venerdi 16 maggio 2003 - snaterinforma  

NOTIZIARIO a cura del Centro di Documentazione e Lotta
E-mail: cen_doc_lotta@yahoo.it

Fax 06233213975
01/05-09/05/2003


01 maggio 2003

METALMECCANICI

I lavoratori di numerose aziende metalmeccaniche torinesi hanno scioperato, ieri mattina, per protesta contro l'ipotesi di rinnovo del contratto formulata dalla Federmeccanica. In alcuni casi gli scioperi sono stati decisi dalle Rsu, in altri sono avvenuti in modo spontaneo. L'astensione dal lavoro è durata un'ora e ha interessato, tra le altre aziende, Sandretto, Valeo, Lear, Fergat, Emarc. I lavoratori sono scesi in sciopero contro la scelta di Federmeccanica di imporre un accordo separato che toglie i diritti applicando le deleghe del Patto per l'Italia, peggiora gli orari di lavoro e tiene i salari al di sotto della difesa del potere d'acquisto.

ISRAELE: SCIOPERO PUBBLICO IMPIEGO

E'cominciato, ieri amttina, lo sciopero ad oltranza di tutto il pubblico impiego e di parte del settore pubblico in Israele: fermi i treni, chiusi le scuole, gli uffici pubblici e i porti. Anche all'eroporto Ben-Gurion di Tel Aviv non atterrano ne' decollano più gli aerei. Lo sciopero è contro il ddl governativo, arrivato oggi al parlamento sull'abolizione dei contratti collettivi di lavoro. Il progetto del governo prevede non soltanto la possibilita' di tagli degli stipendi e di licenziamento dei dipendenti, ma anche la riforma del sistema pensionistico.

 

03 maggio 2003

GUERRA: PROFITTI PER I PETROLIERI

La guerra paga. Di ieri la notizia che i due big del petrolio Usa, Exxon e Shell, e il gigante inglese Bp (British Petroleum) hanno macinato incassi record, raddoppiando e in alcuni casi triplicando i propri profitti. La Exxon Mobil la più grande compagnia del mondo, nei primi tre mesi del 2003 ha fatto profitti per 7,04 miliardi di dollari, il triplo rispetto allo stesso periodo del 2002 (2,1 miliardi). Shell ha raddoppiato, da 2 miliardi di dollari a 3,9. Infine Bp, che ha toccato profitti record, a 3,7 miliardi di dollari nel trimestre (+136% rispetto alo stesso periodo del 2002).

TURISMO: CONTINUANO GLI SCIOPERI

Continuano con successo gli scioperi regionali del turismo indetti da Filcams, Fisascat e Uiltucs per il rinnovo del contratto nazionale. Ieri è toccato a Lombardia e Campania. In Lombardia, i lavoratori delle mense hanno aderito al 50% (a Milano al 60%). I fast food di Linate e Malpensa si sono fermati rispettivamente per il 90 e il 70%. A Milano i McDonald's al 60% (con punte del 90%), gli Autogrill al 75%. I tour operator al 60%. I grandi alberghi di Milano tra l'80% e il 90%. In Campania, in concomitanza con lo sciopero dei metalmeccanici, le mense delle industrie hanno registrato una fermata totale. Gli alberghi di Napoli hanno aderito all'80% con punte, nei grandi alberghi, del 90%.

 

06 maggio 2003

CLASS CHIUDE

I ventisei operai della Class di Pistoia hanno deciso di accettare il trasferimento a Massa, nel nuovo sito produttivo che il gruppo Estel-Class ha intenzione di aprire nell'area ex Olivetti. L'azienda di San Pierino Casa al Vescovo chiuderà i battenti a settembre, ma la messa in mobilità scatterebbe a partire dal nove maggio. Unica alternativa, il trasferimento a Massa. Per la Fiom non ci sono i presupposti per accettare la procedura di messa in mobilità, perchè l'azienda non ha dato sufficienti garanzie sulla futura riapertura dello stabilimento pistoiese.

SMIM: LAVORATORI IN LOTTA

Focolai di protesta accesi su più fronti ieri all'indotto del petrolchimico di Gela. Per due ore, dalle 10 alle 12, i circa 200 operai della Smim hanno bloccato la Ss 115 Gela- Vittoria, in contrada Piana del Signore, per dire no alla decisione aziendale di porre in mobilità 55 dipendenti per l'assottigliarsi delle commesse di lavoro. Si tratta di metà di un gruppo di dipendenti che da oltre due anni è stato posto dalla Smim in cassa integrazione per fronteggiare la crisi. Avendo utilizzato entro aprile tutti gli ammortizatori sociali, la Smim ha deciso di rescindere il rapporto di lavoro con 55 lavoratori. I sindacati hanno cercato di convincere l'impresa a fare contratti di solidarietà. La Smim ha detto no adducendo motivi di ridotta disponibilità finanziaria. I lavoratori allora hanno incrociato le braccia e bloccato la statale per Vittoria. I blocchi li hanno rimossi solo dopo che, con l'intervento del vice questore Antonio Malafarina, è stato fissato il confronto con la Smim in prefettura. Sono tre anni che questa ditta li tiene sulle spine. Ieri mattina in concomitanza con la protesta della Smim davanti agli uffici direzionali della Raffineria hanno continuato la protesta iniziata due giorni fa 55 lavoratori della Seci, che vogliono le spettanze arretrate della cassa integrazione. Si è chiusa positivamente la vertenza degli operai licenziati 36 mesi dalla ditta Comi che chiuse i battenti. Una storia lunga che ha visto i lavoratori penalizzati anche dai cambi societari operati negli anni dall'Azienda. Dopo decine di incontri in prefettura si è raggiunto l'obiettivo dell'assorbimento a breve scadenza presso le altre ditte dell'indotto del personale ex Comi. Diciassette operai erano stati assorbiti qualche tempo fa,due sono stati assunti ieri dalla Cedis, 2 lavoreranno tra qualche giorno per Cns, 1 per la ditta Turco, 1 per Eurotech. Gli altri 12 saranno assorbiti entro il 1° luglio.

 

07 maggio 2003

MERKER: CRESCE LA RABBIA DEGLI OPERAI

La seconda giornata di presidio alla Merker è cominciata con qualche tensione fra i lavoratori e i rappresentanti aziendali. La calma è tornata a pacificare gli animi, soprattutto dopo l'intervento del capitano dei carabinieri Roberto Cardinali e il maresciallo, Marcello Santacroce. Poi l'arrivo in fabbrica di Fausto Bertinotti, che sulla vertenza ha annunciato iniziative clamorose. Intanto, nuovi cartelli inneggianti l'azione di lotta che i lavoratori stano portando avanti, sono apparsi, e più numerosi cittadini e lavoratori portano la loro solidarietà alle maestranze della Merker, in stato di agitazione permanente. Ieri, da parte della Merker, c'è stato un pagamento di ben 9mila euro al Comune di Tocco da Casauria: un acconto sul debito totale di 55mila euro. La somma incassata ha impedito all'amministrazione di procedere a una ingiunzione o alla sospensione della fornitura.

VERTENZA ITIN E MEGARA

I lavoratori precari delle aziende Itin e Megara dovrebbero avere un futuro meno incerto. Ieri mattina è stato ratificato il protocollo d'intesa tra Comune, Provincia, organizzazioni sindacali e imprenditoriali, aziende sanitarie e partecipate del Comune. Da quattro anni si cerca di appianare la situazione degli ex lavoratori Itin, la maggior parte dei quali, grazie alle risorse del Patto per il Lavoro, gestiscono in cooperative servizi vari, esterni agli enti locali e alle aziende sanitarie. Restavano 36 lavoratori, di cui dieci con ancora un paio d'anni di attività prima della pensione. Questo gruppo sarà assunto con contratto part-time a tempo indeterminato. Questi i numeri dell'accordo: nove verranno assorbiti dal Comune, undici dalla Provincia, sei dall'Ausl 3 di Catania, tre dalla Sidra, tre dall'Asec, tre dalla Multiservizi e tre dal Policlinico. Si aggiungono i due ex dipendenti della Megara inseriti in extremis.

FIBRONIT: VA AVANTI LA STRAGE DA AMIANTO

La Regione lo ha messo nero su bianco: si presume siano 31 gli ex lavoratori della Fibronit morti dal 1986 ad oggi per aver lavorato nella fabbrica di amianto. Un po' di chiarezza per i familiari delle vittime. Per i bronesi non è certo una novità. Le indicazioni più importante fornite riguardano le malattie professionali contratte dai lavoratori ex Fibronit. Dall'anno 1986 a oggi - sono le parole di Carlo Borsani - i decessi di lavoratori ex Fibronit, causati da mesotelioma pleurico, ammontano a trentuno. Di questi, dieci sono avvenuti negli ultimi cinque anni. A Broni, a parte l'attività dei comitati ambientalisti, non c'è stata la stessa mobilitazione dei familiari delle presunte vittime, come è successo, ad esempio a Casale Monferrato, sede centrale della Fibronit. E anche dell'attività della magistratura si sa molto poco. Sicuramente in tutti questi anni non si è arrivati a nessun processo.

ELMAN: LICENZIATI 60 OPERAI

Ennesimo colpo di scure sull'occupazione in Val Vibrata. La Elman Tecnologie Elettroniche di Corropoli manda in mobilità quasi 60 operai. Il centro servizi per l'impiego di Nereto da alcuni giorni è assediato dai dipendenti dell'azienda della zona industriale di Santa Scolastica per le iscrizioni nelle liste di mobilità. Ad essere tagliati fuori sono i lavoratori della produzione, che rappresentano il 70% dell'organico aziendale. Secondo alcune voci la Base srl sarebbe disposta a subentrare in società, proprio per la riorganizzazione produttiva rilevando buona parte del personale disoccupato. Hanno chiuso per il momento i battenti anche altre due società collegate alla Elman, una delle quali ha sede a Nereto, e cioè Aster e Sirio. Ma la Elman non è la sola a risentire della crisi. A Colonnella soffrono altre due importanti società del Nord, il gruppo Biasi, e quindi la Termotecnica Abruzzese, ed anche la Ykk.

SCIOPERO IN ATESIA

Nuovo sciopero in Atesia, call center di proprietà di Telecom Italia. Gli operatori del 187 incrociano le braccia da ieri mattina; la protesta prosegue anche oggi, fino a un incontro già fissato con l'azienda. Lo sciopero è stato spontaneo, non appena si è saputo che i vertici avevano deciso unilateralmente di abbassare il compenso per le singole chiamate del 14% (da 0,66 centesimi a 0,57). Le adesioni hanno toccato l'80%-85%. L'abbassamento del compenso porta sotto i limiti della dignità i lavoratori: inoltre qualsiasi decisione viene presa senza sentire i lavoratori. Il compenso medio mensile di un addetto al call center nella campagna 187 (circa 2500 persone sulle 7000 totali che lavorano in Atesia), per 5 giorni di lavoro a settimana e 6-7 ore al giorno si aggira intorno ai 516 euro; in un'ora ricevi massimo 10 telefonate, ciascuna chiamata può arrivare a durare fino a 5 minuti. Se vendi al cliente dei servizi, grazie agli incentivi il tuo compenso può lievitare fino a un euro; ma c'è anche il "superpremio" (si fa per dire): quando riesci a piazzare un abbonamento alla linea Isdn, guadagni 4 euro. Con l'abbassamento dei compensi, però, è arrivato anche un ridimensionamento proporzionale degli incentivi, e dunque la busta paga rischia di diventare microscopica. Senza contare che i co.co.co. devono anche sborsare una parte del proprio compenso per pagarsi i contributi, maturando una pensione da fame. E non hanno ferie, malattie, maternità e molte altre tutele da lavoratori classici.

SARDEGNA: SCIOPERO NEL SETTORE IDRICO

Scenderanno in piazza per protestare contro i ritardi e le incertezze che stanno accompagnando la riforma del sistema idropotabile sardo e, in particolare, la costituzione dell’autorità d’ambito. Lo sciopero e la manifestazione (che si svolgerà davanti al Consiglio regionale a partire dalle 9,30) riguarderanno, oltre ai lavoratori dell’Esaf, anche quelli del settore degli appalti. Secondo i rappresentanti sindacali, il disegno del presidente della Regione Mauro Pili è sempre più chiaro: continuare a esercitare i poteri commissariali per attuare la privatizzazione del servizio idropotabile pregiudicando un sistema economico e sociale, senza alcuna garanzia sulla riforma dell’Esaf e certezze per i lavoratori dell’ente e in particolare per i 500 dipendenti delle ditte d’appalto.

VINIMAR: DIPENDENTI IN MOBILITA'

L'attività in mano alla società cooperativa che ha sede sulla direttissima del Conero passa alla Casato Spa, appositamente costituita. Un passaggio di consegne che prevede l'apertura di uno stabilimento ad Ascoli - dove la Vinimar recupera il 50% del prodotto e dove è cominciata la ricerca di personale - e la necessità di ricollocare i lavoratori, soprattutto delle sedi anconetane: 12 persone a Camerano e una ad Ostra. Ma i lavoratori ora sono in mobilità. Sono stati coinvolti i sindacati per verificare il ricollocamento. Non sono ufficiali i tempi di realizzazione dell'operazione, che dovrebbero essere comunque corti. Il progetto di ristrutturazione porta la firma di Confcooperative. La Casato Spa manterrà il polo produttivo di Montemaggiore al Metauro, in provincia di Pesaro, dove i lavori dovrebbero essere ricollocati. "La cooperativa passa il testimone perché ormai sovradimensionata rispetto all'attività", spiega il presidente Fabini.

DROP3: DIPENDENTI IN MOBILITA'

Nei giorni scorsi è stato siglato alla Drop 3, produttrice di filati, l'accordo per la messa in mobilità di 24 dei 40 lavoratori in organico. Per ridurre al massimo l'impatto sociale, ma anche economico della mobilità, l'azienda si è impegnata a corrispondere ai lavoratori interessati dal provvedimento, una somma pari a 3350 euro per ogni anno di mobilità in aggiunta alle spettanze maturate al momento della collocazione in mobilità. Si è appreso inoltre che per i restanti 16 dipendenti non in possesso di quei requisiti utili all'aggancio alla pensione di anzianità o vecchiaia, a breve si provvederà ad attivare la cassa integrazione guadagni straordinaria.

 
08 maggio 2003

GERMANIA: DISOCCUPAZIONE

La disoccupazione tedesca è aumentata ancora, per il tredicesimo mese consecutivo. Ad aprile i senza lavoro, calcolati su base destagionalizzata, sono aumentati di 44mila unità, portando il totale a 4,46 milioni e il tasso di disoccupazione al 10,7% dal 10,6% di marzo, secondo i dati diffusi dall'ufficio federale del lavoro. L'aumento è stato maggiore nei Laender occidentali rispetto a quelli orientali, dove comunque il tasso di disoccupazione è arrivato al 19,1% (l'annno scorso era invece del 17,8%).

VIGILI DEL FUOCO IN SCIOPERO

Lo sciopero nazionale dei vigili del fuoco, indetto da Cgil e Rdb, ha avuto successo: secondo le prime rilevazioni delle presenze, ieri oltre la metà del personale operativo ha incrociato le braccia (e bisogna tener conto che una parte deve essere obbligatoriamente al lavoro per garantire le emergenze). Lo sciopero fa parte di una mobilitazione che i due sindacati hanno portato avanti nell'ultimo anno contro il disegno del governo di inquadrarli contrattualmente nel comparto delle forze dell'ordine (con la polizia), sottraendo loro molti diritti sindacali e sottoponendoli a uno strettissimo controllo verticistico da parte del ministro dell'interno. Tecnicamente, quello che vuole fare il governo - appoggiato da Cisl e Uil, con la contrarrietà del centrosinistra (a eccezione di pezzi di Margherita) - è sostituire il contratto di tipo privatistico con uno di carattere pubblicistico, e dunque deciso per legge, come avviene per le forze di polizia, i magistrati, e gli ambasciatori. Si perdono tutti gli spazi sindacali e di contrattazione: i vigili del fuoco non avrebbero più le rsu e il diritto di sciopero, per non parlare dell'integrativo. Il governo sta tentando di fare lo stesso con la scuola, dove si vuole decidere per legge la parte normativa del contratto; nella trattativa dei metalmeccanici, Federmeccanica ha rimandato tutta la contrattazione della flessibilità alla legge 30. E' lo svuotamento del contratto nazionale e della contrattazione in sè, la riduzione di tutti gli spazi democratici nei luoghi di lavoro, lo schiacciamento dell'autonomia del corpo, irregimentato come una forza di polizia e ridotto a braccio del governo.

AUTOSTRADE: CANTIERE OCCUPATO

Da tre mesi senza stipendio. Pagamenti saltuari nell'ultimo anno di attività. Assenza totale di prospettive e garanzie sindacali. A tutto questo si sono ribellati i 60 dipendenti della Coop costruttori di Ferrara che sta realizzando il tratto dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria nella zona del Vallo di Diano, occupando il cantiere di Sala Consilina. Un'opera iniziata tre anni fa e che procede a singhiozzo. Una storia, quella dei lavori per l'ampliamento della Salerno-Reggio Calabria, cominciata nel `97 con il governo di centrosinistra e disseminata di inchieste della magistratura, fallimenti di ditte vincitrici di appalti a prezzi insostenibili e una catena di licenziamenti. Una catena che gli operai di questa cooperativa hanno deciso di spezzare, cominciando la loro lotta per dire basta alla precarietà martedì mattina con l'occupazione del cantiere a Sala Consilina. Un primo atto di un percorso che li potrebbe portare nei prossimi giorni a protestare presso la sede dell'Anas di Salerno e all'organizzazione di un'assemblea pubblica.

METALMECCANICI: FIM E UILM FIRMANO L'INTESA

Dalle 16,30 di ieri 1.300.000 metalmeccanici italiani non hanno più un contratto nazionale collettivo di lavoro; o, meglio, hanno un testo concordato tra Federmeccanica, Fim e Uilm che per i suoi contenuti è un manifesto di subordinazione del lavoro alle leggi d'impresa (flessibilità e salari variabili dei bilanci aziendali) e il cui senso sta nella fine dell'autonomia contrattuale rispetto al potere legislativo (recepimento delle direttrici imposte dal Patto per l'Italia). Su questa svolta - che va ben al di là del divorzio sindacale - più che le parole parlano le facce: quella del presidente di Federmeccanica, Alberto Bombassei, era raggiante, lontana mille miglia dal grugno incupito del suo predecessore, Andrea Pininfarina, che cinque anni fa tentò senza riuscirci di vincolare il contratto alle misure legislative sulla flessibilità e sottraendo il potere di rappresentanza e di contrattazione alle Rsu. Fim e Uil hanno firmato un accordo perfettamente "coerente con i loro obiettivi" (parole di Giorgio Caprioli, leader della Fim) e con la filosofia di sindacati che intendono accompagnare le imprese nella loro pratica di una competitività basata sul contenimento dei costi e sulle flessibilità del lavoro. Fim e Uilm portano a casa integrazioni salariali che stentano a tenere il passo dell'inflazione, istituzionalizzano l'escamotage dell'anticipo sul prossimo biennio per cercare di rendere decente la cifra complessiva degli aumenti (alla fine 90 euro lordi al V° livello, 75 al III°) e aprono la strada della gestione normativa attraverso commissioni ed enti bilaterali. Il sottosegretario al lavoro Maurizio Passoni ha definito "storica" l'intesa: questo contratto è indiscutibile: come a dire che né gli scioperi, né un referendum (che solo la Fiom chiede) potranno cambiare le cose. Dichiarazioni che confermano il significato politico generale dell'intesa. La Fiom boccia l'intesa nel suo complesso.

TECARB: SI TORNA AL LAVORO

Riapre la Tecarb, lo stabilimento teanese in cui viene effettuato lo stampaggio e assemblaggio di lamiere per la Fiat. Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ne ha disposto ieri il dissequestro provvisorio, prescrivendo una serie di interventi volti a minimizzare l'inquinamento acustico e le vibrazioni prodotte dalle tre presse della fabbrica. Una buona notizia per i 23 operai rimasti senza lavoro dopo la chiusura dello stabilimento. I lavoratori, già in cassa integrazione per i noti problemi riguardanti la Fiat, avrebbero subito un danno ancora più grave se la fabbrica fosse rimasta chiusa.

SMIM

"La Smim deve revocare i licenziamenti in attesa dell'incontro romano. Questo solo deve fare. Solo così possiamo mettere una pietra sopra a ciò che è successo e cominciare daccapo. O la revoca dei 55 licenziamenti o la Smim sparirà da Gela. Ed ai nostri politici diciamo chiaro e tondo che noi a votare non ci andiamo e chiederemo in questo la solidarietà della città. Con il lavoro non si scherza. Viene prima di ogni cosa": Angelo Di Stefano, Francesco Passero e Giuseppe Rizzo, Rsu della Smim impianti danno voce alla rabbia degli 186 operai della ditta dell'indotto da due giorni in sciopero contro il licenziamento di 55 colleghi. E' stata una giornata di rabbia, di protesta dura, di esasperazione quella di ieri per gli operai in rivolta. Tra gli operai che bloccano le strade, i cancelli del petrolchimico ed occupano il cantiere della ditta a Piana del Signore c'è chi minaccia di salire su un albero e gettarsi sul primo camion che passa, chi urla per la linea dura, chi minaccia denunce alla ditta perché non ha ancora pagato la tredicesima ma fa comparire come se lo avesse fatto, chi è arrabbiato perché mentre ci sono operai in cassa integrazione a 30 in servizio sono state pagate tante ore di straordinario.

POSTE: SCIOPERO A VERBANIA E IN TUTTA ITALIA

La protesta dei lavoratori delle poste del Vco, per l’organico sottodimensionato, avrà uno sbocco rivendicativo nello sciopero nazionale di tutta la categoria che si terrà venerdì 16 maggio. Per sottolineare le difficoltà degli uffici locali "dove ogni giorno peggiora la qualità del servizio" Cgil-Cisl e Uil hanno indetto per quella data un sit-in davanti alla filiale delle poste di Pallanza, in Corso Europa. Per fornire ogni dettaglio sulla protesta e sugli obiettivi contrattuali saranno convocate, nei prossimi giorni, le assemblee sindacali nei tre capoluoghi.

CARTIERA BURGO: CASSA INTEGRAZIONE

Una settimana di cassa integrazione per circa 150 dipendenti della Cartiera Burgo di Avezzano. Da ieri al 14 maggio è stato deciso di fermare una linea di produzione (la numero due) perché sono da smaltire alcune scorte in magazzino. La decisione è stata comunicata dall'azienda nel corso di un incontro con la Rappresentanza sindacale unitaria. La cassa integrazione alla Burgo, una delle fabbriche più importanti della Marsica coi suoi 480 dipendenti, non è legata a una crisi di mercato. Il blocco di una delle linee di produzione, impegnata a lavorare soprattutto carta patinata (quella utilizzata per le riviste), durerà fino al 14 maggio. Parte dei lavoratori potrà optare per un breve periodo di ferie al posto della settimana di cassa integrazione. La Burgo conta stabilimenti in diverse zone d'Italia e negli ultimi anni ha intrapreso un'importante politica di investimenti che ha coinvolto anche la fabbrica marsicana per potere garantire una più elevata efficienza produttiva.

MICRON

Il 20 maggio alle 15 si terrà un nuovo incontro fra le organizzazioni sindacali e i vertici della Micron, la multinazionale statunitense con sede ad Avezzano. Il summit è in programma nella sede dell'Unione degli industriali dell'Aquila. La Micron ha fatto sapere di essere pronta a investire nella Marsica ma ha anche precisato che occorre un'organizzazione più flessibile, con un orario di lavoro superiore a quello attuale.

SCHMIDT EX MORO

A rischiare il lavoro ora sono i circa 55 dipendenti (erano 75 fino ad alcuni mesi fa) della Schmidt, la ex Moro dove si fabbricano spazzatrici. La società è sotto il controllo diretto del gruppo tedesco da circa cinque anni. Si teme una possibile dismissione dello stabilimento entro l'anno. Oggi comincerà la mobilitazione dei lavoratori che hanno proclamato un'ora di sciopero. Dalle 14 alle 15 gli addetti manifesteranno davanti ai cancelli dello stabilimento.

FINCANTIERI DI ANCONA: SCIOPERO

In poco più di duecento sono stati in grado di bloccare per quasi tutta la mattinata il capoluogo di regione e l'area satellite di Ancona. Una manifestazione spontanea, non programmata, quella inscenata ieri mattina dagli operai della Fincantieri e delle ditte appaltatrici della più grossa azienda cittadina. Il sit-in ha dato voce al dissenso dei metalmeccanici della Fiom contro l'accordo nazionale per il nuovo contratto delle tute blu, siglato mercoledì tra Federmeccanica, Fim Cisl e Uilm e non sottoscritto dalla Cgil. A partire dalle 7.30, gli operai (duecento secondo la questura, quattrocento secondo i portavoce dei manifestanti) dal porto, dove sorge la Fincantieri, hanno raggiunto in corteo la stazione ferroviaria, occupando prima via XXIX Settembre, poi via Marconi ed infine piazza Rosselli. Stesso tragitto al ritorno. Un automobilista ha inveito contro gli operai. Alcuni di questi si sono scagliati contro di lui. Sono stati bloccati in tempo dagli agenti. Altre scene del genere si sono consumate durante il corteo dei manifestanti, ma senza contatti fisici. Una protesta imprevista e clamorosa, amplificata ad Ancona anche dalla grave situazione in cui versa la Fincantieri. Senza più commesse per il 2003 e senza prospettive rosee per il futuro, la più grossa azienda dorica rischia di lasciare senza lavoro decine di operai. Ecco perché l'intero primo turno di lavoratori dei cantieri navali anconetani ieri ha voluto alzare la voce in modo così clamoroso.

PLALAM: SCIOPERO

E' iniziato ieri lo sciopero alla Plalam di Ascoli. Gli operai hanno incrociato le braccia per protestare contro le modifiche apportate all'orario di lavoro unilateralmente da parte aziendale: orario di lavoro nei sei giorni, con sei ore di prestazione, sfruttando la giornata del sabato senza aver coinvolto la Rsu in una trattativa volta a valutare se questo orario straordinario sia giustificato da un maggior volume di produzione. Per i prossimi giorni la Rsu Sin Cobas e l'Ugl hanno deciso di continuare con lo sciopero. Intanto nei giorni scorsi si è chiusa un'altra trattativa.

 

09 maggio 2003

CARREFOUR: SCIOPERO

Sciopereranno domani per l'intera giornata i dipendenti del Carrefour di Zumpano (Cosenza). L'iniziativa è stata promossa da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Lo sciopero si è reso necessario non solo a causa dei risultati insufficienti ottenuti dal sindacato per quanto riguarda gli aumenti salariali. Ci sono anche problemi sulla parte normativa del contratto e manca l'accordo sulla estensione del contratto integrativo aziendale sia nelle strutture di nuova acquisizione e nei nuovi insediamenti che in quelle già esistenti e consolidate tra cui c'è la struttura di Zumpano. L'azienda non è disponibile ad alcuna modifica dell'attuale sistema dei buoni mensa né ad apportare modifiche alle attuali percentuali relative al Fondo di previdenza integrativa dei settori del commercio e del terziario. Nella struttura Carrefour di Zumpano lavorano circa 250 addetti che attendono di vedere rinnovato il contratto integrativo scaduto da un anno e mezzo. Quello di domani è il primo sciopero di una certa consistenza proclamato nel punto vendita cosentino.

INDUSTRIE VALENTINI: SCIOPERO

Stamane, dalle ore 8.30 alle 10, i dipendenti delle Industrie Valentini di Rimini attueranno uno sciopero e in corteo raggiungeranno la via Marecchiese fino alla sede di Cgil e Cisl in via Caduti di Marzabotto. Alla base della vertenza non solo il rifiuto dell'azienda di restituire ai lavoratori posti in cassa integrazione nel 2002 le somme loro trattenute sulla 13° mensilità, ma anche la decisione della stessa azienda di procedere ad un nuovo ricorso alla Cig.

COGEMA DI PRIOLO CHIUDE

Chiude la Cogema, fabbrica storica di magnesite nella zona industriale siracusana, e mette in mobilità tutti e 97 i dipendenti, coinvolgendo anche una cinquantina di posti di lavoro dell'indotto. La direzione aziendale ha già avviato le procedure per la mobilità e quelle per la fermata degli impianti. La direzione di fabbrica ha improvvisamente convocato la Rappresentanza sindacale unitaria e la segreteria provinciale della Fulc, nella sede di Assindustria, e ha comunicato loro la decisione già presa. I rappresentanti sindacali hanno respinto questa decisione. Ma la direzione è andata comunque avanti. Ieri sera due impianti erano stati già fermati. Oggi l'assemblea dei lavoratori della fabbrica, con la partecipazione della segreteria della Fulc, deciderà le iniziative di lotta da intraprendere.