sabato 10 aprile 2004 - snaterinforma  

NOTIZIARIO a cura del Centro di Documentazione e Lotta
E-mail: cen_doc_lotta@yahoo.it

Fax 06233213975
20/03-07/04/2004


20 marzo 2004

PERONI: A NAPOLI RISCHIO PRODUZIONE http://lnx.casertasette.com/

Lo stabilimento della Birra Peroni a Napoli sarebbe a rischio chiusura. Sarebbero in atto pressioni nei confronti dei circa duecento lavoratori dipendenti affinché diano la loro disponibilità al licenziamento "spontaneo", in quanto alla luce del nuovo assetto societario scaturito tra la multinazionale Sab Miller e la Birra Peroni, lo stabilimento napoletano sarebbe considerato superfluo. Il sindacato Flai ha fornito i dati relativi al comparto agroindustriale e distributivo in Campania: "la filiera agricola e industriale del tabacco in regione esprime una occupazione di circa 1.250 unità nelle industrie di trasformazione, tra fissi e stagionali e circa 35.882 lavoratrici e lavoratori braccianti agricoli, compresi circa 5.760 lavoratori immigrati. La filiera agricola è presente diffusamente in tutte le province mentre quella industriale insiste prevalentemente nel Casertano". "Il gruppo Cirio con lo Stabilimento in Caivano, l'Azienda zootecnica la Faggianeria e il Centro di Ricerca di Piana di Monte Verna, esprime una occupazione diretta di circa 220 unità ai quali vanno aggiunti i circa 600 stagionali, mentre la Parmalat, presente ad Avellino e Caserta, conta circa 190 occupati. Con la presenza nell'indotto e le aziende collaboratrici, oltre che alla filiera agricola, l'occupazione complessiva che gira intorno a Cirio e Parmalat raggiunge complessivamente una cifra di circa 20mila unità". 


21 marzo 2004

COOP "LA FIORITA" http://www.gdmland.it/

Sono oltre cento i lavoratori (ex socialmente utili) dipendenti della cooperativa sociale "La Fiorita" (che gestisce il servizio di ausiliariato e portierato nelle strutture dell'Asl Ba/2), e il 22 attueranno una giornata di sciopero con un sit-in di protesta davanti alla sede di viale Ippocrate (Barletta) per sollecitare la direzione generale ad assumere impegni precisi e dare risposte concrete sull'eventuale stabilizzazione dei posti di lavoro. La gestione e l'affidamento del servizio di ausiliariato e portierato scadrà, secondo il contratto in essere fra la cooperativa «La Fiorita» e l'Asl Ba/2, nel giugno 2005: in vista di quella scadenza, i lavoratori e i sindacati di categoria si sono attivati per conoscere quali decisioni e provvedimenti intenderà assumere la direzione generale. A riguardo circolano voci secondo cui l'azienda sanitaria, dopo la cessazione del contratto di servizio con la cooperativa, intenderebbe utilizzare i lavoratori delle ex Case di cura riunite, oltre ad attingere dalle liste di collocamento. Ipotesi che, aggiunte al perdurante silenzio della direzione Asl sulla questione, hanno determinato la volontà di indire lo sciopero e la manifestazione di domani.

ICM: CESSATA L'ATTIVITA' LAVORATIVA http://www.gdmland.it/

Con la firma, apposta nei giorni scorsi presso l'Assindustria, del verbale che avvia la mobilità si chiude definitivamente il capitolo ICM di Melfi. Un'altra azienda del Vulture Melfese, ha cosi cessato la sua attività lavorativa mandando a casa circa duecento operai dall'agosto scorso ad oggi. La firma ha dato anche inizio al recupero crediti con la vendita del materiale presente all'interno dell'azienda che dovrà servire per pagare alcune delle spettanze arretrate. La mobilità, secondo i sindacati, "rappresenta una minima speranza sia per i lavoratori sia per l'azienda, assicurando nel primo caso, se pur per un breve periodo, una mensilità altrimenti non percepita, nel secondo una speranza di una possibile ripresa con nuovi imprenditori". Di questi nuovi imprenditori non si conoscono le generalità ma pare appartengano alla vecchia gestione dell'azienda, i sindacati in proposito non si esprimono.

FLOMAR: LAVORATORI SENZA STIPENDIO http://www.gdmland.it/

I dipendenti dell'azienda vivaistica Flomar di Maratea hanno incrociato le braccia. Sono una quarantina in tutto da qualche tempo a questa parte con problemi di stipendio che dopo non aver avuto alcuna risposta in merito ai solleciti dei pagamenti delle spettanze arretrate effettuati nei giorni scorsi tramite le Organizzazioni sindacali alla fine hanno deciso di scendere in sciopero. E per domani é fissata un'assemblea in azienda per decidere tutte le strategie utili alla risoluzione della vertenza. La situazione non appare delle migliori e la conferma viene dai diretti interessati: "Abbiamo deciso autonomamente di attuare questo sciopero perché non possiamo piú andare avanti cosí - dicono i lavoratori - siamo stanchi e stufi di questi ritardi nei pagamenti che puntualmente si ripetono ormai da un anno a questa parte. Inoltre non vediamo alcuna prospettiva rosea per il futuro mentre quando l'azienda fu rilevata ci venne garantito che non ci sarebbero stati problemi. Invece da circa un anno si stanno avendo difficoltá nell'erogazione degli stipendi che vengono pagati sempre in ritardo".

LA CORDERIA NAPOLETANA CHIUDE http://ilmattino.caltanet.it/

Alla Corderia Napoletana di via Pomigliano a Sant'Anastasia, fondata nel 1919, 70 operai da domani non avranno più un lavoro. Ieri mattina, poco prima delle 14, un fulmine a ciel sereno: il curatore fallimentare nominato dal Tribunale, accompagnato da un cancelliere, ha comunicato agli operai che l'opificio, unica realtà industriale a Sant'Anastasia dopo la chiusura della Fag, dovrà serrare i battenti. I responsabili dell'azienda hanno consegnato in tribunale i libri contabili venerdì scorso, con un'autodichiarazione di fallimento. Nella stessa giornata è stato nominato il curatore. E soltanto ieri gli operai hanno saputo. Erano al lavoro pur essendo sabato e - dicono in tanti - non era certo un caso raro lavorare nei giorni festivi e prefestivi. Atmosfera tesa per tutta la giornata con l’occupazione della fabbrica. In serata, la decisione di nominare quattro lavoratori quali custodi giudiziari e un’intesa per liberare la fabbrica da parte degli altri dipendenti. "Ci hanno tolto il posto di lavoro in modo crudele - dice l'operaio Luigi Russo - eppure in tutti questi anni l'azienda ha usufruito di finanziamenti statali. Questo dimostra che il governo dovrebbe poi controllare, quando sostiene aziende sull'orlo della crisi, dove vanno a finire i soldi".

APRILIA INGRANAGGI: 110 A RISCHIO http://ilmessaggero.caltanet.it/

Il declino industriale della provincia pontina accelera i tempi. Ad Aprilia in poco meno di un mese sono venute al pettine due crisi. Alla Recordati, l’industria chimica di Campoverde, dall’oggi al domani si sono persi 100 posti di lavoro. L’altro ieri l’Aprilia Ingranaggi ha annunciato la chiusura. Se nelle prossime settimane non si troverà una soluzione per questa ennesima defaillance aziendale, più di 110 famiglie andranno sul lastrico. Il settore più colpito è quello meccanico. Dal 2002 in questo comparto sono scomparsi circa 800 occupati. Sono finiti quasi tutti in cassa integrazione straordinaria o in mobilità. Il tessile, poi, non esiste quasi più. Attualmente sono in crisi almeno otto aziende. Il tessile vede coinvolti: il cravattificio Gino Pompeii di Formia con 240 lavoratori in cassa integrazione; la Dublo di Latina con 110 addetti, la metà dei quali in cassa; il Lanificio di Priverno con tutti e 35 i dipendenti in cassa straordinaria. Nella meccanica la crisi coinvolge l’Aprilia Ingranaggi, la Meccano di Cisterna e l’Avio di Latina. Nell’agroalimentare si evidenzia la situazione della Pettinicchio con tutti gli 80 dipendenti in cassa integrazione. Nel chimico si evidenziano i 100 posti persi alla Recordati. Sommando tutte queste situazioni si ottiene una perdita di circa 800 occupati.

SLIA http://ilmessaggero.caltanet.it/

I lavoratori della Slia, l'azienda che si occupa del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani di Terracina, annunciano un periodo di agitazione. Ancora una volta i lavoratori addetti al servizio di raccolta e spezzamento del comune di Terracina si vedono costretti a denunciare l'assurda e impossibile situazione in cui si trovano ad operare, stante le forti carenze di personale, lo stato di precarietà dei mezzi, delle attrezzature e delle condizioni di lavoro, il tutto aggravato dalla mancata corresponsione degli stipendi del mese di febbraio.

"FRATELLI TORDA": OPERAI IN PIAZZA CON LE FAMIGLIE http://ilmessaggero.caltanet.it/

Manifestazione spontanea dei dipendenti della Fratelli Torda con mogli e figli che dal Nucleo portano fino alla centralissima piazza la rabbia per una crisi in qualche modo annunciata ma per nulla scontata.

MANIFATTURA DI LEGNANO http://www.ecodelchisone.it

Venerdì 19 si sono tenute, nello stabilimento tessile Manifattura di Legnano, le assemblee nelle quali i rappresentanti sindacali della Cgil-Cisl-Uil hanno illustrato ai lavoratori i provvedimenti che l'azienda è costretta ad assumere a causa della crisi di mercato del tessile, della spietata concorrenza cinese ed egiziana, che oggi colpisce anche lo stabilimento di Perosa, dove si lavorano filati pregiati di titoli fini. Per i prossimi mesi proseguirà la cassa integrazione per i lavoratori di alcuni reparti dello stabilimento e si ipotizza la messa in mobilità per 30 dipendenti vicini all'età pensionabile, con l'ipotesi di un ridimensionamento graduale dei lavoratori delle ditte esterne oggi occupati nello stabilimento.

IN ITALIA STIPENDI PIU' "LEGGERI" CHE IN COREA http://quotidiano.liberta.it/

Gli stipendi italiani sono più bassi di quelli coreani. A parità di potere d' acquisto, la loro busta paga "pesa" una media del 25% in più rispetto a quella presa da un dipendente nel Belpaese. Nonostante l'arrivo della moneta europea, i lavoratori della Germania guadagnano all'anno una media di 7.700 euro in più degli italiani: 28.916 euro contro i 21.857 di un dipendente italiano. Il reddito del lavoratore italiano è il 9-10% più alto di quello dei vicini francesi e supera di un 20-25% quello degli spagnoli. A consentire un confronto tra la retribuzione lorda annuale dei lavoratori dipendenti è una delle statistiche elaborate dall'Ocse per calcolare il peso del fisco sulle buste paga 30 principali paesi industrializzati. Si tratta di una calcolo (espresso in dollari ma da noi convertito in euro) che consente un confronto neutrale perchè soppesa il costo della vita e quindi elimina le differenze dovute ai diversi poteri d'acquisto. Nella classifica dei paesi industrializzati gli stipendi italiani si piazzano al diciassettesimo posto. L'Australia conquista il primo posto in classifica con 30.477 euro (37.396 dollari). Ma, per trovare uno stipendio più alto del 39% rispetto a quello italiano, non bisogna acquistare il costoso biglietto aereo per il continente australe. Basta semplicemente raggiungere la Danimarca. Qui si guadagnano in media 30.353 euro (37.243 dollari), ben 8.400 euro in più rispetto all' Italia. I tedeschi sono terzi in classifica con 28.916 euro di stipendio lordo (35.480 dollari). Lo stipendio degli italiani è più leggero - secondo la statistica Ocse - anche di quello dei coreani, che incassano 27.400 euro e sono ottavi in classifica. I britannici (25.221 euro, il 15% più del reddito tricolore), gli statunitensi (27.269 euro) e i giapponesi (24.429 euro). Tra i paesi che utilizzano l' euro gli stipendi italiani, a parità di potere d' acquisto, sono a metà classifica. I lavoratori del Belpaese guadagnano meno di tedeschi, ma anche di belgi (che con 28.207 euro sono quarti nella classifica generale), norvegesi (27.502 euro) e lussemburghesi (26.791 euro). Ci si può però consolare spulciando le buste paga dei francesi, che guadagnano circa il 9% in meno (19.881 euro), degli spagnoli (17.471 euro, -20% rispetto agli italiani) e i greci (12.627 euro, -42%). Sono i lavoratori slovacchi i più poveri in Europa, ma a poca distanza da messicani e ungheresi. Il loro reddito lordo è di 7.362 euro, poco più di un terzo in confronto a quello degli italiani. Subito dopo vi sono i messicani (7.577) euro, gli ungheresi (7.594 euro) e i portoghesi (9.885 euro).


23 marzo 2004

METALFER: OPERAI BLOCCANO LA STAZIONE DI TORRE ANNUNZIATA http://www.salernonotizie.it/

Una ottantina di operai della Metalfer sud spa hanno occupato i binari della stazione ferroviaria di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, per protestare contro il ritardo nel pagamento degli stipendi. I manifestanti impediscono il passaggio dei treni lungo la direttrice Napoli-Salerno Reggio Calabria. Trenitalia ha disposto di inoltrare i convogli su itinerari alternativi.


24 marzo 2004

Scioperi e blocchi a None e Volvera TNT: SCIOPERI E BLOCCHI http://www.ecodelchisone.it

Il municipio di None venerdì mattina è stato occupato da numerosissimi operai della Tnt di None-Volvera, in sciopero ormai da quattro giorni e decisi ad un'azione dimostrativa per spostare finalmente l’attenzione dei media e delle istituzioni locali sulla loro difficile situazione. S'è trattato di un'occupazione pacifica e quasi concordata: di prima mattina l’assessore al Lavoro, Mario Dell’Acqua, ha informato telefonicamente il sindaco Domenico Bastino della decisione degli operai. "Non abbiamo avuto nessun problema ad ospitare la dimostrazione degli operai", spiega il primo cittadino. La Tnt intende cedere le attività di ricevimento e di spedizione del magazzino di Volvera e None. Già a luglio per questo motivo vi era stato uno sciopero di sette ore quando la Tnt aveva utilizzato i dipendenti di una cooperativa per i lavori nei magazzini. A novembre la ditta aveva prospettato al sindacato la cessione del magazzino di Volvera che riguardava circa 80 operai: la risposta era stata una giornata di sciopero. L’azienda intende perseguire una drastica riduzione dei costi del lavoro, in quanto incide di meno un lavoratore di cooperativa che non un altro regolarmente assunto a tempo indeterminato. Il 16 marzo i lavoratori hanno deciso lo stato di agitazione e hanno inizio gli scioperi durati fino alle 22 del 19 marzo. La protesta si allarga anche ai blocchi stradali lungo la Statale 23 ed in un corteo che raggiunge il Municipio di None. Alla Tnt di None e Volvera un paio di anni fa vi erano circa 1.100 lavoratori, adesso, dopo gli interventi di terziarizzazione, sono scesi a 800.

MANIFATTURA DI LEGNANO: 30 ESUBERI http://www.ecodelchisone.it

Trenta dipendenti sugli attuali 287 (a cui vanno aggiunti i 15 di ditte esterne) dovranno lasciare lo stabilimento perosino della Manifattura di Legnano. Esuberi volontari: questo prevede l'accordo firmato mercoledì 17 tra la direzione della società e le organizzazioni sindacali di categoria. La scelta di chi collocare in mobilità avverrà secondo precisi criteri (tra cui età degli addetti e loro possibilità di accedere alla pensione entro il 31 dicembre 2007), compatibilmente con le esigenze organizzative dell'azienda. Per incentivare l'uscita dall'azienda, la direzione della Manifattura ha previsto di erogare ai lavoratori in mobilità somme aggiuntive alle spettanze di fine rapporto. In cambio chiede che gli interessati accettino il licenziamento e la conseguente messa in mobilità, rinunciando a qualsiasi azione.

THYSSENKRUPP: 161 ESUBERI http://ilmessaggero.caltanet.it/

La richiesta è arrivata all’improvviso e senza nemmeno tanti giri di parole: "Per produrre 70mila tonnellate di acciaio magnetico l’anno, nello stabilimento di Terni - ha più o meno detto il presidente del Comitato esecutivo di Tk Ast, Giovanni Bertoni - per noi bastano 216 persone. Le altre sono in sovrappiù e, quindi, pensiamo di spostare quei lavoratori che non andranno in pensione, in altri posti dello stabilimento, per integrare le carenze già individuate negli organici e quelle che si andranno a creare con le imminenti uscite dalla fabbrica". L’organico attuale dello stabilimento che produce magnetico è di 391 unità, già ridotte a 377 dopo i 14 trasferimenti avvenuti nei giorni scorsi, quelli in più, quelli che rappresentano "il taglio" sono 161. Che vuol dire oltre il 40 per cento della forza lavoro attualmente impegnata. La ThyssenKrupp ha contestualmente spiegato che verranno fermati alcuni impianti e che la turnistica verrà fortemente ridimensionata, ma senza fornire altri elementi che permettessero di comprendere quale strategia complessiva sia allo studio.

FLOMAR: DIPENDENTI OCCUPANO AZIENDA http://www.gdmland.it/

E' continuata anche ieri la protesta dei circa 40 dipendenti della Flomar di Maratea scesi in sciopero giá dalla scorsa settimana e da lunedí in assemblea permanente per denunciare il mancato pagamento degli stipendi. Dopo la sala consiliare del Comune ieri mattina i lavoratori alla presenza delle Organizzazioni sindacali hanno occupato, sempre in maniera pacifica, gli uffici amministrativi dell'azienda bloccando anche l'attivitá del gruppo di manutenzione aziendale "Stc" che opera all'interno della stessa Flomar. 


25 marzo 2004

ENEL: 4 ORE DI SCIOPERO http://www.giornaledicalabria.it/i

Le segreterie regionali Filcem-Cgil, Flaei-Cisl, Uilcem-Uil e Ugl energia della Calabria, in adesione allo sciopero generale indetto dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl, hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori Enel della Calabria di 4 ore per il 26 marzo 2004. Lo sciopero verrà attuato nelle ultime 4 ore per tutto il personale giornaliero, nelle ultime 4 ore di ogni turno dei Contact Center di Cosenza e Reggio Calabria e nelle ultime 4 ore del primo turno e nelle prime 4 ore del secondo turno per il rimanente personale turnista. Nel confermare che non sono previste conseguenze negative nell'erogazione dell'energia elettrica alla clientela, Enel distribuzione ha infine evidenziato che il servizio telefonico "ProntoEnel 800 900 800" potrebbe risentire del prolungarsi dei tempi di attesa in coda.

EX ISMES: 100 ESUBERI http://www.ecodibergamo.it/

In un vertice svoltosi a Roma, il presidente dell'Enel Hydro Renato Iodice ha confermato il disimpegno di Enel da Enel Hydro. In pratica, oltre all'uscita dal business dell'acqua (per la quale sarebbe in corso una trattativa con la francese Veolia), l'annuncio di ieri è quello di un'uscita dall'area di progettazione e ingegneria, cuore dell'Ismes di Seriate. Tutto ciò in un quadro in cui si è annunciata la necessità di provvedere al ridimensionamento della struttura operativa individuando, da parte dell'azienda, un'eccedenza di circa un centinaio di lavoratori. Questa mattina alla ex Ismes di Seriate è prevista un'assemblea tra i lavoratori durante la quale i sindacalisti presenteranno i contenuti emersi nel corso dell'incontro con il vertice di Enel Hydro.

LSu SALERNO http://www.lacittadisalerno.quotidianiespresso.it/l

La tensione è alta al punto che si corre il rischio di pregiudicare il regolare svolgimento delle lezioni nelle scuole della provincia di Salerno. Per questo ieri mattina una delegazione di ex Lsu impegnati nei servizi di pulizia nelle scuole ha presidiato la Prefettura con lo scopo di arrivare, in tempi brevi, ad un incontro con i rappresentanti dei quattro consorzi titolari della convenzione stipulata con il Ministero della Pubblica Istruzione. Per tali consorzi lavorano circa 780 lavoratori. Vari punti all'ordine del giorno: l'aumento dell'orario di lavoro (dalle 30 ore iniziali, da gennaio di quest'anno sono arrivati a 34 ore e da giugno ne faranno 35 settimanali); la mobilità provinciale tra imprese con lo scopo di accorciare le distanze tra i luoghi di residenza e quelli di lavoro; la retribuzione del lavoro straordinario in caso di sostituzione di colleghi assenti per malattia o per ferie.

26 MARZO SCIOPERO GENERALE http://www.ilmanifesto.it/

Lo sciopero generale di Cgil, Cisl, Uil contro le politiche economiche del governo e la riforma delle pensioni sarà quasi ovunque di quattro ore come è stato deciso dall'assemblea dei delegati e dei quadri del 10 marzo scorso. Lo sciopero generale sarà di quattro ore in quasi tutte le categorie, anche se molti lavoratori si fermeranno per otto ore, o per tutta la giornata. I lavoratori del pubblico impiego, delle Regioni, delle Autonomie locali, della sanità pubblica e privata, nonché gli enti previdenziali si fermeranno per tutta la giornata, nel rispetto dei servizi minimi. La scuola, l'università e la ricerca fermi per tutto il giorno. Poste italiane Spa e appalti fermi tutto il giorno. I lavoratori del credito e della riscossione tributi sciopereranno per tutta la giornata. Il trasporto ferroviario e attività collegate sciopera dalle 9 alle 13. Quattro ore di sciopero anche nel settore marittimo. Il trasporto pubblico locale sciopera per quattro ore, con modalità decise a livello territoriale. Quattro ore per le attività portuali a fine turno. I lavoratori di tutti gli altri settori o attività regolamentati dalla legge 146/90 e 83/2000 sciopereranno per quattro ore con modalità che sono state già comunicate dalle rispettive categorie. Per quanto riguarda la Sicilia e il Lazio lo sciopero avrà una durata di otto ore. Il trasporto pubblico locale del Lazio si bloccherà dalle 10 alle 16. I lavoratori Fs del Lazio dalle 9 alle 13. Quattro ore di sciopero anche per il settore poligrafico, l'emittenza televisiva nel Lazio. Per il trasporto aereo lo sciopero si terrà il 5 aprile, mentre il commercio sciopera domani per otto ore. Lo sciopero del commercio somma i motivi dell'agitazione a livello nazionale e generale a quelli specifici legati all'andamento della vertenza contrattuale. I settori della ristorazione collettiva, della distribuzione del farmaco, delle farmacie private e speciali, delle imprese di pulizia servizi integrati/multiservizi sciopereranno per l'intera giornata o turno di lavoro. I medici aderenti al sindacato Fp-Cgil non sciopereranno perché impediti temporaneamente dalla commissione.

DOMINA: MOBILITA' http://www.bresciaoggi.it/

Il liquidatore di Alcado spa ha aperto ufficialmente la procedura per la messa in mobilità, per cessata attività, dei 67 dipendenti occupati nell’impianto di Bareggio (in provincia di Milano) e dei 106 che ancora lavorano alla Domina di Castrezzato. Alcado fa parte a sua volta di Domina Group. A Castrezzato sono già state decise le prime iniziative di lotta. Da oggi sono previsti scioperi articolati con presidio delle portinerie; ed ancora, blocco del lavoro straordinario e delle flessibilità in attesa del vertice di lunedì prossimo: un incontro che potrebbe essere decisivo.

OMZ: SCIOPERO http://www.bresciaoggi.it/

Un lungo confronto culminato con un nulla di fatto, la conferma delle "distanze" che esistono tra le parti e un aggiornamento alla prossima settimana. L’incontro fissato in Associazione industriale bresciana tra azienda e sindacato, per fare il punto sulla situazione che vede coinvolta la Omz di Collio e i 35 lavoratori, non ha prodotto risultati concreti. Durante la riunione l’azienda - come spiega il sindacato - ha espresso la volontà di voler avviare la procedura per la messa in mobilità dei lavoratori per cessata attività. Un’indicazione subito rigettata dai rappresentanti delle organizzazioni di categoria che, in alternativa, hanno proposto il ricorso alla Cassa integrazione straordinaria, sempre per cessata attività. Una controproposta sulla quale le parti si sono confrontate senza però arrivare a un accordo. Nel frattempo prosegue la mobilitazione dei lavoratori, in corso ormai dai giorni: oggi sono in programma tre ore di sciopero, venerdì saranno quattro; altre iniziative di protesta sono già state preannunciate per la prossima settimana.

ITALMETALLI http://ilmattino.caltanet.it/

La Procura di Nola si mantiene ferma sulle proprie posizioni, confermando il sequestro dell'impianto, chiuso un anno fa per irregolarità e violazioni ambientali. Terzo giorno di protesta per i lavoratori della Italmetalli Sud, che anche ieri hanno bloccato la Variante 7 Bis. I Magistrati hanno detto di nuovo no alla riapertura dell'azienda dedita alla rottamazione e fusione di materiali ferrosi, che oltre a sorgere in una zona che non prevede insediamenti industriali, fu chiusa per emissione di fumi nell'aria e scarichi abusivi. Respinta anche la richiesta di dissequestro momentaneo. Intanto gli oltre 100 lavoratori da circa 12 mesi senza stipendi. E così per protesta ieri dalle 8 alle 14, hanno di nuovo bloccato la Variante 7 Bis.

ATICARTA http://ilmattino.caltanet.it/

I 200 lavoratori della Aticarta di Pompei, ieri in piazza per manifestare i timori sulla possibile chiusura dello stabilimento. La cassintegrazione e la mancanza di commesse sono scaturiti dopo l'acquisto della cartiera da parte della Reno De Medici che potrebbe portare alla chiusura. Il gruppo milanese ha acquistato nel 2001 l’intero pacchetto azionario dall'Eti, ma la mancanza di commesse fanno presagire che il 23 settembre, con lo scadere del patto parasociale scatteranno licenziamenti a raffica. Il corteo ha attraversato il centro interrompendo il traffico.

SIME: SCIOPERO http://www.larena.it

Ad un mese e mezzo di distanza dal primo presidio, ieri mattina i dipendenti della Sime sono tornati a scioperare. Alle 9, ai cancelli dell’industria che produce caldaie e radiatori, si sono presentate un centinaio di persone: il gruppo era composto da operai delle fonderie Sime di San Giovanni Lupatoto e dell’azienda legnaghese di via Garbo. Azienda che nella notte tra domenica e lunedì, tra l’altro, ha subito un incendio. Lo sciopero è durato due ore contro contro il piano di riorganizzazione aziendale nel quale si segnalano 42 esuberi tra i 142 dipendenti delle fonderie di San Giovanni. Anche questa volta l’azione di protesta si è svolta a Legnago, dove si trova la sede dirigenziale ed amministrativa della ditta. 


26 marzo 2004

TOD'S http://www.ilmanifesto.it/

Se il calzaturiero è in fortissima crisi, ci sono aziende come la Tod's di Della Valle che continuano a macinare utili, e hanno conti in attivo. Sostenitore del "vincente" per eccellenza - il neo presidente di Confindustria Montezemolo -, vicino quanto basta al prossimo eventuale governo di centrosinistra, padron Diego non è affatto tenero con i sindacati. Nello spettacolare e innovativo centro direzionale e produttivo di Sant'Elpidio a Mare - Ascoli Piceno - i dipendenti non si azzardino a fare sindacato: il licenziamento è immediato. E' accaduto a un giovane impiegato del centro direzionale, addetto agli acquisti del reparto pelletterie. Questo ragazzo ha un piccolo record: è stato il primo a vestire la divisa di rappresentante sindacale in un maxi-ufficio che conta più di trecento addetti, tra i quali il sindacato era riuscito a "spremere" fino all'anno scorso solo una ventina di iscritti - tutti Cgil. Ma le cose sembravano essere giunte a una svolta con l'arrivo del primo rappresentante sindacale aziendale (Rsa), non ancora eletto dai lavoratori ma designato dalle segreterie. Prime assemblee sindacali, primi preparativi a sostegno della sudata battaglia - non ancora vittoriosa - per ottenere un integrativo aziendale, accanto ai lavoratori degli stabilimenti di Firenze, Tolentino, Comunanza, sempre Della Valle. Hanno così iniziato a manifestarsi una serie di "coincidenze". Nello stesso periodo il neo sindacalista ha cominciato infatti a essere bombardato da lettere di contestazione fino ad allora mai apparse. Di queste missive ne sono arrivate due, e ogni volta venivano presentate delle controprove a titolo di discolpa. Ma l'azienda non ci crede e emette un primo provvedimento di sospensione. Una terza lettera contesta altri comportamenti giudicati scorretti, viene decisa la sospensione cautelativa e infine - due giorni fa - il licenziamento. Il monito per chi volesse fare sindacato è più che chiaro.

L'ITALIA IN CRISI http://www.ilmanifesto.it/

La crisi dell'industria italiana non è solo una sequenza di cifre col segno meno, di curve imbronciate, di voragini impreviste. I due principali sindacati - CGIL e CISL - hanno di recente svolto ricerche sullo stato dell'industria in Italia. Partendo da criteri d'indagine (e di conseguenza numeri) non del tutto uguali, ma arrivando medesima conclusione: l'industria italiana è messa male. E i lavoratori peggio. Entrambi i rapporti sono aggiornati al febbraio 2004. Quello della Cisl ha un titolo ben esplicito: La mappa della crisi industriale nazionale. È appunto una radiografia ragionata delle imprese italiane in difficoltà, attenta a sfumature locali ma senza perdere di vista il quadro d'insieme. La diagnosi è chiara: 2.353 imprese sono a rischio. I lavoratori "coinvolti in situazioni problematiche" (elegante giro di parole per significare cassa integrazione, cessazione d'attività, mobilità) sono oltre 126 mila: l'anno scorso la stessa Cisl ne calcolava 82 mila. Se poi si aggiungono anche i lavoratori di aziende in amministrazione controllata (Parmalat, per dirne una) il numero sale a quasi 140 mila. I comparti coinvolti sono particolarmente il metalmeccanico (a rischio quasi 47 mila lavoratori) e il tessile (38 mila). Ci sono due grandi aree di difficoltà: le grandi imprese e quelle medie attive soprattutto nell'esportazione (oggi più che mai in crisi: a gennaio 2004 è calato quasi del 10% rispetto a un anno prima). Ci sono le Fiat e le Parmalat, quindi, ma anche imprese più piccole e pure d'importanza strategica per il territorio in cui operano. Come la Molisana di Campobasso. O la ligure Ferrania: generazioni di fotografi hanno stampato sulle sue pellicole; oggi, incagliata nei bassi fondali del made in Italy, rischia di scomparire del tutto. Una buona misura della crisi è l'aumento della cassa integrazione (+31,6% rispetto all'anno scorso), soprattutto di quella straordinaria (+70,4%). Nel settore metalmeccanico la crescita di questo dato rispetto al 2003 è impressionante: + 53,6%; nel tessile va appena meno peggio: +18,1%. L'impennata della cassa integrazione straordinaria segnala una situazione di emergenza permanente, cui le aziende cercano di far fronte con strumenti propri di una situazione eccezionale, e che invece il governo sta concedendo con estrema facilità, quasi a ratificare la normalità dell'emergenza. La ripartizione delle sofferenze industriali per regione segnala in particolare le difficoltà del Piemonte (dove la crisi Fiat pesa molto anche sull'indotto), la Lombardia (oltre 46 mila lavoratori coinvolti in ristrutturazioni o crisi) e la Campania; in situazione più lieve appaiono invece Umbria (13 aziende in crisi, meno di mille lavoratori) e Calabria (12 aziende, 900 lavoratori). La CGIL ha fatto invece un censimento delle imprese che si ristrutturano, mettono lavoratori in cassa integrazione o li trasferiscono altrove, rischiano infine la chiusura. 105 mila posti di lavoro sono a rischio immediato, dice la Cgil. Il tessile di Prato e i mobili della Brianza, l'elettronica di Varese e le scarpe della Puglia: distretti industriali in difficoltà, di fronte alla crescente concorrenza ma soprattutto alle gravi mancanze di politici e industriali che la Cisl, nel suo documento, cita puntualmente. Secondo la CGIL "tra le cause ricorrenti ci sono delocalizzazione e colonizzazione. Da un lato ci sono le manifatture che si trasferiscono dove il costo del lavoro è basso, dall'altro ci sono le multinazionali che in Italia fanno i loro comodi e se ne vanno quando vogliono".

SACHS: 12 POSTI A RISCHIO http://www.ecodelchisone.it/

I cassintegrati Sachs Zf hanno partecipato al presidio organizzato dall’Alp davanti allo stabilimento di Villar Perosa. "La cassa scadrà a fine marzo e l’azienda ha espresso la volontà di licenziarli - spiegano all’Alp -. Ma crediamo inaccettabile far ricadere su una dozzina di lavoratori tutte le colpe dei disastri maturati negli anni da questa azienda". Non hanno partecipato al presidio gli altri sindacati. Le decisioni ufficiali dell’azienda emergeranno da un incontro in programma il 1º aprile. 


27 marzo 2004

LSU-LPU CATANZARO http://www.giornaledicalabria.it/

La Giunta regionale ha approvato, fino al 30 giugno prossimo, la proroga delle convenzioni con gli enti interessati per l'utilizzazione dei lavoratori appartenenti al bacini socialmente utili e di pubblica utilità. La copertura dell'onere finanziario è garantita dalla convenzione con il Ministero del Lavoro, per come indicato nella comunicazione dello stesso Ministero, pervenuta nel mese di dicembre 2003, nonché con le risorse finanziarie contenute nel bilancio di previsione 2004. 


28 marzo 2004

G.S. SERVICE http://www.liberazione.it/

Protesta dei lavoratori della ditta G. S. Service, che si occupa del servizio di pulizia all'interno dell'ospedale civile di Vibo Valentia, contro la riduzione delle ore giornaliere di servizio deciso dall'azienda, con conseguente decurtazione dello stipendio. Con loro, nell'incontro con il presidente della provincia, il segretario provinciale del Prc e un rappresentante dello Slai-Cobas.

PERUGINA http://ilmessaggero.caltanet.it/

Il tiro alla fune per la Perugina-Nestlè, tra azienda e sindacati, sta andando oltre i tempi previsti. Il prossimo round è fissato per martedì o mercoledì. Alla mezzanotte del 31 marzo scadono i contratti di 264 dipendenti e in ballo ci sono oltre 420 assunzioni. Venerdì è stato stilato un verbale tra i dirigenti di Nestlè Italiana Spa, i funzionari dell’Associazione Industriali e un'ampia delegazione della Rsu di San Sisto affiancata dalle segreterie regionali di Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e Ugl-Alimentazione. La trattativa parte da basi solide: la produzione e la produttività dello stabilimento di San Sisto è aumentata di un buon 2,5 % per cento, la Nestlè ha investito cifre consistenti in nuovi impianti, dunque a Perugia saranno trasferite linee di prodotti da altre fabbriche europee del gruppo. E qui scatta il punto dell’accordo che prevedeva il passaggio in pianta stabile dei lavoratori con contratti precari: 420 posti di lavoro circa. Ma l’ultima proposta di accordo dell’azienda, non ancora sottoscritta dai sindacati, prevedeva per i lavoratori con ore da recuperare un contratto di 25 ore settimanali. All’inizio la Nestlè aveva offerto solo 20 ore, passando poi a 23 e infine a 25. Solo dopo aver chiuso il conto delle ore precedenti non lavorate, il contratto dei nuovi assunti andrebbe a 30 ore. Su questo punto si è verifcato lo stop delle trattative. Le organizzazioni di categoria puntano ad ottenere, per i lavoratori neo assunti, un numero più alto di ore retribuite al mese (da 26 in su) ed altre forme per il recupero di quelle perdute, in cambio di forme di flessibilità. L’accordo per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato, con orario ridotto a 30 ore, era già stabilito da un accordo del 27 febbraio 2003. Per domani sono state indette dalla Rsu e dai sindacati Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e Ugl-Alimentazione tre assemblee generali per i diversi turni. Dovranno valutare i passi avanti nella trattativa e fornire indicazioni ai rappresentanti sindacali.

LEDYSAN http://www.gazzettino.it/

A dare la notizia, ieri mattina, nel corso di un incontro pubblico, è stato Vittorio Carminati, amministratore unico dell'azienda, di fronte al sindaco Luigi Bortolussi, le rappresentanze sindacali e i 70 operai, da mesi in ansia per la situazione di incertezza. La Ledysan di Valvasone necessitava di un partner non a carattere unicamente economico, ma in grado di creare piani a lunga scadenza. Nessuna indiscrezione trapela circa il nome di chi soccorrerà la Ledysan, comunicato solo al sindaco e al comandante dei carabinieri di Casarsa, Sergio Rigo, garanti della veridicità dell'atto. Conferma che il nuovo partner è a gestione familiare, con circa 700 addetti, altri quattro siti produttivi in Europa, non sarebbe quotato ed è specializzato nella produzione della cellulosa e di prodotti per l'igiene personale. Avrebbe acquisito la maggioranza delle quote. Si tratterebbe di un reciproco rafforzamento: della Ledysan, ma anche del partner inglese, che mira a uno spazio nel non facile mercato italiano. I lavoratori erano senza stipendio da Febbraio. 


29 marzo 2004

METALFER: OPERAI BLOCCANO STAZIONE http://www.kataweb.it/

A Torre Annunziata, un gruppo di operai della Metalfer sta bloccando i binari della stazione delle Ferrovie dello Stato. La protesta è scattata in seguito ad un sit organizzato in via Terragneta, la lunga strada d'accesso ai vari insediamenti produttivi della zona industriale. 


30 marzo 2004

SALARI OPERAI http://www.repubblica.it/

Le buste paga non riescono a stare dietro all'inflazione, i lavoratori perdono potere d'acquisto a vista d'occhio. L'anno scorso, per il quinto anno consecutivo se si eccettua il 2001, l'indice delle retribuzioni è risultato inferiore al tasso d'inflazione. Nel 2003, stima l'Istat, gli stipendi lordi sono aumentati in media del 2,1 per cento, mentre i prezzi sono aumentati del 2,6 per cento. Nel quarto trimestre c'è stato un leggero recupero: le retribuzioni sono aumentate del 2,4 per cento sullo stesso trimestre dell'anno precedente, ma l'aumento non è stato sufficiente per coprire l'inflazione reale. L'inflazione reale di cui bisogna tenere conto non è del 2,6 per cento, ma del 3,1-3,2 per cento, dice il presidente dell'Ires-Cgil. Si riferisce all'indice dei prezzi dei consumi delle famiglie e propone che sia questo l'indice di inflazione da adottare nella politica dei redditi. Il differenziale tra prezzi e salari non sarebbe dunque dello 0,5, ma dell'uno per cento. Questo significa che uno stipendio medio lordo annuo pari a 22mila euro (1.235 euro netti al mese) nel 2003 ha lasciato sul terreno 220 euro. L'Ires-Cgil stima che tre milioni di lavoratori vanno avanti con 600-800 euro al mese e altri tre milioni con una cifra che non supera i mille euro. In tutto sono sei milioni di persone vicine alla soglia di povertà.

FIAT CASSINO A RISCHIO CHIUSURA? http://ilmessaggero.caltanet.it/

Lo stabilimento Fiat di Cassino non chiuderà perché ha un futuro produttivo e occupazionale garantito. Lo sostengono Fim-Cisl e Uilm dopo la Fiom aveva avanzato l'ipotesi di chiusura o di ridimensionamento del sito per la crisi del gruppo automobilistico. E dalla Fiat fanno sapere che entro maggio si farà questa verifica sollecitata dai sindacati. La Fiat smentisce l'ipotesi di nuova mobilità mentre c'è la conferma che da settembre un migliaio di lavoratori potrebbe finire in cassa per consentire la sostituzione degli impianti.

FIAMM: LICENZIAMENTI BLOCCATI http://ilmessaggero.caltanet.it

Stop ai licenziamenti alla Fiamm: ieri a Roma nel corso di un incontro si è stabilito che fino al 28 aprile nessuno lascerà la fabbrica. La multinazionale, che produce batterie per auto e che aveva messo in mobilità gli operai dell'azienda che opera nel Consorzio per il Nucleo industriale di Avezzano, è stata convinta a cambiare idea perchè la "task force Borghini", della quale fanno parte proprietà, sindacati e assessore, ha deciso di rivolgersi al sottosegretario Gianni Letta per cercare di procurare commesse alla Fiamm e fare in modo che questa possa restare sul territorio.

SGL CARBON: ACCORDO RAGGIUNTO http://ilmessaggero.caltanet.it

Diciotto lavoratori saranno accompagnati entro il 2007 verso il pensionamento, attraverso la mobilità, 29 quelli già andati in pensione e altri sette ci andranno già da oggi usufruendo delle agevolazioni previste dalla normativa sui lavoratori esposti all’amianto. Altri nove dipendenti della Carbon, infine, usufruiranno delle stesse agevolazioni di legge nei prossimi mesi. Per quanto riguarda la cassa integrazione, invece, questa potrà riguardare al massimo quaranta persone, secondo una gestione a rotazione, flessibile lungo l’arco dell’anno. Questa la sostanza dell’accordo raggiunto nel tardo pomeriggio di ieri sulla vertenza della Sgl ascolana. L’accordo è stato siglato ad Ancona presso la sede dell'assessorato regionale alle Politiche del lavoro. Centotrè, su 226 in totale, sono i lavoratori considerati in esubero nell’azienda ascolana che produce, unica nel mercato europeo e la seconda nel mondo (un'altra è negli Stati Uniti), elettrodi di amorfo per estrarre negli altiforni il silicio metallico, materiale indispensabile all' industria elettronica, dell' acciaio e anche per quella spaziale.

CENTRALE DI TORRE VALDALIGA: PERSONALE PULIZIE IN AGITAZIONE http://ilmessaggero.caltanet.it

I lavoratori addetti alle pulizie della centrale di Torre Valdaliga Sud confermano lo stato di agitazione, già indetto giorni fa. Non è servito, a rassicurare i dipendenti in passaggio tra la ditta uscente Soc. Coop. Smp di Civitavecchia e la subentrante di Pomezia, il Gruppo Ina, l’incontro tenutosi lunedì all’ufficio provinciale di Roma per il cambio dell’appalto. Il sindacato chiede a Tirreno Power "viste le indecisioni e le titubanze, l’obblogo di far mantenere al gruppo Ina le 9 unità lavorative, le stesse condizioni economiche e normative preesistenti nel rispetto del Ccnl vigente e dal Cir".

FERRIERA VALSABBIA http://www.giornaledibrescia.it/

"Tutelare l’ambiente e la salute collettiva, con verifiche assidue e costanti, anche con la sanzione se serve, ma senza mettere in forse l’occupazione". È, in sintesi estrema, la posizione del neonato comitato "Sviluppo e Ambiente", nella vicenda che vede a Odolo da una parte la Ferriera Valsabbia impegnata in investimenti per mantenere alta la sua competitività sul mercato e tutelare territorio e ambiente di lavoro, dall’altra l’Amministrazione che vuol vedere il dettaglio del progetto prima di concedere le autorizzazioni per i nuovi capannoni che saranno più alti di quanto prevede il Prg. Il Comitato è costituito da lavoratori del Valsabbia, ma anche di altre acciaierie, e da cittadini odolesi.

OSPEDALE SAN LEONARDO DI SALERNO http://www.salernonotizie.it/

Dopo due anni di lotte, riunioni, trattative e promesse non mantenute arriva il rinvio del contratto nazionale di lavoro per gli infermieri precari da parte della Corte dei Conti. A livello nazionale è stato dichiarato lo stato di agitazione; a livello locale, invece, la protesta si è trasformata in un sit in dinanzi l’Ospedale di Via San Leonardo e lungo la Nazionale dove i precari hanno dato vita anche al volantinaggio per far sapere a tutti quali saranno le ripercussioni di questa decisione.

ALFA ROMEO DI ARESE http://www.corriere.it/

"Uno pseudosindacato". Questo dice la Cisl di Milano dello Sali Cobas. A esprimersi è il segretario generale di Milano, Maria Grazia Fabrizio. Lo scontro Cisl-SlaiCobas è tutto giocato sulla crisi dell’ex Alfa Romeo di Arese. Martedì scorso alcuni lavoratori si sono presentati ai colloqui di lavoro organizzati dall'Associazione delle Aziende Elettromeccaniche Italiane presso il centro dei Salesiani di Arese. Lo SlaiCobas, però, è intervenuto e hanno di fatto bloccato i colloqui. "Queste fantomatiche aziende elettromeccaniche prendono in giro i lavoratori - sostiene lo Slai - hanno affermato di avere 3.000 posti di lavoro da offrire subito in Lombardia. Non è vero. La verità è che si spera che i lavoratori ex Alfa abbandonino l’area e accettino posti di lavoro alla Vanna Marchi per poi dire che tutto è a posto e che la crisi Fiat è risolta". La questione Alfa resta calda anche in vista della giornata di venerdì. Nella mattinata di domani lo Slai - in polemica con Fiat, Regione e sindacato confederale - manifesterà a Milano, da piazza Cairoli a piazza del Duomo.

INTERTEAM http://www.unionesarda.it/

La rivolta è iniziata alle 8 del mattino, quando più di cinquecento lavoratori dell’Interteam, il call center cittadino che dà assistenza ai clienti Telecom di Alice e Tin.it, si sono riuniti di fronte all’ingresso dello stabile in cui lavorano, in via Torricelli, per dare vita alla loro protesta. Lo scorso luglio - aggiungono - era stato siglato un accordo con l’azienda. In particolare, erano stati esaminati alcuni problemi legati principalmente ai tempi delle assunzioni, alla realizzazione di un corretto sistema di relazioni industriali, all’istituzione di un sistema di turni in grado di contemperare le esigenze produttive e quelle dei lavoratori. Si erano poi discussi l’applicazione graduale del contratto, l’assenteismo e la difficile lettura della busta paga. È passato più di un anno e non c'è stata ancora risposta.


01 aprile 2004

PALMERA: LICENZIA 70 GIOVANI http://www.unionesarda.it/

Settanta giovani fra qualche giorno si troveranno sulla strada. I vertici dell’azienda non hanno mostrato alcuna disponibilità a Cgil Cisl e Uil nell’incontro tenutosi l’altro ieri nella sede di Confindustria. Ragion per cui i sindacati, sin da ieri mattina, al termine di una riunione congiunta, hanno scritto una lettera per invitare la controparte a un ripensamento e a una riflessione più approfondita. Il documento è stato affisso in una bacheca dello stabilimento perché tutti sappiano quale sia l’attuale clima. Intanto, per oggi, sono previste due distinte assemblee dei lavoratori (una alle 11 e l’altra alle 15, durante i turni) per discutere di una situazione che sembra senza via d’uscita. E non si esclude che fra qualche giorno si possa arrivare a un clamoroso sciopero. Al momento non si intravedono alternative. Il mancato rinnovo del contratto di formazione lavoro per i settanta giovani è un preoccupante campanello d’allarme, soprattutto in prospettiva. Nessuno dimentica che il prossimo anno scadranno i contratti per altri duecento dipendenti e le previsioni attuali non possono non essere improntate al pessimismo. In ambienti vicini a Palmera si sussurra che le difficoltà momentanee sono destinate a protrarsi nel tempo con conseguenze ora inimmaginabili. È un altro dei motivi per cui i sindacati pretendono la massima chiarezza. In ballo, oltre al futuro di centinaia di lavoratori, c’è un pezzo di storia industriale che non appartiene solo a Olbia o alla Sardegna.

DALMINE: CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA http://www.ecodibergamo.it/

La vertenza per gli esuberi fra i colletti bianchi della Dalmine farà un passaggio al ministero del Lavoro per verificare la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria, in alternativa alla mobilità, prospettata in un primo tempo come unica strada al momento percorribile dal punto di vista tecnico. A sostegno delle trattative, ieri gli impiegati hanno fatto sciopero: quattro ore all'inizio della giornata. Nei prossimi giorni i rappresentanti sindacali degli impiegati terranno una serie di incontri nelle singole aree interessate alla ristrutturazione al fine di accertare l'entità del fenomeno. I 136 esuberi, di cui 125 impiegati e 11 operai dei servizi generali, sono stati individuati infatti nelle aree "supply chain", ovvero la catena che si occupa di seguire gli ordini; l'amministrazione finanza, il commerciale, l'area informatica e i servizi generali. Agli incontri con i dipendenti seguirà una riunione tecnica con le direzioni delle aree per una verifica conclusiva.

SANITA': PROTESTA NEL VENETO http://www.leggonline.it/

Ieri la protesta davanti agli ospedali di Mestre, Padova, Vicenza e di tutto il Veneto. Oggi alle 11, la manifestazione davanti a Palazzo Balbi: i lavoratori della sanità sono mobilitati dopo che, a sorpresa, la Corte dei Conti ha bloccato l’approvazione del nuovo contratto siglato lo scorso dicembre. I dubbi riguardano le garanzie di copertura degli aumenti da 109 euro. Cgil, Cisl e Uil del pubblico impiego hanno chiesto un incontro urgente col governo.

SANITA': PROTESTE IN CAMPANIA http://www.lacittadisalerno.quotidianiespresso.it/

Sanità nel caos. Se il comparto degli operatori delle strutture private hanno effettuato una serrata nei giorni di martedì e mercoledì, ieri sono scesi in piazza anche i dipendenti della sanità pubblica. All'ospedale di San Leonardo, un cospicuo gruppo di medici ed infermieri ha stazionato nell'atrio della palazzina dell'amministrazione per effettuare un sit-in di protesta, con il supporto delle organizzazioni sindacali che hanno chiesto un incontro urgente a sindaco, prefetto e questore, per risolvere alcuni gravi problemi e ridefinire un settore in crisi economica ed organizzativa. Nel mirino dei lavoratori e dei sindacati, in particolare, la decisione assunta pochi giorni fa dalla Corte dei Conti di bocciare il contratto nazionale della sanità, documento fondamentale atteso da tutti i dipendenti del settore da ben tre anni. E' un attacco a tutti i lavoratori che vedono il loro stipendio eroso sempre di più, è un attacco a quanti aspettano il rinnovo del contratto per vedere rispettati i loro diritti, alla sanità pubblica, perchè genera sfiducia e cristallizza la scarsità delle risorse, ed ai contratti nazionali, perchè si corre il rischio di creare sperequazioni tra Regioni ''ricche'' e Regioni ''povere''. Annunciato che a partire da venerdì effettuerà per ventiquattro ore lo sciopero della fame per protestare contro la mobilità interna che ha toccato il personale ausiliario dell'ex impresa di pulizia dell'ospedale di San Leonardo. I lavoratori in questione, ieri mattina, avevano chiesto un incontro a Pirozzi teso a garantire il diritto di parità di trattamento, attuando la procedura di mobilità. Il manager si sarebbe rifiutato di incontrare i lavoratori, preoccupati per il loro futuro. Di qui la scelta di protestare attraverso uno sciopero della fame.


02 aprile 2004

PIGNA: 45 ESUBERI http://www.ecodibergamo.it/

La Cartiere Paolo Pigna ha dichiarato 45 esuberi fra gli impiegati. L'intenzione dell'azienda è ricorrere alla procedura di mobilità. Già nei prossimi giorni, ricevuto il piano dettagliato della società, i sindacati apriranno il confronto con i lavoratori convocando le assemblee e valutando le opzioni a disposizione per cercare di ridurre il numero delle persone coinvolte e di utilizzare strumenti diversi dalla mobilità, come potrebbe essere la cassa integrazione straordinaria. Il confronto con l'azienda riprenderà a metà mese. I tagli interessano all'incirca il 30% del personale impiegatizio, che comprende in tutto più di 150 dipendenti. L'organico totale di Alzano è di circa 400 unità, quello di gruppo supera le 800 persone. La distribuzione esatta degli esuberi sia per sedi dell'azienda sia per settori, dall'amministrativo al commerciale, sarà illustrata nei prossimi giorni e sarà oggetto di trattativa, per cui nei dettagli il quadro potrà cambiare nel corso del confronto. Secondo le prime informazioni, comunque, la parte più significativa degli esuberi, si parla di una trentina, riguarda la Cartiera di Alzano. Gli altri dovrebbero coinvolgere lo stabilimento di Tolmezzo e la Rilecart, sempre di Alzano. Nel 2003 la Pigna aveva venduto alla Siram, filiale italiana del gruppo francese Dalkia, la centrale di cogenerazione costruita ad Alzano. Il disimpegno dal settore dell'energia era stato annunciato da tempo per concentrarsi sul «core business» dell'azienda e faceva parte del riassetto complessivo del gruppo. Grazie anche a questa operazione straordinaria, il bilancio 2003, che sarà approvato a giugno, chiuderà in utile.

PLATI ELETTROFORNITURE: 8 SETTIMANE DI CIG http://www.ecodibergamo.it/

Accordo sindacale raggiunto alla Plati Elettroforniture Spa di Madone (elettroforniture, cablature elettriche ed elettroniche) per l'attivazione di 8 settimane di cassa integrazione ordinaria richiesta per un massimo di 50 lavoratori (circa 190 i dipendenti in forza), a partire dal 5 aprile. La Plati intende procedere su due linee strategiche: la delocalizzazione delle produzioni a basso contenuto tecnologico (il gruppo Plati realizza 52,7 milioni di fatturato consolidato - secondo le prime stime sul 2003 - contando sull'apporto di 1.100 dipendenti operativo anche nelle controllate presenti in Messico, Polonia, Ungheria e le 2 joint-venture in Cina) e la realizzazione di nuovi investimenti su Madone (circa 2 milioni di euro) dove saranno sviluppati prodotti innovativi e di alto contenuto tecnologico. 


03 aprile 2004

SUN ANNUNCIA 3.300 ESUBERI http://www.ilmanifesto.it/

Nonostante l'imprevisto incasso di oltre un miliardo e mezzo da Microsoft, Sun taglierà 3.300 posti di lavoro, il 10% della sua forza lavoro. La società ha spiegato gli esuberi con le perdite accumulate nell'ultimo anno e mezzo: 3,84 mld di dollari. La società ha inoltre nominato presidente Jonathan Schwartz e annunciato perdite di oltre 800 milioni di dollari nel trimestre in corso.

ISMESI: OCCUPATA LA FABBRICA http://www.ilmanifesto.it/

Gli operai dello stabilimento Ismesi di Carini (PA) hanno occupato la fabbrica, per tentare di contrastare la decisione del gruppo Ansaldo-Breda di chiudere lo stabilimento per otto mesi, mandando i 163 lavoratori in cassa integrazione a zero ore a partire da lunedì prossimo e fino al 31 dicembre. Un gesto contro Finmeccanica, azionista di Ansaldo-Breda e il ministero delle attività produttive che stanno avallando un'operazione oscura che ha l'obiettivo di dismettere e svendere una delle più grandi fabbriche d'Europa, ridotta negli ultimi undici anni ai minimi termini, con un organico al di sotto delle capacità produttive per un sito industriale che potrebbe occupare almeno 800 addetti. Dietro la Cigs si cela il preliminare di vendita che Ansaldo-Breda ha firmato con l'imprenditore di Arezzo Piero Mancini, che attraverso la Keller Elettromeccanica di Villa Cidro (Cagliari) si prepara a mettere le mani su buona parte dell'area e di alcuni capannoni con lo scopo di trasferire a Carini la produzione e i lavoratori della ex Keller di Palermo, fabbrica di materiale rotabile acquisita 18 mesi fa e mai riaperta con i 230 operai da sette mesi senza salario né indennità di Cigs. Il vero obiettivo di Mancini è liberare l'area dell'ex Keller, rilevata per circa 4 milioni di euro, e attendere il cambio di destinazione d'uso, da industriale a commerciale, che farebbe lievitare il prezzo a circa 320 milioni di euro. Proprio per impedire la speculazione edilizia, la prossima settimana i legali dei sindacati presenteranno alla procura di Palermo un esposto contro Mancini e la Keller sarda per non aver rispettato gli adempimenti della Prodi bis, alla quale l'ex Keller è sottoposta fino al prossimo settembre. 


05 aprile 2004

BACINO SALERNO 3: 21 LICENZIAMENTI http://www.salernonotizie.it/

Il Consorzio di Bacino SA 3, con sede a Camerino di San Rufo, ha inviato otto avvisi di pre-licenziamento ad altrettanti operai impiegati in diversi settori del servizio del ciclo integrato dei rifiuti gestito dall’Ente Consortile. Questi si sommano ai 13 inviati agli operai del Bacino SA 3 nei giorni scorsi. Martedì 6 aprile alle ore 11,00 presso la Prefettura di Salerno si terrà un incontro per discutere della situazione lavorativa dei 21 operai del Consorzio che hanno ricevuto gli avvisi.

SANITA': PROTESTE A SALERNO http://www.salernonotizie.it/

Non trova sbocchi la vertenza degli operatori della Sanità che chiedono il rinnovo del contratto Nazionale scaduto ormai da tre anni. Nuova protesta sotto i portici della Prefettura per manifestare contro l’immobilismo delle istituzioni preposte a sbloccare la situazione. 


06 aprile 2004

ALIMONTI: MOBILITA' PER 40 http://www.ecodibergamo.it/

Vertice sindacale ieri per la Alimonti Spa di Covo. La società specializzata nella lavorazione di marmo e graniti che ad inizio marzo (dopo le difficoltà denunciate a febbraio con un accordo sindacale per la messa in cassa integrazione sraordinaria di tutti i lavoratori per un anno) ha visto accolta dal Tribunale di Bergamo la richiesta di concordato preventivo sulla base di una situazone patrimoniale pari a circa 23 milioni di attività e a circa 26,4 milioni di passività. L'azienda parrebbe intenzionata a chiedere l'apertura della mobilità per i 40 lavoratori ancora in forza. Dei 60 lavoratori alle dipendenze a metà febbraio (quando si arrivò all'accordo per la Cig straordinaria) una ventina nel frattempo (considerato che dall'inizio di marzo l'attività si è fermata definitivamente) ha lasciato l'azienda trovando una nuova occupazione. Quest'oggi nuova assemblea di fabbrica per valutare, insieme ai lavoratori, la situazione. Un nuovo appuntamento tra i delegati sindacali e gli organismi della procedura avverrà nelle prossime settimane.

COOPERATIVE GRUPPO AMADORI http://www.ecodibergamo.it/

Più di quattro ore di trattative ieri negli uffici della Regione Lombardia per le due procedure di mobilità aperte alla Gesco Consorzio cooperativo e alla Co.A.B. (Cooperativa avicola bergamasca) di Lallio, entrambe realtà del gruppo Amadori. Alla fine l'intesa è stata raggiunta in extremis, dal momento che ieri era l'ultima occasione utile per arrivare a una gestione concordata delle procedure, dopodiché sarebbero scattati i licenziamenti. La mobilità, che interessa nove impiegati, sette di Gesco e due di Co.A.B., diventerà operativa entro fine mese. Con gli accordi di ieri si è conclusa tutta la vertenza con il gruppo Amadori. Un primo capitolo si era chiuso già all'inizio di marzo con l'accordo per la messa in mobilità di sei degli otto addetti del mangimificio di Urgnano e il ricollocamento degli altri due dipendenti all'interno degli stabilimenti del gruppo. Il mangimificio cessa così il suo servizio, in seguito alla decisione della società di accentrare l'attività nella sede di Brescia.

VITARI: ESUBERI http://www.ecodibergamo.it/

Gli esuberi alla Vitari (macchine per la lavorazione dei fili metallici) finiscono sul tavolo del ministero del Lavoro. L'obiettivo è verificare se esistono le condizioni per ricorrere alla cassa integrazione straordinaria anziché alla mobilità. La vertenza si è aperta in seguito all'annuncio da parte della Eurolls di Udine, gruppo da 200 persone, nuovo partner al 51% dell'azienda di Valbrembo, che ha dichiarato la necessità di procedere a una ristrutturazione che comporta una quarantina di esuberi su un totale di 61 dipendenti.

NETTURBINI DELL'ASIA IN LOTTA http://ilmattino.caltanet.it/

I lavoratori dell'Asia (Benevento) hanno ieri tenuto assemblee sia in mattinata che nel pomeriggio. Una di queste assemblee è stata tenuta presso la sede dell’Asia in via delle Puglie, una sorta d’occupazione simbolica dei locali per il tempo in cui è durato il confronto con i vertici dell’azienda. I dipendenti denunciano in una nota sindacale, firmata da Cgil, Cisl, Uil e Cub, che da circa un mese, "devono far fronte all’emergenza rifiuti senza idonei strumenti per la raccolta di tonnellate di sacchetti ammucchiati in strada". Nei giorni scorsi c’erano stati incontri con il Consiglio di Amministrazione, il direttore e i rappresentanti del Comune e si era concordato che sarebbero stati messi a disposizione guanti, mascherine, stivali e pale nonché ruspe e camion per raccogliere i rifiuti. Secondo i sindacati questi accordi, però, non sono stati mantenuti e i lavoratori sono stati costretti tra venerdì e sabato scorsi, a raccogliere, ancora una volta, con le mani o al massimo con qualche pala centinaia di tonnellate di materiali in putrefazione.

FIAT DI POMIGLIANO: OPERAI "IN LIBERTA'" DOPO UNO SCIOPERO IMPROVVISO http://ilmattino.caltanet.it/

Uno sciopero improvviso scoppiato nel reparto montaggio della fabbrica ha scatenato le ire della Fiat che inaspettatamente ha messo in libertà tutti i dipendenti per due turni lavorativi. Quindi per quasi tutta la giornata, lo stabilimento dell'Alfa Romeo non ha prodotto neanche un'automobile. Secondo i sindacati il clima che si sta instaurando in questi giorni nello stabilimento più importante del Mezzogiorno induce a pensare che molto probabilmente la Fiat sta pensando di disimpegnarsi rispetto agli accordi sottoscritti con il sindacato. Il fatto stesso che sono gia diverse volte che a fronte di uno sciopero indetto dal sindacato questa azienda anziché confrontarsi preferisce adottare il metodo di mettere i lavoratori in libertà questa condizione non può rappresentare sicuramente un punto di dialogo con il sindacato. La Fiat sta tentando di mettere i lavoratori giovani contro i meno giovani. Intanto, a Mirafiori dal 13 al 17 aprile 3.500 lavoratori delle linee di produzione di Punto e Idea andranno in cassa integrazione, a causa del mancato arrivo di motori diesel dalla Polonia. Ed è ripresa, di contro, la produzione a Termini Imerese della Punto restyling, dopo una settimana di «cassa» dovuta al calo di richieste. Ma come è già programmato, la produzione tornerà a fermarsi dal 26 aprile al 2 maggio.

IRISBUS: 800 IN CIG http://www.denaro.it/

E’ cominciata ieri la cassa integrazione per 800 lavoratori dell’Irisbus di Flumeri (Avellino). Uno stop che si protrarrà fino al 16 aprile e che riguarda la maggior parte dell’organico composto da 1100 unità. Intanto però è stato siglato nei giorni scorsi un accordo tra il management dell’Irisbus e la Corea per la fornitura di venti autobus doppi. Si tratta di mezzi urbani che sono stati richiesti come veicoli base e senza alcun accessorio sofisticato. L’ordinazione prevede l’esportazione di venti autobus doppi, di diciotto metri di lunghezza, alimentati a metano, Il costo finale di ogni mezzo, modello 491 di colore giallo, si aggira intorno ai 250 mila euro.

ATICARTA: CIG http://www.ladige.it/

I lavoratori dell'Aticarta non ce la fanno più. Non ce la fanno più ad aspettare risposte che non arrivano, a chiedere incontri che non si fanno. Le uniche certezze che hanno sono quelle amare: da ieri tutti in cassa integrazione ordinaria per due settimane. Poi, al termine di questi quindici giorni di stop, in fabbrica ci torneranno solo in venti. Non solo, la cassa ordinaria, partita il 9 febbraio, scadrà l´8 maggio. E dopo? La fabbrica che fa parte del Gruppo Europoligrafico controllato dalla Reno De Medici è senza lavoro. Ma anche su questo non c'è chiarezza. La scorsa settimana, Robert Gallo, il responsabile dei rapporti esterni della Bat, la multinazionale inglese che ha acquistato l'Eti, ha detto invece che le commesse all'Aticarta vanno avanti come da contratto. Contratto che scadrà a fine anno e sul quale l'Ati ha un diritto per prorogarlo per tutto il 2005. Quindi cosa sta succedendo? Un brutto clima e un sospetto: a settembre scadono i tre anni durante i quali l'azienda, in base alla privatizzazione, deve mantenere i livelli occupazionali. Dopo ha le mani libere e i lavoratori si aspettano il peggio. D'altra parte, quello che Gallo ha detto la scorsa settimana basta e avanza per non stare tranquilli. La Bat è disposta a rinnovare il contratto ma non ai prezzi attuali (il 30% in più rispetto alla media europea), chiede una riduzione delle forniture e investimenti sulla tecnologia e la qualità. Quindi i tagli di manodopera sarebbero comunque inevitabili. A tutto ciò va aggiunta la «botta» della Philip Morris che ha lasciato l´Italia per andare a produrre in Olanda. Robert Gallo ha detto che il vero colpo all´Aticarta è venuto proprio dalla multinazionale americana perché, a suo dire, la quota maggiore di lavoro veniva proprio da lì. I lavoratori negano, dicono che era l'Eti, oggi Bat, il maggior cliente con il 65% della produzione.

AMCOR: 63 LICENZIAMENTI IN VISTA http://ilmessaggero.caltanet.it/

Domani ad Ancona si decide della sorte dei 63 dipendenti dell'Amcor di Ascoli per i quali l'azienda ha aperto una procedura di mobilità che scade fra una settimana circa. Negli incontri che si sono susseguiti finora (in settanta giorni) a livello locale, regionale e ministeriali sono stati fatti tanti ragionamenti che non hanno lasciato traccia: il management vuole chiudere lo stabilimento. Punto. E i tempi per firmare un accordo che possa salvare i posti di lavoro e il reddito di altrettante famiglie diventano sempre più stretti. Per dare maggiore forza all'incontro le maestranze attenderanno l'esito in strada, con la speranza che possa rendersi necessaria una loro consultazione immediata per concludere in modo positivo la dura vertenza. Se ci dovesse essere ancora una volta fumata nera la reazione non mancherà. Gli operai hanno già dichiarato che sono anche pronti ad un'assemblea permanente in fabbrica per impedire che questa chiuda o magari che vengano portati via i macchinari.

LSU IN SCIOPERO DELLA FAME http://ilmessaggero.caltanet.it/

Continua lo sciopero della fame degli ex Lsu della Val Vibrata (Abruzzo) che ieri mattina hanno spostato la loro protesta davanti alla sede provinciale. Una protesta che continua da anni e che affonda le radici nell’uso e nell’abuso che si sta facendo del "pacchetto Treu". I cosiddetti lavori precari, a tempo determinato, stanno portando alla precarizzazione la vita dei lavoratori. A pagarne le spese sono soprattutto i giovani e le donne, messi al margine e nella condizione di non poter pianificare progetti di vita per il futuro. Il portavoce degli ex Lsu, Settimio Ferranti, si è dichiarato pronto a continuare su questa linea d’azione fino a quando non si avrà un’intervento attivo da parte delle istituzioni. Ferranti ha ribadito: "Spetta a loro portare avanti progetti e programmazioni di riqualificazione. C’è troppa indifferenza e scarso senso civico". Questa mattina continueranno la protesta davanti alla sede del consiglio regionale, dove verrà messo al voto il loro emendamento da inserire nella finanziaria 2004, che prevede uno stanziamento di 9 milioni di euro per la formazione, l’orientamento e il reintegro professionale.

LEGNANO TINTI E LEGNANO TRE: 13 SETTIMANE DI CIG http://www.giornaledibrescia.it/

Tredici settimane di cassa integrazione ordinaria per la Legnano Tinti e la Legnano Tre di Cividate Camuno. Dei 140 lavoratori in carico alle due unità produttive, fino a luglio ne lavoreranno una trentina (a rotazione). L’accordo completa l’utilizzo delle ore di integrazione che già coinvolge la metà dei 60 addetti della Legnano Due (il terzo sito del gruppo a Cividate Camuno). Lavora a pieno ritmo, per ora, la Montalto di Paratico che appartiene alla stessa holding. Le motivazioni che hanno portato al confronto con il sindacato dal quale è nato l’accordo per la cig, fanno riferimento alla difficile situazione nella quale versa il tessile.

LUCK: 123 SENZA LAVORO http://www.gazzettino.it/

Entro un paio di mesi la Luck Tessuti Srl di Verona chiuderà definitivamente i battenti. Rimarranno in funzione soltanto lo spaccio per la vendita al dettaglio ed il centralino. Nei prossimi giorni sarà avviato l'iter di messa in mobilità dell'intero organico dello stabilimento di via Ca' Mignola Vecchia. Sono complessivamente 123 i posti di lavoro a rischio. Sono esclusi dalla procedura sia i dirigenti che i dipendenti assunti con contratti di formazione. Otto operai rimarranno invece in organico sino alla fine dell'anno. Dovranno garantire le operazioni di svuotamento del magazzino. Altri colleghi hanno già presentato le dimissioni nei giorni scorsi. Nel solo 2003 l'azienda badiese, specializzata nella tessitura e nella tintoria di tessuti per abiti da uomo, ha accumulato un passivo di tre milioni e mezzo di euro. Un altro milione di euro è sfumato nel primo trimestre di quest'anno. Oggi le organizzazioni sindacali riuniranno i lavoratori in assemblea per studiare le iniziative di lotta.

ASL1 DI PALERMO: LAVORATORI SENZA STIPENDIO http://www.lasicilia.it/

Non hanno ancora avuto accreditato lo stipendio di marzo i dipendenti dell'ASL 1 e sono in stato di agitazione. Il ritardo, oltre alle evidenti difficoltà denunciate dal personale, desta preoccupazione per "le strani voci che circolano", come è riportato da una lettera che la Cgil, a firma del segretario generale Giuseppe Contino, inviata al Direttore Generale e al Direttore Amministrativo dell'Azienda. Il sindacato chiede un chiarimento al fine di rassicurare i lavoratori e allontanare ogni preoccupazione.

SOCIMI: LAVORATORI IN SCIOPERO DELLA FAME http://www.lasicilia.it/

Una manifestazione davanti ai cancelli della Sasol Italy ha avuto ancora come protagonisti gli ex dipendenti della Socimi, ditta metalmeccanica che operava nell'ambito della zona industriale prima di essere liquidata. Attendevano un occupazione che era stata loro promessa circa un mese fa, ma si ritrovano sempre senza un lavoro e sono piombati nella totale disperazione. Sono oltre 20 gli operai metalmeccanici attualmente non occupati molti dei quali vogliono riprendere lo sciopero della fame. 


07 aprile 2004

CARBOSULCIS: LAVORATORI IN ESUBERO http://www.unionesarda.it/

La cura dimagrante è drastica: più carbone, meno minatori. La Carbosulcis presenta il nuovo piano industriale per rimettere in moto le miniere del Sulcis ma i sindacati scoprono che ci potrebbe essere un effetto collaterale: il dimagrimento degli organici. La società ha fatto i conti e, per una miniera che viaggi al minimo, avanzano circa 200 dipendenti. Per estratte il carbone, infatti, basterebbero 400 addetti tra minatori, operai, tecnici e impiegati. Attualmente i dipendenti della Carbosulcis, che appartiene alla Regione, sono 589. I sindacati non accetteranno neppure l’ipotesi che i minatori in esubero possano essere adibiti a mansioni parcheggio oppure avviati a corsi di riqualificazione.

ALCOA-PROGEMA http://www.unionesarda.it/

Manifestazione di due ore ieri mattina davanti ai cancelli dello stabilimento Alcoa di Portovesme (CA). A protestare davanti ai cancelli dello stabilimento che si occupa della lavorazione dell’allumina una decina di ex lavoratori della Nuova impianti oggi dipendenti della Progema. L’azienda non ha dato la liquidazione prevista nel caso di un passaggio da un’impresa all’altra perché non avrebbe soldi, e questo perché avrebbe impiegato buona parte delle risorse per il pagamento del premio produzione erogato nel 2003. Circostanza respinta al mittente dai lavoratori che in tarda mattinata hanno chiesto un incontro ai vertici delle imprese committenti e alle organizzazioni sindacali.

PALMAS CAVE http://www.unionesarda.it/

Ieri hanno proclamato lo stato di agitazione e manifestato davanti i cancelli della cava. Questa mattina alle 10 incontreranno invece gli amministratori comunali. Continuano le iniziative degli operai della Palmas Cave di Sant’Antioco (CA) nell’attesa degli incontri tra assessorato all’industria, Sigma Investe sindacati Regione, previsti dal 15 aprile prossimo, che con la privatizzazione aziendale dovranno tracciare anche il futuro delle maestranze. Gli operai della Palmas Ceve stanno vivendo una vicenda già vissuta ai tempi della ex Sardamag da dove sono approdati dopo anni di mobilità e di lotte. Per il momento hanno vinto la battaglia del salario garantito sino a maggio grazie all’impegno del presidente della Regione che ha autorizzato la Sigma Invest al prelievo bancario di un milione di euro per i salari. Ma all’orizzonte rimangono le nubi dell’incertezza che gli 86 operai sperano di dissipare dopo gli incontri in programma a Cagliari.

CARTIERA DI ARBATAX: OPERAI SENZA STIPENDIO http://www.unionesarda.it/

Non vedono una lira da due mesi. Lo stipendio di febbraio e marzo resta ancora una chimera. Davanti ai quarantuno operai impegnati nelle manutenzioni alla Cartiera di Arbatax rischia di materializzarsi lo spettro di una Pasqua al verde. Nell’uovo potrebbe esserci la sorpresa di un accredito dell’ultimora, ma vista l’aria che tira non sembra lecito alimentare il vento dell’ottimismo. Impegnati a fronteggiare il rischio di un fallimento in Piemonte, i vertici della Nebiolo Printech, società che, attraverso la Girasole spa, ha acquisito la fabbrica ogliastrina, sta cercando di recuperare crediti per pagare i salari alle maestranze di Arbatax, ma non è detto che ci riesca entro questa settimana. La situazione è drammatica. Da lunedì non lavorano più i sei guardiani che garantivano il servizio di custodia dello stabilimento. Girasole non li ha pagati collocandoli momentaneamente in ferie. Loro, per tutta risposta, l’altro ieri a mezzogiorno hanno levato le tende. E ora a fare da portinai sono gli stessi operai della Cartiera.

SANITA': A MESTRE INFERMIERI IN CORTEO http://www.leggonline.it/

I lavoratori della sanità e i sindacati di settore Cgil, Cisl e Uil protestano contro la bocciatura da parte della Corte dei Conti del nuovo contratto, che concede aumenti medi di circa 109 euro. Ma la magistratura contabile ha ritenuto insufficiente la copertura, e i dipendenti sono entrati in agitazione. Ieri alle 10, gli infermieri sono usciti dall’ospedale in abiti da lavoro e, imbracciate le bandiere, hanno cominciato a passeggiare in circolo sulle strisce pedonali dell’incrocio. Volantinaggi davanti agli ospedali di Venezia e Mestre, assemblee e nuove manifestazioni sono previsti anche nei prossimi giorni.