto.

Alcuni delegati e lavoratori di Atesia