mercoledi 31 dicembre 2003 - snaterinforma  

NOTIZIARIO a cura del Centro di Documentazione e Lotta
E-mail: cen_doc_lotta@yahoo.it

Fax 06233213975
19/12-30/12/2003


20 dicembre 2003

INGRED DI LACEDONIA (http://www.denaro.it/)

Sussistono difficoltà per la ripresa dei lavori alla ex Ingred di Lacedonia (AV), determinate dal freno posto sulla procedura degli atti di proprietà. Parte dei lavoratori della Ingred attualmente prestano servizio presso lo stabilimento di Manco a Calitri. L’Ingred dovrebbe riprendere le attività per il mese di marzo

PROTESTA DIPENDENTI STABILIMENTO ACQUA LETE (http://lnx.casertasette.com)

"Nemmeno nei regimi dittatoriali latino-americani si riscontrano condizioni di lavoro e di vita in una azienda così come quelle che si registrano nello stabilimento Lete di Pratella". Lo sostiene il segretario generale della Cgil Campania, Michele Gravano. Le questioni sollevate sono di sicurezza, di libertà sindacale e di qualità del prodotto. La direzione dell'acqua Lete calpesta i diritti dei lavoratori, in azienda aleggia aria pesante e minacciosa, viene eluso l'impegno a salvaguardare la sicurezza sul lavoro, si pratica una organizzazione non regolata dal contratto. La direzione si rifiuta di discutere e di confrontarsi con il sindacato. Molto spesso viene impedito anche il libero esercizio dell'assemblea sindacale, della contrattazione.

VERTENZA TRASPORTI (http://www2.varesenews.it/articoli/2003/dicembre/) SCIOPERO ALLE FERROVIE NORD DI MILANO

I treni delle Ferrovie Nord Milano sono rimasti bloccati dalle 11 e 30 alle 15 e 30 a causa di un'assemblea del personale. Le agitazioni spontanee dei lavoratori dei trasporti hanno caratterizzato anche la giornata di oggi. A Milano c'è stata la paralisi: dei nove depositi dell'Atm, sette sono completamente bloccati e gli autobus circolanti sono una ventina. Non va meglio alla metropolitana milanese, le cui tre linee sono bloccate dall' inizio del servizio. Iniziative analoghe con conseguenze pesanti per gli utenti si registrano in molte altre citta'.


 21 dicembre 2003

VERTENZA TRASPORTI: PRECETTAZIONI A MILANO, BRESCIA E PADOVA (AGI)

Si fa più duro lo scontro sul trasporto pubblico locale dopo la ripresa degli scioperi selvaggi anche questa mattina in diverse città italiane. Scattano le precettazioni a Milano, Brescia e Padova. Il prefetto di Milano Bruno Ferrante ha precettato i lavoratori dell' Atm per i giorni 22, 23 e 24 dicembre. Il provvedimento è stato esteso anche ai dipendenti dell'Atinom, l'azienda che gestisce il servizio trasporto pubblico nell'area a Nord-Ovest di Milano, e ai ferrotranvieri di Monza. A Milano questa mattina gli autobus non sono usciti dai depositi, mentre i cancelli della metropolitana sono rimasti chiusi. Lo sciopero si è esteso anche a Brescia, Firenze e Roma. Nella capitale soltanto la metà dei mezzi pubblici di superficie è effettivamente in servizio mentre funzionano regolarmente le due linee della metro A e B. Dopo il fermo improvviso di ieri pomeriggio il prefetto di Roma aveva precettato i lavoratori ma il provvedimento non ha sortito l'effetto voluto. Le cifra dell'intesa che non piace ai lavoratori: aumento medio mensile di 81 euro per gli oltre 116.000 addetti oltre all'una tantum di 970 euro.


 22 dicembre 2003

TNT-PL DI RIVALTA E MIRAFIORI: SCIOPERO (http://www.ecodelchisone.it/articoli/)

Sono 1.024 gli operai e 95 gli impiegati che dal 3 gennaio saranno interessati a rotazione dalla cassa integrazione a zero ore fino al 31 dicembre 2005. Natale denso di preoccupazione per 1.148 famiglie pinerolesi e della cintura che nei prossimi mesi avranno un loro componente in cassa integrazione decisa dalla direzione della Tnt-Pl (Production logistics) con sede a None e stabilimenti a Rivalta, Mirafiori (Fiat Gm Powertrain) e Verrone. La Tnt-Pl è strettamente collegata alla produzione della Fiat Auto. Se nel corso dei prossimi due anni il Lingotto venderà un maggior numero di auto Fiat, Lancia, Alfa Romeo è probabile che il periodo di cassa possa abbreviarsi e coinvolgere un numero più ristretto di dipendenti. Se Fiat Auto non uscirà dal tunnel della crisi la cassa integrazione sarà veramente pesante. La crisi Fiat, come sempre, coinvolge nella sua notte anche gran parte dell'indotto che non ha diversificato la produzione o ha iniziato a lavorare per altre case automobilistiche straniere. I dipendenti della Tnt-Pl sono complessivamente 1.338 e una parte di loro rischia al termine dei due anni di cassa di perdere il posto di lavoro. I sindacati confederali e le RdB hanno indetto uno sciopero sui tre turni di due ore (9-11, 14-16, 22-24 a Mirafiori e a Rivalta) con ritrovo alla Porta 10 per un'assemblea sindacale per fare il punto della situazione. La Tnt-Pl è una società specializzata nel campo della logistica industriale e le sue attività più importanti consistono nella progettazione e gestione dei flussi industriali all'interno delle aziende, nonché nella gestione delle attività di trasporto tra stabilimenti e dai fornitori allo stabilimento.

MARLANE: RINVIATA LA MOBILITA' (http://www.la-discussione.it/articoli/)

È stata rinviata dal 15 dicembre al 7 gennaio la mobilità del personale della Marlane di Praia a Mare. La decisione è stata assunta dal cda della Marzotto Spa "in considerazione dell'autorevole provenienza istituzionale della richiesta e della imminenza delle festività natalizie"!

VERTENZA SMECO (http://www.la-discussione.it/articoli/)

La vertenza della Smeco spa, l'azienda che gestisce gli impianti di depurazione nel Reggino, è arrivata in consiglio provinciale. Una delegazione di lavoratori ha chiesto e ottenuto di incontrare il presidente del consiglio, Pietro Patafi, e l'assessore alle Attività produttive, Antonio Franco, per chiedere un più fattivo interessamento da parte dell'ente, perlomeno in termini di solidarietà e pressione politica sui vertici della Regione Calabria. La situazione vede come protagonisti, loro malgrado, i 45 lavoratori assegnati agli impianti di depurazione della provincia di reggio Calabria, che non percepiscono gli stipendi da circa sette mesi e non si vedono rimborsare le missioni di servizio da più di 18 mesi.

VERTENZA TRASPORTI: GENOVA E BOLOGNA BLOCCATE (Reuters)

I mezzi pubblici hanno ripreso a circolare regolarmente questa mattina a Milano, a Roma e in altre città del centro-nord, mentre a Genova, Bologna e Venezia continua la rivolta degli autoferrotranvieri dopo che lo sciopero non autorizzato ha spinto il Viminale a far scattare le precettazioni e ad annunciare denunce. Nel capoluogo genovese sono solo quattro gli autobus in funzione in città da questa mattina, mentre nei depositi si è verificata qualche tensione fra i lavoratori che volevano aderire alla precettazione decisa dal prefetto Giuseppe Romano e quelli ancora in agitazione. La fine dello sciopero a Genova è prevista per mezzanotte, alla fine del servizio. II prefetto Romano ha detto che quello delle multe contro gli autisti precettati è "un atto dovuto" e che queste potranno raggiungere i 500 euro. Per la denuncia penale di interruzione di pubblico servizio il prefetto non ha ancora preso una decisione. Ancora bloccata anche Bologna, dove solo poche ore fa è arrivato l'ordine di precettazione del prefetto Vincenzo Grimaldi, che dovrebbe far ripartire il traffico nel primo pomeriggio, come riferisce l'azienda di trasporto locale Atc.

MILANO E ROMA TORNANO ALLA NORMALITA'

A Milano, tram, bus e metropolitane viaggiano invece regolarmente, dopo che ha prevalso l'orientamento emerso ieri dalle assemblee dei lavoratori di rispettare la precettazione disposta, da oggi fino al 24 dicembre, dal prefetto Bruno Ferrante. Anche a Roma la situazione è tornata lentamente alla normalità a partire da ieri sera.

VERTENZA TRASPORTI: A VENEZIA LAVORATORI ACTV IN CORTEO (http://www.kataweb.it/news/)

Con l'eccezione di alcuni bus delle linee extraurbane, nella città lagunare i servizi su gomma sono quasi completamente bloccati. Più numerosi i vaporetti e i motoscafi in servizio regolare. Questa mattina un centinaio di dipendenti dell'Actv, l'azienda di trasporto della città, sono partiti in corteo da via Martiri della Libertà per raggiungere Palazzo Ferro Fini, la sede veneziana del consiglio regionale.

VERTENZA TRASPORTI: CAGLIARI BLOCCATA

Terza giornata di sciopero del trasporto con oltre un migliaio di mezzi fermi nei depositi in Sardegna, dove i lavoratori respingono l'ipotesi di contratto firmata dai sindacati. La situazione nell'isola è conflittuale al pari delle altre regioni italiane. La precettazione non ha fermato la mobilitazione, con iniziative spontanee soprattutto a Cagliari e a Sassari: nel capoluogo isolano gli 800 autobus dell'Arst sono rimasti fermi nei depositi. A Sassari non sono partiti gli autobus dell'Atp, l'azienda municipalizzata.

VERTENZA TRASPORTI: BLOCCATE TRENTO E ROVERETO

Sono fermi da questa mattina per la protesta dei lavoratori, i mezzi di trasporto pubblico di Trento e Rovereto. Regolare il funzionamento della ferrovia locale Trento-Malè.

I sindacati autonomi e di base del trasporto pubblico hanno lanciato un appello per la continuazione degli scioperi spontanei che anche questa mattina bloccano bus e tram e in molte città italiane. Sult-Tlp, Sin Cobas, Fltu-Cub, Slai Cobas e Rdb-Cub Trasporti denunciano l'intesa raggiunta sabato per il rinnovo contrattuale parlando di "scandaloso accordo" e a Milano e a Padova, dove "si cerca di obbligare i lavoratori a prendere servizio", ma anche a Roma e in Sardegna dove "si sono fermati tutti gli 800 tranvieri dell'azienda regionale". I tranvieri del Veneto, continuano le organizzazioni in una nota, "si riuniranno a Venezia per dare vita a una assemblea permanente regionale".

AUCHAN (http://www.corriereadriaticonline.it/articolo.aspx) Una lettera aperta

Sono molto tesi i rapporti sindacali all'interno dell'ipermercato Auchan. I sindacati di categoria di Cgil e Cisl scrivono una lettera aperta alla nuova direttrice della struttura distributiva di Bellocchi, Bernadette Rossi, per contestare l'atteggiamento da lei assunto nei confronti dei lavoratori e degli stessi sindacati. "Sappiamo che da qualche mese ha assunto la responsabilità dell'ipermercato Auchan di Fano - scrivono i sindacati -, purtroppo non la conosciamo visto che non ha ritenuto opportuno e conveniente presentarsi[...]. Purtroppo siamo costretti con il suo avvento a registrare il cambiamento di una radicata cultura e tradizione aziendale improntata al dialogo e alle corrette relazioni sindacali. [...] "Essersi posizionata alla finestra, il giorno dello sciopero (sabato ndr) - continuano i sindacati - per controllare protesta e scioperanti, inventandosi controlli e controllori, la dice lunga sul suo modelli di relazioni sindacali".

OPERAI LIGMAR SENZA STIPENDI (http://www.corriereadriaticonline.it/)

Ieri pomeriggio intorno alle sei, la protesta dei dipendenti della "Ligmar Gomma srl", a secco di stipendi da mesi, si è trasformata in una manifestazione svoltasi nei pressi dell'abitazione del titolare dell'azienda, Luigi Marchetti. "Ridateci i nostri soldi" e "Poveri tanti, diritti pochi", sono due dei tanti striscioni realizzati dal personale del Ligmar (una cinquantina di operai in tutto). Non tutti i dipendenti, seppur aderenti alla protesta, hanno potuto prender parte al corteo. Infatti, alcuni di loro sono rimasti nei pressi della sede di Castignano, in cui per ben due ore, tre rappresentanti sindacali hanno tentato di trovare un accordo con Marchetti. Intanto il picchetto dei lavoratori continua. La Ligmar, azienda produttrice di fondi in gomma per calzature, è suddivisa in due stabilimenti, entrambi in funzione da ben trent'anni.

VERTENZA TRASPORTI: E ORA CONTRO LA PRECETTAZIONE (http://www.ilsole24ore.com/)

A Genova, Bologna e in molte altre città i lavoratori dicono no all'ingiunzione del prefetto. Tensione, ma servizi regolari a Milano e Roma. Dopo due giorni di blocco pressoché totale nella maggior parte delle città italiane, la giornata di oggi segna una parziale tregua sul fronte della vertenza degli autoferrotramvieri, ben lontana dalla chiusura anche dopo la firma dell'intesa di sabato notte. Stamane la situazione si presenta assai diversa da città a città. Regolare nella mattinata il servizio a Roma e Milano, anche se non sono mancati momenti di tensione ai depositi, molti dei quali restano presidiati dai lavoratori. Ma sono molti i centri che restano privi dei mezzi pubblici nonostante la precettazione: a Genova e Bologna i mezzi sono rimasti in rimessa, anche se ora i primi bus cominciano a circolare nel capoluogo ligure. Pochi, pochissimi i vaporetti in circolazione a Venezia. Fermi gli autobus anche a Modena, Trento e Rovereto. Situazione incerta a Cremona.

ALBACOM: CONTRATTO TLC (http://www.portel.it/news/)

E' stato firmato lo scorso 5 dicembre, presso la sede di Assolombarda, l’accordo che sancisce il passaggio, con decorrenza 1° gennaio 2004, al Contratto Nazionale per i Dipendenti delle Imprese esercenti Servizi di Telecomunicazioni dei lavoratori Albacom sino ad ora inquadrati nel Contratto Energia. L'accordo tra Albacom ed i sindacati dell’Energia e delle Telecomunicazioni completa il processo iniziato lo scorso 11 aprile, con l’analogo passaggio al Contratto Telecomunicazioni dei dipendenti Albacom inquadrati nel Contratto Metalmeccanici. Dal 1° gennaio del nuovo anno, quindi, tutti i lavoratori Albacom saranno inquadrati nel CCNL Telecomunicazioni. L’intesa dà concreta attuazione al CCNL delle TLC del 28 giugno 2000 che prevedeva il completo passaggio al nuovo contratto di categoria di tutto il personale Albacom.

ART COLOR CHIUDE (http://ilmessaggero.caltanet.it/)

25 lavoratori dell'Art Color (azienda di ceramica di Gualdo Tadino) ricevono la lettera di licenziamento. Agli inizi di settembre un'azienda (Carini) aveva ridotto di una decina di unità la sua forza lavoro. Ma era stata un'uscita indolore, tutti i licenziati nel giro di tre mesi hanno trovato un'altra occupazione. L'Art Color era già da un anno in sofferenza. Una mediazione del comune con gli Istituti di Credito gualdesi gli aveva assicurato un po' di ossigeno, ma la ripresa non c'è stata, le difficoltà di mercato sono aumentate e l'azienda non ce l'ha fatta. A Civitacastellana hanno chiuso sette aziende, due hanno cessato l'attività a Morluto. Siamo di fronte ad una grossa crisi della ceramica in senso generale.

FIAT CASSINO: DUE SETTIMANE DI CIG (ANSA)

Due settimane di cassa integrazione sono state programmate dalla Fiat per lo stabilimento di Cassino, dove si produce la Stilo, dal 26 gennaio al 7 febbraio. Lo stabilimento chiuderà il 24 dicembre per le feste di fine anno ma la fabbrica anziché riaprire il 7 gennaio riprenderà a funzionare il lunedì successivo, l' 11 gennaio.

CESAME (Ftb/Pe/Adnkronos)

I lavoratori della Cesame continuano lo stato di agitazione e hanno indetto per domani mattina, 23 dicembre, una manifestazione sotto la sede della Prefettura, che si sposterà poi presso le banche creditrici della società. L'azienda dice di avere a disposizione il 50% di una sola mensilità, quando i lavoratori aspettano almeno tre mesi di stipendio, più la tredicesima. 


23 dicembre 2003

OPERAI ALFA IN MARCIA (http://www.corriere.it/edicola/)

Giornata fitta di appuntamenti per i lavoratori dell’Alfa di Arese. Impegnati oggi in Regione, piazza Duomo, a Milano, e prefettura. Alle 10 i sindacati confederali e di base insieme con le aziende del polo logistico sono convocati al Pirellone per un aggiornamento sullo sviluppo del "Polo per la mobilità sostenibile", il piano di reindustrializzazione dell’area promosso dal governatore Roberto Formigoni. Nove le imprese che sembrano pronte a insediarsi nell’area industriale ceduta da Fiat ad Aig Lincoln: nella lista ci sarebbe anche l’industria automobilistica britannica Tvr, intenzionata ad assemblare vetture sportive britanniche (150 le persone che sarebbero impiegate). Manifestazione dalle 10 alle 13 in piazza Duomo poi contro la chiusura della fabbrica di Arese e il recente accordo sulla cassa integrazione. L’appuntamento dal prefetto è invece per le 15, per discutere la bozza di accordo raggiunta dallo Slai Cobas e da Aig Lincoln, per la riassunzione di 35 lavoratori ex Alfa.

SANITA' A CAGLIARI: LAVORATORI SENZA STIPENDIO

Hanno bloccato il traffico nell’ora di punta per distribuire agli automobilisti inferociti un insolito biglietto d’auguri. "«I dipendenti dei centri sanitari convenzionati ringraziano la Regione, gli assessori alla Sanità e il direttore della Asl 8 per averci regalato tre anni di miseria e augurano a tutti loro un buon Natale". Per festeggiare i sei mesi senza stipendio, alcuni dipendenti dei centri sanitari privati di Cagliari e Quartu hanno deciso di protestare e si sono riuniti di fronte alla sede del Centro fisioterapico sardo, in via dei Carroz, per far sentire la propria voce. Incrocio in tilt ma nessuno grida allo sciopero, i manifestanti continueranno a coprire regolarmente l’orario di lavoro. "La protesta non deve gravare sulle spalle dei nostri pazienti", dicono i lavoratori. La Regione ha sbloccato solo due mensilità ma restano ancora diversi stipendi arretrati da pagare. Sono tre anni che lottano per ottenere la busta paga regolarmente. La Regione continua a dare i soldi alla Asl 8 che spende a seconda dei propri interessi, senza un controllo a tappeto sulla sua attività. Chi lavora nei centri convenzionati deve fare i conti con ritardi gravissimi, anche sei mesi di attesa. "La tredicesima? Chissà quando arriverà". Solo nel Centro fisioterapico sardo sono oltre sessanta i dipendenti fisioterapisti che hanno stipendi bloccati da mesi: Senza contare medici e collaboratori tra Cagliari e hinterland sono circa 3000 i lavoratori dipendenti di cliniche, centri specializzati e laboratori, ossia strutture convenzionate con il servizio sanitario regionale, che non ricevono i pagamenti con un ritardo che va dai due ai sei mesi. Secondo un comunicato del sindacato la situazione è da imputare "alla sciagurata politica del governo nazionale che riduce progressivamente i trasferimenti alle Regioni per il funzionamento del servizio sanitario, ma anche alle inadempienze della Regione sarda, priva da anni di un piano sanitario regionale incapace di governare la spesa sanitaria e che scarica le proprie mancanze sulle unità sanitarie locali".

CRISI RECOM: MOBILITA' PER 20 (http://www.trentinocorrierealpi.quotidianiespresso.it/trentinocorrierealpi)

L'amministratore delegato della Recom di Lavis (TN) e il responsabile Uil per il commercio, hanno sottoscritto l'accordo per la messa in mobilità di 20 dipendenti, 9 dei quali saranno assunti entro febbraio da una nuova società, la e-Lab, che opererà nel medesimo settore. Considerato che nel frattempo si sono dimessi 2 lavoratori, la vertenza riguarda 22 dipendenti su un organico complessivo ridotto ad una trentina di persone, dopo aver raggiunto, nell'estate scorsa, le 50 unità. L'accordo, approvato dall'assemblea dei lavoratori, conclude una vertenza scoppiata improvvisamente alcune settimane or sono, quando la situazione della Recom, dopo l'uscita del socio fondatore, è improvvisamente precipitata con la necessità di ricorrere ad un robusto taglio dei dipendenti. La soluzione concordata prevede l'esborso da parte dell'azienda di 65 mila euro per gli 11 lavoratori destinati alla mobilità e la riassunzione di 9 dipendenti da parte della istituenda e-Lab, società informatica che sarà fondata da due manager della Recom per il trattamento dei dati, sempre nel settore delle promozioni e dei servizi di fidelizzazione commerciali. La Recom, continuerà l'attività con due dipendenti a tempo indeterminato e 7 lavoratori con contratti di formazione.

VERTENZA JOLLY HOTEL (http://ilmattino.caltanet.it/hermes/20031223/SALERNO/)

Ieri l'ultima chance per i dipendenti del Jolly, oramai da giorni in assemblea permanente. Alle ore 21 è iniziata in Prefettura la riunione per discutere con i vertici della catena Jolly Hotels il futuro occupazionale dei cinquanta lavoratori prima che venga sottoscritto oggi l'atto di comprevendita da parte dell'Immobiliare Panoramica. Riunione fiume, si è conclusa soltanto dopo le ore 24. Raggiunto l’accordo: la Panoramica Immobiliare ha acquistato la struttura alberghiera e ha dato in gestione per un anno l’hotel alla catena Jolly. Da oggi, dunque, i lavoratori riprenderanno l’attività con la stessa società in quanto hanno ottenuto le garanzie richieste. Almeno per il momento. Clima teso prima dell'incontro in Prefettura, soprattutto dopo che la precedente riunione presso l'Ufficio del Lavoro si era conclusa con un nulla di fatto e per giunta inasprendo maggiormente gli animi per il rifiuto di alcuni diritti dei lavoratori. Temono il passaggio dalla sicurezza all'incertezza, da una grande catena alberghiera a una società che almeno apparentemente non sarebbe in grado di assicurare le stesse garanzie. Nè sono state sufficienti a tranquillizzare i lavoratori le generiche promesse di mantenimento del livelli occupazionali, fatte dall'ingegnere Rocco Chechile della Immobiliare Panoramica, la società che realizzerà un nuovo albergo presso l'ex cementificio.

ISOLMER: SOSPSESI I LICENZIAMENTI

All'Isolmer, la fabbrica di Teano dove viene lavorata la lana di roccia per le marmitte catalitiche delle auto. sono state revocate le lettere di licenziamento destinate agli ultimi otto operai rimasti nell'attività produttiva.

IXFIN E ALCOA http://ilmessaggero.caltanet.it/ 


24 dicembre 2003

AUMENTA IL LAVORO PRECARIO http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/24-Dicembre-2003/art90.html

I dati dell'Istat segnalano che a ottobre gli occupati erano 22 milioni e 121 mila con un ritmo di crescita su base annua del numero degli occupati dello 0,9%, in lieve decelerazione. L'offerta di lavoro è cresciuta in Italia dello 0,4% a ottobre, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. I dati Istat dimostrano solo la crescita di un'occupazione precaria mentre i dati sullo sviluppo non sono positivi. Solo nella grande flessibilità del lavoro sta la ragione della presunta crescita. Da un'indagine sempre effettuata dall'Istat si apprende anche che il lavoro sommerso è aumentato in dieci anni, dal `92 al 2001, del 16%, attestandosi a quota 3 milioni, 639 mila unità.

MOTOVARIO: CASSAINTEGRAZIONE ANTISINDACALE http://www.liberazione.it/giornale/031224/archdef.asp

Cassintegrazione a zero ore per tredici settimane. Il 18 dicembre 2003 è arrivata alle Rsu della Motovario di Formigine, e ben 74 dei 575 dipendenti impiegati nelle due sedi (Formigine e Ubersetto), incasseranno l'ultimo salario "certo" il 10 di gennaio 2004 poi si vedrà. La cassaintegrazione è senza alcuna rotazione. Quando si parla della Motovario, con fatturati e commesse di quelle importanti con il palcoscenico asiatico coperto prepotenetemente, s'intende una delle "perle" dell'industria metalmeccanica modenese, con succursali commerciali in Australia, Stati Uniti, Norvegia, Francia e Inghilterra. Il più grosso polo metalmeccanico della provincia dopo i colossi New Holland e Ferrari Spa. Da qualche mese la direzione aziendale e le maestranze erano ai ferri corti per la vertenza della riapertura del contratto nazionale. Dallo scorso maggio le Rsu hanno indetto lo stato d'agitazione con il blocco totale degli straordinari e, da un mese a questa parte, dopo la presentazione della piattaforma del precontratto, duramente avversato da Confindustria, sono state proclamate 52 ore di sciopero e presidi davanti ai cancelli, tutto articolato nelle sette ore dei turni giornalieri con adesioni altissime che vedono l'ottanta percento degli operai ed il venti degli impiegati. E' così non poteva essere visto che si tratta di un precontratto fortemente voluto dai lavoratori che il sette novembre, riunitisi in 325 all'assemblea per il referendum, incassa il 95% dei consensi. L'azienda, fino a tre giorni prima della comunicazione per la CIG, chiedeva non solo ore straordinarie ma anche di astenersi dallo scioperare offrendo premi di 1000 euro. Secondo la RSU l'azienda con questo provvedimento ha voluto fare "pulizia", pensando di zittire il dissenso; infatti, nomi alla mano, non è casuale che nella lista dei cassintegrati ci siano tutti e cinque i componenti della Rsu Fiom e i compagni che nelle ultime settimane li hanno aiutati e appoggiati. La Rsu sta lavorando per creare un fondo di solidarietà a favore di questi lavoratori e delle loro famiglie. 


27 dicembre 2003

FACCHINI DEI MERCATI GENERALI DI ROMA http://www.liberazione.it/giornale/031227/archdef.asp

I facchini dei nuovi mercati generali, penalizzati dalla "deregulation" seguita al trasferimento alle porte della capitale del grande mercato ortofrutticolo, hanno manifestato sotto il Campidoglio. Raccontano i lavoratori che parecchi operatori del settore aggirano il ricorso ai facchini storici portandosi immigrati o pensionati - meno costosi e più ricattabili - nascosti nei furgoni. Si è così scatenata la guerra tra poveri: pur di sopravvivere, si lavora per 512 euro al nero. C'è poi il capitolo esuberi. Ad alcuni di essi è stata proposta una soluzione tampone: raccogliere per 40 giorni le foglie cadute. I facchini rivolgono un appello al Sindaco Veltroni, a cui chiedono misure per contrastare la precarietà e garantire i posti di lavoro.

AUTOFERROTRANVIERI: SCIOPERO IL 9 GENNAIO

Tutt'altro che chiusa, la vertenza nazionale degli autoferrotranvieri. La firma dell'accordo (81 euro mensili, invece dei 106 dovuti a titolo di recupero dell'inflazione, e 970 di una tantum in luogo dei 2.500 circa accumulati nella «vacanza contrattuale durata tutto il 2002 e il 2003) è stata contestata da fermate spontanee in tutte le città d'Italia. E solo una raffica di precettazioni ha costretto - e non sempre immediatamente - i lavoratori a riprendere l'attività. L'accordo va approvato dai diretti interessati, ovvero i 120.000 dipendenti delle aziende di trasporto pubblico locale. Per la Filt Cgil l'unico modo di verificare il consenso su quella firma resta il referendum tra tutti i dipendenti del settore, anche se questa organizzazione difende l'accordo, definito il "punto di equilibrio tra diverse situazioni aziendali". Una serie di assemblee sui luoghi di lavoro dovrebbero spiegare le ragioni che hanno spinto i sindacati a siglare un'intesa che si sapeva per nulla condivisa; e infine il referendum. Il tutto entro il 31 gennaio, data di scadenza della "riserva" apposta sotto la firma. La Cub (Confederazione dei sindacati di base) ha proclamare uno sciopero nazionale per il 9 gennaio. Nel confermare l'iniziativa, però, il coordinatore della Cub-trasporti, Giampietro Antonini, ha annunciato la prossima entrata in campo di nuove forme di protesta, come "l'applicazione alla lettera di tutte le norme del codice della strada e della normativa sui mezzi". Visto lo stato spesso fatiscente del parco autobus di proprietà delle aziende, un mossa del genere - inappuntabile sotto il profilo disciplinare e inattaccabile su quello legale - può bloccare l'operatività del servizio quasi quanto uno sciopero vero e proprio. Anche il rispetto integrale delle norme del codice della strada, teoricamente meno drastica, può comportare notevolissimi rallentamento nella circolazione, specie nelle città più grandi.

MICRON DI AVEZZANO

I capi di Micron Italia hanno aspettato il Natale per annunciare pubblicamente che la multinazionale ha deciso di lasciare al suo destino il wafer fab (la fabbrica di memorie al silicio) di Avezzano per concentrare gli investimenti in Giappone, a Singapore e a Boise, Idaho. 1,5 miliardi di euro finiranno così in altre sedi, mentre da oggi in avanti l'azienda si limita a gestire «il periodo di sopravvivenza del sito». Ma senza investimenti il sito industriale di Avezzano entra in una fase non lunga di deperimento, visto che la lotta tra produttori di memorie si svolge essenzialmente sul terreno dell'innovazione. Secondo M.T. la responsabilità sarebbe della Fismic. Questo sindacato, che conta nello stabilimento Micron il maggior numero di iscritti, ha preso parte alle trattative che sarebbero dovute sfociare in un nuovo accordo tra le parti, ma nei giorni scorsi ha abbandonato il tavolo del negoziato. L'azienda ha così messo in lista di attesa 1600 dipendenti. Due anni fa gli stessi vertici aziendali non avevano esitato a firmare un accordo separato con la Uilm, un sindacato di fabbrica che contava su circa 30 (trenta) iscritti. La serietà non è di casa a Boise, figuriamoci ad Avezzano. Le parti hanno finora contrattato sugli aspetti normativi dell'accordo. Ora erano arrivati agli aspetti economici. Che la trattativa si sia dissolta ora per via dell'abbandono della Fismic è una sciocchezza. Piuttosto: l'azienda spieghi a tutti perché sembra così ovvio che un sindacato detenga il potere di «firmare la condanna a morte», e i suoi managers la piantino di chiacchierare a vuoto. 


28 dicembre 2003

MORTE SUL LAVORO A PALERMO

Un boato, poi l'impalcatura che viene giù come un castello di carte. Sepolto sotto una montagna di tubi e lamiere, ai piedi di un palazzo di 12 piani in via Trinacria a Palermo, resta il corpo senza vita di Filippo Piano, operaio edile di 31 anni. L'ultima vittima della guerra del lavoro che imperversa nei cantieri italiani. E' andata meglio a Domenico Abbate, 29 anni, cognato di Piano. I primi soccorritori lo hanno afferrato e tratto in salvo mentre era aggrappato alla parte del ponteggio rimasta in piedi, con i piedi che penzolavano nel vuoto. Entrambi non erano in regola: la ditta Falcone li pagava 40 euro al giorno. In nero, ovviamente. Solo pochi mesi fa la Cgil, che ieri ha proposto una giornata di sciopero del settore edile, aveva segnalato una altissima presenza di lavoro nero nei cantieri e aveva constatato che questa situazione è di norma accompagnata dal mancato rispetto delle norme della sicurezza. 


29 dicembre 2003

DATAITALIA: LETTERE DI LICENZIAMENTO (Casertasette)

Dieci dipendenti della Datitalia srl, azienda impegnata nella realizzazione di programmi informatici, sono stati informati il 24 dicembre del proprio licenziamento, causa cessazione dell'attività dell'azienda. La Datitalia ha sede legale a Messercola (Caserta) ma gli uffici operativi si trovano nel centro direzionale di Napoli: da anni si occupava della produzione di software, per conto del gruppo Gepin Datitalia spa, che ora però non ha rinnovato il contratto di fornitura. Lo stesso gruppo Gepin di Roma è coinvolto anche in un'altra situazione di crisi occupazionale: da ottobre sono infatti in cassa integrazione i lavoratori della Datitalia Processing spa, azienda informatica napoletana che era di proprietà del Banco di Napoli ma, dopo l'acquisizione dell'istituto di credito da parte del San Paolo-Imi, è stata ceduta alla Gepin. Quest'ultima, dopo un anno, ha incorporato la Datitalia Processing avviando una procedura di cassa integrazione straordinaria, "cancellando così di fatto - dicono i lavoratori dell'azienda informatica - un'altra realtà ad alto contenuto tecnologico dall'economia del territorio napoletano".

DISOCCUPATI IN AZIONE A NAPOLI (http://www.la-discussione.it/)

Ancora una giornata campale per la città di Napoli. Che ieri ha dovuto fare i conti con un vero e proprio piano strategico, messo in atto da stuedenti, no-global e disoccupati. In mattinata disoccupati aderenti al "coordinamento di lotta per il lavoro di Napoli" e al "movimento disoccupati autorganizzati di Acerra" e gli "studenti in movimento" hanno bloccato le obliteratrici della stazione del Museo della metropolitana di Napoli. Gruppi di manifestanti hanno consentito l'ingresso libero a tutti gli utenti. Chiedono, come già fanno da tempo con cortei e blocchi stradali, trasporti gratis ai disoccupati, agli studenti e ai ceti meno abbienti. Non si sono registrati incidenti. Quasi contemporaneamente una ventina di giovani aderenti alla rete studentesca 'sempre ribelli' e agli 'studenti in movimento' con i disoccupati aderenti al "cordinamento di lotta per il lavoro di Napoli" e al "movimento disoccupati autorganizzati di Acerra" hanno occupato il Cepu. La protesta è stata pacifica anche se si è creata della tensione all'interno degli uffici del Cepu, in via Medina, in pieno centro di Napoli. Sempre in mattinata alcune decine di disoccupati e studenti hanno occupato la redazione napoletana del quotidiano "La Repubblica".

VERTENZA CCR

Una serie di impegni sono stati assunti dal presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, per risolvere la situazione dei 1.100 ex dipendenti delle Case di cura riunite (Ccr) di Bari in cassa. Una delegazione di lavoratori ha incontrato Fitto il quale ha assicurato che entro il prossimo 30 gennaio terrà un incontro con i dirigenti di Sviluppo Italia per verificare la possibilità di costituire in tempi rapidi l'agenzia sociale che dovrà verificare tutte le situazioni di crisi esistenti nella regione e, in questo caso, la possibilità di ricollocamento dei lavoratori delle ex Ccr. Fitto ha anche detto di aver chiesto il mantenimento della cassa integrazione guadagni per tutto il 2004 e ci sarebbe la disponibilità del sottosegretario al Lavoro. le organizzazioni sindacali hanno ribadito nel corso dell'incontro la necessità che vengano nominati ispettori che verifichino quanti lavoratori ex Ccr stiano effettivamente frequentando i corsi di formazione professionale. I sindacalisti hanno anche sottolineato che tra i 1.100 ex dipendenti, ve ne sono 50 che hanno raggiunto nel frattempo l'età di prepensionamento.

MARLANE: RINVIATA LA MOBILITA'

È stata rinviata dal 15 dicembre al 7 gennaio la data per la mobilità del personale della Marlane di Praia a Mare. La decisione è stata assunta dal cda della Marzotto Spa "in considerazione dell'autorevole provenienza istituzionale della richiesta e della imminenza delle festività natalizie". La Marzotto ribadisce le motivazioni imprenditoriali, economiche e industriali che rendono non proseguibile la produzione del tessuto Marlane nello stabilimento di Praia a Mare.

LSU http://ilmessaggero.caltanet.it/)

Non c’è pace per i precari,i disoccupati e gli ex Lsu della Val Vibrata. Non bastassero i problemi già evidenziati, oggetto di quasi giornaliere prese di posizione e denunce, (vedi il mancato pagamento da sei mesi dell’indennità a chi è rimasto fuori da ogni assistenza), ora ci si mettono anche diversi titolari di piccole e piccolissime aziende di abbigliamento a crearne altri. Il fatto è questo: chi sta svolgendo i tirocini formativi, di formazione-lavoro, come da indicazioni e normative regionali e provinciali, non percepisce soldi da molte aziende. Non da tutte, evidentemente, ma da una parte consistente di esse. Si tratta per lo più di precari, ex lavoratori socialmente utili di Sant’Egidio, Ancarano, Nereto, Civitella ecc. che stanno svolgendo tirocini formativi e e non prendono il becco di un euro da mesi. 


30 dicembre 2003

TICEM http://quotidiano.liberta.it/)

La partita Ticem potrebbe chiudersi entro l'anno: proseguono a ritmo quasi giornaliero gli incontri presso la sede di Assoindustria, tra rappresentanze sindacali, proprietà e Associazione industriali. Sono queste giornate decisive per decidere il futuro dei 54 dipendenti della storica azienda grafica di Montale, in difficoltà per motivi familiari dallo scorso novembre, e con l'unica prospettiva della cessazione dell'attività produttiva. Nei giorni scorsi è arrivata la buona notizia, comunicata alle parti sociali dai rappresentanti della proprietà, dell'arrivo di nuove proposte di lavoro per il 75% dei dipendenti Ticem, tutte provenienti da aziende piacentine del settore grafico. Adesso si entra nel vivo della questione prettamente sindacale: sul piatto la definizione di un accordo per gli incentivi di mobilità dei lavoratori. Si tratta adesso di definire la parte economica relativa agli incentivi per la mobilità. Da parte della società è arrivata una proposta che non è stata considerata soddisfacente. Il tutto è stato riferito ai dipendenti Ticem, riuniti ieri sera in assemblea insieme alle parti sociali alla Camera del Lavoro. Obiettivo dell'incontro delegare ai sindacati la firma dell'accordo con la società.

FIAT: 3000 IN CIG http://www.unionesarda.it/unione/2003/OR3012/CRIT/FAT03/A02.html

Una settimana di Cassa integrazione ordinaria dal 26 gennaio al primo febbraio negli stabilimenti Fiat Auto di Mirafiori. Lo ha annunciato l’azienda alle organizzazioni sindacali. I dipendenti interessati, circa 3000, sono gli addetti alla produzione Thesis, Alfa 166, Multipla e Lybra. Il provvedimento interessa "modelli in fase di ricambio" è stato detto. Alfa 166, Multipla e Lancia Lybra tra il 2004 e il 2005 saranno sostituite con nuovi modelli. Non cambia invece Lancia Thesis. I vertici della Fiom-Cgil piemontese non nascondono la loro sorpresa per il provedimento. Per il responsabile della segreteria Fiom di Torino, Claudio Stacchini "nonostante i piani di rilancio dell’azienda, la situazione resta gravissima. Si apre la discussione sull’utilizzo delle aree di Mirafiori e non ci si preoccupa dei lavoratori. A Mirafiori lavorano 17mila persone tra Fiat e altre aziende".

SIRTI: SALVI 55 POSTI DI LAVORO

Il Governo dice no allo smantellamento della Sirti nella provincia di Nuoro. Anche se la crisi non concede tregue, a Roma è stato raggiunto un accordo per quanto riguarda la società che fa capo alla Telecom nel contesto delle manutenzioni nelle linee telefoniche. Lo smantellamento annunciato della sede di Macomer non ci sarà. Nessun trasferimento a Cagliari, ma in provincia di Nuoro la Sirti lascerà aperta la sede operativa di Macomer, dove saranno accorpati anche i lavoratori della sede di Tortolì. Dopo la Texal-Gtm, dal panorama industriale del territorio rischiava di scomparire anche questa realtà con 55 dipendenti. Nessun licenziamento annunciato, ma tutti i lavoratori dovevano fare le valige e trasferirsi lontani dalle loro case e dalle loro famiglie, a Sestu, con conseguenze immaginabili.

ALITALIA: CONTINUA LA VERTENZA E LA LOTTA

Dopo le proteste spontanee dei giorni scorsi e la grande manifestazione di Fiumicino, il governo si è deciso a intervenire e a convocare le parti a palazzo Chigi, ma l'incontro di ieri non fatto segnare passi in avanti. I sindacati chiedono il ritiro del piano presentato dall'azienda, che prevede 2700 esuberi. Richiesta sostenuta anche dalla Regione Lazio, dalla provincia e dal comune di Roma. Letta ha dapprima detto che il governo valuterà l'ipotesi di estendere gli ammortizzatori sociali a tutte le categorie del trasporto aereo, esclusi i piloti e gli assistenti di volo. Ha poi annunciato che l'esecutivo sta mettendo a punto una proposta coordinata per il settore che sarà presentata dopo una consultazione con le commissioni parlamentari competenti. Allo stesso tempo, Letta ha chiesto all'azienda di mantenere fino al 31 gennaio prossimo il congelamento del piano industriale. Nel frattempo, ieri i dipendenti della compagnia di bandiera hanno dato vita all'annunciato sit-in davanti a Palazzo Chigi, mentre giungono voci di altre possibili proteste spontanee che potrebbero questa volta coinvolgere anche gli scali milanesi.