| mercoledi 29 ottobre 2003 snaterinforma |
COMMERCIALE:
UN ALTRO GIRO DI DADI |
Comunicato: Comercial
otra vuelta de tuerca |
| Denuncia al Garante della
Privacy Spagnolo: Comercial
denuncia escuchas |
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| Traduzione a cura Snater di un comunicato del sindacato spagnolo CGT di Telefonica sui controlli sul personale. | Il sito della CGT: http://www.cgt.es/telecomunicaciones/ |
COMMERCIALE: UN
ALTRO GIRO DI VITE
Sono passati già tre anni da quando vennero
installati gli ascolti al Commerciale, da allora il degrado delle
condizioni lavorative patite dagli addetti
è stato progressivo ed inarrestabile. Come molti di voi ricorderete, la
CGT fu l'unico sindacato che si oppose in quel momento, apertamente e
combattivamente contro questa misura, al contrario dei rappresentanti delle altre organizzazioni che si presentarono perfino
volontari all’introduzione del sistema.
Oggi troviamo che il controllo del nostro lavoro, attraverso ascolti e
probabilmente registrazioni, è messo nelle mani di IZO Systems, impresa che
nacque stranamente da Airtel quando il Telemàrketing si trasformò in un
commercio sicuro con cui sfruttare vilmente i teleoperatori in cambio di miseri
stipendi, con l'incondizionato appoggio di U.G.T. e CC.OO. (sindacati
confederali n.d.r.) che firmarono uno dei peggiori accordi della storia.
Dopo sei anni di collaborazione, l'attuale Vodaphone decise di abbandonare IZO
Systems che sospettosamente cominciò a lavorare per Telefónica.
Ma oltre che per Telefónica, IZO
presta i suoi deplorevoli servizi anche ad Euskaltel, Wanadoo, BT ed a molte
altre compagnie sempre collegate ad essa.
Alla luce dei fatti, grazie alla gestione del contratto di IZO, viene
facilitato il reperimento di tutti i dati necessari per il nostro più stretto
controllo, le sue competenze sono talmente larghe, che le spie di IZO, oltre che
ascoltarci, possono anche
controllare tutto quello che facciamo sul nostro terminale quando stiamo
lavorando.
Quello che questa impresa vuole impiantare nel nostro modo di servire il cliente
è qualcosa che viene denominato con una infelice parola: CUSTOMIZZAZIONE. Si
pretende cioè di neutralizzare il disagio che sentono i clienti, costretti a
trattare telefonicamente le loro richieste, con l'impersonalizzazione
dell’operatore.
Per questo vogliono imporci di lavorare riempiendoci di rigide regole.
Come per la maggioranza di noi e dei nostri clienti (non tutti, l'alienazione di
molti compagni arriva all'estremo di collaborare con l'impresa seguendo le
vergognose direttive di quegli opuscoli pubblicati nel Bollettino Giornaliero di
Vendite) tutto ciò è una sciocchezza: come la ripetizione di fino a tre
volte come minimo del nome del cliente che per quest’azienda è il primo
comandamento dell'attenzione personalizzata.
Non ci vediamo in volto ma siamo costretti a questa falsa familiarità. Una
nuova finzione per umanizzare le relazioni .
A questa meccanizzazione del nostro trattamento con il cliente si unisce:
l'esigenza di essere veloci e sbrigativi in tutte le chiamate, vendere loro
servizi di cui non hanno bisogno, tempi di pausa ridotti al minimo, tempi
amministrativi ridicoli da svolgere durante i turni, obiettivi di
fatturato ogni volta più irraggiungibili, sostituzione di sistemi
che da tempo avevamo imparato a adoperare con dimestichezza con altri complicati
che sì servono ma che intorpidiscono la mente, aumento nel numero di chiamate
soddisfatte... eccetera.
Tutto questo ci porta a qualcosa che oggi viene chiamano stress
lavorativo che certo non è un eufemismo di quello che una volta veniva chiamato
sfruttamento, questo fa sì che quando un lavoratore non sopporta più le sue
condizioni di lavoro non corre dai sindacati, va dal medico.
La CGT si è opposta dall’inizio a questo nuovo giro di vite, non vogliamo
trasformarci in robot, non vogliamo perdere la nostra professionalità e non
vogliamo sopportare più violazioni della nostra intimità.
Per questo motivo intraprenderemo tutte le azioni possibili per evitare di
perdere definitivamente la nostra personalità nel lavoro e per non diventare
domani dei pappagalli telefonisti.
La prima di queste azioni è presentare denunce davanti all'OMIC (associazione
consumatori n.d.r.), come clienti, per essere stati ascoltati e
probabilmente registrati senza il nostro consenso da imprese esterne a Telefónica.
NON Rassegnarti, Denuncia e Lotta!!