giovedi 07 ottobre 2004  snaterinforma               

TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 522 di Mercoledì 6 ottobre 2004

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
 
ALFONSO GIANNI. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
la Telecom sta procedendo ad esternalizzazioni delle produzioni in diversi luoghi produttivi distribuiti sul territorio nazionale, compreso il Sud;
questo avviene tramite licenziamenti di numerosi lavoratori e lavoratrici, per i quali si apre una prospettiva di totale incertezza sul futuro della loro attività lavorativa nelle società che così vengono create;
il settore nel quale opera Telecom è in grande espansione e non registra punti di crisi, né le scelte di esternalizzazione appaiono inserite in un processo di riorganizzazione produttiva necessario e utile;
queste scelte, particolarmente nelle zone del Paese ove più alto è il tasso di disoccupazione, destano profonde preoccupazioni e grandi tensioni sociali;
alcune procedure di licenziamento sono già state avviate, come ad esempio a Bari, malgrado che presso la Commissione lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati siano state promosse audizioni con le parti, al fine di promuovere una composizione positiva della vertenza -:
cosa il Governo intenda urgentemente fare affinché sia salvaguardata l'occupazione, la capacità e l'esperienza di lavoro, così importanti in un settore in rapida evoluzione tecnologica. (3-03789)
(5 ottobre 2004)

Pag. 77

(Iniziative per la salvaguardia dei livelli occupazionali della Telecom - n. 3-03789)

PRESIDENTE. L'onorevole Alfonso Gianni ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03789 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2).

ALFONSO GIANNI. Signor ministro, solleviamo un problema di carattere nazionale, che riguarda lavoratori di Palermo, di Ancona, di Bari, di Bologna, di Cagliari, di Catanzaro, di Firenze, di Genova, di Milano, di Napoli, di Pescara, di Roma, di Torino, di Trieste e di Venezia.
Siamo di fronte ad un'azienda che lavora in un settore di grande espansione tecnologica e che, nonostante la cessione di un ramo dell'azienda, premedita licenziamenti in tempo breve, nel senso che vengono ceduti lavoratori ad altre aziende con commesse per un periodo definito, senza sapere in futuro quale sarà la loro sorte. A Bari sono state inviate le lettere a 430 lavoratori.
Riteniamo che il Governo non possa assistere inerte ad un'incomprensibile diminuzione dell'occupazione, delle capacità lavorative che, oltretutto, rappresentano un orgoglio per il nostro paese anche all'estero.

PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Maroni, ha facoltà di rispondere .

ROBERTO MARONI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Evidentemente l'esternalizzazione di alcuni servizi del gruppo Telecom e in generale delle imprese viene deciso dalla società nell'ambito dei propri poteri discrezionali e su ciò il Governo, ovviamente, non può e non intende intervenire.
Le scelte del gruppo Telecom sono state definite a suo tempo attraverso accordi sindacali con le organizzazioni maggiormente rappresentative; si tratta di accordi sottoscritti presso il Ministero del welfare il 28 marzo 2000, il 27 maggio 2002 e il 10 giugno 2003. In tali intese sono individuati alcuni interventi, finalizzati allo sviluppo e alla revisione dell'assetto organizzativo.
Le iniziative di trasferimento di rami di azienda hanno seguito una logica di riorganizzazione che non possiamo


Pag. 78

contestare. In particolare, l'operazione di terziarizzazione prevista per il prossimo novembre riguarda servizi ambientali di Telecom Italia ed Emsa verso MP Facility, società peraltro partecipata al 50 per cento da Pirelli RE e Manutencop, e riguarda 450 lavoratori.
Certamente, esiste il rischio - evidenziato dall'interrogante - che si tratti di terziarizzazioni ed esternalizzazioni con lo scopo, una volta terminata la commessa, di procedere a licenziamenti collettivi, magari mascherati.
Intendiamo verificare che ciò non accada e che questi accordi per l'esternalizzazione siano tali e non consistano in una operazione mascherata per eludere la legge e giungere poi a riduzioni del personale non previste dagli accordi, ma derivanti dal venir meno delle commesse.


Pag. 79

Condivido tale preoccupazione e intendo verificare, tramite gli ispettorati e gli strumenti di attività ispettiva che verranno adottati dalle direzioni provinciali e regionali, così come fatto in passato, che gli accordi sottoscritti presso il ministero vengano effettivamente rispettati e non vi sia l'elusione della legge per quanto riguarda i rapporti di lavoro esternalizzati.

PRESIDENTE. L'onorevole Alfonso Gianni ha facoltà di replicare .

ALFONSO GIANNI. Signor ministro, interpreto la sua promessa di verifica come un impegno politicamente vincolante. Tuttavia, non mi ritengo soddisfatto perché le esternalizzazioni e la logica della cessione di rami di azienda sono state favorite dalle leggi che il suo Governo ha promosso, non ultima la legge n. 30 del 2003.
Tale legge, appunto, prevede la cessione di parti di un'azienda senza che sia prima dimostrata una loro autonomia produttiva, permettendo esattamente quanto è accaduto con la Telecom. È una logica a scatole cinesi - con tutto il rispetto per i cinesi - con cui aziende date per morte, decotte e defunte come l'Emsa, vengono riesumate come Lazzaro solo per contenere lavoratori il cui licenziamento è semplicemente procrastinato per aggirare le leggi vigenti. Allora, così il sistema non funziona. Non possiamo accettare che il lavoro, peraltro tecnologicamente raffinato, di persone quotate venga così mortificato.
Lei sa - lo ha detto poco fa - che la proprietà di Telecom è molto impegnata in operazioni sportive e mediatiche, finanziando tra l'altro Prada per circa 50 milioni di euro in competizioni velistiche. Non vorrei che lei, in qualità di ministro del lavoro, sia costretto a finanziare la cassa integrazione per i lavoratori (peraltro molto bravi, coscienziosi e attaccati con amore al lavoro che svolgono, sia al sud - che peraltro a lei non piace - che al nord) per permettere all'azienda di sponsorizzare una competizione velistica. Francamente, mi sembra un suicidio per il nostro paese.