martedi 03 febbraio 2004 - snaterinforma  

NOTIZIARIO a cura del Centro di Documentazione e Lotta
E-mail: cen_doc_lotta@yahoo.it

Fax 06233213975
16/01-30/01/2004


16 gennaio 2004

GALBANI: MUORE UN'OPERAIA

Aveva 40, era madre di tre figli la lavoratrice dello stabilimento della Galbani di Corte Olona che ieri ha perso la vita in un terribile incidente sul lavoro. Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno invitato tutti i lavoratori della società a effettuare una fermata simbolica di 10 minuti con modalità che saranno comunicate dalle Rsu, sito per sito.

FORESTALI DELLA LOCRIDE (http://www.giornaledicalabria.it/)

"Gli operai idraulico forestali ex-detenuti della Locride, che hanno già scontato la pena, sono stanchi delle promesse dei politici. I rappresentanti istituzionali che attraverso la stampa hanno dichiarato la loro disponibilità a dare una risposta positiva, non dimostrano a tutt'oggi serie intenzioni nel voler risolvere la vertenza. La questione pertanto resta in piedi e non offre al momento soluzioni che attenuino il disagio e la sofferenza di tante persone che nello sconforto, con le buone maniere, continuano ad invocare il loro diritto ad un dignitoso reinserimento nel tessuto sociale". Lo scrive, in un comunicato stampa, l'avvocata Giovanna Mollica, che tutela gli interessi di gran parte degli operai per i quali la Giunta regionale s'era espressa, in un primo momento, favorevolmente in merito alla loro riassunzione tornando però sui suoi passi, con la revoca del provvedimento, qualche mese dopo. La delibera di riassunzione era stata ripresentata in Giunta regionale il 29 dicembre, ma con esito negativo. La situazione è gravissima e "non mancheranno azioni eclatanti".


17 gennaio 2004

EDISONTEL: SCIOPERO IL 26 (http://www.liberazione.it/giornale/040117/)

Otto ore di sciopero per il 26 gennaio 2004 con manifestazione presso la sede centrale di Edisontel a Milano. Questa la risposta dei lavoratori contro la volontà aziendale di trasferire parte del personale, 25 persone su 70, presso la sede di Arezzo.

FINMEK

L'occupazione simbolica della sala consiliare di palazzo San Francesco, sede del Comune di Sulmona, è stata decisa ieri dagli operai della Finmek di Sulmona, da oltre cinque mesi in lotta per evitare la chiusura dello stabilimento cittadino.

EXIDE

La multinazionale Exide ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Casalnuovo (NA) con la conseguente perdita di 172 posti di lavoro nel sito e di oltre 100 nell'indotto. Contro questo colpo durissimo per centinaia di famiglie i sindacati hanno indetto la mobilitazione dello stabilimento e un'assemblea aperta che si terrà lunedì.

FIUMICINO: SCIOPERO SPONTANEO DEI DIPENDENTI AEROPORTI DI ROMA http://www.ilmanifesto.it/)

All'aeroporto di Fiumicino si sono fermati per circa tre ore i dipendenti della Adr handling, società che si occupa dei servizi di terra. Il blocco spontaneo ha interessato principalmente dei charter e aerei di compagnie internazionali e low cost, i cui passeggeri sono stati costretti a lunghe attese. In tutto sono stati cancellati nove voli, e 29 hanno ritardato la partenza, da 15 minuti a tre ore. I lavoratori hanno deciso di protestare contro l'applicazione di una norma sui passaggi di appalto da un concessionario all'altro, a loro parere male interpretata dalle aziende. Con il passaggio del servizio di handling per la compagnia Neos (a Fiumicino opera con due voli tutti i venerdì) da Adr Handling a Eas, le organizzazioni sindacali di base chiedevano il trasferimento anche di alcuni lavoratori, richiesta non accettata dal concessionario subentrante. Secondo le aziende si deve applicare una norma che, essendo limitata a 30 mesi, sarebbe nel frattempo venuta meno, non obbligando più al riassorbimento del personale. Una recente ordinanza del consiglio di Stato, la n. 5473 del 2003, prevederebbe che tale norma non è più in vigore. Interpretazione che però viene rigettata dalle organizzazioni sindacali. In circa duecento, gli addetti di Adr Handling hanno presidiato la piazzola dell'aereo della compagnia Neos, impedendo così le operazioni di carico bagagli e la conseguente partenza, mentre i passeggeri imbarcati attendevano a bordo la conclusione del blocco. La fermata spontanea ha coinvolto inoltre, fin dalle prime ore del mattino, i voli di tutte le compagnie aeree assistite dalla Adr, che rappresentano circa il 20% dei vettori operanti nello scalo romano, ad esclusione di Alitalia e altre compagnie. Lo sciopero ha riguardato anche il personale di rampa. 


18 gennaio 2004

SYNDIAL DI MACCHIAREDDU (CA) (http://www.unionesarda.it/unione/)

Un no deciso alla dismissione dell’ex Enichem di Macchiareddu (oggi Syndial) é stato ribadito l’altra sera, all'unanimità, dal Consiglio comunale. L'industria chimica del sud Sardegna rischia di chiudere per sempre. La serrata di venti giorni con il collocamento degli oltre 300 lavoratori in ferie obbligatorie ha disegnato fosche nubi sul futuro della fabbrica della Syndial di Macchiareddu. Inoltre, l'incidente avvenuto la settimana scorsa a Porto Torres nel pontile Syndial rischia di farsi sentire molto negativamente anche a Macchiareddu. Infatti la società - teme la Rsu di Assemini - in queste ore potrebbe assumere la decisione di fermare l'impianto cloro del sito vicino a Cagliari per l'impossibilità di approvvigionamento via mare di etilene proveniente da Porto Torres per l'inagibilità del pontile. I lavoratori, da soli, potrebbero non farcela a condurre in porto la lotta in grado di salvaguardare i propri posti di lavoro. Dopo 40 anni d’industria, Assemini, trasformatasi da centro agricolo a industriale non si sente ancora pronta a ricominciare una nuova avventura economica.

TRASPORTI SPT (http://www.laprovinciadicomo.it/online/)

Da oggi si ritorna a pagare il biglietto degli autobus. È finita con due giorni di anticipo la protesta dei conducenti della Spt di Como. Ieri, dopo aver ricevuto la comunicazione del prefetto sull’incontro di lunedì pomeriggio tra l’azienda, i sindacati, Provincia e Comune di Como, i lavoratori hanno deciso una tregua momentanea. Tutto rimandato quindi fino a domani in attesa di conoscere l’esito della trattativa per gli aumenti salariali. In caso di fallimento potrebbero nuovamente partire le agitazioni e le proteste. Da martedì gli autisti potrebbero ricominciare a far viaggiare gratis i cittadini oppure a bloccare completamente il servizio. Per scongiurare il pericolo della precettazione da parte del prefetto i dipendenti stanno pensando anche a uno sciopero della fame. I vertici Spt hanno accolto favorevolmente il blocco del "biglietto selvaggio". Lo scherzetto dei conducenti stava provocando non pochi danni alle entrate dell’azienda: secondo una stima intorno ai 10mila euro al giorno. La base è ferma alle richieste di aumento di 25 euro e non sembra intenzionata a fare sconti. L’azienda è in grado di venire incontro a quanto chiedono i lavoratori anche senza aumentare le tariffe.

TURCATO SNC: INFORTUNIO SUL LAVORO

Rischia l’amputazione della gamba destra l’operaio della "Turcato snc servizi nettezza urbana" di Olgiate Comasco coinvolto ieri mattina in un incidente sul lavoro. L’uomo è finito sotto le ruote del mezzo condotto dal collega Vincenzo Parizzi durante una normalissima e ordinaria operazione di carico di rifiuti. Dalle prime informazioni, pare che Delogu sia stato investito dal pesante mezzo durante una retromarcia. L’aspetto ancora da chiarire è la circostanza - comunque tuttora al vaglio della procura della repubblica di Como - che la manovra dell’autista sarebbe stataa in un certo senso autorizzata sia dalla vittima sia dal terzo collega a terra in servizio ieri mattina a Grandate.

ENAC: "PUNIZIONI PER IL BLOCCO DI FIUMICINO (http://www.gazzettadiparma.it/gazzetta/)

Il presidente dell'Enac Vito Riggio preannuncia una dura risposta, con "provvedimenti rigorosi" nei confronto dei lavoratori che venerdì, senza preavviso, hanno bloccato per tre ore il funzionamento dell'aeroporto di Fiumicino. "Ho dato incarico al direttore generale di presentare una relazione al consiglio di amministrazione, che consegneremo al vice ministro Tassone, al ministro Lunardi e alla Presidenza del Consiglio per l'adozione di provvedimenti rigorosi". Intanto la settimana che viene già si apre con un nuovo sciopero: Domani si fermano i dipendenti dell'Alitalia (parte dei piloti esclusi) per uno sciopero che sarà accompagnato, a Roma, da manifestazioni di protesta dei dipendenti del gruppo. Poi sarà la volta, lunedì 26 gennaio, della protesta nel trasporto pubblico locale, giudicata illegale dalla Commissione di Garanzia ma non per questo rinviata. Per il 9 febbraio è ancora atteso uno sciopero nell'Alitalia, questa volta dei piloti e infine, ancora disagi nel trasporto aereo con la protesta dei controllori di volo il 20 febbraio.

TREND SVILUPPO HOLDING (http://www.gdmland.it/quotidiano/)

Trentacinque dipendenti sul baratro della mobilità. A temere il provvedimento dell'azienda sono i lavoratori dei laboratori di ricerca della Trend sviluppo holding di Lecce, azienda che svolge le sue mansioni all'interno della Ausl Le/1. Si occupano di attività strategiche per la Ausl, come la fornitura del Cup telematico, del servizio di monitoraggio sull'uso dei farmaci, della gestione della rete telematica e dell'erogazione dei servizi Web e di posta elettronica per tutta l'Ausl. Non si sa neppure che fine faranno i servizi finora erogati, nè quali saranno mantenuti in futuro e se la Ausl ha intenzione di appaltarli ad un'altra azienda. E neppure se i lavoratori avranno una continuità lavorativa con chi eventualmente subentrerà

LIGMAR (http://www.corriereadriatico.it/)

Dopo che i settanta dipendenti della Ligmar di Castignano (Marche) erano riusciti a dialogare con il titolare dell'azienda, ottenendo che entro la prossima settimana fossero corrisposte due delle tre mensilità arretrate, nuovi sviluppi sembrano incrinare la fiducia e l'ottimismo di tutto il personale. Il titolare, Luigi Marchetti, vorrebbe, infatti, rientrare in azienda, probabilmente scortato da altre persone, nei primi giorni della prossima settimana solo per controllare lo stato di usura dei suoi macchinari. Ma i lavoratori della Ligmar sono decisi a non permettere l'ingresso alla ditta a nessuno, fuorché il titolare stesso. "Abbiamo paura che possano essere portati via macchinari e stampi di proprietà di terzi, ossia clienti dell'azienda, ma anche di proprietà di Marchetti. A quel punto sarà difficile risollevare una ditta priva delle principali attrezzature ed il rientro in fabbrica di tutti noi non avrebbe alcun senso. Meccanici, tecnici e guardiani resteranno fuori. Il picchetto andrà avanti finché non vedremo le due mensilità".

BANCARI BPER IN AGITAZIONE http://ilmattino.caltanet.it/

In rivolta i dipendenti dell'ex Credito Commerciale Tirreno ed oggi della Banca Emilia Romagna. Le organizzazioni sindacali dopo due incontri con i responsabili della Banca della Campania per proseguire le trattative relative alla cessione degli sportelli campani della Bper hanno mostrato il loro dissenso. In un comunicato emesso al termine hanno giudicato del tutto negative la maggior parte delle ipotesi di soluzioni prospettate dall'azienda. In particolare la mobilità straordinaria, peraltro non ben definita. Sul trattamento economico tutele e garanzie appaiono poco chiare e prive di limiti temporali. Gli ex dipendenti del Credito Commerciale che avevano accettato, pur con forti limitazioni, il passaggio alla Banca dell’Emilia Romagna, oggi col passaggio nella nuova Banca della Campania vedrebbero ancora una volta limitate le loro attese e le loro speranze. In relazione al trattamento economico da riservare ai lavoratori della Bper campana la proposta aziendale è irrisoria in quanto ipotizza semplicemente una corresponsione triennale di una quota non definita della partecipazione agli utili corrisposta nel 2003. In pratica una vera e propria perdita economica per gli ex del Credito e nessun vantaggio per tutti i dipendenti della nuova Banca della Campania.

IAC: POSTI DI LAVORO A RISCHIO (http://ilmessaggero.caltanet.it/)

Tra i posti di lavoro a rischio nella zona industriale dello Scalo, oltre a quelli dell’Ixfin, figurano quelli della camiceria "Industria Adriatica Confezioni" di Chieti, che conta ormai poco meno di un centinaio di addetti, comprese le cooperative di servizio. Anche dopo l’acquisizione della camiceria da parte del gruppo Saitt della Repubblica di San Marino la situazione non è cambiata di una virgola. Sono sul piede di guerra i 250 lavoratori posti in mobilità dal 15 settembre 2001 ed altri dipendenti che si sono dimessi, i quali attendono inutilmente da anni, la liquidazione del trattamento di fine rapporto (tfr). Preannunciate iniziative di tutela a livello di giudice del lavoro.

OPTIMES

L’Unione provinciale industriali ha convocato per dopodomani un incontro per trovare uno spiraglio alla soluzione della vertenza Optimes. La rottura delle trattative, avvenuta nei giorni scorsi, ha portato i circa cento lavoratori a scendere in piazza: da cinque giorni è in atto un'assemblea permanente con l'occupazione dello stabilimento, dove da alcune settimane la produzione è ferma. La proprietà si è rifiutata di pagare le tre mensilità arretrate ai lavoratori dipendenti e le spettanze ai lavoratori in mobilità inseriti in un piano di incentivi. Secondo l’azienda, i lavoratori avrebbero dovuto attendere, senza garanzie, il pagamento degli arretrati.

FERRO ITALIA

E’ sempre incerto il futuro dell’impianto produttivo della Ferro Italia di Cannara (PG). Per martedì è previsto un incontro in regione nel quale verranno analizzate le due proposte di acquisto giunte al tavolo della trattativa. Proprio intorno ad una proposta, quella della Intercolor si è accesa una querelle tra il comitato di base dei lavoratori e l’amministrazione comunale. Il comitato accusa l’amministrazione di voler favorire altre soluzioni rispetto a quelle prospettate e per questa nattina e martedì, prima dell’incontro, ha annunciato dei sit in di protesta. Secondo il sindacao è invece la Ferro che sta tenendo un atteggiamento dilatorio per favorire la cessione ad un soggetto operante in un diverso settore.

EX CRAVATTIFICIO POMPEII: PRIMI SOLDI AI LAVORATORI (http://ilmessaggero.caltanet.it)

Una boccata d'ossigeno per i 240 dipendenti dell'ex cravattificio "Gino Pompeii" di Formia. E una prospettiva, per ora solo annunciata, di diversificazione e riconversione produttiva e di creazione di nuove professionalità. Alla fine di questo mese, intanto, gli ex lavoratori del cravattificio, senza salario da sei mesi, dovrebbero percepire una prima tranche della cassa integrazione ordinaria della primavera 2003 e dei contratti di solidarietà nonché la prima rata della cassa integrazione straordinaria che durerà un anno, seguita da un periodo di mobilità e di prepensionamento (quest'ultimo per una ottantina di unità). Il 2 febbraio nuovo vertice a Latina.

SOCIETA' ARCHIMEDE: TRE LICENZIAMENTI ILLEGGITIMI (http://www.lasicilia.it/giornale/1801/caltanissetta/cl07/index.htm)

Tre capibarca vengono licenziati, uno di loro è un Rsu. E scoppia la protesta tra tutti i dipendenti della società Archimede. Il segretario della Camera del Lavoro Emanuele Scicolone parla di premeditazione. "La decisione assunta dall'Archimede - dice Scicolone - è pretestuosa ed è rivolta contro i lavoratori che hanno osato rivendicare i propri diritti contrattuali. Con questa provocazione l'Azienda vuole intimidire i lavoratori e la Rsu a non pretendere i loro diritti. Ma l'Archimede ha contemporaneamente messo in discussione un accordo sindacale regolarmente sottoscritto nel giugno 2003 dove si riconoscono diritti normativi e salariali per i lavoratori, penalizzando la loro busta paga si 400 euro". I sindacati hanno invitato la Raffineria di Gela, il Circomare, la Prefettura ad intervenire nei confronti dell'Archimede per ripristinare le giuste e corrette relazioni sindacali. Ma c'è anche da considerare che lo sciopero del personale dell'Archimede non sarebbe senza conseguenze per una raffineria che solo da giorni si sta mettendo in moto dopo due mesi di fermo. Durante lo sciopero,infatti, le navi che caricano e scaricano i prodotti petroliferi non potranno attraccare al porto isola. Una situazione delicata con i lavoratori decisi alla linea dura.

TECNO JACKET

Sulla chiusura della "Tecno Jacket", azienda del gruppo Francis di Regalbuto (ENNA), continuano ad intrecciarsi pareri divergenti con i 45 lavoratori che da un giorno all'altro potrebbero ritrovarsi senza lavoro. La Tecno Jacket dà lavoro a 45 persone (di cui 36 donne) che producono giubbotti ad assetto variabile (Gav) per l'attività subacquea, dotati di sacchi gonfiabili e valvole che consentono di modificare l'assetto del sub in immersione. La vicenda inizia lo scorso mese di luglio, con il lungo braccio di ferro tra i vertici dell'azienda regalbutese che (per motivi strettamente economici) decidono di applicare un nuovo contratto di lavoro - firmato dalla Cisal - che prevede una contrazione dei salari di circa il 30%. Iniziano così le proteste di 13 operai con volantinaggi e scioperi fino alla prevista chiusura estiva. Il responsabile del personale della Tecno Jacket, Vincenzo Militello, lancia la proposta agli operai di costituirsi in cooperativa per gestire direttamente l'attività. Una possibilità che ha fatto tanto discutere. Il 14 ottobre scorso si tiene l'atteso incontro promosso dal presidente Cataldo Salerno con la presenza dei sindacati, degli amministratori comunali, dei vertici dell'azienda e di una delegazione di operai. In quella occasione, i sindacati si impegnarono a predisporre un piano di risanamento del deficit aziendale (si parla di circa 115 mila euro) che in tempi brevi sarebbe stato consegnato al presidente Salerno e al sindaco di Regalbuto Scornavacche per la risoluzione definitiva della vertenza. Un piano di risanamento che pare non sia mai arrivato e discusso in azienda con i dirigenti della Tecno Jacket che hanno ufficialmente avviato la procedura per la cessazione dell'attività produttiva e la messa in mobilità dei 45 dipendenti regalbutesi. Una proposta, quella dei sindacati, presentata al presidente della Provincia e al sindaco regalbutese il 12 dicembre scorso che dunque non è mai stata discussa.

COOP FUTURA: DA 3 MESI SENZA PAGA

"Ancora una volta segnaliamo l'ennesima situazione di grave disagio per i lavoratori dei servizi sociali, dipendenti della cooperativa "Futura", che sono impegnati nel servizio di assistenza igienico-personale ai portatori di handicap nelle scuole": la Flaica/ Cub, in un documento inviato al commissario straordinario del Comune, Bruno Sbordone ed al presidente dell'Istituzione dei Servizi sociali, Felice Cascio. La Flaica/Cub è uno dei pochi sindacati che non tace su una problematica vicenda, che da anni subiscono gli 85 operatori addetti al servizio igienico-personale per gli studenti con gravi deficienze psico-motorie; non percepiscono regolarmente lo stipendio da parte della cooperativa da cui dipendono, la "Futura" di Messina. I lavoratori e le lavoratrici operano nel settore da molti anni con elevata professionalità, competenza e soprattutto grande umanità, però non godono dei diritti più elementari quali la puntualità del salario; infatti, pur essendo a metà del mese di gennaio, ancora non hanno percepito lo stipendio di novembre, di dicembre e la 13ª mensilità del 2003. I dipendenti devono anche accollarsi il servizio di trasporto e provare l'umiliazione di sentirsi dire "non ci sono soldi". Il personale della "Futura" lavora 24 ore a settimana, ripartite in 4 ore al giorno e percepiscono un emolumento mensile di 600 euro. Ciascuno di loro deve assistere fino a 4 alunni.

SOCIMI IMPIANTI: MANCATO PAGAMENTO STIPENDI

Incroceranno le braccia, manifestando davanti all'ingresso della Sasol per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi i 70 lavoratori della Socimi, ditta metalmeccanica che opera nell'ambito della zona industriale di Priolo (Siracusa), che attendono l'erogazione dei salari relativi ai mesi di novembre e dicembre e della tredicesima mensilità e che domani mattina, a partire dalle ore 8, stazioneranno innanzi ai cancelli dello stabilimento all'interno del quale per conto della Sertekno svolgono lavori di manutenzione. La società, che fa capo alla Socimi impianti, per assenza di liquidità non può retribuire i suoi dipendenti. Lo sciopero è stato proclamato dagli operai e non dalle organizzazioni sindacali. Ma il non avere ancora percepito gli stipendi non è il solo motivo di malcontento, a questo si aggiunge infatti la solidarietà nei confronti di circa 120 colleghi che hanno appena perso il lavoro. Questi ultimi sono stati licenziati nei giorni scorsi dalla Socimi Spa e dalla Socimi impianti srl, gruppi della Socimi, che hanno esaurito il contratto siglato con l'Agip, e che attendono l'affidamento di un nuovo appalto per reintegrare i dipendenti. Risale al 29 novembre scorso l'ultimo sciopero di cui sono stati protagonisti i 70 operai, unitamente ad altri dipendenti legati alla ditta da un rapporto di lavoro a tempo determinato. Protesta che non si è acuita perché allora è stato liquidato lo stipendio relativo al mese di ottobre, ma che a 20 giorni di distanza torna a farsi sentire con toni più accesi. I 70 dipendenti, la cui sorte non è senz'altro paragonabile a quella riservata ai colleghi licenziati, sono stati assorbiti dalla Sertekno. 


19 gennaio 2004

RAVENNA: LAVORATORI "POVERI" IN AGITAZIONE http://www.corriereromagna.it/isapi/

Negli Stati uniti li chiamano "working poor", "lavoratori poveri". Si tratta in pratica di quei lavoratori che vantano pochi diritti e che percepiscono salari al limite del minimo vitale. In Italia, sostengono i sindacati di categoria, questa categoria è rappresentata dagli operatori delle Cooperative sociali. In tutta la provincia di Ravenna, questi operatori, sono oltre 3mila e quattrocento. Da ieri mattina, il coordinamento faentino dei lavoratori delle cooperative sociali, della Funzione pubblica Cgil, hanno dichiarato lo stato di mobilitazione. Alla base della protesta, c’è un contratto di lavoro che è ormai scaduto da due anni. Gli operatori sociali operano quotidianamente con le fasce più deboli della società. Anziani, handicappati, bambini con deficit sono ogni giorno nelle loro mani. Sono professionisti ai quali viene corrisposto un magro salario, che varia tra i 700 e gli 800 euro mensili. Inoltre il loro trattamento contributivo, conteggiato su un salario medio convenzionale, permette di maturare una pensione al disotto del minimo vitale, circa 350 euro mensili.

SCIOPERO CASELLANTI

I casellanti hanno aderito in massa alla giornata di astensione dal lavoro promossa da Fit Cisl e Sla Cisal. Lo sciopero - si legge in una nota congiunta delle due sigle sindacali - , è stato indetto in tronco per protestare contro i comportamenti unilaterali tenuti dall’azienda negli ultimi due mesi, ritenuti lesivi non solo per i dipendenti ma soprattutto per il servizio reso agli utenti. L’agitazione, iniziata alle 22 di sabato, è terminata alle 22 di ieri.

VERTENZA CPC: OCCUPATO IL COMUNE

Gli operai della Cpc (Compagnia prodotti conservati) sono senza lavoro dalla fine di ottobre e senza stipendio; hanno occupato l’aula consiliare di Castel San Giorgio per protestare nei confronti di una situazione di stallo che sta caratterizzando la vicenda della loro azienda, il cui titolare è stato raggiunto da provvedimenti restrittivi ed è in carcere da oltre 40 giorni. I lavoratori non vengono pagati da ottobre. L’azienda ha tutte le potenzialità per continuare a produrre, nei magazzini giace merce per diversi miliardi che viene richiesta dalle filiali di Francia, Inghiterra e Australia. Ogni operazione non è possibile perché non è autorizzata. Tutto è fermo, si rischia la paralisi e la scomparsa di una azienda con oltre 60 anni di vita che nel complesso con l’indotto compreso impiega oltre 2000 persone. 


20 gennaio 2004

MORE': DICHIARATO FALLIMENTO

Deliziose gelatine ed un marchio di prestigio non sono bastati alla Moré 1886 di Torre Pellice per uscire dalle secche finanziarie in cui non da oggi si dibatte. Dei giorni scorsi l'ultimo atto: la sentenza, depositata mercoledì 14 gennaio, con cui il Tribunale di Pinerolo ha dichiarato fallita (come richiesto dal collegio sindacale) la storica ditta e ordinato al suo legale rappresentante, Emilio Comini di Salò, di depositare bilanci e scritture contabili. Fino a quel momento poco si può conoscere, se non che sul terreno restano sei dipendenti (i 5 operai e un'impiegata): quelli che fin dal 28 novembre avevano ricevuto le lettere di licenziamento e che di fatto hanno lavorato fino a metà dicembre. Alla data del fallimento quasi tutti i dipendenti erano ormai stati licenziati (la messa in liquidazione risale ad ottobre 2003, ndr), 


21 gennaio 2004

TRENTINO TRASPORTI http://www.ladige.it/

Se oggi l'accordo dovesse saltare si profilano tempi duri, e non solo per gli utenti del trasporto pubblico. In programma ci sono, infatti, un primo sciopero di 4 ore, seguito da un altro di 8 e da una fermata di 24 ore. Tra i lavoratori la tensione è altissima e le dichiarazioni attribuite all'avvocato Ceola, presidente di Trentino Trasporti, hanno contribuito ad esacerbare gli animi. I primi a reagire sono stati gli autisti di Predazzo che, alle accuse di sabotaggio, replicano: "Non è stato un sabotaggio, ma semplici guasti tecnici ai pullman". Inoltre le dichiarazioni in merito al salario di un autista che, secondo Ceola, ammonterebbe a 2.100 euro netti al mese sono false. Il presidente dovrebbe dire a quanto ammonta il suo stipendio, compresi i gettoni di presenza.

FIAT MIRAFIORI: SI SCIOPERA http://www.ilmanifesto.it/

I 400 lavoratori di Mirafiori addetti al montaggio della produzione Punto/Idea hanno effettuato ieri un'ora di sciopero. Lo sciopero è stato indetto da Fim, Fiom, Uilm e Fismic. La protesta dei lavoratori è la conseguenza delle scelte Fiat, azienda che per abbassare i costi taglia i tempi di lavoro pregiudicando la qualità della produzione. I piazzali sono intasati da vetture incomplete. Lo sciopero, inoltre evidenzia che il piano di ristrutturazione della Fiat, contraddistinto dalla assenza di investimenti per migliorare la qualità della produzione, non garantisce la stabilità occupazionale. Infatti nell'ultima settimana di gennaio il 50% degli addetti della carrozzeria sarà posto in cig.

METRONAPOLI: SCIOPERO

Dopo l'ultima corsa partita alle otto e venti i napoletani hanno visto appesi davanti alle due linee metropolitane e alle quattro funicolari, dei piccoli cartelli con l'avviso della chiusura per otto ore. Alle nove è infatti scattato lo sciopero dei dipendenti Metronapoli annunciato nei giorni scorsi da Cgil, Cisl ferrovieri, Orsa, Sma e Cisal. Ora il sentore è che anche a Napoli possano iniziare fermi spontanei come a Milano. La prova è stata l'adesione totale dei lavoratori. I 250 mila utenti quotidiani eppure sembrano comunque sostenere le rivendicazioni per un contratto unico dei 570 addetti ai servizi di trasporto cittadino, dal 2001 spaccati a metà, divisi in due categorie tra ferrovieri e filoferrotranvieri. Tra i primi che guadagnano 1600 euro e gli altri che ne ricevono poco più di mille. Sensibilizzati infatti dalla battaglia dei milanesi andata a buon fine, in molti hanno preso la macchina, e hanno mantenuto la calma anche quando si sono ritrovati imbottigliati nel traffico che ha mandato in tilt le principali arterie di collegamento tra i quartieri periferici e il centro storico. L'organico Metronapoli al completo è sceso davanti la sede del comune per chiedere uguali diritti e l'adeguamento contrattuale con quello dei ferrovieri. La manifestazione ha vissuto qualche momento di tensione in quanto, nonostante l'autorizzazione delle autorità, le forze dell'ordine avrebbero tentato di impedire l'accesso dei lavoratori al piazzale antistante il municipio, per una concomitante manifestazione di disoccupati 


22 gennaio 2004

FRANCIA: SCIOPERO DEI FERROVIERI

In Francia sciopero nazionale della Sncf. Dal governo si leva la richiesta del servizio minimo sul modello italiano. Oggi si fermano i lavoratori dell'aeroporto di Parigi. Il 2004 è appena cominciato e i lavoratori francesi sono già sul piede di guerra contro il governo Raffarin e i suoi progetti di riforma. Le privatizzazioni sono il nemico numero uno, quello per il quale ieri il sindacato ha evocato lo sciopero generale del servizio pubblico. Intanto alla Sncf, le ferrovie, ci si è astenuti dal lavoro per tutta la giornata in nome dell'adeguamento dei salari e della protesta contro i tagli di personale. Oggi tocca ai lavoratori di Adp, Aeroports de Paris, per i quali la privatizzazione pare ormai certa, con uno sciopero che ritarderà praticamente tutti i voli. Venerdì è la volta di medici e ospedali contro la politica di tagli alla Sanità. E proprio in quelle ore, arriverà nelle mani del ministro Mattei il rapporto sullo stato di salute, precario, dell'assicurazione malattie.

CPC: PROTESTANO GLI OPERAI

Torna la speranza per i lavoratori della Cpc di Castel San Giorgio. All'indomani della scarcerazione del padrone, Gabriele Petti, i dipendenti dell'azienda cominciano a sperare e potrebbe anche sbloccarsi presto la vertenza occupazionale. I macchinari della fabbrica sono fermi da quando Petti, insieme al suo entourage, finì in manette per la maxi truffa all'Unione Europea. L'azienda occupa circa 1200 persone durante la lavorazione stagionale del pomodoro e che i lavoratori provengono da molte zone dell'agro noverino sarnese. Restano ovviamente intatte tutte le preoccupazioni per una situazione che potrebbe diventare veramente drammatica per gli addetti.

CESAME: LAVORATORI IN CORTEO

Il Banco di Sicilia continua a dire ostinatamente no alla riapertura di una linea di credito a favore della fabbrica catanese. Nell'incontro che si è svolto lunedì in prefettura è stato strappato un sì ad altre tre banche e le Acli, che utilizzavano per i servizi di cassa il Banco di Sicilia hanno deciso di ritirare per il 2004 il mandato e la gestione di 7 milioni di euro. Oggi i lavoratori della Cesame daranno vita a una manifestazione che arriverà nei pressi delle banche. E i lavoratori accompagneranno anche la giornata palermitana della vertenza. 200 lavoratori si recheranno infatti nel capoluogo isolano domani per presidiare la sede della Regione. Ieri, intanto, nella sede della Cesame si è tenuta un'assemblea dei lavoratori alla quale ha partecipato anche il presidente delle Acli Sebastiano Arcidiacono che ha spiegato il ritiro della cassa dal Banco di Sicilia come un segnale e un atto di solidarietà dovuta nei confronti dei lavoratori in difficoltà.

CASA DI CURA SAN GIUSEPPE: MOBBING

Gli abusi compiuti da datori di lavoro vessatori in alcuni enti privati e paraprivati dell'Ennese sono in aumento. Sempre più si sente parlare di amministratori che gestiscono enti con pubblici ruoli come se fossero cosa propria, non soggetti ad alcuna rotazione, terrorizzando con il mobbing i lavoratori, con vere e proprie rappresaglie psicologiche, come ad esempio quella di confinarli a ruoli marginali o di lasciarli "a vita" in determinate mansioni. E' il caso della "Casa San Giuseppe" di Enna. "Siamo venuti a conoscenza - dice il sindacato - di atti nell'organizzazione del lavoro e degli orari, nelle mansioni e nell'individuazione dei profili professionali. Di essi manca la dovuta regolamentazione e sono in violazione con il Ccnl, per questo si chiede subito la concertazione aziendale". Questi atti sono contrari agli indirizzi contenuti nell'unico accordo aziendale siglato in sede di presidenza il mese scorso relativo ad una serie di punti nodali come la funzione preminente del personale di ruolo, la definizione dei criteri organizzativi e la riduzione dell'orario a 35 ore, nonché il recupero del rispetto e della fiducia nei rapporti tra dirigenza, e operatori dell'organizzazione e lavoratori.

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE: INTESA A VARESE http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/

La vertenza sul trasporto pubblico locale a Varese si chiude con un accordo tra sindacati e aziende pubbliche e private. L'intesa - firmata ieri nella sede della Provincia - prevede 330 euro come una tantum per il 2004 e l'impegno a riprendere la trattativa dal primo luglio per definire il "premio di produzione" dal 2005 in poi. Al risultato si è giunti dopo oltre 5 ore di faccia-a-faccia. Una astensione generale dal lavoro dei dipendenti dell'autotrasporto era stata scongiurata con l'impegno a convocare per ieri un tavolo di confronto per trattare i problemi legati alla mobilità e gli sviluppi della contrattazione. La Provincia rimborserà gli oneri già sostenuti dalle aziende per il triennio 2001-2003 come quote economiche di integrazione salariale, primo ente in tutta la Lombardia a rispettare l'obiettivo sottoscritto dall'Unione delle Province d'Italia e dall'Anci.

POSTE: NESSUN TAGLIO A FRAGNETO MONFORTE

Le Poste Italiane fanno marcia indietro e hanno sospeso l’originario provvedimento che riguardava la soppressione di una zona recapito di Fragneto Monforte (BN) e di altre zone. Il provvedimento sarebbe dovuto scattare il 20 gennaio. Invece, c’è stato il passo indietro delle Poste Italiane. La sospensione del provvedimento di ridimensionamento è avvenuto dopo l’avvio di una procedura proposta da Cisl, Cgil, Failp e Sailp.

SERFIN: IPOTESI DI ACCORDO http://ilmattino.caltanet.it/

Avevano atteso la fine dell'anno con fortissima trepidazione i lavoratori della Serfin, azienda specializzata in servizi informatici per conto dell'IBM. Avevano portato la loro protesta all'Unione degli Industriali di Napoli per protestare contro la politica di tagli annunciata dal colosso statunitense che avrebbe comportato solo nel casertano 94 esuberi. La trattativa portata avanti dall'inizio di gennaio dai sindacati confederali a livello nazionale, ha prodotto l'attivazione dei contratti di solidarietà per un anno e per tutto il gruppo. L'ipotesi d'accordo sarà sottoposta al giudizio dei 270 dipendenti di Marcianise, cosi come è già avvenuto anche nell'altra società collegata all'IBM, la Sistemi Informatici di Roma. Le condizioni prevedono una riduzione dell'orario spalmata sul 50% dell'organico e l'integrazione salariale obbligatoria per il recupero del 60% della perdita del monte ore.

AMCOR: SCIOPERO http://www.corriereadriatico.it/

S'inasprisce la vertenza sindacale alla Amcor di Ascoli, dove i 63 operai hanno ricevuto, ieri, la lettera in cui l'azienda ha comunicato l'attivazione della procedura di mobilità. In una assemblea, le maestranze hanno deciso di procedere con iniziative. Oggi e domani è stato proclamato uno sciopero con presidi davanti ai cancelli della fabbrica, dove alle 10 le Rsu terranno una conferenza stampa per spiegare i motivi della vertenza.

CERAMICHE DELTA http://ilmessaggero.caltanet.it/

Sindacati e lavoratori, dopo la scelta di questa azienda di mettere in mobilità 35 lavoratori, hanno deciso di mobilitarsi. Nel corso dall'assemblea dei dipendenti è stato votato un documento di riposta alla direzione. In esso si respingono in maniera netta le motivazioni di chiusura dello stabilimento di Fabrica di Roma. "Non accettiamo la decisione - è scritto in un comunicato - perché non c'è crisi nel settore igienicoo sanitario e né della stessa società. E' noto che i proprietari della Delta hanno da pochi mesi acquistato l'immobile della fallita ceramica Profili. E' altrettanto noto che hanno costruito nella zona industriale di Civita Castellana un nuovo stabilimento per produrre igienico sanitari". I sindacati hanno deciso di non firmare la procedura di mobilità perché è priva di fondamento e non conforme alla legge. Si stanno anche progettando azioni di lotta.

MARCHE: 30 OPERAI CINESI TRATTATI COME SCHIAVI

Lavoravano tutta la notte in locali angusti ed erano costretti a vivere in piccole stanze ricavate a fianco delle fabbriche. Trenta lavoratori cinesi sono stati sorpresi in queste condizioni dai carabinieri di Monsampolo nel corso di un servizio svolto lungo la Vallata contro l’impiego di manodopera clandestina. Al termine dell’operazione sono stati arrestati tre cinesi in base alle normative della legge Bossi-Fini in quanto erano già stati colpiti da decreto di espulsione al quale non avevano ottemperato, mentre altri due connazionali sono stati denunciati per impiego di manodopera clandestina. I controlli hanno riguardato tre laboratori a Monsampolo, Spinetoli e Pagliare. Qui lavoravano esclusivamente cinesi, costretti a turni di lavoro notturno estenuanti e in condizioni precarie.

SGL: 600 EURO L'ANNO http://ilmessaggero.caltanet.it/

I dipendenti della Sgl Carbon di Narni Scalo hanno squadernato sul tavolo del direttore il loro progetto sul come vedono la fabbrica nel futuro. La loro sorpresa è stata che la direzione si è dichiarata d’accordo. E così si è chiusa la trattativa che era rimasta in piedi qualche giorno di troppo: intanto l’aspetto economico, col premio di partecipazione per i 200 lavoratori che passa da 170 a 600 euro all’anno. E soprattutto non si parla più di licenziamenti.

TRANSCOM

La Cisl denuncia un clima di repressione dentro la Transcom. Salvatore Lagatta (Fisacat) ha sottolineato che il cambiamento di lavoro "ha creato un notevole stress tra i lavoratori. Quindi la contestazione delle assenze è soltanto una scorrettezza. Siamo disponibili a denunciare l’azienda se i lavoratori vorranno". Il gruppo Transcom World Wide fa parte del gruppo svedese Kinnevik (fondato nel 1936 a Stoccolma e oggi presente in 40 paesi con un fatturato consolidato pari a 7 miliardi di $) e dispone di una organizzazione di 31 call center (4.500 postazioni) localizzati in 16 Paesi. L'ultimo è stato attivato in Italia, a Lecce.

ARIS: LICENZIAMENTI E SCIOPERI http://www.giornaledibrescia.it/giornale/

La Aris di Remeddello (BS) ha deciso di licenziare quattro lavoratori. Aris - una quarantina di addetti - è un calzificio con sedi ad Acquafredda (solo magazzino, dopo la chiusura della linea produttiva) e Remedello. La stessa proprietà aveva annunciato al sindacato la chiusura della attività di produzione, mantenendo però uffici e magazzini, a Acquafredda. Una riorganizzazione che avrebbe comportato la messa in cassa integrazione dei lavoratori interessati ed il ricorso alla mobilità. La proprietà ha scelto di non richiedere nessuna cassa integrazione, ma licenziamento senza alcun utilizzo della mobilità. Per oggi è annunciato lo sciopero dalle 8 alle 12 dei lavoratori della Aris

LONATI SPA

I lavoratori della Lonati di San Polo (BS), riuniti in assemblea, hanno condiviso la decisione sindacale di chiedere alla direzione una integrazione degli istituti per quei lavoratori che sono stati colpiti in modo pesante dalla cassa integrazione. Sono una trentina i lavoratori che hanno ormai raggiunto le nove settimane di cassa integrazione. Centosei sono quelli in cig questa e la prossima settimana. La direzione ha già detto "no" alla richiesta avanzata lunedì dalla delegazione sindacale. Un primo sciopero è fissato per la prossima settimana (potrebbe essere mercoledì 28). La cassa arriva a scadenza a fine febbraio 


23 gennaio 2004

MARZOTTO: 8 ORE DI SCIOPERO http://www.giornaledicalabria.it/

Un pacchetto di otto ore di sciopero dei dipendenti di tutti gli stabilimenti della Marzotto è stato proclamato dal Coordinamento sindacale del gruppo. La prima astensione, di quattro ore, è stata fissata per il 6 febbraio prossimo. In tal modo il Coordinamento sindacale del gruppo Marzotto, "intende opporsi al licenziamento di 190 lavoratori collocati nello stabilimento di Praia a Mare". Più in generale la protesta intende bloccare una scelta della Marzotto che che punta a ridurre ancora di più produzione ed occupazione in Italia. Quattro ore di sciopero saranno gestite in relazione agli sviluppi che prenderà il confronto dell'azienda.

ENEL: PROROGATA LA MOBILITA' A PORTOSCUSO http://www.unionesarda.it/unione/

Prorogata per un altro anno la mobilità per i lavoratori del cantiere Dco dell’Enel di Portovesme. Davanti ai sindacati confederali, ai rappresentanti del Ministero e dell’Enel è stato siglato l’accordo che proroga di un altro anno la mobilità ai 90 lavoratori attualmente in attesa di reimpiego. La firma nell’accordo darà la possibilità ai lavoratori di mantenere i benefici della mobilità per un altro anno, sino al 31 dicembre 2004. Con la proroga della mobilità i lavoratori saranno inseriti negli elenchi del personale che deve essere inserito nelle nuove iniziative imprenditoriali.

SAL: BOCCIATO L'ACCORDO SUL TRASPORTO LOCALE http://www.laprovinciadilecco.it/online/

L’assemblea dei dipendenti della Sal e delle altre aziende private che operano sul territorio di Lecco ha bocciato, a maggioranza, il contratto nazionale siglato lo scorso 20 dicembre. Via libera, invece, dai dipendenti di LineeLecco, l’azienda pubblica di trasporti (la maggioranza del capitale è del Comune di Lecco). Queste sono alcune delle assemblee che si stanno svolgendo in tutta Italia per spiegare i termini dell’accordo tra governo e sindacati che ha visto il riconoscimento di un aumento di 81 euro mensili contro le 105 richieste, siglato dopo un duro confronto preceduto da numerose giornate di sciopero, fermento all’interno delle organizzazioni sindacali Un risultato, quello della consultazione tra i lavoratori della Sal, che giunge un po’ a sorpresa visto che a Lecco, almeno fino ad ora, i Cobas non erano mai stati presenti. 


24 gennaio 2004

CESAME (http://www.ilmanifesto.it/)

Qualcosa si muove dopo la protesta di 300 lavoratori della Cesame di Catania davanti a palazzo D'Orleans: il presidente della regione Sicilia Salvatore Cuffaro ha incontrato i rappresentanti degli istituti di credito interessati. Il salvataggio ci sarà. Capitalia garantirà 300 mila euro, mentre Bnl, Montepaschi, Unicredito e San Paolo hanno dato una disponibilità per 250 euro ciascuno. Le banche incontreranno il rappresentante giudiziale della Cesame per una verifica delle prospettive di sviluppo dell'azienda.

TIM (http://www.ilmanifesto.it/)

Crescono le tensioni in Tim. La decisione unilaterale dell'azienda sui nuovi orari di lavoro nel settore customer service semina malcontento. Nel settore sono impiegati il 50% degli addetti complessivi. Slc, Fistel, Uilcom e Rsu denunciano un peggioramento delle condizioni lavorative e annunciano una giornata di sciopero in febbraio.

QUANTO GUADAGNA UN OPERAIO (http://www.ilmanifesto.it)

Un terzo dei lavoratori dipendenti e il 55% di quelli parasubordinati guadagna meno di mille euro al mese. L'inchiesta sulle retribuzioni promossa da Ds, Unità, e Sinistra giovanile traccia l'identikit del lavoratore povero: giovane, di sesso femminile, scolarità bassa, lavora come operaio in aziende piccole.Tra gli operai semiqualificati, solo il 3% guadagna più di 1500 euro al mese, mentre il 49% resta sotto i mille.

GABBIE SALARIALI

La Cisl propone un patto alle imprese per favorirne l’insediamento in Irpinia. La Cisl è pronta ad introdurre la contrattazione di secondo livello in cambio di nuove assunzioni e di una forma di partecipazione agli utili dei lavoratori. Tradotto: "meglio un salario più basso che stare senza salario — spiega la Cisl. Secondo Giovanni Lettieri, presidente dell’Unione Industriali, "I buoni rapporti tra parti datoriali e sindacali sono tra gli elementi più importanti per facilitare gli imprenditori che vogliano venire ad investire in Irpinia". Di cosa succede ai lavoratori nessuno se ne interessa! 


25 gennaio 2004

ACCORDO PER I DOGANIERI (http://www.ilmanifesto.it/)

Dopo l'improvvisa rottura delle trattative, il confronto sul rinnovo delle agenzie fiscali (70 mila lavoratori, scaduto il 31 dicembre 2001) è ripreso e si è chiuso all'alba di ieri. Firmato l'accordo, l'aumento sarà di 118,52 euro, un po' di più rispetto ai 116 euro offerti dall'Aran in precedenza. Risolto anche il problema sull'indennità di agenzia, riconosciuta a decorrere dall'1 gennaio 2003: si tratta di 1500 euro per le dogane, e di 2500 per le altre agenzie (demanio, territorio, entate). E' stato così revocato lo sciopero già indetto per il 6 febbraio.

ALLA "FABBIO PERINI" PRECONTRATTO http://www.ilmanifesto.it/

E'stato firmato il precontratto Fiom alla «Fabio Perini» di Mugnano Lucca. L'azianda, che occupa 580 lavoratori, fa parte della multinazionale tedesca Korber. Viene confermato l'impegno dell'azienda a erogare integralmente il premio di risultato di 103 euro, e introdotti diritti di informazione sulle nuove assunzioni e un confronto preliminare per eventuali attivazioni di contratti a tempo determinato. Confermato anche l'orario di 8 ore giornaliere e 40 settimanali. L'incremento salariale è di 125 euro mensili uguali per tutti, più una una tantum a copertura della carenza contrattuale. 


26 gennaio 2004

SARDEGNA: METALMECCANICI CONTRO GLI APPALTI

Incroceranno le braccia dalle sette e trenta alle nove di questa mattina. Una prima ora e mezzo di sciopero che potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova fase di protesta e di lotta nell’area industriale di Sarroch. Fiom-Cgil, Fsm-Cisl e Uilm-Uil, non sempre concordi a livello nazionale su importanti vertenze sindacali, hanno invece a Sarroch e Macchiareddu ritrovato quell’unità di un tempo. Il dito è oggi puntato contro la Sasoil Itali che opera all’interno della Polimeri Europa. L’azienda ha affidato la costruzione del nuovo impianto di dearomatizzazione degli idrocarburi a un’impresa della penisola. Tutto questo mentre operano nell’Isola e nell’area industriale imprese d’appalto sarde assolutamente capaci di fare altrettanto. Stamani dunque, i lavoratori metalmeccanici si ritroveranno davanti ai cancelli della Polimeri Europa. Se si andrà avanti con questa scelta, la protesta potrebbe avere ben altra intensità. La Saras, che comunque ha sempre avuto un rapporto corretto con i sindacati, adesso deve investire 15 milioni di euro per la manutenzione dei suoi impianti.

TEKFOR: OPERAIO SCHIACCIATO (http://www.leggonline.it/articolo.php?)

Ancora una morte bianca nel Torinese. Un operaio addetto al turno di notte della ditta Tekfor di Avigliana è rimasrto schiacciato da un cassone. La Tekfor è un'azienda metalmeccanica ex Teksid, che produce componenti meccaniche di precisione per l’índustria automobilistica. La vittima è Alfred Jiucoc, albanese residente a Bussoleno.

IRAN: LA POLIZIA UCCIDE 4 OPERAI http://www.ecodibergamo.it/

TEHERAN Quattro persone sono state uccise sabato nella provincia iraniana di Kerman (sudest) in scontri tra forze dell'ordine e operai in sciopero che chiedevano un'assunzione stabile in un'impresa locale. In una sessione parlamentare trasmessa ieri dalla radio statale, un deputato ha precisato che le autorità locali hanno mandato in elicottero unità speciali della polizia per porre fine alle proteste dei dipendenti dell'industria del rame di Khatunabad, vicino a Shahrebabak, che avevano incrociato le braccia per ottenere contratti a tempo indeterminato. Le forze speciali hanno dato l'assalto al villaggio e poi gli scontri si sono estesi alla vicina città, provocando la morte di quattro persone. Il deputato ha denunciato l'incapacità delle autorità locali.

PRECARI E FLESSIBILI ANCHE NEL "NON PROFIT" (http://www.repubblica.it/supplementi)

Crescono del 19% in due anni le cooperative sociali in Italia: sono 5.515, con 173.000 lavoratori retribuiti, per il 70% donne e 4 miliardi di euro di valore della produzione. Questi i risultati della prima rilevazione Istat sulle cooperative sociali che sarà presentata all’Università di Urbino il 28 gennaio. Le coperative sociali, la parte organizzata in imprese della galassia non profit, attive soprattutto nei servizi di assistenza sociale, da un lato hanno infatti comportamenti di mercato (compreso un ampio uso di lavoro precario e di bassi salari) e dall’altro hanno uno stretto rapporto con il settore pubblico da cui dipendono in larga misura.

CRISI EXIDE: IL VESCOVO CITA MARX (http://ilmattino.caltanet.it/hermes/20040126/CIRC_NORD/CAMPANIA/)

Una domenica mattina davanti ai cancelli della Exide, la fabbrica di accumulatori di Casalnuovo che, secondo quanto annunciato dall’azienda, dovrà chiudere i battenti per sempre entro il prossimo 31 marzo mandando a casa 268 dipendenti tra diretti e indiretti. Il vescovo di Acerra, Giovanni Rinaldi, ha voluto manifestare solidarietà agli operai e alle loro famiglie e ieri mattina si è, quindi, presentato all’ingresso dello stabilimento in via di smobilitazione per dire la Messa e testimoniare, così, la sua partecipazione a uno dei drammi del lavoro che si aggiungono agli altri che caratterizzano la già traballante economia dell’area napoletana. E all’omelia, dal pulpito di legno montano in fretta e furia dagli operai per rendere possibile la celebrazione all’aperto, l’alto prelato ha detto: Ciò che il Papa ha spiegato sul lavoro dell'uomo era stato intuito da Carlo Marx". "Dobbiamo lottare con voi - ha concluso - affinchè questo sia il mondo dei poveri liberati ed emancipati".

ASCOLI: PER L'EX CARTIERA TEMONO IN 204 http://ilmessaggero.caltanet.it/

E’ un’autentica emorragia la costante perdita dei posti di lavoro nel Piceno. I duemila licenziamenti del 2003 e gli oltre 40 mila iscritti nelle liste di disoccupazione vanno ben oltre a un qualsiasi campanello d’allarme. Intanto i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, in riferimento alla paventata chiusura dell’Amcor di Ascoli e la messa in mobilità di tutti i 61 lavoratori, hanno scritto al Prefetto di Ascoli, Giuseppe Destro per chiedre un urgente incontro al fine di illustrargli la dramamtica situazione in cui si sono venuti a trovare. Come se non bastasse già quanto sta accadendo, la Halstrom, colosso finlandese nella produzione della carta, ha convocato per il 30 gennaio i sindacati confederali presso la sede Italia di Torino. All’ordine del giorno: La grave situazione dello stabilimento di Ascoli. In altre parole, una sorta dichiarazione di stato di crisi per i 204 dipendenti dell’Ahlstrom (ex Cartiera) di Ascoli.

CIVITAVECCHIA: LA CENTRALE A CARBONE? http://ilmessaggero.caltanet.it/

Questa mattina alle 7 a Torre Valdaliga Sud, centrale di Civitavecchia, si riunisce l’assemblea dei lavoratori che dovrà pronunciarsi sulla bozza d’accordo siglata da Tirreno Power e sindacati un paio di settimane fa. L’azienda, però, non ha sottoscritto l’impegno a non procedere a licenziamenti collettivi dopo il gennaio 2006 come le aveva chiesto il Comune nei giorni scorsi al tavolo governativo. Un elemento che potrebbe pesare nel pronunciamento dei dipendenti della centrale. Nel pomeriggio, alle 17, all’aula Pucci è invece in programma il consiglio comunale aperto sulla riconversione a carbone di Torre Valdaliga Nord. A Torre Sud, comunque, una parte dei dipendenti non sembra disponibile neppure ad accettare il ricorso alla Cassa integrazione proposto dall’azienda per il periodo dei lavori di riconversione a ciclo combinato di Torre Sud, né la riapertura dei termini della mobilità che salvaguarderebbe i lavoratori attualmente in organico, ma significherebbe un ulteriore riduzione dei livelli occupazionali della centrale. E comunque, qualunque sia la decisione dell’assemblea stamani, è probabile che la vertenza venga riportata dal Comune sul tavolo del Governo, coinvolgendo anche l’Enel, come prevede la convenzione firmata con la Spa elettrica e come chiedono anche diverse forze politiche. 


27 gennaio 2004

FONDERIA DI SAN GAVINO (http://www.unionesarda.it/)

Prima la cassa integrazione, poi la mobilità e la chiusura della parte più nobile della fonderia di San Gavino: la linea dell’oro e dell’argento. Aria di smobilitazione nella fabbrica storica di San Gavino. Aria che preoccupa i sindacati, per niente rassicurati dalle dichiarazioni dei dirigenti della Portovesme srl, la società madre. La cassa integrazione era scattata a novembre. Adesso quindici operai degli 85 in organico saranno messi in mobilità. La Portovesme srl ha fatto sapere di avere già avviato la procedura di mobilità ed entro l’anno il loro rapporto di lavoro avrà termine. Così verrà ridotto ulteriormente il numero dei lavoratori, che scenderà a 70. È il minimo storico. E questo succede proprio ora che si sta creando un indotto legato ai preziosi: tanti artigiani del territorio che lavorano l’oro e l’argento. Nel provvedimento non si parla di nuove assunzioni e non ci sarà il ricambio con altre professionalità.

ARREDAMENTI NAVALI: DA SETTE MESI SENZA STIPENDIO

Ancora fumata bianca per i dipendenti della Arredamenti Navali srl di Elmas. Sono trascorsi quattro mesi da quando gli operai dell’azienda specializzata in arredi navali hanno dato vita a una manifestazione di protesta per sollecitare il pagamento degli stipendi, però nulla e cambiato. Anzi, il debito dell’azienda verso i quaranta operai è aumentato. Altri trenta lavoratori hanno perso le speranze e cercato occupazione altrove. Dice Pietro Deiana, dipendente dell’azienda dal 2001: "Oltre allo stipendio, aspetto ancora l’indennità di malattia, per un incidente che mi aveva costretto a due mesi e mezzo di immobilità totale". L’azienda nata nel 1999, con circa dieci lavoratori, ha raggiunto anche un picco di oltre 170 dipendenti, occupati nei propri cantieri.

SKY LICENZIA http://www.ilmanifesto.it/

Il centro di produzione Sky di Roma comincia a sbaraccare: o andate a Milano, oppure fuori. L'arrivo del magnate Rupert Murdoch in Italia non è stato per nulla indolore, e i primi a pagarne le conseguenze sono gli oltre 300 lavoratori della sede romana, un tempo dipendenti Stream. Per 130 di loro è già stato agitato il fantasma degli esuberi con annesso trasferimento, dei restanti 200 il destino verrà deciso dopo il 30 giugno. I dipendenti di altri due comparti del gruppo, resteranno a Roma: sono gli impiegati e i giornalisti del canale di intrattenimento Fox e di Sky Tg24, il telegiornale dell'emittente satellitare. I problemi più grossi, dopo l'insediamento nel 2003 del gruppo australiano Newscorp, che detiene il controllo di Sky, li hanno avuti gli ex-dipendenti di Stream (rilevata insieme a Telepiù, e fusa con questa nella piattaforma unica Sky). Sono stati chiusi diversi canali tematici, tra i quali due prodotti fin dal 1997, Tvl (con 9 dipendenti) e Canale Viaggi, per il quale lavorava un indotto di circa 30 persone che hanno perso il lavoro. Sono state trasferite a Milano tutte le direzioni della ex-Stream, non sono più stati rinnovati circa 150 dipendenti a tempo determinato, molti dei quali in servizio pressoché continuativo da diversi anni. Non se la sono passata meglio altri lavoratori per così dire "esterni" rispetto a Sky: si tratta degli operatori telefonici di Atesia (call center romano di proprietà di Telecom), co.co.co. pagati a telefonata, "affittati" per anni prima a Stream e successivamente a Sky. La società di Murdoch ha deciso di togliere la commessa ad Atesia, per girarla su un call center palermitano, dove i compensi degli addetti sono più bassi. Diverse centinaia di operatori Atesia non hanno avuto il rinnovo del contratto, chi è rimasto nel call center romano è stato deviato verso campagne minori.

FERROVIE: SCIOPERO IN SICILIA

270 treni cancellati ieri in Sicilia per lo sciopero regionale proclamato dai sindacati confederali e autonomi. Adesione dell'85%, molto alta per una protesta che non aveva un obiettivo salariale. I dipendenti delle Fs hanno scioperato dalle 9 alle 17 per potenziare il servizio e aumentare gli organici. Fermi il 70% dei convogli, biglietterie al minimo (come previsto dal codice di autoregolamentazione), bloccati anche i traghetti sullo stretto di Messina. A Catania, Siracusa e Messina i lavoratori hanno fatto presidi alle stazioni. A Palermo in 500 hanno fatto un sit in sotto il palazzo delle Fs. Lo sciopero è riuscito nonostante le Ferrovie abbiano tentato di farlo fallire "comandando" molti lavoratori e allungando più del dovuto l'elenco dei treni "protetti". 


28 gennaio 2004

VIGILI DEL FUOCO

Il contratto è scaduto da 25 mesi, ne hanno chiesto il rinnovo un migliaio di pompieri che ieri si sono mossi in corteo a Napoli. La manifestazione, promossa da Cgil Cisl e Uil, ha raggiunto la prefettura, dove è stato consegnato un documento che espone i motivi della mobilitazione. Venerdì 30 è in programma lo sciopero nazionale di 4 ore della categoria indetto dalla Cgil. Punti centrali della piattaforma, oltre al rinnovo del contratto, sono: il riconoscimento della professionalità, la valutazione dei rischi connessi al servizio e un adeguato riconoscimento economico, un netto no alla riforma del governo che punta a militarizzare il corpo.

TIBERGHIEN: TUTTI LICENZIATI

La Tiberghien è una storica azienda tessile alle porte di Verona che da cent'anni produce filati di pregio. Per sei giorni e cinque notti i lavoratori hanno occupato lo stabilimento, smobilitando solo ieri, dopo la firma di un accordo tra proprietà e sindacati. La scorsa settimana 115 dipendenti su 128 hanno ricevuto la lettera di licenziamento per "cessazione dell'attività dello stabilimento". Gli operai hanno occupato immediatamente l'azienda. Teatro di memorabili lotte negli anni '70, la Tiberghien torna a popolarsi di gente riunita attorno ai fuochi accesi nei bidoni, fuori le bandiere dei sindacati e gli striscioni, un viavai continuo di cittadini ed esponenti politici. I licenziamenti sono soltanto ciò che emerge di una vicenda che nasconde ben altri interessi: l'azienda, è stata in amministrazione straordinaria dal 2000 al 2002. E' stata quindi comprata da un imprenditore vicentino, Sebastiano Dalle Carbonare, che fino al gennaio 2004 doveva garantire l'occupazione. A lui in realtà interessa l'area, vasta e vicina alla città, per cui ha fatto richiesta di diverso utilizzo al comune di Verona senza riuscire però a trovare un accordo con l'amministrazione. E allora sono piovuti i licenziamenti, ritirati solo in seguito alla forte mobilitazione dei lavoratori e della città. L'accordo raggiunto prevede una quarantina di lavoratori in mobilità volontaria, un'ottantina in cassa integrazione straordinaria, tredici che continueranno a lavorare, ma manca di chiarezza sul futuro dell'azienda. 


29 gennaio 2004

CONTRATTO VIGILI DEL FUOCO

Dopo una trattativa fiume durata oltre 24 ore tutte le sigle sindacali e il governo hanno firmato il rinnovo dei vigili del fuoco: un contratto atteso ormai da 25 mesi, con la categoria che ha dato vita a una serie molto articolata di mobilitazioni e scioperi. E' previsto, a decorrere dal gennaio 2002, un aumento in busta paga di 118 euro, a fronte dei 106 stanziati inizialmente in finanziaria. A questi vanno ad aggiungersi, per il personale operativo esposto a rischio, 36 euro di indennità aggiuntiva. E' stato dunque revocato lo sciopero che era stato indetto per domani, 30 gennaio, da Cgil e Rdb, anche se restano in piedi le mobilitazioni di queste due ultime sigle contro il disegno di legge del governo che punta a militarizzare il corpo inserendolo nelle forze di polizia. Il nuovo contratto, oltre ai provvedimenti di natura economica, contiene anche una parte normativa. Vengono previsti corsi di formazione annuale per tutto il personale; un rinnovato ordinamento professionale adeguato ai diversi titoli di studio; una nuova normativa per gli elicotteristi e nuove pratiche di ammissione alle selezioni interne per ispettori antincendio, funzionari tecnici e amministrativi. Nel settore operativo e aeronavigante è stato introdotto un istituto che garantisce la permanenza nell'attività di soccorso anche ai vigili del fuoco parzialmente inabili o rimasti coinvolti in incidenti di servizio. Infine, data la decorrenza dal gennaio 2002, i sindacati prevedono che oltre all'adeguamento contrattuale i pompieri troveranno in busta paga circa duemila euro di arretrati.

CERAMTEC: 47 ESUBERI E NIENTE CIGS http://www.ecodibergamo.it/

Si è chiusa con un verbale di mancato accordo la prima fase della trattativa tra i sindacati e la CeramTec sui 50 esuberi su un totale di 63 dipendenti annunciati dall'azienda nell'ambito del piano di riorganizzazione deliberato a livello internazionale della tedesca CeramTec Ag, alla quale fa capo la fabbrica di Caravaggio (BG). La trattativa ora continuerà all'Agenzia regionale del lavoro. I lavoratori, intanto, continuano a scendere in sciopero per un'ora al giorno.

SCHNEIDER: 55 IN MOBILITA' http://www.ecodibergamo.it

Sono 55 i lavoratori della Schneider Electric Spa di Stezzano (BG) che andranno in mobilità, ma i licenziamenti effettivi saranno una decina. Per 38 dei dipendenti dichiarati in esubero dalla società specializzata in prodotti per la media tensione è stato infatti trovato un accordo individuale: una trentina maturerà durante il periodo di mobilità, o comunque nei mesi immediatamente successivi, i requisiti per il pensionamento, mentre gli altri hanno scelto volontariamente l'inserimento nelle liste per seguire un diverso percorso di ricollocamento. La Schneider si è impegnata poi a riassorbire nelle aziende del gruppo presenti nell'area di Stezzano circa la metà dei 17 lavoratori che non hanno trovato una soluzione individuale. L'accordo siglato tra i sindacati e l'azienda, che conta attualmente su un organico di 461, ieri mattina è stato illustrato in assemblea ai lavoratori e non ha trovato particolari obiezioni. La mobilità scatterà dal primo febbraio prossimo e resterà aperta fino al 31 dicembre prossimo. Ai 55 lavoratori che lasceranno l'azienda, 32 impiegati e 23 operai, verrà riconosciuto un incentivo. In Cigs erano stati collocati 98 lavoratori: 43 di questi, però, sono riusciti a trovare nel frattempo una diversa collocazione (una ventina alla Saip&Schyller, la società sempre di Stezzano controllata al cento per cento dalla Schneider e che si occupa di bassa tensione).

ATB http://www.ecodibergamo.it

Tra Atb e sindacati confederali la trattativa ieri è ripresa, e l'accordo sul contratto di secondo livello (quello aziendale) non sembra più così lontano. Erano bastati due incontri, settimana scorsa, tra Azienda trasporti e Cgil Cisl Uil per arrivare alla rottura. I sindacati chiedevano un compenso "una tantum" per gli obiettivi di qualità raggiunti nel 2003 dai lavoratori, più un aumento consolidato in busta paga a partire dal 2005.

NISCEMI: PRECARI SENZA STIPENDIO http://www.lasicilia.it/

I lavoratori socialmente utili impiegati presso il comune di Niscemi (Caltanisetta) non hanno ancora ricevuto l'assegno relativo al mese di gennaio, da erogare entro il 27 di ogni mese, perchè non ci sono soldi nelle casse comunali e a mala pena sono stati pagati gli stipendi ai dipendenti di ruolo.

AVOLA: CRISI PER L'AGRUMICULTURA http://www.lasicilia.it/

La crisi dell'agricoltura e del limone, in particolare del pregiato "Femminello", sta determinando lo sgretolamento di uno dei pilastri su cui poggiava l'economia avolese. Secondo la Flai-Cgil "si ha la sensazione che si voglia parlare solo dei problemi delle aziende agricole e si finisce per fare una confusione con quelli dei braccianti. Si tenta di far pesare le responsabilità di un mercato, in mano ai commercianti e ai faccendieri, ai soli braccianti agricoli, che invece chiedono un salario dignitoso e i dovuti contributi di legge". Le aziende ormai da decenni non pagano i contributi agricoli, trattenendo indebitamente l'8,72% di quelli pagati dai lavoratori e non versati all'Inps.

DISSALATORE DI NUBIA http://www.lasicilia.it/

I lavoratori del dissalatore di Nubia (TP) non hanno avuto neanche un euro ed hanno avviato le procedure per tornare allo stato d'agitazione che hanno mantenuto per 37 giorni consecutivi. Manca ancora all'appello lo stipendio di dicembre ed è già maturato quello di gennaio, mentre della tredicesima non ci sono più tracce. L'impianto di contrada Nubia produce acqua a pieno regime, ma senza una risposta positiva alle richieste dei lavoratori, dal prossimo 15 febbraio si aprirà una nuova fase di crisi del dissalatore con una riduzione del 50 per cento della produzione. La ditta "Di Vincenzo", che gestisce l'impianto, aveva annunciato nelle scorse settimane il pagamento dello stipendio di dicembre con una nota ufficiale inviata ai suoi dipendenti lo scorso 22 gennaio, ma i soldi sono rimasti sulla carta e non sono mai arrivati nelle tasche di chi ha protestato.

VERTENZA SERTEKNO http://www.lasicilia.it/

Un altro incontro nell'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione per arrivare ad una soluzione che tuteli i 70 lavoratori della Sertekno. La riunione di ieri ha però sortito ben pochi effetti in quanto aggiornata a lunedì pomeriggio. I sindacalisti sono riusciti a strappare soltanto al rappresentante del titolare la promessa di provvedere entro domani alla corresponsione di una parte del salario pregresso. Si tratta solo di un piccolo anticipo della cifra che la Sertekno deve ai suoi dipendenti che, com'è noto, dal 3 mesi non percepiscono lo stipendio. Le spettanze arretrate riguardano i salari relativi ai mesi di novembre, dicembre e alla tredicesima mensilità, e queste si sta per aggiungere la retribuzione del mese di gennaio che volge al termine.

FERRI LOGISTICA: PRESIDIO DEI DIPENDENTI http://www.gdmland.it/quotidiano/

La protesta degli oltre 200 dipendenti della Ferri Logistica (Bari), rimasti senza lavoro e senza stipendio, è continuata anche durante la giornata di ieri dinanzi ai depositi dell'Arepo. I dipendenti hanno presidiato sia i cancelli che l'intera area antistante l'azienda, bloccando l'unica uscita utilizzata per il transito delle merci. Oltre ai 130 che sono in attesa di cassa integrazione ed ai lavoratori con contratto di solidarietà (un'ottantina) della Ferri Logistica si sono aggiunti, da ieri mattina, anche un centinaio di dipendenti dell'Arepo che, proprio a seguito del blocco dell'intera attività (nessun mezzo pesante, infatti, può caricare e scaricare nei depositi), sono stati costretti ad incrociare le braccia e, quindi, ad unirsi alla protesta ad oltranza avviata dai loro colleghi. Sembra oramai imminente l'occupazione della SS 98 che, secondo molti, potrebbe avvenire già oggi.

VERTENZA IRISBUS http://ilmattino.caltanet.it/

Inizia il confronto tra Irisbus ed i sindacati (Cgil, Cisl e Uil), relativamente ai 193 procedimenti di messa in mobilità. Il nuovo piano industriale prevede per il prossimo triennio un corposo investimento di 32 milioni di euro. Secondo i sindacati sarebbero state fornite ampie garanzie per il futuro di 193 lavoratori a rsichio di messa in mobilità.

ACMS

Molti lavoratori dell'ACMS di Caserta hanno dato vita ad una manifestazione spontanea di protesta per richiamare l’attenzione sulla gravissima crisi nella quale versa l’azienda. C’è stato un motivo contingente che ha innescato la rabbia soprattutto degli autisti. La ragione immediata è da attribuirsi al grave ritardo con cui sono stati corrisposti gli emolumenti di dicembre. Solo in queste ore, infatti, hanno potuto riscuotere lo stipendio.

MONTEFIBRE: STRADE BLOCCATE TRA ACERRA E POMIGLIANO http://ilmattino.caltanet.it/

Si scatena la protesta dei 450 operai della "Ngp Montefibre": bloccato per tre ore l’Asse di supporto all’altezza dello svincolo per Acerra. Il traffico è stato completamente paralizzato dal sit-in lungo la statale che collega Pomigliano con Villa Literno e sulla provinciale che da Acerra conduce a Maddaloni. A scatenare la protesta delle tute blu che da due giorni bloccano l’uscita delle merci dagli stabilimenti di Acerra, è stato l’annuncio dato nei giorni scorsi dalla "Ngp Montefibre" di sospendere la produzione e ricorrere alla cassa integrazione per tutti i dipendenti. Inoltre, la serrata annunciata degli impianti della Ngp ha indotto anche la Montefibre - che produce fiocco di poliestere - a fermare nelle prossime settimane i suoi impianti per mancanza di materia prima e a collocare i lavoratori in cassa integrazione.

"NAZARENO GABRIELI PELLE" E "LAIPE": DECINE DI OPERAI IN CIG http://www.corriereadriatico.it/

Da qualche giorno due delle più grandi aziende del settore hanno chiesto la cassa integrazione per i loro operai: si tratta della Nazareno Gabrielli Pelle e delle Laipe di Tolentino. Per quanto riguarda la prima, dei 98 dipendenti totali (gli impiegati non sono inclusi nel provvedimento), la cassa integrazione interesserà metà dei lavoratori per un mese e mezzo e l'altra metà per il mese e mezzo successivo. Il provvedimento è iniziato da qualche giorno. Per quel che riguarda la Laipe, si tratta di una prosecuzione della cassa integrazione avviata nell'autunno scorso e che interessava tutti i 140 dipendenti dell'azienda, che, d'accordo, avevano scelto di lavorare mezza giornata e l'altra di porsi in cassa integrazione.

LIGMAR: SENZA STIPENDI http://www.corriereadriatico.it/

E' scaduto ieri il definitivo ultimatum concesso dai dipendenti della Ligmar al titolare dell'azienda, Luigi Marchetti. Gli stipendi tanto promessi e tanto sospirati non si sono visti. Pacini, il legale di Marchetti, ha fatto sapere che la vendita dell'immobile, che avrebbe permesso all'imprenditore di Porto Sant'Elpidio di risollevare le sorti dello stabilimento di Castignano (Ascoli), non è andata in porto. Marchetti non dispone della somma necessaria al pagamento delle mensilità di ottobre e novembre. Il picchetto dell'azienda andrà comunque avanti finché qualcuno non restituirà i soldi o finché non arriverà il giudice a mettere i sigilli all'azienda e dichiarare ufficialmente il fallimento.

FINMEK http://ilmattino.caltanet.it

Ancora una dura protesta dei dipendenti della Finmek di S. Maria C.V. Nei pressi dello stabilimento ieri mattina è stato effettuato un altro blocco della circolazione durato circa due ore. L’amministrazione comunale di Santa Maria Capua Vetere, in seguito alle recenti vicende che hanno riguardato la Finmek-Access (ex Italtel) e considerato che anche questo mese i dipendenti sono stati costretti a mobilitarsi per i disagi causati dal mancato o ritardato pagamento degli stipendi, ha deciso di convocare per sabato prossimo un consiglio comunale aperto. In un documento la Rsu della Finmek sottolinea le difficoltà dell’azienda a rispettare le scadenze per il pagamento degli stipendi ai lavoratori.

LONATI SPA: SCIOPERO http://www.giornaledibrescia.it/giornale

Sciopero di un’ora dei lavoratori Lonati. Al centro della mobilitazione, che dura da alcuni mesi, la decisione della direzione di ricorrere alla cassa integrazione senza corrispondere ai lavoratori più colpiti gli istituti contrattuali

COTONIFICIO FERRARI

Due settimane e due giorni di cassa integrazione a partire da oggi. Questo hanno concordato ieri le Rsu e la direzione del Cotonificio Roberto Ferrari. La cassa toccherà una ottantina dei circa 300 lavoratori. Il piano di ristrutturazione presentato dal gruppo Lineapiù di Prato che controlla il Ferrari prevede la chiusura del Crf2 di Palazzolo e il taglio di cento posti di lavoro (80 diretti e 20 indiretti). Un piano che lavoratori e sindacato rigettano.

OPTIMES: PICCHETTI http://ilmessaggero.caltanet.it/

L’esasperazione dei lavoratori della Optimes aumenta di giorno in giorno e ieri mattina hanno formato tra loro una catena umana, picchettando l’ingresso della fabbrica per bloccare sia i vertici aziendali sia le pochissime persone intenzionate ad entrare per lavorare. I rappresentanti dell’Optimes hanno evitato la manifestazione non presentandosi agli uffici, mentre soltanto un impiegato ha richiesto la forza pubblica per entrare visto che l’ingresso era bloccato dai lavoratori che hanno fatto muro. Intanto le segreterie di tutte le sigle sindacali e le Rsu di Finmek e Lares Tecno, in riferimento alla situazione del Polo elettronico, hanno deciso di richiedere l’anticipazione dell’incontro con la presidenza del consiglio previsto entro il 10 febbraio per trovare una soluzione definitiva per la Lares Tecno.

AIM: STATO DI AGITAZIONE http://www.ilgiornaledivicenza.it/

I lavoratori delle Aim di Vicenza sono in stato di agitazione. E questo indipendentemente dallo sciopero che si terrà domani. Questa la linea in relazione alle contestazioni disciplinari per lo sciopero del 20 dicembre dello scorso anno e sulla base di questo chiedono all’azienda di " espletare le procedure di conciliazione in conformità con quanto stabilito dalle norme vigenti e con riferimento alla normativa vigente ". I lavoratori che lo scorso 20 dicembre hanno deciso di non lavorare non devono essere passibili di alcuna azione disciplinare come invece l’azienda vorrebbe fare.

DISOCCUPATI OCCUPANO L'AEROPORTO http://www.leggonline.it/

Traffico autoveicolare in tilt nel centro della città, check-in dell’aeroporto di Capodichino presidiato, sit-in dvanti alla sede della regione Campania, ferrovie bloccate ad Acerra. I disoccupati hanno nuovamente scandito i loro slogan per il lavoro causando. Allo scalo aereo partenopeo, la polizia è intervenuta filmando una settantina di manifestanti aderenti al Coordinamento lotta per il lavoro. Alla stessa ora, intorno alle 19, un corteo composto da Forza lavoro disponibile, Lista Storica e Sindacato Azzurro sfilava attraversando la city per portarsi prima davanti alla Provincia e poi raggiungere la Prefettura. Ad Acerra nel pomeriggio i senza lavoro di Mda hanno bloccato un passaggio a livello sulla tratta Napoli-Cancello. 


30 gennaio 2004

CHIUDONO LE ACCIAIERIE DI TERNI http://quotidiano.liberta.it/

Operai in rivolta a Terni dopo che la multinazionale tedesca Thyssen Krupp ha preannunciato la chiusura dello stabilimento per la produzione del magnetico di Ast (Acciai speciali Terni) a partire dal prossimo 28 agosto. Lo stop alla linea produttiva comporterà la perdita di 900 posti di lavoro, compresi quelli dell'indotto, con ripercussioni pesantissime sull'economia di una città storica per la produzione dell'acciaio. Immediata la risposta di lavoratori, sindacati e istituzioni locali: sciopero ad oltranza, città paralizzata da blocchi stradali e manifestazioni, oggi presidio davanti a Palazzo Chigi e venerdì prossimo sciopero generale cittadino. Appena si è diffusa la notizia, ieri centinaia di dipendenti Ast sono scesi in strada bloccando le principali vie di accesso alla città come il raccordo Terni-Orte. Tra le iniziative programmate dal sindacato lo sciopero ad oltranza, la prosecuzione del blocco del raccordo e un presidio di 500 operai da oggi davanti a Palazzo Chigi «perché l'Ast di Terni è una questione nazionale.

DESPAR LICENZIA 37 PERSONE http://www.giornaledicalabria.it/i

La Despar di Lamezia Terme ha annunciato l'inserimento nelle liste di mobilità di 37 dipendenti in servizio nel supermercato di contrada Donna Mazza, a Lamezia. Ancora una volta si ristrutturano società ed aziende tagliando i posti e mettendo sulla strada i lavoratori facendo passare un assunto che deve essere fortemente ostacolato: vale a dire è più conveniente assumere personale da formare e giovani al primo impiego.