martedi 07 ottobre 2003 - snaterinforma  

NOTIZIARIO a cura del Centro di Documentazione e Lotta
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Fax 06233213975
01/10-06/10/2003


1 ottobre 2003

CARROZZERIA MAGGIORA DI CHIVASSO

I lavoratori della carrozzeria Maggiora di Chivasso, sostenuti dai colleghi dello stabilimento di Moncalieri, sono in assemblea permanente all'interno della fabbrica. Una scelta maturata la sera precedente, dopo l'annuncio della messa in liquidazione dell'azienda. La decisione era stata presa dai vertici dell'azienda già il 18 settembre scorso. Buona parte dei 280 lavoratori piemontesi della carrozzeria Maggiora arriva dall'esperienza traumatica di un decennio fa, quando ancora una volta il gruppo Fiat, con le sue scelte di ristrutturazione che sempre si traducono in un taglio drastico della forza lavoro, chiuse Chivasso. Per porre rimedio alla crisi di liquidità che ha colpito la sua azienda di famiglia, Bruno Maggiora sarebbe intenzionato a vendere pezzi importanti dei propri stabilimenti: reparti stampaggio e carrozzeria sia di Chivasso che di Moncalieri, ma anche la Irma di Atessa in provincia di Chieti che fa sempre capo alla stessa proprietà. Questa operazione comporta la perdita di almeno 150 dei 280 lavoratori oggi impiegati. Che il destino degli operai del gruppo Fiat - tali sono in sostanza anche i dipendenti della Maggiora - sia sempre più oscuro è stato ricordato ieri mattina da un presidio organizzato dalla Fiom in corso Bramante, davanti alla palazzina della succursale Fiat, durante le due ore di sciopero contro la legge 30 volute dalla Cgil.

INFORMATICI TELECOM IN LOTTA

Manifestazione di alcune centinaia di lavoratori, ieri mattina, davanti alla sede centrale di Telecom. Indetta dalle Rsu di Finsiel, Banksiel e Tsf - l'intero comparto Information technology di Telecom - protestavano contro la decisione dell'azienda di procedere allo scorporo dei relativi servizi, nonostante la decisa opposizione del sindacato. Oltre all'assenza di garanzie occupazionali e al rifiuto del confronto, a Telecom i lavoratori imputano una politica industriale fatta solo di dismissioni e tagli, che hanno fra l'altro accelerato la mancanza di autonomia in comparti strategici e un degrado della normale amministrazione, della gestione e della comunicazione interna. Al termine di questa strada, per i lavoratori, c'è solo la "vendita spezzatino" delle diverse aziende controllate fin qui da Telecom.

PORTOVESME

Manifestazione questa mattina a Cagliari degli operai della Portovesme srl, in Cassa Integrazione da oggi fino al 30 marzo. I lavoratori chiedono al governo il riconoscimento di prezzi medi per poter essere competitivi sul mercato e la costruzione di una centrale a Carbonia. Dopo più di trent'anni di attività, scende il silenzio sulla fabbrica. A presidiare il lavoro circa cento operai, tutti gli altri lavoratori della Portovesme srl, da oggi fino al 30 marzo, sono ufficialmente in Cassa Integrazione. Nessuna certezza per il futuro, ma si profila, inquietante, la minaccia di licenziamento. La Portovesme srl è leader da anni nella produzione di zinco e piombo. Il problema è quello dei costi energetici, troppo alti, che impediscono di essere competitivi sul mercato. Due le richieste avanzate dai lavoratori. Innanzitutto il riconoscimento, per un periodo limitato, delle tariffe speciali. La seconda rivendicazione, invece, riguarda la costruzione di una centrale a Carbonia. Insistono i dipendenti dell'azienda: i fatti degli ultimi giorni dimostrano che c'è bisogno di energia. L'Italia si serve di energia di importazione, dalla Francia o dalla Svizzera. Perchè allora non costruire una centrale sul territorio nazionale? 


2 ottobre 2003

EDS: SCIOPERO

Ieri mattina i lavoratori delle sedi romane della Electronic Data System, durante le quattro ore di sciopero indette contro il piano di riduzione del personale (oltre 600 addetti sui 4.000 al lavoro in Italia) hanno presidiato la sede del centro elaborazione dati del ministero dell'Istruzione, a Monte Porzio Catone (finora uno dei principali clienti della società). Altre 4 ore sono previste per la prossima settimana, prima dell'incontro tra sindacati e impresa, a Roma. E' l'apertura della crisi per una delle più importanti multinazionali americane dell'informatica che nella filiale italiana è aggravata - secondo i lavoratori - da una conduzione non all'altezza.

UNACOMA SERVICE: SCIOPERO

Continua e s'intensifica la lotta dei lavoratori Unacoma Service - la società del "Sistema Confindustria" nella quale sono inquadrati i dipendenti dell'Unione costruttori macchine agricole e movimento terra (Unacoma). I lavoratori, dopo lo sciopero di 8 ore di martedì scorso, hanno proclamato il blocco del lavoro straordinario e adottano una tattica di sciopero a singhiozzo che sta mettendo in crisi tutta l'attività dell'azienda, tra cui anche l'organizzazione della più grande fiera mondiale di macchinari agricoli, l'Eima. Gli scioperi -i primi in 57 anni di vita dell'Unacoma e cosa sicuramente rara nel mondo confindustriale - sono stati indetti per sollecitare un incontro con il vertice dell'azienda/associazione a oltre 2 mesi dalla prima richiesta e per rendere manifesto il clima d'incertezza e preoccupazione riguardante le prospettive dell'azienda e il futuro occupazionale dei lavoratori.


3 ottobre 2003

TTL: LICENZIATO CHI SI SI ISCRIVE AL SINDACATO

Martedì si sono tesserati al sindacato, mercoledì sono stati licenziati. La palma del licenziamento più rapido spetta alla Ttl, azienda di trasporti e logistica di Mazzo di Rho. E' così veloce la Ttl che applica la legge 30, la "riforma" del mercato del lavoro, prima ancora che entri in vigore. I licenziamenti sono la punizione per 11 dipendenti che oltre a essersi iscritti al sindacato Filt Cgil,si sono rifiutati di passare dal contratto collettivo a quello individuale diventando soci della cooperativa "Etica e lavoro" (un bel nome!). "Per voi qui non c'è più posto, riceverete a casa la lettera di licenziamento": così mercoledì mattina si sono sentiti dire gli 11 dipendenti, 3 sono donne, che da anni lavorano alla Ttl. Sono stati rimpiazzati immediatamente da altrettanti soci della cooperativa. Dicono che passando alla cooperativa il salario resta lo stesso, ma il lavoro è garantito solo per un massimo di tre anni. I licenziamenti sono illegittimi anche perchè tengono i lavoratori fuori mentre non è ancora arrivato il telegramma. Da mercoledì gli 11 licenziati presidiano l'azienda, anche di notte. Dormono sulle automobili e mangiano panini. Ieri, accompagnati da Vincenzo Mazzeo della Filt Cgil, i licenziati hanno incontrato l'assessore al lavoro del comune di Rho. Il sindacato martedì pomeriggio ha spedito per fax all'azienda le 11 deleghe e ha comunicato i nominativi delle Rsa. Il mattino successivo il licenziamento. Al pomeriggio il sindacalista ha elencato all'amministratore delegato della Ttl una sfliza di norme e leggi violate con quei licenziamenti. Riguardano la cessione di ramo d'azienda, l'interposizione di manodopera e i tempi dei licenziamenti (essendo più di 5, devono passare almeno 75 giorni prima che diventino effettivi). "Quelle che lei cita sono leggi dello Stato, qui valgono le leggi delle persone", è stata la risposta dell'amministratore che, evidentemente, ha un'idea tutta sua di "persone". Quelle più forti, in grado di ricattare e mettere paura. Persino affacciarsi alla finestra per salutare i colleghi licenziati è un rischio che è preferibile non correre. Gli unici a dimostrare fattivamente solidarietà ai licenziati sono stati i padroncini dei furgoni che mercoledì si sono rifiutati di caricare i pacchi. 


4 ottobre 2003

ELECTROLUX

Si è svolto nei giorni scorsi il referendum sulla piattaforma contrattuale proposta dalla Fiom negli stabilimenti del gruppo Electrolux. Hanno votato 4.975 lavoratori (su 9.000), cioè oltre il 60%. Di questi il 95% hanno approvato la proposta dei metalmeccanici della Cgil. A questo punto partirà la richiesta di confronto con l'azienda, la vertenza e gli eventuali scioperi.

MARCEGAGLIA

Successo della Fiom alla Marcegaglia di Gazoldo degli Ippoliti: alle elezioni delle Rsu i metalmeccanici Cgil hanno ottenuto l'84% dei voti (455, contro i 74 Fim e i 13 Uilm). La Fiom ha eletto 14 delegati su 19. Per la Fiom di Mantova, il voto è un chiaro segnale contro l'accordo separato e un sostegno al precontratto per la Marcegaglia.

SIRTI

Fim e Uilm, isolando la Fiom perché contraria, hanno firmato con Sirti sistemi un accordo per la mobilità. L'accordo ricalca la proposta dell'azienda e non recepisce nessuna indicazione dell'assemblea dei lavoratori. Lascia mano libera alla Sirti sulla gestione della scelta delle 58 persone (su 300 in totale) da mandare in mobilità e/o trasferire. La Fiom ha indetto una assemblea con sciopero di due ore per martedì prossimo.

NATUZZI: LICENZIAMENTI IN ARRIVO

Pasquale Natuzzi, presidente dell'omonima società di Matera, ha inviato agli oltre 3.500 dipendenti dei suoi stabilimenti del polo del salotto, una lettera sulla crisi che in campo mondiale investe il comparto del mobile imbottito. Natuzzi ha annunciato un ampliamento dei capitoli riservati alla ricerca, all'innovazione di prodotto, un più massiccio impegno nella pubblicità, una riduzione dei costi del 30 per cento. Centoquattordici lavoratori lucani sarebbero interessati dal ridimensionamento. Negativo il giudizio della Cgil.

NK DI CAPRIOLO: 120 IN MOBILITA'

Presidio delle portinerie ad oltranza e sciopero di due ore, con manifestazione di disturbo in concomitanza con l’inaugurazione della nuova scuola materna di Capriolo. Queste le iniziative di protesta decise ieri dalle segreterie provinciali di Femca Cisl e Filtea Cgil, insieme alle Rsu della Nk. Si tratta della prima risposta del sindacato alla decisione della direzione dell’azienda tessile di avviare la procedura di mobilità per 120 lavoratori dello stabilimento franciacortino. Un’iniziativa che segue di poche ore lo sciopero di un’intera giornata messo in atto giovedì dai lavoratori della fabbrica di Capriolo. Nella giornata di oggi i 120 lavoratori dello stabilimento di Capriolo, interessati dal piano di riorganizzazione, incroceranno le braccia per due ore, mentre gli altri dipendenti del gruppo fermeranno l’attività per un’ora.

AZZURRA AIR: SCIOPERO

Domani sciopero all'aeroporto di Orio al Serio. A fermarsi per tutta la giornata saranno i 56 dipendenti bergamaschi della compagnia aerea "Azzurra Air" dopo la chiusura degli uffici di Bergamo e l'annunciato trasferimento a Gallarate. 


5 ottobre 2003

NUXIS: SCIOPERO

La trattativa sugli stipendi è stata troncata sul nascere e gli operai dell’impianto di potabilizzazione di Nuxis sono pronti a chiudere i rubinetti dell’acqua a tutto il Sulcis Iglesiente. Per cui si annuncia una crisi idrica fuori stagione: erogazione ai minimi termini e rubinetti via via più a secco per i quindici Comuni che di approvvigionano dall’impianto di Bau Pressiu. Questo sino a quando l’Esaf, la Pridesa, la multinazionale spagnola che gestisce la manutenzione degli impianti, e i sindacati non raggiungeranno un accordo sul taglio netto praticato alle buste paga dei dipendenti di Nuxis. Dal primo luglio si sono trovati in busta paga dai 200 ai 400 euro in meno. Un taglio che ha messo praticamente in ginocchio venti famiglie mono-reddito in un territorio che non offre certo grandi prospettive occupazionali.

"L'AUTOMOBILE": ACCORDO SALVA POSTI DI LAVORO

Una buona notizia per i lavoratori dell'azienda "L'Automobile", nel catanese. Ieri mattina è stato firmato il protocollo d'intesa tra l'azienda del gruppo Virlinzi e le organizzazioni sindacali. L'accordo prevede la conferma del posto di lavoro per 31 dipendenti su 56 (uno aveva dato le dimissioni). Degli altri 25 lavoratori, 11 sono subito pensionabili, altri undici saranno incentivati sino alla pensione grazie anche a un'indennità che gli consentirà di pagarsi i contributi sino alla pensione. Due giovani saranno messi in mobilità, soltanto una ragazza è rimasta senza posto, ma da parte sia del Comune che della Provincia c'è la disponibilità a trovarle una sistemazione in tempi brevi.

ALMEC: CASSAINTEGRAZIONE

Da domani all'Almec di Nusco (la fabbrica dove vengono prodotti componenti per i motorini della Piaggio, ma anche scatole in alluminio per rivestire i cambi delle auto, su commissione della Ghetrag) scatterà la cassa integrazione. Uno stop che durerà tre settimane, fino al 1° novembre. Sarà un rallentamento che riguarderà la maggior parte dei lavoratori (oltre 300). Si inizierà con i primi 23 "tagli"; successivamente verrà annunciato il numero di quanti nelle settimane successive resteranno a casa. Questa decisione era già nell'aria per il fatto che la produzione di ciclomotori nel periodo invernale cala vistosamente. Ciò che preoccupa alcuni sindacati (su tutti la Fiom-Cgil) è il fatto che questa cassa integrazione segue di poco quella della Fiat.


 6 ottobre 2003

ITALMODE: 80 SENZA LAVORO

Alla fine gli 80 lavoratori della Italmode di Vittorio Veneto, azienda della maglieria, hanno accettato le condizioni previste nell'ipotesi di accordo raggiunto mercoledì scorso nella sede di Unindustria a Treviso tra i sindacalisti della Filtea Cgil e della Femca Cisl di Treviso e la direzione aziendale per la procedura di cessazione dell'attività produttiva. E' prevista la collocazione in mobilità dei dipendenti e la corresponsione di una somma incentivante in prima battuta. Alla Italmode l'intenzione è di cessare la produzione entro il mese di ottobre e di chiudere definitivamente l'azienda nei primi mesi del 2004. Non è stato facile raggiungere l'accordo poiché, dal principio, l'azienda aveva dichiarato di avere a disposizione limitate risorse finanziarie. E infatti l'accordo prevede una rateizzazione delle spettanze di fine rapporto.

METALLURGICHE FROSSASCO: 37 IN CIG

Raggiunto un accordo tra le organizzazioni sindacali e i titolari della "MF Metallurgiche Frossasco" di Volvera per accordare la cassa integrazione a rotazione per 37 operai per le prossime 13 settimane, fino al febbraio del 2004. Lo sciopero delle maestranze di giovedì 25 ha indubbiamente contribuito a sbloccare la situazione. La MF appartiene ad un gruppo di cinque aziende, tre delle quali sono in Italia e due all'estero. A Volvera lavorano 178 dipendenti. Si producono cabine per trattori per la New Holland, per macchine movimento terra ed escavatori. Un altro "ramo" dell'attività della MF è costituito dalla recente produzione dei primi prototipi di una macchina distributrice di pizze surgelate che scendono però calde e pronte da mangiare.

WAGON LITS: TAGLI IN VISTA

La direzione della società del gruppo Accor che gestisce i servizi di carrozze-letto e ristorazione sulle tratte ferroviarie ha comunicato la soppressione di 21 servizi e la limitazione di altri 5, con la riduzione di 13.000 corse, dalle attuali 45.000 l'anno a 32.000 l'anno, a partire dal 15 dicembre prossimo. Ulteriori tagli potrebbero essere decisi anche dalla società Artesia, sui servizi ferroviarie internazionali. La riduzione dei servizi comporterà - denunciano i sindacati - il taglio di almeno 150 posti di lavoro. Questo il piano di taglio delle tratte Wagon Lits che scatterà da metà dicembre, secondo quanto riferiscono i sindacati. Nove tratte da Milano, 8 da Roma, 6 da Napoli, 2 da Messina, 2 da Torino, 2 da Venezia. Nel dettaglio, da Milano, le tratte soppresse riguardano la Milano-Lecce, Milano-Reggio Calabria, la Milano-Palermo e la Milano-Siracusa. Da Roma, invece, le tratte coinvolte sono la Roma-Lecce, Roma-Palermo, Roma-Bolzano e Roma-Milano. Da Napoli, la Napoli-Udine, Napoli- Trieste, Napoli-Torino, Napoli-Bolzano e due tratte sulla Napoli-Milano.