| giovedi 10 ottobre 2002 - snaterinforma |
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Centro Documentazione Lotta |
02 ottobre 2002 |
I metalmeccanici sono la categoria più combattiva, per i padroni sono pretenziosi: rivendicano il rispetto dei diritti, pretendono di essere informati e di mettere il naso su tutto ciò che riguardi la loro azienda e il loro lavoro.
Pensano addirittura che l'inflazione di cui tener conto al rinnovo del contratto sia quella reale e non quella programmata.
In tempi concertativi, dove i sindacati sono chiamati a suggellare con la loro firma le decisioni prese dagli imprenditori e dall'esecutivo, i meccanici sono un problema, un bastone tra le ruote alla modernizzazione e alle riforme.
Per questo la Vodafone (Omnitel) ha comunicato la decisione di disdettare l'applicazione del contratto collettivo nazionale dell'irrequieta categoria: dal 1° gennaio 2003 i dipendenti saranno integrati nella categoria delle telecomunicazioni e il loro contratto sarà quello delle tlc.
Punto e basta.
I lavoratori, però, - molti dei quali, giovanissimi, hanno conosciuto il sindacato per la prima volta, e hanno conosciuto quello dei metalmeccanici da cui si sentono rappresentati - hanno riaperto il discorso a modo loro: scioperi spontanei hanno bloccato impianti e oscurato la (tele)comunicazione, da Ivrea a Roma.
Per oggi non solo la Fiom, ma tutte e tre le sigle sindacali hanno organizzato due ore di sciopero contro la prepotenza dell'azienda, in preparazione di nuove iniziative di lotta e manifestazioni.
"Nessun cambiamento per i 10.000 lavoratori", spiega un comunicato della Vodafone Omnitel.
L'obiettivo dell'azienda non è tanto la riduzione del costo del lavoro, che in effetti con il passaggio al contratto delle tlc non subisce significativi abbattimenti, quanto piuttosto la liberazione dai "lacci e lacciuoli" che rendono ostico il contratto dei meccanici.
Con la disdetta di ieri Vodafone butta a mare la prima parte del contratto sui diritti fondamentali e acquisisce mano libera sulla flessibilità. Infine, abbandona una categoria sotto rinnovo contrattuale che farà vedere - si spera - i sorci verdi alla controparte, anche se la Fiom è stata lasciata sola da Fim e Uilm.
La strada scelta da Vodafone è subito piaciuta a tante aziende della net economy che si sono subito attaccate al telefono (sette in un giorno solo a Roma) per disdettare il contratto dei metalmeccanici e annunciare l'adesione a quello, più comprensivo con le ragioni dei padroni, delle tlc, firmato da Cgil, Cisl e Uil con la Confindustria.