venerdi 21 febbraio 2003  notizie regionali - snaterinforma         

Il Gazzettino - Pordenone
mercoledi 19 febbraio


MEDUNO

«La mia odissea per allacciarmi alla rete Telecom»

Meduno

Figli di un Dio Minore. È così che si sentono gli abitanti della borgata Del Bianco di Meduno, un gruppo di case abbarbicate sulla montagna da cui si può godere uno straordinario panorama su mezza provincia di Pordenone. Il tutto a due chilometri di distanza dalla piazza centrale del paese. Per i 24 abitanti di borgo Del Bianco anche solo l'allacciamento del telefono di casa può comportare peripezie indicibili. Come è accaduto a Onelia Pin, sanvitese doc, da due anni trapiantata lassù alla ricerca della tranquillità. E per gli abitanti del borgo non mancano anche altri disservizi.

MEDUNO La storia di Onelia Pin, infermiera, per allacciarsi costretta a peripezie. Il caso a "Mi manda Raitre"

Mezza borgata senza il telefono
«La mia vicina, a 2 metri, ha la linea. A me costa 652 euro». Dossier: cavi pericolosi a vista d’occhio

Figli di un Dio Minore. È così che si sentono gli abitanti della borgata Del Bianco di Meduno, un gruppo di case abbarbicate sulla montagna da cui si può godere uno straordinario panorama su mezza provincia di Pordenone. 

Il tutto a due chilometri di distanza dalla piazza centrale del paese. 

Per i 24 abitanti di borgo Del Bianco anche solo l'allacciamento del telefono di casa può comportare peripezie indicibili. 

Ecco cos'è accaduto a Onelia Pin, sanvitese doc, da due anni trapiantata lassù alla ricerca della tranquillità. 

«La scorsa estate - racconta l'infermiera in pensione - ho avuto notizia di un corso per catalogatore. 

Ho pensato che, frequentandolo, avrei potuto mettermi a disposizione della locale biblioteca attualmente aperta a singhiozzo e, comunque, bisognosa di una mano nell'archiviazione dei testi. 

Al termine del corso (di circa 400 ore, ndr) ho acquistato il Pc (la catalogazione dei testi è possibile anche con il telelavoro, ndr) e ho chiesto alla Telecom di installarmi l'apparecchio telefonico di casa per abbonarmi ad Internet, visto che, tra l'altro, col cellulare ricevo a strappi».

«Gli incaricati - prosegue la donna - mi hanno informato che l'allacciamento sarebbe costato 632 euro, una cifra enorme se rapportata a quanto accade di solito, ma giustificata dal fatto che per raggiungere il paese ci vogliono due chilometri di cavi. La mia ira è cresciuta quando, tornando in paese, ho scoperto che tutte le altre famiglie sono regolarmente abbonate alla Telecom e perfino la mia vicina di casa (il cui uscio dista 2 metri, ndr) era allacciata».

«Sono tornata alla carica - incalza Onelia Pin - e ho scoperto che l'impianto originario era stato predisposto per sole 10 utenze e io purtroppo ero l'undicesima. Ora mi domando per quale motivo dovrei accollarmi io l'onere di portare i cavi in paese, quando la Telecom ha già provveduto a installare una linea, peraltro farraginosa e, secondo alcuni, addirittura pericolosa, fino quassù. Siccome nessuno mi ha ancora dato risposta, mi sono messa in contatto con la trasmissione televisiva "Mi manda Raitre", la cui redazione ha promesso di richiamarmi al più presto».

Nel frattempo la donna continua la sua battaglia e ha preparato un dossier fotografico di quanto accade in paese con la linea telefonica: pali divelti e abbattuti, cavi a vista che scorrono rischiosamente a terra lungo i sentieri, oppure incredibilmente attorcigliati sui rami degli alberi. Una situazione poco decorosa e pericolosa per l'incolumità della gente.
Lorenzo Padovan