mercoledi 18 febbraio 2004 - snaterinforma  

NOTIZIARIO a cura del Centro di Documentazione e Lotta
E-mail: cen_doc_lotta@yahoo.it

Fax 06233213975
01/02-17/02/2004


1 febbraio 2004

FINMATICA http://www.repubblica.it/supplementi/af

Pier Luigi Crudele è il padrone di Finmatica a Salerno, una avventura del figlio di un sarto di Pontecagnano diventato una star della new economy, e che ora rischia di far precipitare nel dramma la città. La bufera giudiziaria che si è abbattuta su Finmatica ha scosso il palazzo di città, già scottato dalle esperienze fallimentari di Kingcom e Seapark. Le ruspe sono in azione nell’area industriale di Fuorni, sui terreni dove dieci anni fa sarebbe dovuta nascere la cittadella giudiziaria. Ci sono già le fondamenta della nuova sede del Polo Hitech progettato da Crudele con un investimento di 25 milioni di euro. A Finmatica l’amministrazione comunale di Salerno ha offerto i suoli, 30 mila metri quadrati, anticipando l’apertura dello sportello unico per le imprese, approvando una variante urbanistica con licenza di edificare per battere i tempi della burocrazia. Il centro di ricerca nella prima fase prometteva di occupare stabilmente 600 laureati in Informatica e Ingegneria elettronica. Nella primavera scorsa i lavori della cittadella informatica vengono sospesi per il ritrovamento di reperti archeologici. Il progetto è ridimensionato. Il re del software annuncia che l’occupazione scenderà di 300 unità e che sposterà a Lione e Birmighan il 50 per cento dell’impegno finanziario.

TRANVIERI, REGGIO EMILIA VOTA NO (da Liberazione)

La Filt - Cgil confermerà l'accordo "bidone" sul contratto del trasporto locale nonostante il parere contrario della maggioranza degli autoferrotranvieri. La decisione, spiega il sindacato con una nota, "è la conseguenza del risultato del referendum" indetto fra i circa 20mila conducenti iscritti alla Filt, "che ha ottenuto il 71% dei voti favorevoli e la partecipazione al voto 74% degli aventi diritto". Tanto basta a Guglielmo Epifani per cantare vittoria. il segretario generale della Cgil ha addirittura la sfrontatezza di rivendicare per la propria organizzazione il merito di aver consultato i lavoratori. L'autocelebrazione di Epifani viene clamorosamente smentita da quanto è avvenuto l'altro giorno a Reggio Emilia: nell'unica città dove si è celebrato il referendum unitario, il 67% dei lavoratori ha votato no all'accordo bidone. Aurelio Speranza: " ci sembra poco verosimile questo dato per un semplice motivo e cioé che i lavoratori iscritti alla Filt - Cgil sono stati quelli che maggiormente hanno partecipato alle lotte spontanee di questi giorni. In ogni caso, anche ammesso che siano veramente 14mila gli iscritti alla Filt che esprimono parere positivo sull'accordo, vale la pena sottolineare che questo numero equivale al 17% della categoria. Inoltre dove si è svolta una consultazione generale di tutti i lavoratori, come a Reggio Emilia, troviamo un dato contrario all'accordo. Taglia la testa al toro la massiccia adesione allo sciopero di ieri con oltre il 50% dei tranvieri che ha incrociato le braccia, tra i quali molti iscritti ai sindacati confederali, conferma che la maggioranza della categoria è contro l'accordo bidone. Alla fine della prossima settimana il coordinamento nazionale si riunirà per decidere come proseguire la vertenza, sia sull'accordo del 20 dicembre sia sul contratto 2004/2007. "Vogliamo costruire una piattaforma rivendicativa che sia espressione diretta delle assemblee dei lavoratori. Dopodiché la invieremo ai rappresentanti delle aziende del trasporto locale e del governo chiedendo l'apertura del confronto". 


02 febbraio 20004

ASILI IN SCIOPERO http://www.leggonline.it/

Nelle scuole comunali romane dilaga la protesta. Lunedì 9 febbraio i 6000 lavoratori dei servizi educativi del Comune sciopereranno per tutta la giornata contro il piano di riorganizzazione voluto dall’amministrazione. Chiuse le scuole materne, gli asili nido e le civiche scuole serali e diurne. Il piano prevede, tra l’altro, il cambiamento del rapporto numerico fra educatrici e bimbi nei nido e nelle materne e il cambiamento dei tempi di lavoro. A indire lo sciopero le Rappresentanze di base.

COMUNE DI MAZZARINO: PRECARI IN SCIOPERO http://www.lasicilia.it/

Il personale precario (Lsu-Lpu-Puc) del Comune di Mazzarino (Caltanisetta) - circa 80 unità - è in agitazione ed ha proclamato cinque giorni di sciopero se l'amministrazione comunale non attiverà le procedure per la fuoriuscita del precariato. Lo stesso personale si è riunito venerdi scorso in assemblea ed "ha preso atto del silenzio dell'amministrazione comunale in ordine alle richieste d'incontro finalizzate a trovare adeguate soluzioni alla sistemazione del personale precario operante all'interno del comune di Mazzarino, alla luce della normativa regionale e nazionale inerente l'argomento". Il Coordinamento provinciale per l'occupazione lamenta inoltre il rinvio delle trattative a dopo la pubblicazione di una circolare regionale esplicativa, della quale già si conosce il contenuto, dall'art. 25 delle legge finanziaria regionale 2004, che "non può essere ostativa ad incontri nei quali le parti iniziano un percorso per individuare servizi, unità, interessi gestionali e organizzativi cui far fronte con il personale in questione, semmai la circolare dovrebbe individuare gli aspetti finanziari dell'intervento della Regione". E' stato dichiarato pertanto lo stato di agitazione e proclamati cinque giorni di sciopero con modalità da definire in una assemblea da convocare entro il 15 febbraio.

VERTENZA FOLGORE http://www.gdmland.it/quotidiano

Alla Folgore di Policoro, si continuano a registrare scioperi, sit-in dei lavoratori con uno scontro sempre in atto tra il sindacato e i rappresentanti dell'istituto di vigilanza per spettanze non pagate (tre mensilità del 2002, stipendio di dicembre e tredicesima dello scorso anno, oltre a varie indennità).

BELTRAME http://www.ilgiornaledivicenza.it/

Quasi dodici ore per dare il via libera al piano di decontaminazione della Beltrame. Dodici ore di spiegazioni, illustrazioni, domande per considerare valido e, quindi applicabile fin da oggi, il progetto presentato dalla Nucleco, la ditta romana che dovrà far sparire ogni traccia di radioattività all’interno dell’acciaieria vicentina dopo l’incidente dello scorso 13 gennaio, quando nel forno venne bruciata una sorgente schermata di cesio 137 che i sensori all’entrata non avevano segnalato. L’allarme, infatti, scattò all’uscita con 450 operai messi in cassa integrazione nella stessa giornata. All’interno della Beltrame ci sono ancora circa 250 tonnellate di polveri radioattive che devono essere smaltite, un impianto da rimettere in funzione e un forno da riaccendere. Riprenderà l’attività dei laminatoi: oltre 250 operai ritorneranno al loro posto di lavoro. Lo faranno con mascherine per proteggersi, misura di sicurezza voluta dallo Spisal e dai vertici aziendali, inoltre lavoreranno anche gli addetti nel parco rottami per scongiurare il pericolo di trovare altre fonti schermate di cesio 137. Il 12 febbraio la commissione tecnica si riunirà nuovamente per valutare attentamente come procede il progetto.

MINISTERO ATTIVITA' PRODUTTIVE: SCIOPERO http://www.kataweb.it/news/

Giovedì 5 febbraio i lavoratori del ministero delle Attività produttive scioperano febbraio contro il rischio dello svuotamento delle competenze del dicastero e per l'equiparazione delle retribuzioni dei circa 1.000 impiegati dell'amministrazione. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil.


03 febbraio 2004

CALL CENTER SEAT (il manifesto)

Tanti i soprusi dietro il numero delle Pagine Gialle, subiti dagli operatori del call center Imr (gruppo Seat) di Torino. Tutti rigorosamente cococo e interinali. Lo scontro tra lavoratori e management ha prodotto 90 cause con cui i collaboratori chiedono il riconoscimento del tempo indeterminato, sostenuti dal Nidil Cgil, da verifiche dell'ispettorato del lavoro e dall'Inps, che batte cassa per recuperare i contributi fino a oggi non versati. I 300 cococo passati in questi anni per l'Imr ne hanno subite tante: chi ha deciso di iscriversi alla Cgil, ad esempio, o ha attivato le cause, si è visto ridurre l'orario da 40 ore settimanali a sole 6. Nel corso del 2003 l'ispettorato del lavoro ha fatto visita al call center, rilevando ben 130 posizioni irregolari (in pratica tutti i lavoratori presenti al turno). Gli ispettori hanno così inviato una lettera ai ragazzi invitandoli a tutelarsi: siete inquadrati come cococo - hanno scritto in sostanza - ma dovreste avere un rapporto subordinato. L'Inps di Torino, ugualmente avvisata, ha bussato a sua volta alla porta dell'Imr per chiedere di integrare i magri contributi fino ad allora versati. Il management subissato di tante richieste vorrebbe scendere a patti. Ed ecco "l'accordo" proposto: rinunciate al pregresso e qualcuno sarà assunto (poco più di 60 le assunzioni promesse, ma senza indicare i fortunati prescelti). Oppure, ultima versione della transazione, alla scadenza dei cococo di gennaio: firmate la rinuncia e avrete un contratto interinale per tre mesi. D'altra parte, dopo l'approvazione della nuova legge sul lavoro targata Maroni, le alternative ai cococo, non più stipulabili, sono poche: i "contratti a progetto" sono troppo rischiosi, originerebbero nuovi contenziosi. Restano gli interinali, o le partite Iva, già ipotizzate per il call center gemello Telegate, sempre di Torino. Una pacchia, insomma. E infatti le cause continuano a moltiplicarsi.

FIAT MIRAFIORI; CONTINUANO GLI SCIOPERI

E' ancora la Fiom da sola ad organizzare gli scioperi contro il peggioramento delle condizioni di lavoro e l'aumento dei carichi nella fabbrica torinese della Fiat. Anche ieri i carrozzieri addetti alla produzione delle vetture Punto, Idea e 166 si sono fermati per un'ora e un gruppo di 200 operai ha dato luogo a un corteo interno.


 4 febbraio 2004

EX VAVID DI PASTORANO: PERICOLO AMIANTO http://lnx.casertasette.com/

Quando la legge che ha messo al bando il pericoloso amianto è entrata in vigore (1992), per l’ex Vavid, fabbrica di ceramiche alle porte di Capua (Caserta), iniziava il lento declino: licenziamenti, difficoltà nella produzione e, alla fine, il fallimento. Per anni, gli operai che vi hanno lavorato sono stati esposti a rischio del pericoloso materiale ma, ironia della sorte, la legge è arrivata quando da lì sono andati via. Lunedì scorso, a distanza di oltre dieci anni dalla dismissione dello stabilimento lasciato da tempo nel degrado più assoluto, è arrivato il sequestro dell’area disposto dall’autorità giudiziaria e per il quale si attende la convalida del gip del tribunale. Sotto accusa i 65 mila metri quadrati di copertura realizzata in eternit a fibre di amianto che sovrasta un capannone ma anche rifiuti di vario genere: all’esame del dipartimento anche un piccolo corso d’acqua sospetto.

IAR SILTAL: CHIUDE A MILANO PER SPOSTARSI A CASERTA http://lnx.casertasette.com/

Chiude lo stabilimento di Abbiategrasso (Milano) della Iar Siltal, e 524 dipendenti, in maggioranza donne, rischiano di rimanere senza un lavoro. La scelta di chiudere l'unità del gruppo è stata motivata con la crisi di mercato, la necessità di ridurre i costi e le difficoltà con l'amministrazione locale. All'annuncio i lavoratori si sono immediatamente fermati, riunendosi in assemblea generale, mentre anche oggi proseguono gli scioperi e le assemblee. La costruzioni delle lavatrici verrà trasferita a Pignataro, in provincia di Caserta, mentre gli asciugatori andranno in produzione a Ticinetto (Alessandria). Il gruppo vanta circa 1.300 dipendenti in Europa. Oltre un migliaio sono i dipendenti in Italia, distribuiti tra i 300 addetti di Alessandria, i 200 di Caserta e di Bassano del Grappa. L'80% dei lavoratori di Abbiategrasso sono donne. Le organizzazioni di categoria dei lavoratori metalmeccanici e le rsu hanno già deciso alcune iniziative.

"OMA" E "CHIMICA INDUSTRIALE" CHIUDONO http://www.ecodelchisone.it

È stata messa la parola fine alla vicenda di Oma e Chimica industriale, di Rivalta. Il 12 gennaio il Tribunale ha infatti chiuso definitivamente il procedimento dopo che ad ottobre era stato disposto il sequestro dei due impianti che da anni inquinano il suolo rivaltese. Il disinquinamento costerà alla collettività 2 milioni e mezzo di euro. Nel 2000 la Oma si autodenuncia come "ditta inquinatrice" per svolgere l'auto-bonifica. La Chimica industriale segue più o meno lo stesso percorso. L'auto-bonifica però non è mai iniziata. Restano due problemi fondamentali: la ricollocazione dei 40 lavoratori delle due ditte che da mesi non ricevono lo stipendio e il reperimento dei fondi necessari alla bonifica dell'area. Regione e Provincia hanno messo a disposizione 500mila euro, mentre dovrebbero arrivare 8 milioni di euro dall'assicurazione di Chimica industriale. Ma i fondi attuali non bastano neanche per svuotare gli impianti.

VIBERTI: 20 ESUBERI http://www.ecodelchisone.it

La Viberti di Nichelino conferma la chiusura del reparto 28 assemblaggio delle lamiere. Ora i lavoratori in esubero sono 20, di cui 9 già in cassa integrazione. Il lavoro dei 20 operai è stato esternalizzato, in questo modo l’azienda riduce i costi di produzione. Molti vedono con preoccupazione questa scelta e temono possano seguire altre esternalizzazioni ed altra conseguente riduzione del personale. Attualmente i lavoratori della Viberti sono 212. Le condizioni di lavoro degli operai in questo ultimo periodo sono peggiorate in quanto vi è un’unica officina che riunisce impiantisti, saldatori e verniciatori: tutti sono esposti agli stessi rumori.


05 febbraio 2004

CESAME http://www.lasicilia.it

Dopo la diffusione della la notizia del ritiro di alcune banche dall'accordo per l'apertura di nuove linee di credito per il salvataggio della Cesame di Catania,ieri pomeriggio i lavoratori hanno occupato lo stabilimento. Dieci di loro sono rimasti per ore e ore in cima a una torra dell'azienda alta 25 metri minacciando di buttarsi nel vuoto. La produzione di fatto sta per essere bloccata.

VENTURA RECAPITI http://www.lasicilia.it

Le prospettive potrebbero essere buone, ma le Poste italiane tardano a decidere se e a chi affidare il servizio recapiti espressi che fu della ditta Ventura a Catania, ditta che nel dicembre 2003 ha licenziato i suoi 35 lavoratori annunciando di chiudere definitivamente i battenti. Domattina alle 9, davanti alla sede della Prefettura, i 35 lavoratori licenziati insceneranno un sit-it di protesta (l'ennesimo) e chiederanno ancora una volta la mediazione del prefetto. Viene sottolineata l'indifferenza di Poste italiane che pure potrebbe avere un ruolo decisivo nella risoluzione della vertenza; esiste infatti la possibilità che altre aziende assorbano il personale. Il licenziamento dei 35 operatori della Ventura ha aperto un periodo di mobilità in cui il personale opera sul posto di lavoro ancora per qualche tempo.

PRECARI DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI CALTANISETTA http://www.lasicilia.it/

Sono rimasti a lungo a protestare, muniti di fischietti e di striscioni, i 54 precari (39 in servizio come lavoratori socialmente utili e 14 contrattisti) della Camera di Commercio di Caltanissetta che da tempo - e vanamente - chiedono la stabilizzazione. La protesta ha registrato anche momenti di vera tensione e potrebbe essere ulteriormente riproposta il 18 e il 19 febbraio, quando sono state programmate altre due giornate di sciopero. Una riunione con i rappresentanti dei lavoratori è stata preannunziata per venerdì 13 febbraio. Ma non deve essere un modo per indurre i lavoratori a sospendere l'azione di protesta e lo sciopero già programmato. In base a quanto previsti nella Finanziaria 2003, la Regione concede un contributo di 30 mila euro per ciascun Lsu precario che ottiene la stabilizzazione.

TESSILI CALABRESI http://www.giornaledicalabria.it/

Riesplode la protesta dei tessili calabresi. Oggi i lavoratori saranno in piazza, a Catanzaro, per manifestare tutta la loro rabbia contro la crisi profonda che sta attraversando l'intero settore, con centinaia di posti già persi ed altrettanti a rischio. La manifestazione di protesta è in programma per questa mattina davanti alla sede della Giunta regionale. Negli anni 70/80 il tessile ha consentito la realizzazione di oltre 4000 posti di lavoro nella sola provincia cosentina.

IRISBUS: 190 A RISCHIO http://www.denaro.it

A Flumeri (Avellino) faccia a faccia tra il sindaco Gaetano Sinibaldo Di Paola, il primo cittadino grottese Peppino Romano e il presidente della Comunità Montana Ufita, e sindaco di Trevico, Giuseppe Antonio Solimine. Fulcro della conversazione, il caso esuberi alla Irisbus (Fiat). Una riorganizzazione gestionale metterebbe infatti a rischio 193 addetti, prevalentemente di origine ufitana.

OMFESA: PROTESTANO I LAVORATORI http://www.gdmland.it/

Gli operai della Omfesa di Trepuzzi sono tornati a protestare contro la grave situazione in cui si trovano le Officine meccaniche del salento. I 187 lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria da circa due anni e non ci sono prospettive per l'azienda che si occupa della riparazione dei carri ferroviari e che dovrebbe avviare anche quella delle carrozze. In questi giorni era stato dichiarato lo stato di agitazione permanente e ieri quindi, la protesta. Il blocco stradale è durato circa un'ora, dopo di che il gruppo di lavoratori è tornato davanti ai cancelli è ha inscenato una manifestazione fino in comune dove si sono riuniti in assemblea. Momenti di tensione quando nell'aula consiliare è arrivato il direttore generale Ennio De Leo che poi si è allontanato dopo essere stato contestato. La protesta continuerà nei prossimi giorni. Per sabato alle 16,30 è stato organizzato dalle rappresentanze sindacali dell'azienda un corteo per il lavoro a cui sono stati invitati i sindaci del comprensorio, presidente e consiglieri della Regione, presidente e consiglieri della provincia, i parlamentari, l'arcivescovo di Lecce, i sindacati e, naturalmente i cittadini. Il corteo partirà dai cancelli della fabbrica e si concluderà presso l'aula consiliare del comune, dove si svolgerà un dibattito aperto.

OPERAI EX COPMES http://ilmattino.caltanet.it/

Dopo la lunga fase della procedura fallimentare, un’altra sta per chiudersi relativamente alla vicenda Copmes-sud di Scafati. Per l’ex azienda addetta al taglio e alla produzione del vetro, al centro di una complessa e non sempre chiara vicenda politico-giudiziaria, due sono i nuovi aspetti di maggior rilievo. Dal un lato, infatti, è terminata la fase processuale relativa ai ricorsi di lavoro presentata da un folto numero di ex lavoratori innanzi al giudice del Tribunale di Nocera Inferiore, dottoressa Chiodi; dall’altro con l’omologa della proposta di concordato preventivo, si sta discutendo in merito al rilancio occupazionale degli ex operai. Ad interessarsi di quest’ultimo aspetto è "Scafati produce", la società costituita proprio al fine di consentire il rilancio industriale dell’enorme area ex Copmes. L’ipotesi più accreditata è quella del cosiddetto «condominio industriale», previa l’utilizzazione del sito. La situazione finanziaria degli ex operai non è delle migliori, essendo scaduto pure il termine di mobilità e i tempi per ottenere la proroga non sono dei più brevi. Cosi le circa 80 famiglie interessate dai ricorsi continuano a soffrire le difficoltà di anni senza stipendio e di una vicenda che ancora non ha trovato nè in sede giudiziaria nè in sede amministrativa un vero e proprio responsabile

AMUCO: NESSUN TAGLIO AL PERSONALE http://ilmattino.caltanet.it

Nessun taglio al personale in casa Amuco (Avellino). Possono tirare un sospiro di sollievo le 130 dipendenti dell'azienda presente nel nucleo industriale cittadino. Sindacati e proprietà sono riusciti, infatti, a trovare un'intesa nell'incontro svoltosi ieri presso l'Unione Industriali, scongiurando, così, il pericolo di circa 50 esuberi. Il nuovo contratto di lavoro, il precedente era quello di solidarietà a 25 a ore settimanali, è stato ratificato sulla base di 30 ore settimanali, part time, e la conferma degli attuali livelli di occupazione. Ma 18 lavoratrici lasceranno il posto di lavoro per il raggiungimento dell'età pensionabile.

EX BULLONERIE MERIDIONALI

Stenta a decollare l'azione di rilancio dell'ormai ex Bullonerie Meridionali. Le associazioni di categoria sono riuscite a strappare una proroga per il periodo di cassa integrazione, sei mesi suppletivi in caso di presenza di un valido e concreto piano industriale di recupero e rilancio, ma le note stonate sono arrivate dal faccia a faccia tra sindacati e curatela fallimentare. Al momento non c'è nessun imprenditore disposto ad investire per rilanciarne l'azione e assumere nuovamente i 160 dipendenti dell'ex gruppo Langè.

NGP: CASSA INTEGRAZIONE http://ilmattino.caltanet.it/

Gli amministratori delegati delle due società del gruppo Orlandi hanno ribadito ancora una volta ieri sera, nel corso di un summit al ministero delle Attività produttive a Roma, l'intenzione di sospendere la produzione per 18 mesi in attesa del piano di ristrutturazione della Ngp di Acerra da 25 milioni di euro che dovrebbe abbassare i costi aziendali, ma per il quale non si dispone di fondi. E sulla volontà di chiudere i due stabilimenti di Acerra c'è anche la comunicazione formale fatta ai sindacati di categoria e al ministero del Lavoro di avvio delle procedure di cassa integrazione per i 431 dipendenti. Ma la crisi finanziaria di Ngp - Montefibre coinvolge anche le sedi di Milano e di Bergamo con ulteriori tagli occupazionali di 66 operai. Il summit è stato preceduto da una manifestazione di circa 400 tute blu che hanno sfilato in corteo da via Veneto a via Molise nei pressi della sede del Ministero, dove hanno messo in atto un sit-in di protesta. Si utilizzano le cessioni di rami di azienda nell'ambito di ristrutturazioni; per tagliare posti di lavoro.

CEP: ORARI DURI E NESSUN INTEGRATIVO http://www.ladige.it

Alla Cep di Avio (TN), le lavoratrici si sobbarcano orari da ciclo continuo, con una produttività al limite del sopportabile e senza alcun riconoscimento economico che non sia quello nazionale. In Cep non c'è stata finora la minima possibilità di contrattare un premio aziendale legato agli indici di produttività e qualità. Il sindacato critica anche l'uso dei lavoratori interinali.

FONDERIE DI CONDINO: SCIOPERO http://www.ladige.it/

Un´ora di sciopero, con i dipendenti davanti ai cancelli, allo stabilimento delle Fonderie Trentine di Condino (tn). La Aluxal di Ponte Caffaro è entrata fra gli azionisti delle Fonderie Trentine. A questo punto le organizzazioni sindacali (che hanno saputo dai giornali dell´avvenuto passaggio di proprietà) hanno chiesto alla Provincia ed ai nuovi proprietari un incontro per conoscere una serie di informazioni: salvaguardia dei livelli occupazionali, futuro dell´azienda, scadenza avvenuta del diritto di prelazione della Provincia sul capannone, e via dicendo. Ma né la proprietà, né la Provincia hanno risposto. Per giunta in questi giorni l´azienda ha chiesto ai lavoratori di Condino di andare a lavorare a Ponte Caffaro.

PROVINCIA DI ASCOLI: IN 200 RESPINGONO L'ACCORDO http://ilmessaggero.caltanet.it/

I 200 dipendenti, ex della Regione Marche poi trasferiti alla Provincia di Ascoli, all’uanimità hanno respinto ieri sera l’ipotesi di accordo regionale sottoscritto il 22 dicembre scorso da Cgil, Cisl, Uil e Casa. La vertenza dunque si inasprisce. Ora devono pronunciarsi i dipendenti passati alle dipendenze delle altre Province delle Marche. Ma c’è da considerare che gli ascolani costituiscono la metà del totale. Quindi una forza che può condizionare tutto. L’assemblea del personale è stato piuttosto calda ma i lavoratori non hanno avuto dubbi: vade retro accordo regionale sul trammento accessori. L’operato del sindacato anconetano ha avuto il massimo dissenso. Un coro di no. Per quale motivo? Molto semplice. L’accordo, secondo i lavoratori, comporta un peggioramento del trattamento economico e della situazione lavorativa in genere. Quindi inevitabile bocciatura senza appello. Il pronunciamento dei lavoratori di Ascoli, come detto, sarà ora seguito da quello dei lavoratori alle dipendenze della Provincia di Macerata (l’assemblea è in programma oggi) poi da quelli delle Province di Ancona e Pesaro.

MANIFATTURA DI CHIARAVALLE http://ilmessaggero.caltanet.it

A rischio il lavoro per gli oltre 150 operai della Manifattura Tabacchi di Chiaravalle (AN). Causa della crisi è la Philip Morris che non è più intenzionata ad affidare all'azienda chiaravallese le commesse. Intanto, in questi ultimi giorni è stato siglato l'accordo dalla Ente Tabacchi Italia e dalle organizzazioni sindacali Flai Cgil, Fp Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, nel quale si conviene sulla necessità di attivare un piano produttivo di transizione idoneo al superamento dell'emergenza.


06 febbraio 2004

SAREMAR: PROTESTANO I LAVORATORI http://www.unionesarda.it/

Un muro di tute arancioni, i portelloni bloccati, voci alterate dalla rabbia e 39 denunce. Lo sciopero di 48 ore dei lavoratori Saremar di Carlo Forte diventa protesta, accuse e parapiglia quando i marittimi - per ben quattro volte nell’arco dell’intera giornata - bloccano in banchina auto e passeggeri del traghetto veloce Siremar che non aderisce alla vertenza sindacale. Il muro umano davanti al portellone dell’Isola di Vulcano non crea incidenti, ma tanti disagi: per quattro volte la motonave lascia il molo di Carloforte desolatamente vuota, tutti a terra. Soltanto due temerari, in una occasione, riescono a forzare il blocco e imbarcarsi per Portovesme. E ora per i ripetuti picchettaggi sono 39 i marittimi denunciati dai carabinieri con l’accusa di interruzione di pubblico servizio. Il motivo dello scontro è la pesante decurtazione delle buste paga decisa dalla Saremar a causa del diverso metodo di conteggio orario delle prestazioni straordinarie: si parla di una riduzione del 30 per cento degli stipendi. I marittimi non accettano questa decisione: non rispetta il contratto nazionale di categoria, sostengono.

MOBILITA' ALLA LEGLER http://www.unionesarda.it/

Allo stabilimento Legler si riapre la vertenza per salvare oltre 200 posti di lavoro. Niente piano di rilancio, niente finanziamenti quindi, ma ancora cassa integrazione e poi tutti in mobilità, col ridimensionamento drastico della produzione. Crisi di mercato, stagnazione dei consumi e macchinari obsoleti. Poi ancora mancanza di fondi e di finanziamenti da parte della Regione, che pure appena due mesi fa aveva dato ampia disponibilità. Ieri mattina i vertici dell’azienda tessile non hanno lasciato spazio a possibili ripensamenti e ai sindacati ed Rsu hanno illustrato una situazione a dir poco disastrosa, con la produzione che è praticamente colata a picco nel giro di due anni, passando da 47 milioni di metri di velluto prodotti nel 2002 ad appena 32 milioni alla fine del 2003. Dati sconcertanti, purtroppo reali, che mettono spalle al muro tutti, compresi i sindacati, ma soprattutto quei 220 lavoratori che da qualche mese sono in cassa integrazione, in attesa che decollasse il progetto di rilancio. L’azienda ha confermato l’intenzione di allungare il periodo di cassa integrazione per altre tredici settimane, dopo l’otto marzo, poi sarà mobilità, vale a dire l’anticamera del licenziamento. Al lavoro rimarranno solo una sessantina di lavoratori, per il completamento della filatura del tessuto in Jeans, il cosiddetto Denim, prodotto negli stabilimenti del gruppo di Ottana e Siniscola, per il quale il mercato mostra segnali di ripresa.

EX ENICHEM: 2000 A CASA http://www.unionesarda.it

È stata avviata ieri la fermata di tutti gli impianti dello stabilimento petrolchimico della Syndial, l’ex Enichem, a Porto Torres. Terminato ieri all’alba lo sciopero di sette giorni dei lavoratori chimici che avevano tenuto accesi, a minimo regime, gli impianti, ha dunque preso il via un procedimento che non ha precedenti nei quarant’anni di storia industriale del nord Sardegna. Da oggi circa duemila operai saranno messi in libertà per 40 giorni lavorativi, tempo necessario secondo la direzione dell’azienda per ripristinare l’agibilità del pontile liquidi, gravemente danneggiato dall’esplosione della petroliera Panam Serena. Dopo anni di ristrutturazioni feroci che hanno comportato la perdita di migliaia di posti di lavoro, siamo arrivati all’epilogo della storia industriale del nord ovest della Sardegna. Da tempo i sindacati hanno fatto sapere di considerare lo stop degli impianti e le ferie forzate per i dipendenti l’anticamera dello smantellamento definitivo del petrolchimico. Cgil, Cisl e Uil di Sassari hanno indetto per venerdì prossimo, 13 febbraio, uno sciopero generale di tutte le categorie. Fra una settimana si terrà dunque una manifestazione a Porto Torres davanti alla fabbrica. In cima alle rivendicazioni, il mantenimento in marcia degli impianti, l’attuazione dell’accordo di programma per la chimica sarda firmato il 14 luglio scorso presso la presidenza del Consiglio dei ministri, l’avvio dei processi di bonifica, risanamento e riqualificazione dei siti chimici.

ATC DI BOLOGNA http://www.leggonline.it

Protesta ieri mattina nella sede dell’Atc. Un centinaio di lavoratori del Coordinamento nazionale di lotta autoferrotranvieri provenienti da diverse città ha invaso gli uffici dell’azienda, costringendo il presidente di Atc Maurizio Agostini e il presidente Enrico Mingardi a incontrare una loro delegazione. Dalla protesta, tenuta sotto controllo dalla polizia, si è dissociato il sindacato autonomo Sult che fa parte con le Rdb del coordinamento nazionale degli autoferrotranvieri.

BOMA: DA DICEMBRE SENZA STIPENDIO http://www.lacittadisalerno.quotidianiespresso.it/

Braccia incrociate per i lavoratori della Boma di Fosso Imperatore (Salerno). Da ieri mattina hanno iniziato l'assemblea permanente e il picchettaggio a oltranza dinanzi ai cancelli dello stabilimento industriale. I 52 dipendenti, di cui 27 ex Gts, non percepiscono lo stipendio dallo scorso mese di dicembre. A mancare sarebbe la materia prima necessaria per la fabbricazione delle scarpe di alta moda prodotte dal marchio che fa capo al fiorentino Luca Mantellassi. La ventilata crisi non è da attribuire, pertanto, alla mancanza di commesse, che, al contrario, sarebbero in abbondanza. I lavoratori, già in cassa integrazione a periodi alterni, chiedono ora precise garanzie per il futuro. Hanno il sentore che anche la Boma possa chiudere i battenti, come già capitato per altri stabilimenti nati dalle ceneri delle ex Mcm, vedi la Nocera conserve alimentari.


07 febbraio 2004

EXIDE ITALIA http://www.denaro.it

Le maestranze dello stabilimento Exide Italia sfilano in corteo oggi per le strade cittadine per dire no alla chiusura della fabbrica e al licenziamento di trecento lavoratori.

ATAC DI ROMA: CHIUDE DEPOSITO MANUTENCCOP LICENZIA

Chiudendo il deposito Atac della zona di San Paolo a Roma, la coop. Manutencoop di Bologna, che gestiva la manutenzione del deposito stesso, ha deciso di licenziare i 20 lavoratori che lavorano per lei. Le lettere di licenziamento sono arrivate senza che fosse possibile nessuna trattativa sul reintegro del personale. Inutile ribadire il totale immobilismo dei sindacati presenti all'interno del deposito. L'unica prospettiva per i lavoratori in questio-ne è che vengano assorbito da qualche altra azienda... intanto però i licenziamenti sono arrivati....

THYSEENKRUPP: SCIOPERO ANCHE A TORINO http://www.ilmanifesto.it/

Anche i 480 lavoratori dello stabilimento torinese della ThyssenKrupp hanno scioperato ieri per otto ore contro la chiusura di Terni e per il mantenimento dei livelli occupazionali in Italia. Un corteo è partito alle 9 dallo stabilimento di corso Regina - già Ilva, gia Teksid - e ha raggiunto il comune della città, dove una delegazione di delegati e sindacalisti è stata ricevuta dal sindaco, cui hanno ricordato che da lunedì prossimo, se la trattativa che si apre a Roma in sede governativa non sbloccherà la situazione, lo stabilimento di Torino non sarà più in grado di continuare la produzione, in seguito al blocco del materiale in uscita dall'acciaieria di Terni.

IRLANDA: SCIOPERO FERROVIERI http://www.ilmanifesto.it/

Uno sciopero non annunciato, iniziato solo da sei ferrovieri, venerdì scorso, è riuscito a fermare le principali linee dell'azienda regionale di trasporto Iarnród Éireann, alla stazione di Westport, Irlanda occidentale. Una settimana di blocco che ha interrotto il servizio per circa duemila passeggeri giornalieri, ora dirottati su autobus e navette sostitutive, ma ha anche spinto l'amministrazione a riconsiderare le condizioni economiche e di lavoro. Stanchi delle promesse dei dirigenti locali e delusi dallo scarso impegno dei sindacati di categoria, Siptu e Atgwu, i ferrovieri hanno deciso di incrociare le braccia senza alcun preavviso e a tempo indefinito. Del resto nessuna delle loro richieste era stata ascoltata: il pagamento delle 11 mila sterline irlandesi di arretrati che l'amministrazione di Westport deve a ognuno di loro e la riorganizzazione dei turni che finirà per produrre carichi di lavoro eccessivi. La direzione dell'azienda, infatti, ha cercato di subordinare il pagamento degli arretrati e degli eventuali aumenti all'accettazione passiva di orari prolungati (48 ore settimanali) e all'introduzione di un'alta flessibilità nei turni.

INDONESIA: AZIENDA PUBBLICA AEROSPAZIALE LICENZIA http://www.ilmanifesto.it/

Il tribunale del lavoro di Jakarta ha accettato la decisione dell'azienda pubblica aerospaziale, Pt Dirgantara Indonesia, di avviare il licenziamento di 6.650 operai, due terzi della forza lavoro complessiva. Dopo mesi di lotte e di proteste contro il drastico ridimensionamento degli impianti dove si costruiscono aerei per la compagnia di bandiera, questa settimana i giudici ne hanno rigettato le richieste di intervento per un possibile salvataggio. Il tribunale, come unica - magra - consolazione costringerà la direzione a pagare tutte le liquidazioni e gli arretrati bloccati da luglio 2003. In realtà, sostiene il sindacato, tutti sanno che la crisi della Ptdi nasce dall'incapacità di gestione e dalla corruzione diffusa tra i dirigenti, colpevoli di avere sottratto gran parte delle risorse pubbliche destinate al rilancio dell'azienda. Migliaia di operai di altre imprese meccaniche indonesiane si sono unite alla protesta dei seimila, martedì, davanti la sede del ministero del lavoro.

CINA: TASSISTI CONTRO LA RIFORMA http://www.ilmanifesto.it/

Venti tassisti cinesi sono in carcere da due mesi per avere contestato una riforma che gli ha fatto perdere la licenza e il lavoro. Tutto è cominciato alla fine di novembre, con la decisione del governo di revocare le licenze, senza alcun risarcimento per i tassisti, con lo scopo di emetterne delle nuove e poi venderle al migliore offerente. L'operazione, mirata soprattutto a fare cassa per gli enti locali, ha scatenato la reazione e la disperazione dei lavoratori. A Dazhou, nella provincia centrale del Sichuan, quasi tutti i conducenti di taxi, circa mille, hanno iniziato uno sciopero di una settimana e hanno organizzato dei sit-in davanti la sede del governo locale. Non ricevendo risposte dai funzionari, a dicembre una delegazione di cento rappresentanti è andata a protestare a Pechino, al ministero dei trasporti. Il governo però ha rimandato ogni decisione a Dazhou, ordinando ai delegati di tornare a casa. Al primo tentativo di resistenza è intervenuta la polizia che non ha esitato ad arrestarli tutti. Dopo numerose risse e tentativi di suicidio, sono iniziate le scarcerazioni, ma venti sono ancora dentro, accusati di disordini. Nel frattempo, l'asta è andata avanti e la settimana scorsa, tra centinaia di poliziotti, le licenze sono state vendute, ma la maggior parte dei vecchi tassisti non è riuscita a ricomprarle.

USA: AUTISTI CONTRO IL SINDACATO DEBOLE http://www.ilmanifesto.it/

Un gruppo di autisti newyorkesi chiederà un risarcimento al sindacato per non avere fatto alcuna opposizione all'azienda dei trasporti, accusata di avere violato i diritti dei lavoratori più anziani. La compagnia Jo-Lo Bus, di proprietà giamaicana, gestisce il servizio di scuola-bus per tutta la città e ha deciso di ridividere le linee tra alcune nuove società controllate, trasferendovi gruppi interi di autisti anziani per percorsi nuovi, più lunghi e difficili. Chi ha provato a protestare è stato subito minacciato di licenziamento, quando nel contratto è espressamente vietato alla compagnia il trasferimento di lavoratori ad altre società e linee senza una loro consultazione e approvazione attraverso i rappresentanti dell'Amalgamated transportation union (Atu). Il sindacato, però, ha accettato incondizionatamente i cambiamenti perché - si è giustificato - voluti anche dal dipartimento locale dell'Istruzione. Ora, buona parte degli 800 dipendenti ha deciso di rivolgersi a un avvocato per contrattare seriamente con l'azienda e per chiedere i danni all'Atu, che viene accusata di non aver svolto il proprio lavoro.


08 febbraio 2004

OLIENA: CADE DAL TETTO http://www.liberazione.it/

Il mancato rispetto delle norme di sicurezza è all'origine di un grave incidente sul lavoro avvenuto ieri nelle campagne di Oliena, in provincia di Nuoro. Un operaio, che stava effettuando lavori di manutenzione sul tetto di una casa colonica, probabilmente senza far uso delle cinte di protezione, è caduto dal tetto. Antonio Piga, 33 anni, si è schiantato al suolo dopo un volo di 10 metri. E' in coma.

MARCHE: POSTI DI LAVORO PERSI NEL TESSILE http://www.liberazione.it/

Sono un migliaio i posti di lavoro persi negli ultimi due anni nel settore del tessile-abbigliamento marchigiano, pari al 10% dell'occupazione regionale: negli ultimi vent'anni si è scesi da 11 mila addetti a 3 mila. La produzione è diminuita da 50 mila capi a 500 al giorno.

PASTIFICIO "LA MOLISANA" http://www.liberazione.it/

Il pastificio "La Molisana" è sull'orlo del fallimento. Per questa ragione i lavoratori invitano tutta la popolazione di Campobasso a ritrovarsi questa mattina in piazza Prefettura per chiedere che "tutte le amministrazioni locali del distretto di Campobasso si uniscano alle ragioni dei lavoratori".


09 febbraio 2004

LAZZARONI: OPERAI PROTESTANO http://www.laprovinciadisondrio.it/

I lavoratori della Lazzaroni di Saronno organizzano oggi alle 15 una manifestazione a Varese, a Villa Recalcati, in coincidenza con il nuovo vertice che si terrà alla sede della Provincia: al centro dell’incontro il futuro del biscottificio saronnese. Sarà una nuova occasione per discutere le future prospettive lavorative e occupazionali dell’azienda. Da parte dei sindacati si esprimono intanto ancora perplessità sul tanto atteso rilancio dell’attività produttiva; la richiesta è di saperne di più sulla situazione economica e finanziaria, in particolare in merito al rapporto con gli istituti di credito.

NICARAGUA: LA LOTTA DEI "BANANEROS"

La marcia dei bananeros colpiti dal pesticida Nemagòn é arrivata al suo settimo giorno e durante la giornata di venerdì 6 febbraio si sono accampati a Nagarote, a 45 chilometri da Managua. Tutti i giorni si alzano verso le 3 e mezza per sfruttare le ore ancora fresche della mattina, prima dell'arrivo del sole cocente dell'occidente nicaraguense. La camminata quotidiana inizia verso le 4 e dopo circa 14 chilometri si accampano con le loro migliaia di amache, cercando i punti dove qualche albero possa fornire l'ombra necessaria. Questa prima settimana ha già costretto circa 500 persone a tornare a casa per la stanchezza e la disidratazione, che si sommano ai problemi fisici di cui già soffrono per l'esposizione al micidiale pesticida che li ha ridotti in questo stato. Le persone che sono ritornate sono però state prontamente "sostituite" da altrettante che stanno arrivando continuamente in bus dai vari paesi circostanti. Il presidente della ASOTRAEXDAN, Victorino Espinales, ha fatto sapere che per il momento la gente dei paesi che hanno attraversato si é dimostrata molto solidale e che il Ministero della Salute e molti privati si stanno incaricando di rifornire le circa 3 mila persone di acqua e viveri per affrontare questo sforzo. I bananeros si sono divisi in gruppi di 50, 100, 200 persone con a capo un responsabile che si occupa dell'aspetto sanitario e della somministrazione dell'acqua e del cibo per il suo gruppo. Tutto ciò che arriva viene suddiviso in parti uguali tra i gruppi e ognuno di essi cucina per i propri "membri". Mercoledì 4 febbraio una delegazione dei bananeros ha partecipato ad un incontro della Commissione Interistituzionale di cui fanno parte i bananeros, il Governo, la Procura della Repubblica, esponenti del Parlamento e associazioni per i diritti umani. In questo incontro erano presenti anche gli avvocati delle multinazionali. A quanto pare gli avvocati hanno portato la disponibilità da parte della multinazionali a trattare, ma sembrano ancora irremovibili sul fatto che la Legge 364 deve essere abrogata in quanto incostituzionale. Su questo punto é chiaro che i bananeros non cederanno di un millimetro perché questa Legge Speciale per il Nemagòn é l'unica vera arma che hanno in mano per arrivare a ottenere quegli indennizzi a cui hanno diritto per tutto ciò che hanno subito e continuano a subire. L'entrata alla capitale é stata anticipata a martedì 10 febbraio. Passeranno all'Ambasciata nordamericana a presentare una nota di protesta e poi si recheranno davanti al Parlamento che organizzerà una sessione speciale per loro mercoledì 11.

ILVA: CORTEO E OPERAIO FERITO http://www.repubblica.it/

Una volante della Digos ha portato in tutta fretta ai manifestanti che occupavano i binari della stazione Brignole il fax che arrivava da Roma. Sul foglio, la convocazione ufficiale firmata dal sottosegretario della Presidenza del Consiglio Gianni Letta: anche i rappresentanti degli operai delle acciaierie Ilva di Cornigliano parteciperanno alla riunione di giovedì 12 alle 18 nella Sala verde della Presidenza del Consiglio dei ministri sul futuro del polo industriale. Così la stazione è stata liberata subito. Il blocco era cominciato questa mattina in un clima di grande tensione. Prima i tafferugli davanti alla Prefettura. Poi il corteo improvvisato, l'arrivo alla stazione Brignole e il blocco del traffico ferroviario. Un nutrito gruppo di lavoratori (oltre un migliaio) delle acciaierie Ilva di Cornigliano - che chiedono garanzie sul futuro occupazionale - si sono scontrati con le forze dell'ordine mentre all'interno dell'edificio il prefetto, Giuseppe Romano, stava cercando una difficile mediazione con il governo per consentire anche ai rappresentanti degli operai di partecipare al vertice sul futuro dell'impianto siderurgico genovese. L'impianto a caldo (in sostanza, l'altoforno) è infatti destinato alla chiusura sulla base dell'accordo di programma che deve togliere dall'area fortemente urbanizzata di Cornigliano-Sestri Ponente un tipo di produzione fortemente inquinante. La violenta protesta è scattata subito dopo l'ingresso in prefettura dell'imprenditore Riva (padrone dell'Ilva), quando in piazza il segretario confederale della Cgil Bruno Maganaro aveva appena finito di parlare a circa 400 persone. E' stato in quel momento che è iniziato il lancio di bastoni, sassi e petardi all'indirizzo delle forze dell'ordine, con un tentativo di sfondare il cordone della polizia schierato davanti all'ingresso. Per dieci minuti, anche se il tentativo di "invasione" della prefettura non è riuscito, il sindacato ha perso il controllo della situazione: sono stati soprattutto i giovani lavoratori a lanciarsi all'assalto della prefettura. Un operaio viene colpito dalla polizia con un casco e finisce al pronto soccorso (tre punti di sutura al cuoio capelluto). Quattro poliziotti del reparto mobile di Bolzaneto senza i caschi rimangono contusi e vanno in ospedale. Dice il sindacalista della Cgil Corrado Cavanna: "Sfuggono al nostro controllo, i giovani sono l'anima del movimento e vedono la situazione in modo drammatico per il loro futuro, hanno bisogno di ripercorrere le esperienze che abbiamo fatto noi vent'anni fa, poi capiranno". Cosa dovranno capire, se la situazione attuale è gravida proprio delle scelte fatte dal Sindacato da vent'anni a questa parte? Gigi Malabarba, senatore di Rifondazione comunista, applaude: "Dopo la straordinaria lotta di Terni, la radicalità espressa dai giovani operai dell'Ilva di Cornigliano, che ha strappato il tavolo di trattative col governo, è la dimostrazione - afferma - che il movimento si sta estendendo dal settore dei trasporti alle fabbriche, scavalcando in questo caso le stesse confederazioni sindacali". A questo punto, propone Malabarba, "serve uno sciopero generale che riunifichi le vertenze su una piattaforma chiara". Poi il corteo improvvisato fino alla stazione ferroviaria Brignole, che è stata occupata. Il traffico è stato interrotto, i lavoratori si sono seduti sui binari.

ALITALIA: CORTEO DEI LAVORATORI http://www.kataweb.it/

Due assemblee spontanee, un corteo di 1.500 persone e in più lo sciopero di 24 ore dei piloti Alitalia aderenti al sindacato Up che ha fermato 159 voli (99 nazionali e 60 internazionali) lasciando a piedi 8.600 passeggeri. Tensione oggi all'aeroporto di Fiumicino durante un corteo di protesta organizzato dai dipendenti Alitalia. I lavoratori hanno bloccato l'accesso delle auto alla rampa che conduce al terminal delle partenze dei voli nazionali. Polizia e carabinieri hanno fermato per venti minuti il corteo all'altezza del viadotto che conduce alle aerostazioni dopo che alcuni manifestanti stavano tentando di deviare dal percorso concordato. L'azione delle forze dell'ordine ha dato vita ad alcuni battibecchi tra sindacalisti e funzionari.

TERNI: ACCORDO PER IL TUBIFICIO http://ilmessaggero.caltanet.it

La direzione del Tubificio di Terni, una delle aziende controllate dalla ThyssenKrupp e che, con circa centocinquanta addetti, sforna tubi saldati destinati soprattutto al mercato automobilistico, aveva fatto sapere di voler lasciare a casa i lavoratori. Siccome il blocco delle portinerie impedisce l’approvvigionamento della materia prima (l’acciaio) e la partenza dei prodotti finiti - era il ragionamento - noi tiriamo giù le serrande fino a quando non sarà possibile riprendere l’attività normale. La risposta degli operai del Tubificio è stata secca: non ci pensate nemmeno. Clima teso, prima, poi via via più disteso e, alla fine, è stato trovato un accordo che la dice lunga sulle speranze per i lavoratori: per oggi e domani la gente del Tubificio potrà scegliere se lavorare o mettersi in ferie. Poi, da quello che succederà al ministero del Lavoro, dipenderà la qualità dell’aria da quelle parti.

BERGAMO: MORTO OPERAIO http://www.corriere.it/

È morto ieri agli Ospedali Riuniti di Bergamo Alessandro Bettani, 39 anni, l'operaio di Bariano che mercoledì scorso era precipitato da un ponteggio del cantiere edile allestito all'interno del Comando provinciale dei Carabinieri in via delle Valli a Bergamo. Trasportato in ospedale, le condizioni di Bettani sono apparse subito molto gravi.

SPE DI POMEZIA: A RISCHIO 20 LAVORATORI http://www.corriere.it/

Venti lavoratori su 40 della ditta SPE srl, che gestisce per il Comune di Pomezia i servizi di manutenzione del verde, rischiano il licenziamento dopo che l'azienda ha annunciato ai sindacati la decisione di aprire le procedure di mobilità.


10 febbraio 2004

LEGLER http://www.unionesarda.it/

Dovevano dare la bella notizia del rilancio, invece, ancora una volta, i quattro leader del sindacato dei tessili si sono presentati ai giornalisti e ai lavoratori per annunciare la mobilitazione e la riapertura della vertenza Legler. Niente investimenti e niente nuovi finanziamenti, ma ancora cassa integrazione e la minaccia reale di una fuga dalla Sardegna del gruppo tessile. L’incertezza serpeggia tra i 220 lavoratori in cassa integrazione. Molti di questi, gia da un anno, percepiscono un assegno mensile di appena 700 euro. E non è finita. Dopo l’otto marzo si va ancora sotto l’ombrello dell’Inps, per altre 13 settimane e dopo sarà veramente un dramma per tutti, poiché l’azienda ha annunciato la chiusura e quindi il licenziamento della quasi totalità dei lavoratori. Tutto questo i sindacati lo interpretano come una fuga dall’isola della Legler.

SCIOPERO DEI MEDICI http://www.unionesarda.it

Sui motivi delle protesta tutti d’accordo: lo sciopero di ieri dei medici e della dirigenza sanitaria si è concluso con una adesione altissima e un forte schieramento di solidarietà per i lavoratori che hanno deciso di astenersi dal lavoro. I medici esprimono un malcontento, una demotivazione per quanto riguarda il rinnovo del contratto che è in ritardo, inoltre ritengono che il loro ruolo nella sanità pubblica oggi è stato progressivamente ridotto a favore del potere amministrativo ed economico. Il cartello sindacale si riunirà nuovamente, in attesa di una risposta dell’esecutivo, per tirare le somme sulla protesta di oggi e decidere eventuali nuove iniziative: due giornate di sciopero per state già decise per l’8 e il 9 marzo e una manifestazione nazionale a Roma per il 2 aprile. Il 18 febbraio è previsto invece un incontro con le regioni. Ma i tempi per il rinnovo del contratto, scaduto da due anni, non saranno brevi. Agli assessori regionali manca infatti l’atto di indirizzo del governo per aprire il tavolo di trattativa. Secondo i primi dati la partecipazione alla protesta sarebbe stata del 90%. I medici, veterinari, farmacisti, fisici, chimici, psicologi e amministrativi che hanno incrociato le braccia si sono uniti in uno sciopero senza precedenti per partecipazione di sigle. Garantite le urgenze, il pronto soccorso medico chirurgico, la rianimazione, le terapie intensive, le unità coronariche. Ma sono stati anche molti gli interventi chirurgici cancellati, le sale operatorie chiuse. L’eco della protesta ha permesso in parte di limitare i disagi. Molti cittadini, hanno rilevato le amministrazioni, non si sono proprio presentati negli ambulatori per visite ed esami.

MONTEFIBRE: BLOCCATA LA A1

Per quasi tre ore gli operai della Montefibre di Acerra, vicino a Napoli, hanno bloccato l'innesto dell'asse mediano (la superstrada che da Acerra va a Lago Patria) con l'Autostrada del sole. L'azienda campana aveva annunciaro a fine gennaio la sospensione delle attività degli impianti di fibre poliestere e la conseguente messa in cassa integrazione dei 170 dipendenti. Stessa sorte toccherebbe ai 220 lavoratori della Ngp, azienda nata l'anno scorso da una costola della Montefibre.


11 febbraio 2004

METALMECCANICI TEDESCHI

Sono 420 mila gli operai che solo ieri hanno partecipato a scioperi di avvertimento in tutto il territorio nazionale, soprattutto nel settore dell'auto e della componentistica. Circa 121 imprese sono state coinvolte dalla protesta a sostegno di richieste di aumenti salariali del 4% contro la proposta degli imprenditori di un incremento dell'1,2%. Entro la fine di febbraio Ig Metall dovrà decidere se tenere votazioni per uno sciopero generale.

GESTIONE DELLE ACQUE IN CALABRIA

Proclamato lo stato di mobilitazione di tutti i lavoratori del settore gestionale delle acque in Calabria. Le segreterie Regionali di Cgil Cisl e Uil invitano "l'Assessore Regionale ai lavori pubblici al pieno rispetto del protocollo d'intesa del 22 Luglio, che regolava il trasferimento del personale (alla Sorical) e le garanzie di livello occupazionali ed alla velocizzazione dei tempi e delle procedure affinché si superino i ritardi ingiustificati e sia dia finalmente risposta alle domande di modernizzazione che la Calabria chiede".

FRA.MAR.: SCIOPERO IL 16

Si è concluso con un nulla di fatto ieri mattina l'incontro fra sindacati e rappresentanti della Fra.Mar., l'azienda di Costa Mezzate (Bergamo) che, con i suoi 400 dipendenti, è fra le più grandi in provincia nel settore delle pulizie. Sul tavolo c'era la piattaforma presentata l'accordo aziendale. Alla richiesta di introdurre un premio di risultato legato a qualità e assiduità, l'azienda ha risposto che in questo momento non ci sono le condizioni per aumenti salariali. Per protesta, è stata indetta una giornata di sciopero per lunedì 16 febbraio. La piattaforma aziendale discussa ieri mattina chiede un premio massimo annuale quantificato in due tranche semestrali da 196 euro ciascuna e una quota di 50 euro per la qualità.


12 febbraio 2004

AMIANTO: MUORE UN EX OPERAIO DELL OFFICINE MECCANICHE

Era un ex operaio delle Officine meccaniche di Cittadella (PD). Antonio Ferronato, 71 anni, in pensione, è morto l’altro giorno dopo un lungo calvario durato anni. Colpa dell’amianto che lo ha consumato lentamente. Il referto del medico parla di mesotelioma pleurico. Ora il sostituto procuratore Paolo Fietta ha disposto un’autopsia sul corpo dell’ex operaio delle Officine meccaniche. Ferronato avrebbe contratto la malattia proprio durante il periodo di lavoro nell’azienda. In questo caso al lungo elenco contenuto nel fascicolo giudiziario per omicidio colposo nei confronti dei titolari della ditta, che conta già decine di croci, potrebbe aggiungersi un’altro nome.

COLOR SERVICE: CIGS http://www.ecodibergamo.it/

Cassa integrazione speciale invece che mobilità: si è conclusa su queste basi la trattativa sindacale sui venti esuberi dichiarati dalla Color Service, l'azienda di Gorle (BG) specializzata nella stampa e nello sviluppo dei rullini tradizionali. L'accordo prevede la collocazione in Cigs di un numero massimo di 20 (su 60) lavoratori per un periodo di 12 mesi. Finora però in Cigs sono andati in 16 e il sindacato sta verificando con l'azienda la possibilità di mantenere al lavoro le ultime quattro unità. Nella riorganizzazione la Color Service ha perso tutta l'attività professionale relativa ai provini e ai servizi per matrimoni, centralizzati a Riccione. Proprio il dilagare del digitale è tra le cause principali della crisi della Color Service, cominciata alcuni anni fa ma aggravatasi soprattutto nel 2003 quando l'azienda ha accusato un nuovo calo produttivo. Sotto la spinta del digitale, infatti, oltre al minor numero di rullini da sviluppare, è scesa anche la richiesta di stampa da diapositive, i provini e i servizi per i matrimoni che erano uno dei settori di forza.

"LEUCOPETRA" DI PORTICI: BLOCCATI I CAMION http://ilmattino.caltanet.it

Una nuova protesta manda in tilt il servizio di raccolta dei rifiuti a Portici. La scorsa notte, infatti, i 23 lavoratori part-time della "Leucopetra", la società mista che gestisce il servizio in città, si sono incatenati ai cancelli dell'azienda bloccando l'uscita dei camion. I manifestanti, che promettono anche nuove iniziative di lotta, protestano in particolare per la mancata applicazione di un accordo che prevede l'aumento delle ore lavorative in concomitanza con la partenza del nuovo sistema di raccolta differenziata. "Non possiamo più tirare avanti con 500 euro al mese. Lavoriamo soltanto venti ore alla settimana, mentre l'accordo stipulato con l'azienda prevedeva un aumento del 50 per cento con la partenza del nuovo servizio di raccolta differenziata".

EX ITE: OPERAI BLOCCANO STAZIONE DI NAPOLI http://www.kataweb.it/news/

Blocco ferroviario oggi alla stazione centrale di Napoli, a partire dalle 9:30. Partenze ed arrivi stanno subendo ritardi e dirottamenti con disagi per i viaggiatori. Responsabili duecento dipendenti della ex Ite di Casalnuovo, una fabbrica meccanica dell'hinterland napoletano in lotta per quattrocento licenziamenti scattati alcuni mesi orsono.

IL LAVORO A TEMPO INDETERMINATO E' IL PIU' USATO SOPRATTUTTO FRA I GIOVANI http://www.denaro.it/

Nel 2003 sette nuovi assunti su 10 hanno trovato un posto fisso. Seppur in leggero calo rispetto agli anni precedenti, il contratto a tempo indeterminato è ancora quello più usato dagli imprenditori italiani. Infatti, il 67,7 per cento dei 4 milioni di nuovi assunti registrati nel 2003 ha 'strappato' un contratto full time. Nel 2002 la percentuale era del 68,5 per cento mentre nel 2001 si attestava al 70,3 per cento. E' questo il risultato emerso da un'analisi condotta dall'Ufficio studi della Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre che ha analizzato i dati relativi all'osservatorio occupazionale dell'Inail. La classe di età più 'precaria' è quella degli over 50. L'anno scorso solo il 56,6 per cento è stato assunto stabilmente, mentre la percentuale raggiunge il 69,5 per cento per i giovani tra i 18 e i 35 anni e tocca, addirittura, il 73 per cento per gli under 18. Percentuali che rimangono pressoché stabili anche nei due anni precedenti. Insomma, la precarietà è più diffusa tra i lavoratori anziani che tra i giovani. Almeno per quanto riguarda i neo assunti. Per quanto concerne l'analisi relativa ai settori produttivi, il più 'sicuro' per i nuovi assunti è stato quello della concia (96,4 per cento di contratti a tempo indeterminato sul totale neo assunti), segue quello dell'industria del petrolio (95,6 per cento) e dei mezzi di trasporto (95,1 per cento). Tra i più 'precari', invece, la Pubblica amministrazione (solo 46,8 per cento del totale), l'agricoltura (44,3 per cento) e il settore degli alberghi e della ristorazione (42,5 per cento).

MICRON http://ilmessaggero.caltanet.it/

"Immediatamente a seguito dell’eventuale approvazione referendaria da parte dei lavoratori di Micron Italia si ripristinerà il flusso di investimenti interrotto il 23 dicembre che porterà lo stabilimento ad essere in grado di mantenere la propria quota di penetrazione sul mercato». È questo uno dei passaggi del documento Micron diffuso ieri alla stampa al ritorno del responsabile del sito avezzanese di Micron, Sergio Galbiati, il quale aveva fatto visita allo stabilimento giapponese ed alla joint venture di Singapore. La Micron attende gli esiti del referendum dei lavoratori che si terrà da domenica prossima per far partire gli investimenti ad Avezzano. Si tratta di un ricatto bello e buono visto che il referendum si svolge sotto una obiettiva pressione aziendale: se i dipendenti votano "no" i milioni di euro prendono altri lidi, se votano "sì" gli euro, a parole, restano. Dice l'ex dirigente locale della CGIL Casale: "E la libera espressione del dipendente come può manifestarsi se è condizionata da questa pesante interferenza aziendale?". Girata la domanda di Casale ad un dirigente Micron, la risposta, spazientita, è consistita nel chiedere all’opinione pubblica a chi occorre dar fede: a Mario Casale o a chi (e si tratta di molte persone) pretende prima di avere certezza degli investimenti e poi di esprimersi nel referendum prossimo per il "sì" o per il "no"?

TIBERINA SANGRO: MUORE OPERAIO http://ilmessaggero.caltanet.it/

Schiacciato mortalmente dal muletto condotto dal collega di lavoro. La tragedia sul lavoro è accaduta ieri pomeriggio nello stabilimento Tiberina Sangro, in località Saletti di Atessa (Lanciano), dove si producono lameriati per conto di Sevel e Fiat. L’operaio , di 36 anni, è stato immediatamente soccorso, ma purtroppo è giunto cadavere all'ospedale di Lanciano. Fatali per l'operaio sono stati i traumi da schiacciamento dell'addome e torace.

SUPERMERCATO PAM: MANO AMPUTATA

Un 24enne al supermercato Pam di Padova ha avuto una mano amputata per colpa dell’affettatrice dei prosciutti. Tenta il suicidio, la polizia lo salva.

ROMA: OPERAIO UCCISO DA BRACCIO MECCANICO

Un operaio di 42 anni è morto nel primo pomeriggio in un incidente sul lavoro avvenuto in una ditta di autodemolizioni in via del Cappellaccio, una traversa della via del Mare. L'uomo originario di Cassino ma residente a Roma, stava scaricando del materiale.

IXFIN E ALCATEL http://ilmessaggero.caltanet.it/

Mentre il vertice tratta a Lione, la base aspetta a Rieti. L’incontro ai massimi livelli fra i premier francese e italiano, Chirac e Berlusconi, deve ancora affrontare (se mai lo farà) il caso Alcatel. Sul fronte della Ixfin, l’incontro di ieri all’Aquila ha detto due cose. La prima, sicura, è che le 50 lavoratrici andranno in cassa integrazione straordinaria per quattro mesi. La seconda è legata alle promesse verbali che sono state fatte ieri. La nuova proprietà della Ixfin vuole ripartire da Rieti, ma serve un nuovo sito e, in tal senso, si è impegnato il presidente del Consorzio Asi, Andrea Ferroni. Né il trasferimento, sia pure temporaneo allo stabilimento di Avezzano, è una soluzione accettabile.

COMUNE DI ARDEA: LICENZIATI IN 40 http://ilmessaggero.caltanet.it/

Hanno perso il posto ma quello di ieri convocato per cercare di risolvere la vertenza è stato solo un incontro interlocutorio tra il sub commissario di Ardea, Alfonso Carotenuto e Roberto Giuliani della segreteria della Confederazione dei sindacati di base (Cobas). L’obiettivo era almeno capire i motivi che hanno spinto l'amministrazione commissariale a licenziare i collaboratori che da anni lavoravano in Comune e che, dicono i sindacati, sono essenziali per il funzionamento degli uffici. Il primo febbraio per otto di loro è scattata la revoca della delibera con cui il 18 dicembre la giunta Ucci prorogò il contratto di collaborazione fino a giugno. Per gli altri 32 l'attuale amministrazione non ha invece rinnovato il contratto scaduto il 31 dicembre. "L’anomalia del licenziamento - spiega Giuliani - è che i lavoratori non hanno ricevuto alcuna lettera personale. Lo hanno appreso solo attraverso una comunicazione del dirigente che non ha nemmeno motivato il licenziamento. Dunque ufficialmente non sappiamo per quale motivo siano fuori. Il sub commissario ha spiegato che è stata istituita una commissione per capire il numero e le figure professionali di cui ha bisogno il Comune ed eventualmente le modalità di assunzione, forse potrebbe anche essere a tempo indeterminato".

TERNI: THYSSENKRUPP MINACCIA RITORSIONI http://ilmessaggero.caltanet.it/

La tregua è già saltata. Tra ThyssenKrupp e sindacati è scontro duro sul blocco dei cancelli, riaperti parzialmente dopo la concessione del rinvio a data da destinarsi della riunione del 27 febbraio che avrebbe dovuto decretare la chiusura del magnetico. L’azienda ha messo in libertà un centinaio di operai e minaccia di ricorrere alla Magistratura perché ritiene insufficiente l’apertura concessa.

ELLE-ERRE: SCIOPERO http://ilmessaggero.caltanet.it/

Uno sciopero di 2 ore giornaliere alla fine di ogni turno è stato deciso dai lavoratori della Elle-Erre di Marsciano (PG) riuniti in assemblea con la Rsu e la Fiom Cgil per una valutazione della situazione dell'azienda. I salari non vengono pagati dal dicembre 2003.

VERTENZA TRASPORTO AEREO http://ilmessaggero.caltanet.it/

Nuovo sciopero generale contro la vertenza trasporto aereo e Alitalia. Lo hanno proclamato le organizzazioni sindacali al termine di una riunione di tutte le sigle coinvolte nella trattativa con il governo e con la compagnia italiana. Oltre allo sciopero di tutto il comparto del trasporto aereo sarà indetta una manifestazione nazionale di tutti i lavoratori del settore. Le organizzazioni sindacali ed associazioni professionali di settore, riunitesi per un esame dello stato della vertenza del trasporto aereo, hanno "preso atto che la fase dei tavoli tecnici si è di fatto conclusa e necessita quindi un intervento complessivo da parte del Governo". La Cub trasporti ha annunciato una manifestazione dei lavoratori Alitalia, insieme alle loro famiglie, che si terrà martedì 17 davanti a Palazzo Chigi.

ITALAQUE http://www.giornaledibrescia.it

Sono preoccupati i 159 lavoratori della Italaquae di Boario (BS). Il faccia a faccia tra direzione e sindacato in programma ieri è stato rinviato al 19 febbraio. A preoccupare i lavoratori la nuova organizzazione del sito attivo nel settore dell’imbottigliamento che la direzione sta illustrando al sindacato. Una preoccupazione che ha già portato alla mobilitazione.

AST-TK DI TERNI: 56 SOSPESI http://www.kataweb.it/

Si sono presentati in stabilimento e hanno timbrato regolarmente il cartellino, mettendosi a disposizione dei responsabili di reparto, i 56 operai dell'Ast di Terni nei confronti dei quali la proprietà Thyssen Krupp ha adottato da oggi un provvedimento di sospensione, nell'ambito della vertenza in corso da 17 giorni. Ieri però sindacati e Rsu avevano deciso di consentire l'uscita del 15 per cento della produzione; tale quantità è stata considerata insufficiente da Tk, che ha risposto ipotizzando di fissare nuovamente al 27 febbraio la riunione per decidere la chiusura del magnetico ed annunciando il provvedimento di sospensione nei confronti degli addetti al forno 5. Il blocco delle merci in uscita è tornato al 100 per cento.

ENEL, SCIOPERO DELLA DISTRIBUZIONE http://www.ladige.it/a

Blocco del lavoro straordinario dal 10 febbraio al 10 marzo e sciopero di 4 ore il prossimo 24 febbraio. Sono queste le iniziative di lotta proclamate a livello nazionale dai sindacati per i lavoratori impiegati in Enel Distribuzione e in Terna (la società del gruppo Enel che effettua la trasmissione dell´energia).

"DALLE CARBONARE": CASSA PER 25 LAVORATORI http://www.ladige.it/

Nessuna prospettiva sicura, se non le 13 settimane di cassa integrazione ordinaria che partiranno il 1° marzo lasciando a casa circa 25 lavoratori del settore filatura su un totale di 50. Questo l´esito dell´incontro di ieri tra proprietà e sindacati della Cavedine Tessuti spa, che fa capo al gruppo Dalle Carbonare, in cui si è parlato anche del futuro dell´ex Lanificio Dalsasso di Scurelle (TN). Stamattina l´assemblea dei lavoratori.

CHIUSA LA L.G. CONFEZIONI http://www.ladige.it/

A Strigno, in Val Sugana, cessa l'attività la L.G. Confezioni, che produceva per conto terzi per Krizia e altri, che però delocalizzando in Cina hanno lasciato senza commesse la L.G. A restare sulla strada, quindici ragazze.

CHIUDE LA MALERBA

Fanno rumore, i 90 posti di lavoro a rischio alla Malerba di Castelnuovo, che si sommano agli 85 dipendenti dell´ex Lanificio Dalsasso, le difficoltà della Bailo di Pieve Tesino.

ELMEC: 30 IN CASSA O MOBILITA' http://www.ecodelchisone.it/ INCOS: IN PERICOLO IN 60

È fallita la Elmec Italia Srl di Rivalta, via Einaudi, che produceva componenti elettroniche per la Elbi, Selma, Kss, Automotive Light, Piaggio e la spagnola Dalfi Metal. I suoi 30 dipendenti da venerdì scorso sono in cassaintegrazione o in mobilità. Anche i 60 soci-lavoratori della cooperativa Incos da alcuni giorni sono senza lavoro. Un paio di mesi fa la Elmec era stata messa in liquidazione con la nomina dell'esecutore. Poi improvvisamente la dichiarazione del fallimento che ha colto tutti di sorpresa.

AST-TK:RITIRATE LE 50 LETTERE http://www.kataweb.it/news

La multinazione Thyssen Krupp ha deciso di ritirare le 50 lettere di messa in libertà per i lavoratori della Ast di Terni. Il sindacato si è impegnato a sbloccare le merci in uscita subito dopo le assemblee in programma domani mattina. L'azienda si è anche impegnata a trasformare in assunzioni i contratti a tempo determinato in scadenza a febbraio.

CARTIERA DI ARBATAX http://www.unionesarda.it/

Si dipana su due piani paralleli la vicenda della Cartiera di Arbatax. Se in Ogliastra gli operai dello stabilimento attendono di sapere quale sarà la loro sorte, in Piemonte i 70 lavoratori della Nebiolo Printech (che sino alla firma dell’atto notarile con il quale verrà formalizzata la cessione della maggioranza azionaria alla Sardinia Energy, è ancora l’azionista di riferimento della Girasole, società che detiene la Cartiera), vivono momenti ancor più bui. Da sei mesi, i dipendenti dell’azienda specializzata nella produzione di rotative per la stampa sono senza stipendio e quest’oggi, al culmine di una lunga serie di iniziative sindacali, hanno deciso di manifestare davanti alla sede della Regione Piemonte. L’amministratore della Nebiolo, Mario Seghi, e i vertici della Sardinia Energy hanno firmato un preliminare di vendita (valore dell’intera operazione 25 milioni di euro) vincolato però a numerose condizioni. Prima fra tutte quella che riguarda l’attuazione del Contratto di programma, lo strumento finanziario che mette a disposizione della Girasole ingenti contributi statali e regionali, anche in presenza di un avvicendamento nella compagine societaria.


14 febbraio 2004

FIAT http://www.ilmanifesto.it/

All'amministratore delegato della Fiat Auto, Herbert Demel, si sono rivolti ieri con una lettera aperta 300 operai delle Carrozzerie di Mirafiori dove lo sciopero contro i pesantissimi ritmi di lavoro è arrivato al 18° giorno. I lavoratori chiedono un intervento diretto dell'a.d. e denunciano la assoluta indisponabilità della direzione dello stabilimento (che Demel ha ereditato dalla passata gestione) ad aprire una trattava sindacale. La protesta riguarda l'unica linea produttiva che non è falcidiata dalla cassa integrazione, quella che sforna la Punto e la Idea. La logica dell'azienda è quella classica: sempre meno lavoratori in linea, sempre più spremuti.

EDILI: NEL 2003 215 VITTIME

Secondo un rapporto pubblicato della Fillea Cgil, nel 2003 sono state 215 le vittime nei cantieri edili italiani. In Italia il 38 per cento degli infortuni sul lavoro interessano il settore delle costruzioni, uno dei più esposti. In Italia si muore lavorando più che negli altri paesi europei. Sono soprattutto i lavoratori delle piccole imprese a farne le spese. Nell'Unione Europea il dato medio di casi mortali per centomila occupati è 2,7, mentre quello italiano è 3,3. Su 215 vittime, il 15 per cento (32 persone) era extracomunitario. Un dato che rileva come sia cambiata la mappa di chi lavora nei cantieri edili italiani. E metà delle vittime venute a lavorare in Italia avevano tra 26 e 35 anni. La causa più frequente è la caduta dall'alto (38,5 per cento). Le altre cause sono: travolto da gru, carrello elevatore o ruspa, il crollo di una struttura, colpito da materiali di lavoro, ribaltamento del mezzo, folgorato. Il restante 5,4 per cento è rimasto vittima per altri motivi. La regione che registra il maggior numero di morti bianche è la Lombardia con 41 morti seguita dalla Toscana (23), il Veneto (22) e il Lazio (16). Tutte le regioni italiane hanno avuto almeno una vittima nei cantieri edili nel 2003.

DIRITTO DI SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/

Basta con gli scioperi selvaggi, basta con i conflitti incontrollabili. L'anno scorso ci sono state troppe agitazioni e "il secondo semestre è stato caratterizzato da significativi episodi di violazione delle regole". Questo è quanto dice il presidente della commissione di garanzia, Antonio Martone. Ed è il sottosegretario al welfare, Maurizio Sacconi, a prendersi l'incarico di completare il discorso. Per combattere gli scioperi "selvaggi" non bastano sanzioni generiche, per di più contro ignoti. Ci vogliono sanzioni nei confronti dei singoli lavoratori che scioperano. Ma le sanzioni, per essere efficaci, devono essere tempestive. Perciò bisogna evitare inutili perdite di tempo: le sanzioni saranno comminate direttamente dai prefetti e non più dall'azienda come prevedono le attuali normative. Il discorso è semplice: bisogna avere la lista di chi sciopera e passarla al prefetto. Spetterà a lui applicare il prelievo dallo stipendio. Per Sacconi la soluzione sarebbe ottima, perché in realtà oggi i lavoratori non sono spaventati dalle sanzioni perché quasi sempre decadono. Le aziende, infatti, molto spesso rinunciano ad applicare le sanzioni contro gli scioperanti perché magari nel frattempo è stato siglato un nuovo accordo. Le aziende a quel punto non hanno più alcun interesse a riaprire il conflitto e per di più non trovano motivazioni credibili per punire i singoli lavoratori. Affidando il tutto ai prefetti si risolverebbe la situazione. E sicuramente, questo il ragionamento di Sacconi (che però confonde il ruolo dei prefetti nelle precettazioni con le sanzioni pecuniarie contro i singoli), i lavoratori avrebbero molta più paura nel decidere di partecipare allo sciopero. Un'azione preventiva, insomma, nello schema delle nuove guerre. E' evidente che il discorso del sottosegretario Sacconi travalica di molto i problemi delle relazioni industriali. In gioco c'è il diritto di sciopero e la libertà degli individui.


15 febbraio 2004

UZBEKISTAN http://www.ilmanifesto.it/

Si avvicina la stagione della raccolta di cotone in Uzbekistan e le organizzazioni per la difesa dei diritti umani tornano a denunciare lo sfruttamento del lavoro minorile. Secondo le Nazioni unite (Irin), l'utilizzo di bambini tra i 5 e i 13 anni è ancora molto diffuso e a poco sarebbero servite le campagne dell'Organizzazione mondiale del lavoro e dell'Unicef contro un fenomeno che deriva tanto dalla cultura e dagli usi, quanto dalla povertà delle famiglie. Nonostante la crescita economica degli ultimi dieci anni, infatti, l'ex repubblica sovietica resta un paese fondamentalmente agricolo e la coltura del cotone è prevalente nelle aree rurali.

CAMBOGIA

L'assenza di quote, voluta dal Wto, metterà le economie dei paesi più piccoli e poveri come la Cambogia, dove i diritti sindacali sono ancora deboli, in competizione sul costo del lavoro con paesi altrettanto privi di tutele ma vasti e potenti, come l'India e la Cina. Il dumping salariale e sociale che ne conseguirà è ormai una certezza per le organizzazioni sindacali. Per quanto riguarda la condizione degli operai tessili cambogiani e le prospettive del settore che ora domina l'economia, (dall'otto per cento sulle esportazioni nel 1995 al 96 attuale) assorbendo oltre 200 mila persone, nove su dieci donne, va ricordato l'omicidio del leader sindacale Chea Vichea, alla fine di gennaio, che dimostra il clima di ostilità e repressione nei confronti di chi difende i diritti, nonostante gli accordi del 1999 tra il governo cambogiano e quello statunitense sul rispetto di alcune convenzioni fondamentali. Dal 1995 le esportazioni verso gli Usa sono passate da 0.06 a 953 milioni di dollari, ma i tessili continuano a guadagnare 45 dollari al mese, contro gli 80 necessari alla sopravvivenza, secondo le stime dell'Organizzazione mondiale del lavoro.

CINA

I lavoratori tessili licenziati dalla Tieshu Textile di Suizhou, nella provincia centrale dell'Hubei, chiedono liquidazioni e arretrati da almeno un anno, ma la situazione è degenerata questa settimana con una violenta repressione della polizia. Più di duemila operai stavano presidiando le vie d'accesso alla fabbrica domenica scorsa, quando reparti speciali delle forze dell'ordine sono intervenuti per disperdere la folla, caricando pesantemente. È ancora imprecisato il numero dei feriti, mentre è accertato che almeno 20 manifestanti sono stati arrestati. Nei giorni scorsi hanno continuato a dimostrare in centinaia davanti i cancelli della fabbrica e davanti alla sede dell'amministrazione locale per chiederne il rilascio. La Tieshu, che impiegava circa 5.700 persone, ha dichiarato fallimento nel dicembre del 2002 e da allora i dipendenti ancora aspettano il pagamento delle liquidazioni. Il sindacato assicura che la situazione è sotto controllo, ma i lavoratori non saranno compensati delle perdite subite, anche perché la magistratura locale ha rigettato le loro richieste di risarcimento.

IL SETTORE TESSILE NEL MONDO

A lanciare l'accusa contro i giganti dell'abbigliamento come Wal Mart questa volta è l'ong britannica Oxfam, in uno studio sui diritti nel commercio mondiale. Le multinazionali tessili oggi sottoscrivono codici di condotta in cui si richiede ai fornitori il rispetto dei diritti elementari. In realtà - secondo la ricerca - il divario tra la retorica delle buone relazioni industriali e la pratica dello sfruttamento è sempre più ampio. Neanche la metà delle operaie tessili del Bangladesh, ad esempio, ha un contratto regolare e quasi non esistono contributi per la maternità e la sanità. Otto su dieci sono regolarmente minacciate di licenziamento alla prima richiesta di condizioni migliori. Lo stesso accade in Cina, dove il divieto di libera associazione sindacale crea un connubio perfetto con la politica di Wal-Mart. Per Oxfam, sarebbero complici anche il Fmi e la Banca mondiale che spingono questi governi verso la flessibilità esasperata.


16 febbraio 2004

"RDB" DI FOGGIA http://www.gdmland.it/

La "Rdb" prepara le valigie dalla Capitanata, il preavviso ai 54 dipendenti è stato dato ormai qualche settimana fa e non sembrano esserci ripensamenti in vista. I dirigenti del gruppo piacentino (che conta in Italia 1900 dipendenti) stanno probabilmente per recitare il de profundis per lo stabilimento di Carapelle, ma troveranno ad attenderli, sotto Assoindustria, i lavoratori dell'azienda e i sindacalisti degli edili che hanno organizzato un sit-in. I sindacati disegnano uno scenario più che positivo sullo stato di salute dell'impresa di Carapelle, persino dalle rosee prospettive visto che il gruppo produce manufatti per edilizia e in Capitanata c'è tanto lavoro da fare come suggeriscono gli investimenti già programmati del contratto d'area di Manfredonia e dei sei patti territoriali. La Rdb ha usufruito di finanziamenti pubblici a valere sulla legge 488 in provincia di Bari. Ma a soli 100 chilometri di distanza chiude un impianto produttivo e manda a casa 54 dipendenti. Il sindacato era pure disposto a trattare su un lungo periodo di cassa integrazione, con il fermo completo della produzione in attesa di superare il momento di crisi.

CLINICA DI TIVOLI NON PAGA GLI STIPENDI http://www.kataweb.it/news/

Proteste a Tivoli dei 160 lavoratori della clinica psichiatrica Colle Cesarano da tre mesi senza stipendio. Questa mattina una cinquantina di dipendenti hanno rallentato il traffico sulla via Maremma, fuori alla clinica, e bruciato pneumatici; a mezzogiorno poi hanno organizzato una manifestazione sotto la sede della Asl, dove il direttore generale, Antonio Palumbo, per affrontare il problema aveva convocato la proprietà dell'azienda, la Colle Cesarano Spa. I lavoratori da venerdì, hanno anche occupato gli uffici presidenziali dell'azienda.

FERRANIA: PRESIDIO SULL'A6 http://www.kataweb.it/news/

La forze dell'ordine hanno impedito oggi pomeriggio a centinaia di lavoratori della Ferrania, l'azienda Valbormidese (Savona) che rischia l'amministrazione controllata, di invadere l'A6 Torino-Savona nei pressi del casello autostradale di Altare le cui vie di accesso sono state chiuse. Ai lavoratori della Ferrania, che produce pellicole fotografiche e supporti per la diagnostica del settore medico, si sono poi aggiunti anche quelli della Rolam di Altare. Hanno chiesto un incontro con il questore Giovanni Trimarchi che si è subito messo in contatto con la Prefettura. I lavoratori chiedono la convocazione di un vertice urgente con il Governo per l'avvio della Prodi Bis.

ARVIL: SCIOPERO BLOCCA ANCHE LA FIAT http://www.kataweb.it/news/

Chiuso oggi pomeriggio lo stabilimento Fiat di Termini Imerese a causa dell'improvviso sciopero degli operai della Arvil, azienda terziarizzata del gruppo Fiat. La protesta è cominciata dopo che l'azienda, che si occupa di logistica, ha confermato che dal primo gennaio sono stati revocati ai lavoratori alcuni benefici che erano stati mantenuti anche dopo il passaggio del personale da Fiat ad Arvil.


17 febbraio 2004

POSTALMARKET http://www.corriere.it/

Sindacalisti e dipendenti della Postalmarket di Peschiera Borromeo hanno manifestato ieri mattina davanti alla sede della Prefettura. Poi una delegazione è stata ricevuta dal prefetto, Bruno Ferrante. I lavoratori hanno espresso preoccupazione per il futuro loro e della fabbrica, dove 440 dei 570 dipendenti sono ancora in cassa integrazione. La fabbrica era stata rilevata lo scorso mese di luglio dal Gruppo Bernardi, che ha già riassunto 130 lavoratori.

ARST: AVVISI DI GARANZIA AGLI AUTISTI http://www.unionesarda.it/

Avevano scioperato nonostante la precettazione. E ora sono finiti sotto inchiesta. Il procuratore della Repubblica di Lanusei Bruno Alfonsi ha inviato un’informazione di garanzia agli autisti dell’Arst che nel dicembre scorso avevano incrociato le braccia nell’ambito della durissima vertenza aperta dai lavoratori dei trasporti sul rinnovo del contratto di lavoro. Le comunicazioni giudiziarie, una quindicina, sono già state notificate agli interessati che ora dovranno articolare la loro linea difensiva. Finora sull’inchiesta avviata dalla magistratura vige il più stretto riserbo. Non è dato sapere con certezza neppure se il reato contestato sia quello di interruzione di pubblico servizio o, vista la precettazione, di inosservanza degli ordini dell’autorità.

ROS MARY: 200 OPERAI SENZA LAVORO http://www.unionesarda.it/

C’è grande preoccupazione per le prospettive di rilancio della Ros Mary. Il calzificio di Siniscola dallo scorso dicembre ha chiuso i battenti per decisione del tribunale di Nuoro. Ai duecento ex dipendenti, che dal dicembre del 2002 attendono con ansia una risposta sul loro futuro e sulla possibilità di poter recuperare il loro posto di lavoro, si è presentata ancora una volta una condizione di grande incertezza. Il curatore fallimentare, Salvatore Cocco, ha lasciato intendere che le prospettive non sono rosee anche perché in vista del terzo appuntamento di vendita (mediante il quale il prossimo 26 febbraio si tenterà di alienare l’azienda ad un eventuale imprenditore disposto a rilevare lo stabilimento di Murtas Artas) non sono state presentate - ad oggi- ulteriori proposte rispetto a quelle che avevano anticipato il secondo incanto, andato però deserto come la prima asta. Non sono mancati i riferimenti alla cassa integrazione di cui attualmente gli ex dipendenti del calzificio non sono coperti.

FINMEK http://www.liberazione.it/

Manifestazione nel centro di S. Maria Capua Vetere. In pericolo 700 posti: sono arrivati già nel mese di dicembre, con i primi ritardi negli stipendi. Una liquidazione in cui l'unico prezzo salato è quello che dovranno pagare gli oltre 700 lavoratori dell'ex Italtel, a rischio licenziamento. Ieri la vertenza, che va avanti da settimane, ha camminato sulle gambe di migliaia di persone, quelle di sindaci, parlamentari, centri sociali e studenti. Uno shopping in cui a fare affari sono sempre e solo gli imprenditori che scambiano questa provincia per il gran bazar dell'investimento. Troppi, infatti, i siti della disperazione in Campania: c'è la Montefibre di Acerra, l'Exide di Casalnuovo, le cotoniere di Salerno, la Lenia e la Fiat Auto.

MINIERA SARDE http://www.unionesarda.it/

Sciopero di otto ore ieri nei cantieri minerari di Silius a Muscadroxiu e Genna tres montis. Una delegazione di operai e della Rsu è arrivata a Cagliari per un incontro con l’assessore all’Industria Giorgio La Spisa e col capo di Gabinetto Stefano Pinna. Nella circostanza è emersa la notizia attesa dai minatori: lunedì si riuniranno gli azionisti della Nuova mineraria Silius. Nell’occasione sarà eletto il nuovo Consiglio di amministrazione e dovrebbe essere approvato il piano di rilancio della miniera di fluorite, per il quale sono disponibili oltre 17 milioni di euro.

TAXI E AEM IN LOMBARDIA: SCIOPERO

Oggi i tassisti aderenti al Cat, il sindacato ambientalista delle auto bianche, potrebbero arrivare in città in corteo dall’aeroporto di Malpensa. L’ala dura della categoria contesta l’accordo sancito fra Regione e gli altri sindacati e chiede a Formigoni un incontro per variare alcuni punti dell’intesa. Una forma di protesta, messa in atto dal più intransigente dei sindacati, che potrebbe verificarsi in mattinata solo se aderiranno almeno 500 vetture. L’iniziativa verrà decisa solo questa mattina in seguito a un’assemblea fissata alle 8 all’aeroporto di Malpensa. Sciopero garantito, invece, per i dipendenti dell’Aem che in un comunicato hanno confermato l’astensione dal lavoro e il presidio in piazza Scala dalle 9.30 alle 11.30. Il prefetto ha precettato i lavoratori della Centrale di Cassano d’Adda, vitale per il mantenimento degli standard minimi di servizio. Ieri, 500 lavoratori si erano radunati davanti a Palazzo Marino contro la privatizzazione dell’Aem, mentre la discussione in programma in consiglio comunale è saltata per la mancanza di numero legale. Manifestazioni sospese, invece, per i Cobas del latte che ieri dopo che avevano cominciato a occupare i binari ferroviari lungo la Milano-Venezia, nel Bresciano e l’imbocco della tangenziale Est ad Arcore hanno ottenuto un’udienza in settimana, al ministero dell’Agricoltura. Infine, giovedì 19 anche gli operai di Arese scendono in piazza, davanti al Tribunale, per protestare contro la dismissione dell' Alfa Romeo.

SATA DI MELFI: LICENZIAMENTO SENZA GIUSTA CAUSA

L'assessore alla cultura della regione Basilicata, Dino Collazzo, ha definito "ancora una volta pretestuosa" la motivazione con la quale la Sata di Melfi ha licenziato un operaio, iscritto alla Fiom-Cgil. Il lavoratore è stato accusato di negligenza sul lavoro e a nulla sono serviti i certificati medici che invitavano l'azienda a un cambio di postazione. La frequenza di questi episodi è quantomeno sospetta, secondo Collazzo, che invita ad un'indagine approfondita. Lo stabilimento di Melfi è quello in cui si registra il maggior numero di licenziamenti. La Fiat sostiene che l'azienda ha rispettato rigorosamente le norme contrattuali, giungendo al licenziamento del lavoratore dopo ripetute negligenze.

VILLA DEI FIORI: 150 SENZA PAGA http://ilmattino.caltanet.it/

Un credito di 7 milioni di euro, pari al fatturato di un anno. Così è scattata una giornata di protesta dei lavoratori di Villa dei Fiori (Salerno), presso la sede dell’Asl Sa1, debitrice dell’importo che cresce mese per mese, malgrado l’azienda sanitaria diretta da Raffaele Ferraioli riceva puntualmente le rimesse regionali. I dipendenti della struttura sanitaria non hanno quindi percepito gli stipendi dei mesi di dicembre e gennaio. I 150 ora temono di perdere il posto di lavoro, nonostante i servizi richiesti in modo crescente dai propri utenti e il rilevante credito nei confronti dell’Asl1. Oggi un’altra giornata di protesta. A partire dalle 9,30 saranno svolti presidi sia presso la direzione generale dell’Asl Sa1 che nella stanza del sindaco, presso il Comune di Nocera Inferiore.

AIAS: LOTTANO PER LO STIPENDIO

Sono saliti per protesta sui tetti del centro sanitario dove lavorano, minacciando di lanciarsi nel vuoto: sono i alcuni settanta dipendenti (lasciati senza stipendio) del centro A.i.a.s. di Cicciano (NA): una struttura che si occupa dell'assistenza a gravi portatori di handicap. Quello dell'Aias (Associazione italiana assistenza spastici) è un centro all'avanguardia dal punto di vista tecnologico e organizzativo: i pazienti che sono alloggiati stabilmente nell'immobile, e sono i casi più seri, sono circa quaranta, cui si sommano i pazienti, via via meno gravi, che di notte fanno ritorno nelle rispettive abitazioni (circa cinquanta), e quelli che invece sono seguiti con delle terapie periodiche (altri trenta). A far fronte a questa richiesta di assistenza sono circa settanta dipendenti, tra medici, assistenti materiali e impiegati amministrativi. Tutti i dipendenti dell'A.i.a.s tuttavia sono da tre mesi senza stipendio, per via dei ritardi nei pagamenti alla struttura da parte dell'Asl.

CRISI IN CAMPANIA: FABBRICHE OCCUPATE http://ilmattino.caltanet.it/

Sale la tensione nelle fabbriche del Napoletano che hanno deciso la chiusura delle attività produttive. Ieri mattina, negli stabilimenti Montefibre e Ngp ad Acerra, i lavoratori hanno occupato gli uffici delle direzioni dei due impianti per protestare contro lo stop della produzione fissato dal gruppo Orlandi a fine mese. Un folto gruppo di tute blu si è insediato nelle stanze dei dirigenti delle aziende Ngp e Montefibre, Raffaele Grieco e Donato Capolupo. Nel contempo altri operai hanno presidiato per il ventitreesimo giorno consecutivo i cancelli d'ingresso bloccando l'entrata e l'uscita delle merci dai due stabilimenti. Ci sono stati momenti di tensione e qualche operaio si è sentito male ed è stato trasportato in ospedale. Alla base della protesta c'è la richiesta da parte degli operai di sospendere il provvedimento di chiusura, in attesa del programma di riconversione della Ngp da realizzare in 18 mesi. Anche un’altra area industriale dell’area napoletana sta attraversando un momento assai difficile. È il polo di Casavatore-Arzano. Qui a soffrire è, in particolare, il settore delle telecomunicazioni. Ad Arzano, presso gli impianti Ipm Group, Datacom, Datitalia, Novatel, Telecontrolli e Meltem è scattata la cassa integrazione straordinaria per circa 500 dipendenti. Una fase critica che sta attraversando anche l’aerospaziale, ubicato nel polo di Pomigliano-Acerra. Alla "La Gatta" di Pomigliano D’Arco cinquanta unità si trovano in cassa straordinaria da otto mesi e la Ilmas di Acerra è tenuta in vita grazie al fatto che sindacati e azienda hanno pattuito la prosecuzione dei contratti di solidarietà a tutto il 2004.