venerdi 11 aprile 2003 - snaterinforma  

NOTIZIARIO a cura del Centro di Documentazione e Lotta
E-mail: cen_doc_lotta@yahoo.it

Fax 06233213975
04/03-07/04/2003


4 aprile 2003

GRECIA: ESPLOSIONE IN FABBRICA

E' di sei morti e tre feriti il bilancio di una violenta esplosione avvenuta questa mattina in una fabbrica per la costruzione di tubi per condotte a Corinto, probabilmente provocata da una fuga di gas propano, secondo quanto hanno riferito le autorità locali. La scintilla che ha provocato l'esplosione è stata causata da alcuni operai che usavano una fiamma ossidrica. La deflagrazione alla "Solinurghia Corinthou" ha devastato i corpi delle vittime, tanto che ci sono volute ore per identificarli, e uno di loro resta ancora senza identità.

SME: LAVORATORI IN LOTTA

I lavoratori della Sme hanno occupato la sede della società autosdrade di Napoli e hanno iniziato lo sciopero della fame per protestare contro la svendita del marchio Sme alla Carrefor e il trasferimento della sede Milano. Il marchio SME è stato nel corso del tempo svenduto, con le note vicende processuali che ne sono poi conseguite. I dipendenti che rischiano la perdita del posto di lavoro chiedono un impegno della Regione Campania sulla vicenda. L'atteggiamento della società autostrade è minaccioso e intimidatorio nei confronti di lavoratori che difendono solo il loro lavoro. Hanno posto problemi ai rappresentanti istituzionali, reso difficile anche l'incontro con l'Assessore regionale Alois, costretto i lavoratori allo sciopero della fame.

FRANCIA: SCIOPERO DEI DIPENDENTI PUBBLICI

Più di cento di manifestazioni; treni, aerei, metro quasi o del tutto fermi; gran parte delle scuole chiuse: il 72% dei francesi approva la protesta dei dipendenti pubblici che ieri ha paralizzato il paese. I sindacati, invece, sono apparsi più divisi che mai. E il primo ministro Jean-Pierre Raffarin ha cercato di approfittarne facendo appello alla ragionevolezza. Ma la Cgt ha già promesso "un maggio agitato" e la Cfdt, che ieri (a parte i dissidenti della federazione dei trasporti, delle infrastrutture e della scuola) ha rifiutato di scendere in piazza, già promette un braccio di ferro con il governo, se le proposte del ministro del lavoro, François Fillon, non saranno soddisfacenti. Il settore pubblico è sceso massicciamente in sciopero non solo per contrastare la riforma delle pensioni. Ci sono difatti altre preoccupazioni. Lo stato francese, preso nella morsa delle promesse elettorali (meno tasse) e dei parametri del Patto di stabilità, ha una sola via da tentare per far quadrare il cerchio: ridurre la spesa diminuendo il numero dei pubblici dipendenti. 1089 posti di lavoro soppressi nel 2003 nella funzione pubblica, prima piccola mossa che secondo i sindacati ne anticipa una massiccia: Raffarin avrebbe deciso di sostituire solo la metà dei 59.800 funzionari che andranno in pensione nel 2004. Nella scuola, dove lo sciopero è stato molto seguito, ci sono anche altri problemi specifici: la decentralizzazione sposterà molti lavoratori dalle dipendenze dello stato a quelle degli enti locali. Ci sono inoltre le soppressioni di posti di lavoro nella scuola che il precedente governo socialista aveva creato, come gli aiuto-educatori. Ma, sopra tutto, c'è la riforma delle pensioni, rimandata di anno in anno. I sindacati sono molto divisi. Force ouvrière, intende difendere la differenza a favore del settore pubblico (37,5 anni di contributi contro i 40 del settore privato); la Cfdt, è disposta a discutere sui 40 anni, ma chiede in cambio maggiore equità tra i lavoratori; la Cgt, che ha appena concluso il congresso dove i riformisti del segretario Bernard Thibault sono usciti rafforzati, è un po' presa tra i due fuochi: vorrebbe discutere anche sui 40 anni, ma ha paura di perdere terreno tra i lavoratori (i suoi iscritti sono al 50% pubblici dipendenti) e quindi si allinea con i difensori dei 37,5 anni. Punto fermo, invece, di tutti i sindacati: mantenere l'età della pensione a 60 anni e "un alto livello" delle pensioni. Ma il governo vuole sganciare l'indicizzazione che segue i salari, quando esiste, e abbassare la percentuale rispetto al salario (per il settore privato viene fatta una media degli ultimi 25 anni e la pensione non va oltre il 75%).

LTS: I LAVORATORI IN LOTTA SCOPRONO LA TRUFFA

Si sono battuti per difendere il posto di lavoro nell'indifferenza delle istituzioni e della classe politica. Poi hanno dimostrato che anche in Sicilia si possono scardinare lobbies politico-affaristiche senza dare delega in bianco alla magistratura. Hanno trascorso intere notti senza chiudere occhio, a gruppi si sono riuniti nei bar, in casa o in luoghi occasionali. Si sono distribuiti compiti e ruoli, ognuno ha portato il proprio contributo frutto di due anni di lavoro con l'auricolare all'orecchio o immerso fra le carte dell'amministrazione e dell'ufficio commerciale dell'azienda. Quanto è bastato al Tribunale di Palermo per dichiarare il fallimento dell'azienda per la quale lavoravano - la Lts Spa - e alla Procura per avviare un'inchiesta che ha portato al blocco di una quarantina di conti correnti di numerose società in tutta Italia, all'iscrizione nel registro degli indagati di quattro manager (Marco Ciancaglini, ex amminsitratore delegato di «Lts Spa», Fatima Panah iraniana e socio di maggioranza di Gps, Dario Socrates Buono Santana domenicano, direttore generale di Lts e a.d. unico di Voda-tech e Giuseppe Giudice, figlio di un ex generale della Guardia di Finanza) e a ordinare l'arresto dell'ultimo amministratore unico della Lts Spa, Giuseppe Mauro, 28 anni, giovane rampollo che ha esordito in politica con Forza Italia e poi è passato all'Udc. E' la storia di 70 ragazzi che da operatori di call center si sono trasformati in esemplari "investigatori" riuscendo a bloccare una truffa ai danni di circa 10 mila clienti siciliani che si avvalevano della linea di Lts e delle carte prepagate e a sgominare una lobby di uomini d'affari che dietro a un fitto intreccio di scatole cinesi stava tentando di incassare flussi di denaro facendoli transitare in conti correnti di società costituite ad hoc e collegate all'azienda madre Lts, titolare dell'unica licenza di telefonia fissa rilasciata in Sicilia dal ministero delle Telecomunicazioni, quando il dicastero era nella mani di Salvatore Cardinale (Ppi).

TECNOSISTEMI

Fim, Fiom e Uilm annunciano la proclamazione di due ore di sciopero, per lunedì, delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo Tecnosistemi. Il motivo della protesta è dovuta ai ritardi con cui vengono pagati i salari.


05 aprile 2003

CASSINO: AGGREDITI LAVORATORI IN LOTTA

I lavoratori della Wess, società che ha in appalto la pulizia delle cabine di verniciatura alla Fiat di Cassino, sono stati aggrediti giovedì sera intorno alle 23 davanti ai cancelli della fabbrica. Gli aggressori, che si sono presentati con mazze da baseball, sarebbero dipendenti di un'altra società d'appalto (la Iscot di Torino) alla quale la Fiat avvrebbe affidato il servizio. Gli aggressori si sono scagliati contro i lavoratori della Wess che - essendo stati licenziati - avevano organizzato scioperi e presidi. L'aggressione è avvenuta dopo la serrata messa in atto dalla Fiat di Cassino per tentare di neutralizzaree lo sciopero dei lavoratori licenziati della Wess. Avuta notizia dell'aggressione i lavoratori della Fiat hanno subito proclamato due ore di sciopero sia al primo che al secondo turno. Gli aggressori sono arrivati a bordo di automobili da cui sono scesi già armati di mazze. Ora sono stati identificati e denunciati. La Fiom fa sapere che ci sarà una denuncia per aggressione e minacce e un ricorso contro l'azienda per comportamento antisindacale in base allo Statuto dei lavoratori.

PININFARINA

Saranno le assemblee dei lavoratori a decidere sull'ipotesi di accordo siglato dalle organizzazioni sindacali per regolare i contratti a termine all'interno del gruppo (207 su 647 lavoratori a Bairo; 131 su 929 a Grugliasco). E'prevista una scadenza delle assunzioni provvisorie legata alle nuove produzioni, ma viene fissato un periodo conclusivo, al termine del quale, dopo verifica, e visto il turn over si procederà alla trasformazione in contratti a tempo indeterminato.

POSTE: 43 ESUBERI A RIMINI

Poste Italiane intende tagliare ben 43 unità lavorative delle 70 in servizio a Rimini Ferrovia nell'ambito del progetto aziendale sulla nuova rete logistica. Si tratta di personale addetto alla lavorazione interna, che comprende anche le corrispondenze pregiate. C'è preoccupazione per gli effetti del progetto sulla nuova rete logistica che porterebbe a livello regionale un taglio di risorse umane pari a a ben 260 unità. I 27 impiegati restanti non saranno sufficienti alla lavorazione di oltre 6.000 quintali di stampe e alle operazioni collaterali. Con un taglio così drastico del personale in servizio a Rimini Ferrovia, potrebbe diventare a rischio anche l'attuale servizio di accettazione pacchi e raccomandate, molto utilizzato dagli utenti anche perché operativo nel pomeriggio. Nelle intenzioni aziendali dovrebbe rimanere solo il servizio per i grandi utenti.


 06 aprile 2003

OPERAIO MORTO

Verrà sottoposta ad autopsia nella giornata di martedì nella camera mortuaria dell'ospedala Manzoni la salma dell'operaio Walter Albani Rocchetti, 47 anni, deceduto nella serata di giovedì all'ospedale Manzoni probabilmente per choc emorragico o emorragia da lesione interna. Il cuore dell'operaio ha cessato di battere nove ore dopo avere patito la sospetta frattura all'anca e lesioni per essere stato urtato durante le manovre di un muletto telescopico mentre smontava una gru nella la tessitura "Spinelli Vincenzo spa" di Barzago. Nell'inchiesta sono stati previsti al momento almeno cinque avvisi tecnici di garanzia per l'atto irripetibile dell'autopsia. Walter Albani era dipendente della "Amadei srl" con incarico di smontare la gru, dopo il noleggio dell'impianto per i lavori al tetto di un capannone, lavori affidati dalla "Spinelli Vincenzo spa" ad un' impresa di Valmadrera.

"SAN BENEDETTO": SCIOPERO

Una settimana calda quella che si preannuncia alla San Benedetto di Scorzè. Rsu, Cisl e Cgil hanno infatti indetto per domani un'intera giornata di sciopero. A incrociare le braccia saranno i lavoratori del reparto elettrico, compresi i dipendenti assunti con contratto a termine e i trasfertisti in partenza proprio il lunedì. Lo sciopero, della durata di 8 ore, sarà articolato nei tre turni (6-14, 14-22 e 22-6) e, per i giornalieri, nei rispettivi orari di lavoro. Si preannunciano non pochi disagi per la ditta di acque minerali che in questo periodo sta già lavorando a pieno organico in vista della produzione e distribuzione di acqua e bibite per la stagione estiva. Nel corso degli ultimi incontri con l'azienda, in particolare relazioni e organizzazione del lavoro la direzione ha risposto in modo insoddisfacente dichiarando di voler risolvere la questione con un generico impegno a medio termine. Per i sindacati invece si sta minimizzando il malessere dei lavoratori e si sta venendo meno agli impegni recentemente sottoscritti nel contratto integrativo aziendale. Tutti i lavoratori del reparto si ritroveranno domani alle 9 presso la saletta Rsu per valutare le successive iniziative. I delegati della Rsu, di Cgil e Cisl hanno anticipato che nel corso della giornata di domani vigileranno affinché l'azienda, al fine di assicurare comunque la produzione, non si renda protagonista di comportamenti antisindacali.


7 aprile 2003

CALZATURIFICIO RUGGERI

Secondo la CISL "Si è conclusa la fase più critica di un caso emblematico" al Calzaturificio Ruggeri. L'azienda ha annunciato la riduzione di personale (80 unità). Si è ritenuto che i problemi della Ruggeri fossero la punta dell'iceberg di una crisi molto più vasta di tutto il calzaturiero. Dopo una lunga e difficile trattativa, dalla vicenda si è usciti con un risultato parziale: si è concertata un'ipotesi di accordo che ha ridotto il numero dei licenziamenti e creato le condizioni per assicurare agli espulsi altre opportunità di impiego. L'accordo, raggiunto con la mediazione della Regione, prevede la mobilità da un posto di lavoro a un altro, in base alle disponibilità di imprenditori locali.

ESPLOSIONE NELLA GALLERIA DELL'ALTA VELOCITA'

Uno scoppio con successivo incendio si è verificato verso le 15.15 in una galleria in costruzione del tratto appenninico dell' alta velocità ferroviaria, nella zona di Barbarolo, sulla collina bolognese. Cinque operai che stavano lavorando in galleria sono rimasti ustionati in modo grave. Le ustioni sui corpi dei cinque lavoratori sarebbero tutte superiori al 40%. Le macchine all'interno della galleria di Montebibele erano ferme, e i rilevatori della presenza del grisou non avevano segnalato concentrazioni rischiose del gas. Ma la dinamica dell' esplosione, secondo le prime informazioni, è sembrata proprio quella tipica provocata dal gas delle miniere e si può ipotizzare che una sacca di grisou sia fuoriuscita proprio quando uno degli operai colpiva col martello una asse di legno. E' stata questa la prima impressione, spiegata ai cronisti sul posto, dal responsabile del cantiere, l'ingegnere Franco Perini, direttore del tronco degli scavi interessato dallo scoppio. Ad innescare l' esplosione è stata probabilmente la scintilla scaturita da un colpo di martello dato da uno degli operai. Ancora da capire come sia potuta avvenire la fuga di grisou senza che i rilevatori ne segnalassero la presenza.

OPERAIO FERITO

Travolto da un carico blocchetti in cemento per la pavimentazione dei giardini. Così, durante il pomeriggio di sabato scorso, è rimasto seriamente ferito un operaio originario della Tunisia ma residente a Codogno, nella frazione di Triulza. L'uomo si è fratturato entrambe le gambe. L'episodio si è verificato poco prima di mezzogiorno all'esterno di una palazzina di via Cremona. L'operaio stava scaricando alcuni bancali dal camion della ditta per la quale lavora. Per cause ancora in corso di accertamento, il camion, un Mercedes, si è piegato su se stesso e così le mattonelle sono piovute addosso al tunisino. Il pesante carico è precipitato sulle gambe dell'uomo che è rimasto così intrappolato. All'operaio sono state diagnosticate fratture scomposte a entrambe le gambe. Sull'episodio è stata aperta un'indagine che dovrà fare luce sulle cause dell'incidente.

IBLA SPA

"Dicono che la vertenza Ibla Spa sia risolta. Certamente è così dal punto di vista sindacale. Ma nessuno sta tenendo in considerazione il dramma dei lavoratori nell'affrontare la vita di tutti i giorni". E' Salvatore Spataro, Rsu della fabbrica di detergenza di Ragusa la cui attività è stata ormai sospesa dall'inizio di febbraio, a lanciare l'allarme. 2Siamo senza soldi - spiega - dal mese di dicembre scorso quando, tra l'altro, avevamo appena percepito soltanto un acconto di 300 euro ciascuno. Da allora sono passati più di tre mesi e non abbiamo visto neppure un euro. Mi volete spiegare come deve fare un padre di famiglia a tirare avanti?". La fase vertenziale, dopo l'approvazione della Cigs, resta ancora aperta. Ci vorrà la convocazione dell'unità di crisi istituita in prefettura per fare in modo che il percorso prefigurato da istituzioni e organizzazioni sindacali possa in qualche modo compiersi. Stiamo parlando, ovviamente, dell'assicurazione fornita alle maestranze circa l'erogazione delle somme necessarie ad integrare gli emolumenti che la Cigs non è in grado di coprire economicamente.