| domenica 06 aprile 2003 - snaterinforma |
NOTIZIARIO a cura del Centro di Documentazione e
Lotta
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Fax 06233213975
29/03-04/04/2003
Sette giorni di prognosi riservata per la lavoratrice Maria Dalfovo, picchiata da un camionista mentre stava scioperando davanti ai cancelli del Consorzio frutticoltori di Cles, nella Val di Non. L'episodio è avvenuto mentre i lavoratori stavano astenendosi dal lavoro nell'ambito della lotta per il rinnovo del contratto provinciale. Il giorno precedente a questo episodio di Cles, la Cloba di Denno aveva chiesto l'intervento dei carabinieri contro un presidio organizzato ai cancelli dalle lavoratrici in sciopero sempre per le rivendicazioni salariali e migliori condizioni di lavoro, soprattutto per i dipendenti stagionali.
Un gruppo di 170 operai della Imesi di Carini (Palermo) ha attuato ieri un sit-in davanti all'Assemblea regionale siciliana per dire no alla cessione dell'azienda, controllata da Ansaldo-Breda, alla Keller elettromeccanica di Pietro Mancini.
Con una massiccia partecipazione allo sciopero indetto da Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Rdb, i lavoratori dell'Istituto commercio estero hanno dato una prima forte risposta alla decisione unilaterale dell'Ente di avviare l'affidamento a soggetti terzi di compiti dell'Istituto che comporterà 130 licenziamenti, pari a circa il 15% di tutto il personale.
Alla Iveco di Stura è stata approvata la proposta della Rsu Fiom di aprire una vertenza per imporre l'assunzione di 280 lavoratori interinali che da quattro anni prestano la loro attività nello stabilimento torinese. Da tempo l'Iveco non provvede a sostituire i lavoratori che a vario titolo lasciano lo stabilimento.
Commerzbank sta per tagliare 2000 posti di lavoro. Lo anticipa il Financial Times, secondo cui i licenziamenti riguarderanno gli uffici centrali dell'istituto, dopo la riduzione di 5000 posti gia' avviati nella rete commerciale interna e nelle divisioni di investimento.
31 marzo 2003
GHANA.
Riportare a casa oltre 1.200 bambini costretti a lavorare per i pescatori nelle
regioni centrali del Ghana e del lago Volta è l'obiettivo dell'Organizzazione
internazionale per le migrazioni (Oim), impegnata a sradicare dal paese africano
oltre che la pratica, anche la cultura del lavoro minorile e forzato. Questa
settimana, i ricercatori dell'Oim hanno detto di avere individuato ben 814 casi
di minori tra i 5 e i 14 anni che vivono in condizione di reale schiavitù.
Lavorano dall'alba al tramonto, senza compenso, malnutriti e per questo esposti
a ogni genere di malattia. Negli accampamenti dove dormono, lungo le rive del
lago Volta, non ci sono elettricità e acqua corrente. Sono frequenti anche gli
annegamenti per tentare di liberare le reti impigliate nel fondo del lago. Un
pescatore ha detto di avere pagato cinque milioni di cedi (570 euro) per nove
bambini e di preferirli agli adulti perché sono più facili da controllare e
non rifiutano i lavori pericolosi.
BRIMANIA.
Non accennano a diminuire le denunce di sfruttamento, repressione, tortura e
omicidio praticati dalla giunta militare che governa il Myanmar, ex Birmania,
contro i lavoratori e i sindacalisti. Nonostante la campagna di boicottaggio del
turismo e degli investimenti stranieri sia promossa da numerose organizzazioni
non governative, dai sindacati e dalle associazioni umanitarie internazionali,
sono più di 300 le grandi compagnie occidentali, delle quali molte europee, che
continuano imperterrite a fare affari con i dittatori, arricchendoli e
rafforzandone il potere interno.
ISOLE SAMOA.
È stato condannato con l'accusa di "moderna schiavitù" un
imprenditore delle isole americane Samoa, nell'Oceano Pacifico, colpevole dello
sfruttamento di oltre 200 lavoratori vietnamiti e cinesi. Dopo lunghe indagini
dell'Fbi sul traffico di immigrati asiatici, nei giorni scorsi il proprietario
della fabbrica tessile Daweoosa Samoa company, Kil soo Lee, è stato arrestato e
subito processato nelle Hawaii, dato che sulla piccola isola non ci sono
tribunali. Oltre a vessare i lavoratori con minacce di deportazione, a
picchiarli e a tenerli in condizioni logistiche disumane, Lee era coinvolto
anche in un giro di riciclaggio di denaro sporco e di estorsione.
BRASILE.
Nuovo piano dell'amministrazione brasiliana contro lo sfruttamento. Lula da
Silva ha presentato due settimane fa il programma anti-schiavitù che dovrebbe
azzerare in quattro anni l'alto numero di casi che tristemente vanta il suo
paese. Secondo una ricerca recente, sarebbero più di 25 mila i lavoratori
attualmente tenuti in condizione di schiavitù. Di questi, la maggior parte
proviene dalle zone più remote della giungla amazzonica. Il meccanismo del
traffico è noto: le famiglie più povere si impegnano a pagare per assicurare
ai propri figli un lavoro regolare, ma una volta che questi arrivano a
destinazione capiscono di essere sfruttati e ricattati e di non potere più
fuggire.
Si è svolta ieri mattina la protesta dei dipendenti del C.p.o di Rovigo. Il centro postale operativo è stato chiuso, in questo modo è stata eliminata una unità operativa dove attualmente prestavano servizio cinquantaquattro persone tra autisti, uscieri, addetti alla lavorazione della corrispondenza e amministrativi. Di tutti questi lavoratori dal piano di ristrutturazione aziendale presentato nei giorni scorsi dai sindacati, risulta che 31 sono considerati esuberi senza che venga specificato dove andranno a finire questi lavoratori. La chiusura del centro operativo per i sindacati costituisce una notevole perdita anche in termini di qualità. Mercoledì scorso si è svolta una assemblea do tutto il personale che aveva più volte espresso la sua contrarietà alla annunciata chiusura e una grande preoccupazione per il futuro incerto che tale situazione crea ai lavoratori e alle rispettive famiglie. L'assemblea dei lavoratori ha deciso di continuare pertanto nell'opera di protesta, di denuncia e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica continuando nella protesta anche sotto forma di sit-in nelle sedi più opportune.
E'stata alta l'adesione allo sciopero di quattro ore proclamato in tutto il Gruppo Telecom. I sindacati di categoria, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil rendono noto che la fermata ha riguardato il 60% dei lavoratori con punte dell'80% nel settore informatico e della Rete. Inoltre, circa cinquemila dipendenti hanno partecipato alla manifestazione e al corteo conclusosi in piazza Santa Apostoli, a Roma. Erano presenti numerose delegazioni di lavoratori provenienti da tutte le regioni del paese.
Nella giornata di oggi, si svolgerà presso il Tribunale di Torino, di fronte al giudice Gian Andrea Morbelli, la terza udienza per la causa - basata sulla violazione dell'articolo 28 dello statuto dei lavoratori - promossa dalla Fiom sulla illegittimità della cig straordinaria a Mirafiori. La sentenza potrebbe arrivare entro la metà di aprile. Nelle prime due udienze la Fiat ha dichiarato, sotto sollecitazione del giudice, che l'accordo sindacale separato del 18 marzo scorso avrebbe "sanato" qualsiasi eventuale irregolarità contenuta nelle procedure svolte in precedenza. L'altro aspetto interessante che emerge è la non contestazione, se non in alcune parti riguardanti i lavoratori inabili e invalidi, da parte della Fiat, dei fatti come sono stati presentati dalla controparte. In breve, la Fiom ritiene che la procedura seguita da Fiat Auto per individuare i soggetti da porre in cig violi le leggi vigenti e quindi debba essere eventualmente riproposta. Nel frattempo, i lavoratori sospesi devono rientrare in fabbrica. La Fiat, in pratica, ha confermato che non vi è una rotazione certa e definita per tutti i lavoratori attualmente in cassa integrazione e per coloro che vi verranno posti da giugno: i circa 1700 che saranno coinvolti con la soppressione della linea della Panda. Per gli impiegati, inoltre, non è prevista alcuna rotazione, e per loro la Fiat si è impegnata a "favorire" e non a garantire il rientro. Tutta la rotazione, tanto sbandierata, prevista nell'accordo separato coinvolge circa 150 operai che rientreranno, presumibilmente ad aprile, e saranno sostituiti prioritariamente - quindi non esclusivamente - da altri 150 operai che andranno in cigs su criteri di accesso alla pensione attraverso la mobilità. Il tutto mentre le procedure di mobilità non sono ancora neppure state avviate e, per la mobilità lunga, neppure acquisite.
Eurostat ha confermato la crescita della disoccupazione: in febbraio, secondo l'ufficio statistico europeo, il tasso di disoccupazione nella zona dell'euro è salito all'8,7%, lo 0,1% in più rispetto a gennaio, ma lo 0,6% in più rispetto all'8,1% del febbraio 2002. I maggiori aumenti di senza lavoro sono stati registrati in Portogallo (il tasso di disoccupazione è salito in dodici mesi dal 4,3 al 6,7%) e in Olanda (dal 2,4% al 3,4%). Tra gli under 25 il tasso di disoccupazione è salito al 16,8%. L'Italia, con il 27,7% di disoccupazione giovanile, guida la graduatoria.
Ormai la guerra sta diventando la coperta per tutte le operazioni di ristrutturazione violenta. L'ultima è stata annunciata ieri dalla Kml: la compagnia di bandiera olandese ha comunicato l'intenzione di tagliare migliaia di posti nell'ambito di misure di lungo respiro, per far fronte alla riduzione della domanda nel settore viaggi causata dalla guerra in Iraq e dalla polmonite killer.
Un'assemblea permanente a palazzo Branconi-Farinosi: i lavoratori Lares Tecno hanno rafforzato da ieri il presidio alla Regione, con turni anche di notte. In giornata la protesta potrebbe salire di tono, con il blocco di tutti gli uffici e la paralisi totale dell'attività. I lavoratori hanno optato per proseguire a oltranza la mobilitazione in attesa della convocazione a palazzo Chigi. "Non mancheranno iniziative a sorpresa", annunciano gli operai in lotta. Non tutto il piano di azione, stabilito ieri a tavolino durante l'assemblea, è stato infatti reso noto. "Questa volta non ci limiteremo ai soli blocchi stradali". Intanto il presidio a palazzo Branconi-Farinosi si è trasformato in un'assemblea permanente con turni anche di notte, che consentiranno ai lavoratori di "tenere sotto controllo" la presidenza della Regione e organizzare, di volta in volta, proteste estemporanee. Per consolidare la protesta i 220 lavoratori della Lares hanno deciso di rafforzare il presidio di fronte a palazzo Chigi e riprendere il volantinaggio a piazza Colonna, a Roma. Sabato e domenica è in programma un'iniziativa che coinvolgerà tutte le famiglie, un migliaio, dei lavoratori Flextronics e Lares Tecno, invitate a una sorta di banchetto all'interno di palazzo Branconi-Farinosi.
Dal 1 aprile i 23 lavoratori delle agenzie interinali sono stati assunti dalla Nuova Compagnia Lavoratori Portuali (o Nuova CLP). Tre giorni di sciopero hanno raggiunto lo scopo prefissato dai sindacati. Sono 115 i lavoratori del "pool di manodopera" - l'ex Clp - che gestisce il 40% dell'attività al porto: tra questi, 92 erano dipendenti della Nuova Clp e i restanti 23 provenivano dalle agenzie di lavoro interinale, richiesti nei periodi di massima attività. I sindacati Cisl e Cgil volevano integrare i 23 nella Nuova Clp. Per la CGIL "era insensato e controproducente servirsi ancora delle agenzie di lavoro interinale. Non ci sono più lunghi tempi tempi morti al porto, e un lavoratore interinale costa di più di un pari lavoratore nella Nuova Clp". Forse la CGIL dovrebbe estendere queste sue valutazioni a tutto il mondo del lavoro e bloccare l'uso del lavoro interinale!
Importante novità per i lavoratori dell'ex zuccherificio. Il dipartimento di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell'Asl numero 3 ha presentato un progetto riguardante la sorveglianza sanitaria gratuita per gli ex dipendenti della struttura che furono esposti all'amianto. Questo grazie all'interessamento della Cgil e del Patronato Inca che già nei mesi scorsi si attivarono, anche in relazione alla causa degli ex lavoratori contro l'Inps per il riconoscimento dei benefici previdenziali previsti dalla legge, per chiedere la tutela sanitaria gratuita, allo scopo di evitare che i lavoratori fossero abbandonati a loro stessi di fronte alle possibili conseguenze provocate dalla continua esposizione all'amianto.
Ieri a Roma è stato firmato, al Ministero del Welfare, con il sottosegretario Sacconi l'accordo per la proroga della Cassa integrazione per i lavoratori della Dow, utilizzando così lo strumento previsto dall'art. 41 della Legge finanziaria 2003. L'accordo è stato sottoscritta dalla Fulc nazionale e provinciale, dal Presidente della Provincia, dai rappresentanti della Dow, da quelli dell'Assindustria di Brindisi, oltre che ovviamente dal rappresentante del Governo delegato proprio alle questioni degli ammortizzatori sociali. La proroga firmata ieri revoca la procedura di mobilità ma - dicono i sindacati - bisogna rendere praticabile l'accordo sottoscritto a Roma, in virtù del quale la Dow diede la disponibilità a cedere gli impianti ad altra azienda ed il tempo di cassa integrazione dovrebbe proprio servire a concretizzare un accordo con i nuovi o con il nuovo acquirente affinchè si possa tornare a riattivare gli impianti ed a garantire un futuro di effettivo lavoro ai dipendenti.
Duecentocinquanta lavoratori a casa subito, altri duecento a rischio. Questo quanto accade in queste ore alla "Girasole Spa" di Chiarano, una ditta di lavorazione del legno che rappresenta la maggiore delle realtà locali, oltre che per numero di dipendenti, ed è una delle maggiori della provincia di Treviso. Da qualche giorno tutti i lavoratori sono a rischio. Lunedì 31 marzo, infatti, è arrivata alla ditta e ai sindacati un provvedimento dell'ufficio tecnico del Comune di Chiarano che ordina la sospensione dei lavori in alcuni capannoni di proprietà della stessa "Girasole" perché privi di agibilità. Una situazione che risale ad alcuni mesi fa e che nel corso del tempo non ha trovato soluzione. È chiaro che anche per i lavoratori la sicurezza e l'incolumità sono ai primi posti per un buon lavoro, ma la ditta non aveva in questo tempo tenuto conto dei problemi. Inoltre c'è tutto un indotto collegato con la "Girasole Spa": artigiani che realizzano i piccoli lavori, bar e locali dove i lavoratori si fermano a bere o a mangiare, autotrasportatori. Altre 200 persone quindi a rischio e non si può nemmeno ipotizzare l'idea della cassa integrazione. Sono attese per questa mattina le lettere di conferma dei licenziamenti da parte di Unindustria Treviso, a meno di un dietrofront all'ultimo momento.
Circa cento operai della Irti Lavori, la società aquilana che lavora alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Roma-Napoli, da mesi senza stipendio, hanno manifestato ieri a Roma in via Tor Cervara, bloccando l’intera zona di Tor Sapienza, da via Tiburtina e Collatina fino al raccordo anulare. I lavoratori, che hanno proclamato nei giorni scorsi uno sciopero bloccando l’altro giorno l’entrata dei cantieri, da mesi non percepiscono lo stipendio e da sei mesi non hanno i versamenti alla cassa edile e da due anni quelli dei contributi previdenziali. La situazione dei lavoratori della Irti è diventata insostenibile e dura da più di un anno. La Irti paga gli stipendi a singhiozzo non preoccupandosi assolutamente dei bisogni degli operai ed è in forte ritardo con i versamento dei contributi. Per cercare di trovare una soluzione la Italfer, il 31 marzo scorso ha convocato la Irti per un incontro urgente nel quale valutare l’effettiva possibilità della Irti di procedere nei lavori. Richiesta alla quale la Irti ha risposto assicurando che tutti problemi finanziari della società sono in via di soluzione e chiedendo comunque di spostare l’incontro al 9 aprile.
La richiesta della multinazionale Alcoa di introdurre in tutti i suoi stabilimenti italiani "un sistema di penalizzazione economica che colpisca i lavoratori in malattia" ha ricompattato i sindacati. Le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm, e il Coordinamento Rsu del gruppo Alcoa, hanno dichiarato un pacchetto di 16 ore di sciopero da effettuarsi in tutti gli stabilimenti del Gruppo entro il mese di aprile, oltre allo sciopero degli straordinari. L'iniziativa di lotta, assunta dai sindacati dei metalmeccanici, costituisce la risposta unitaria alla rottura del tavolo delle trattative, aperte da circa un anno, per l'accordo integrativo di gruppo. Rottura - spiegano i sindacati - che è stata effettuata dalla Direzione aziendale al termine dell'incontro svoltosi dal 10 all'11 marzo, e che è stata poi confermata con un documento e in un breve incontro tenutosi il 1 aprile. La proposta dell'Alcoa di penalizzare i lavoratori in malattia è uno dei punti che ha imposto lo stop alla trattativa. Altro punto di contrasto è l'indisponibilità aziendale a discutere quote di salario stabile a parziale compensazione dei risultati di produttività e competitività che Alcoa ha potuto consolidare in questi anni grazie agli sforzi e ai sacrifici fatti dai lavoratori in tutto il Gruppo. L'Alcoa è una multinazionale americana leader mondiale nella produzione dell'alluminio. In Italia, il gruppo possiede 6 stabilimenti. I lavoratori coinvolti dalla trattativa sono oltre 4 mila.
Ieri mattina invece della tradizionale posta, i portalettere lametini hanno distribuito volantini. Numerosi postini in divisa ed altri dipendenti delle Poste hanno infatti sfilato in corteo per le principali vie cittadine distribuendo volantini ai passanti per spiegare le motivazioni dello sciopero e della manifestazione che ha bloccato per due ore l'Unità di recapito (UdR) del polo corrispondenza regionale delle Poste. Carenza di personale, peggioramento dei servizi e aumento di code, negazione del diritto alle ferie, costrizione a lavoro straordinario non pagato, mobilità senza regole, mancata applicazione della circolare numero 2 nel recapito: sono solo alcune delle motivazioni che hanno spinto i lavoratori postali alla mobilitazione e alla protesta. E quello che chiedono è una maggiore e corretta valutazione dei volumi di corrispondenza da recapitare, titolarità di zona, flessibilità orario e soprattutto una corretta gestione e rispetto della dignità personale e professionale dei lavoratori. E la partecipazione alla protesta è stata massiccia: i sindacati parlano del 95 per cento delle adesioni.
Si preannunciano tagli al personale nella Moto Guzzi di Mandello. Da una parte c'è un'azienda che sta recuperando quote di mercato, che dopo la ristrutturazione imposta dal presidente Ivano Beggio ha dato il via a un forte rilancio, dall'altra parte si parla di esuberi, forse una trentina. Già tra il 2000 e il 2001 la Moto Guzzi di Mandello ha licenziato venti lavoratori e oggi presenta un piano che prevede nuovi tagli. I sindacati hanno convocato in questi giorni l'assemblea dei lavoratori.
Non c'è pace nel Consorzio di bonifica del Ferro e Sparviero: le maestranze sono di nuovo in agitazione perché lamentano il mancato pagamento degli ultimi tre stipendi. Questa volta c'è l'intenzione di portare fino alle estreme conseguenze l'azione di lotta, se i lavoratori non riceveranno le risposte e le garanzie che inseguono ormai da anni. A meno che la Regione non si decida a rompere gli indugi e ad assumere un'iniziativa forte, non esistono le condizioni per far uscire dal guado il Consorzio di bonifica di Trebisacce, ridotto sull'orlo del dissesto finanziario da quando ha ereditato il Consorzio Sibari-Crati con tutta la mole dei suoi debiti e con centinaia di operai e impiegati da pagare a fine mese. Stavolta la vertenza non riguarda solo gli operai forestali, ma coinvolge anche gli operai stagionali e cioè "gli acquaioli".
Gli italiani guadagnano sempre meno. E' il risultato del terzo rapporto sulle retribuzioni del Belpaese che verrà pubblicato su Corriere Lavoro, secondo cui l'inflazione, giunta al 2,7% per l' Istat, sta facendo dimagrire le buste paga anche se la grande tosatura è cominciata dal 2000. Secondo i dati, in particolare, gli impiegati hanno perso il 2,7% del salario reale, gli operai lo 0,9%, i quadri lo 0,3% mentre i dirigenti sono riusciti a pareggiare il dato inflattivo. Sull' ultimo biennio 2000-2002, le perdite sono però ben più sostanziose: gli impiegati sono i più tartassati in assoluto ed hanno perso il 7,1%; gli operai hanno perso il 4,9%, i quadri il 3,4%, i dirigenti il 3,2%. L' indagine è stata realizzata da Od&M su quasi 830 mila buste paga di tutta Italia e di tutti i settori e conferma, al di là dei dati Istat, la perdita progressiva degli stipendi nella corsa con l'inflazione. I più penalizzati, come al solito, sono comunque i lavoratori del Sud e le donne. Gli operai pagati peggio sono a Ragusa, Verbania e Asti, mentre nei settori i meglio retribuiti lavorano nelle banche e nelle assicurazioni. I meno pagati nel commercio e nel turismo.
Gli operai della Caet di Santa Teresa di Riva hanno proclamato lo stato di agitazione in seguito alla decisione dell'azienda di chiudere il settore calcestruzzi, che comporterebbe il taglio di una decina di posti di lavoro. L'azienda di Santa Teresa di Riva (il cui stabilimento si trova dall'anno scorso a Furci Siculo dopo che l'area fabbricabile alla periferia di Barracca è stata destinata ad accogliere un ampio complesso residenziale e commerciale) ha deciso di ridurre il personale per affrontare l'attuale congiuntura, che avrebbe portato alla diminuzione delle commesse dell'Enel. Le forniture all'Ente elettrico assorbono infatti quasi per intero la produzione dei pali in cemento armato per i quali è famosa l'azienda fondata negli anni Cinquanta dall'ing. Carmelo Caminiti. Si parla anche di stipendi in ritardo, motivo per il quale per martedì prossimo i rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro con la proprietà.
Già decisa la data dello sciopero dei pulitori delle scuole, anche se ancora non si conoscono le esatte modalità della protesta. Una manifestazione che vede tutti i sindacati di settore uniti contro l'atteggiamento assunto dal ministero alla Pubblica Istruzione, accusato di non provvedere a sanare la posizione dei lavoratori, in attesa degli stipendi da più di tre mesi. Le aziende sono a loro volta imputate di immobilismo, rispetto al loro dovere di tutelare i diritti dei loro dipendenti. I pulitori che non percepiscono le mensilità arretrate, sono 150, di cui un 90% è costituito da donne che hanno il ruolo di capofamiglia. Per il 15 aprile, Fisascat-Cisl, Uiltrasporti-Uil, e Filcams-Cgil, hanno proclamato l'intera giornata di sciopero. Nel frattempo, è stato annunciato lo stato di agitazione. "Se le scuole che frequentano i nostri figli sono ancora pulite, lo si deve solo al senso di coscienza di questi lavoratori, che a dispetto del mancato pagamento, continuano ad espletare il loro compito, invece di incrociare le braccia, così come sarebbe stato nel loro diritto", si legge nella nota sindacale. La protesta del 15 aprile, potrebbe avere carattere regionale. In quel caso i lavoratori manifesteranno a Palermo.
04 aprile 2003
Da febbraio sono senza stipendio. Neppure un centesimo. Hanno sopportato per giorni, settimane, mesi. Ieri si sono dati appuntamento davanti ai cancelli della fabbrica, quella che doveva essere un modello da seguire, il simbolo della "new economy". Per chiudere col passato spazio a carte di credito e schede telefoniche. Tutto "made in Iglesias". Peccato che il sogno stia iniziando a infrangersi, proprio davanti al mega impianto nella zona industriale, circondato da aiuole verdi e protetto da due cancelli elettronici. Che, per i cronisti, rimangono chiusi. A varcarli sono loro, i lavoratori, che per spiegare le ragioni della loro protesta arrivano nel piazzale antistante l’impianto. Lo stipendio non arriva da mesi, alcuni lavoratori con il contratto a termine sono stati messi alla porta, ad altri potrebbe toccare la stessa sorte. In scadenza ne risultano circa trenta. Ma il futuro è incerto per tutti i 130 dipendenti. "Siamo molto preoccupati - spiega Alessio Mannu, 25 anni - non abbiamo certezze, sappiamo solo che da mesi non vediamo neppure un centesimo". Giampaolo Figus e Alessio Virdis aggiungono: "La maggior parte di noi ha paura perché non sa ancora quale sia il modo più giusto per affrontare questa situazione difficile". Le sorti della Cardnet sarebbero in mano esclusivamente alla famiglia Camilleri proprietaria di stabilimenti simili a Milano e in altre parti d’Italia. Dove, assicurano gli operai iglesienti, gli stipendi arrivano con regolarità.
Gli autotrasportatori che operano nella raffineria marchigiana sono quasi 300 con oltre 350 addetti. Hanno fatto investimenti per i soli automezzi pari a 600 milioni di euro, mettendo in campo tecnologie avanzatissime per garantire la sicurezza. Ma non solo: investimenti di grande rilevanza sono stati fatti anche dalla raffineria sempre per garantire la sicurezza dei lavoratori interni e dell'ambiente circostante. Investimenti che hanno coinvolto anche le professionalità impiegate in questo settore, dalle maestranze interne alla raffineria a tutti gli addetti sia delle imprese subfornitrici e manutentrici a quelle dell'autotrasporto che periodicamente frequentano corsi di aggiornamento. Per la Cgia la riqualificazione di tutta l'area di Fiumesino ha già comportato lo spostamento di diverse imprese dalla chiusura prima della Pibigas al trasferimento poi della Liquigas, alla chiusura della caserma Saracini, al probabile futuro spostamento dello scalo merci presso il costruendo interporto avranno effetti negativi sull'economia falconarese. Inoltre il polo petrolifero falconarese riveste un ruolo strategico per la fornitura energetica non solo per le Marche ma per l'intera Italia centrale.
I sindacati confederali e gli autonomi dei trasporti confermano la linea dura nella vertenza che li appone ai vertici dell'Act. Oggi e martedì i dipendenti effettueranno presidi di protesta davanti al Comune; per l'11 aprile è stato confermato lo sciopero di 8 ore dei dipendenti dell'azienda di trasporto locale. I sindacati chiedono segnali precisi circa il rinnovo della parte economica per l'accordo 2002-2006 per tutte le aziende del gruppo Act; soluzione degli inidonei alla società Dinazzano Po; possibilità in Til di aprire il confronto sull'organizzazione del lavoro e la condizione dei lavoratori.