lunedi 26 aprile 2004 - snaterinforma  

NOTIZIARIO a cura del Centro di Documentazione e Lotta
E-mail: cen_doc_lotta@yahoo.it

Fax 06233213975
09/04-22/04/2004


09 aprile 2004

FRANCIA: LAVORATORI ENERGIA CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI http://www.ilmanifesto.it/

I dipendenti di Edf (l'Enel francese) e di Gdf (gas) hanno scioperato in massa. Una mobilitazione che ha fatto registrare il 75% delle adesioni secondo i sindacati e il 50% secondo la direzione. Motivo dello sciopero: la minaccia di privatizzazione. "Volete i prezzi bassi francesi, la mancanza di sicurezza inglese o la candela della Califonia?", ha chiesto alla cittadinanza il corteo parigino. Manifestazioni importanti ci sono state anche in altre città, con tanto di azioni spettacolari: la luce è saltata, per esempio, nella notte di mercoledì dalle 21 alle 6 del mattino nelle strade dei centri storici di Lille, Roubaix, Tourcoing e Wasquehal, mentre in altre zone è stata mantenuta la tariffa notturna, più bassa, anche di giorno. Elettricità tagliata anche ieri pomeriggio al castello di Versailles, dove i turisti sono stati evacuati. I dipendenti di Edf-Gdf protestano contro la minaccia di una prossima privatizzazione. Il neo-ministro delle finanze, Nicolas Sarkozy, va con i piedi di piombo, ma il messaggio che ha fatto passare in parlamento è chiaro: il nuovo governo Raffarin procederà a una serie di privatizzazioni, per migliorare i conti pubblici, che hanno accumulato 980 miliardi di euro di debito (che superaranno i mille alla fine di quest'anno, cioè il 67% del pil), mentre il deficit corre sul 4%. Sulla lista delle prossime privatizzazioni c'è il costruttore aeronautico Snecma, una nuova tranche di France Telecom, una parte di Air France (dopo la fusione con Klm). Per EF, comunque, è già previsto il cambiamento di statuto della società elettrica. Per far digerire meglio la pillola, ieri, il governo ha promesso un intervento a favore delle famiglie più povere: secondo Raffarin, 600mila falmiglie potranno pagare il 30-50% in meno della bolletta sui primi 100 kilowatt al mese. Il corteo parigino era aperto da un grande striscione: "Tutti assieme per il servizio pubblico, gas ed eletricità: un diritto per tutti, non all'apertura di capitale". Per Force ouvrière, lo sciopero e i cortei di ieri di ieri sono "un punto di partenza di una mobilitazione più ampia che potrebbe estendersi alle altre imprese privatizzabili".

GANDALF: MOBILITA' PER 130 http://www.ecodibergamo.it/

I 130 lavoratori licenziati dalla compagnia aerea Gandalf possono iscriversi alle liste di mobilità. Il giudice delegato della procedura di fallimento di Parma Pasquale Liccardo ha riconosciuto infatti che le lettere di licenziamento individuali recapitate dalla società devono essere interpretate come espressione di un licenziamento collettivo. Sulla base di questo principio, dunque, i dipendenti, che per la maggior parte sono di Bergamo, potranno iscriversi alle liste di mobilità, pur non ricevendo alcuna indennità, non prevista nel settore dei trasporti. La sola iscrizione, produrrà sgravi per le aziende che procedono ad assunzioni da questi elenchi. Ma per i lavoratori? La Gandalf Store & Services, invece, che era controllata al 100% da Gandalf e si occupava dei servizi di handling (assistenza a terra dei passeggeri, non è stata interessata dalla procedura di fallimento e per i quindici dipendenti licenziati a far data dal 31 marzo dovranno essere seguite le normali vie sindacali per ottenere il riconoscimento delle mensilità arretrate e delle altre competenze spettanti. Quanto all'ipotesi di un'assunzione dei dipendenti Gandalf da parte di Alitalia Express, la controllata di Alitalia che ha rilevato la compagnia aerea, i sindacalisti hanno già chiesto di avere un incontro con la nuova società per verificare la possibilità di ricollocare almeno una parte del personale.

PIGNA: PRONTA LA PROTESTA CONTRO I LICENZIAMENTI http://www.ecodibergamo.it/

È stata formalizzata in questi giorni l'apertura della mobilità alla Cartiere Paolo Pigna di Alzano e i lavoratori si preparano a forme di protesta. I sindacati hanno ricevuto ieri la comunicazione ufficiale che indica l'avvio della procedura per 35 impiegati su 120 dell'unità di cartiera e cartotecnica di Alzano, cinque in più rispetto ai trenta che erano stati prospettati nelle prime indicazioni informali. Non si hanno notizie, per ora, sugli altri esuberi, individuati sempre fra i "colletti bianchi", che dovrebbero coinvolgere lo stabilimento di Tolmezzo e la Rilecart di Alzano e che porterebbero il totale, secondo quanto era stato preannunciato dall'azienda, a 45 dipendenti. Ieri ad Alzano si è svolta un'assemblea degli impiegati: i lavoratori vogliono avere il quadro di un piano industriale complessivo per capire le ragioni della riorganizzazione e quali prospettive di consolidamento e sviluppo ci sono per l'azienda. Il timore emerso in assemblea è che se questa riduzione di personale risponde solo a una necessità di taglio dei costi il problema possa riproporsi anche in futuro. Gli impiegati hanno dato quindi ai sindacalisti il mandato di chiedere all'azienda, nell'incontro fissato per giovedì prossimo, un piano complessivo. Il giorno precedente, mercoledì, a sostegno delle trattative ci sarà probabilmente uno sciopero di due ore con presidio ai cancelli dell'azienda. La protesta dovrebbe coinvolgere tutto il personale proprio perché la preoccupazione emersa ieri in assemblea riguarda non solo il problema contingente degli esuberi fra gli impiegati, ma tutta la struttura. 


13 aprile 2004

COMUNE DI CALTAGIRONE: ARRETRATI AI DIPENDENTI http://www.lasicilia.it/

Prima schiarita nella problematica riguardante il pagamento degli arretrati ai dipendenti in servizio al Comune di Caltagirone: con gli stipendi di giugno saranno corrisposte le somme dovute. Alla base della vertenza il saldo degli arretrati del biennio 2002 e 2003. Ecco le voci della discussione nei dettagli: pianificazione, fondo trattamenti accessori anno 2004, incarichi di mansioni superiori e modifica del regolamento sui concorsi interni. Ecco l'analisi fornita da un sindacato. L'assemblea dei dipendenti pur non trovandosi d'accordo sulle precedenti soluzioni adottate, ha accolto quasi a maggioranza le proposte dell'Amministrazione. Il personale dipendente aveva dapprima richiesto il saldo delle spettanze a aprile e in un'unica soluzione. L'Amministrazione propose il pagamento dei corrispettivi dovuti in tre tranche. L'ente Comune, al termine di più riunioni, ha adesso accolto le richieste di sindacati e lavoratori, pagando loro il dovuto con gli stipendi di giugno. I dipendenti coinvolti sono 380, ai quali s'aggiungono pure i lavoratori socialmente utili Puc.

ALITALIA http://ilmattino.caltanet.it/

Parte una settimana decisiva per il destino dell’Alitalia. Il 15 aprile: in serata ci sarà il vertice tra premier, vicepremier, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e i ministri competenti (Infrastrutture, Economia, Welfare) per dare il via libera al decreto sui requisiti di sistema del settore. Il provvedimento è ormai pronto, le risorse sono state individuate e forse già oggi e domani verrà illustrato al management della compagnia di bandiera. Nel decreto ci saranno anche provvedimenti di sostegno al reddito per circa 2.000-2.500 lavoratori del trasporto aereo, di questi 1.500 dovrebbero essere dipendenti di terra di Alitalia. In particolare, per quanto riguarda il personale della compagnia di bandiera, circa mille lavoratori andranno in cassa integrazione e in mobilità breve, per gli altri 500 dovrebbero essere messi in atto provvedimenti di formazione. Il ministero del Welfare avrebbe pensato alla costituzione di un fondo misto, Stato-Alitalia, per l’erogazione di contributi ai lavoratori vicini alla pensione fino al momento della loro uscita. Trovate le risorse anche per ridurre i diritti di sorvolo che le compagnie pagano all'Enav e le accise sul carburante GP1 (Jet fuel) per 300-400 milioni di euro.

RUSSIA: ESPLOSIONE IN MINIERA http://ilmattino.caltanet.it/

È di 47 morti il bilancio dell'incidente avvenuto sabato nella miniera Taizhina, in Russia, nel bacino carbonifero siberiano di Kemerovo. Quarantaquattro corpi sono stati già recuperati, mentre gli altri tre sono stati individuati dai soccorritori. L'incidente è avvenuto a 560 metri profondità e ha coinvolto una sessantina di minatori al lavoro in una galleria che è parzialmente crollata per una probabile esplosione di metano. Alcuni lavoratori sono stati tratti in salvo dalle squadre della protezione civile, ma fin da sabato sera i circa 200 soccorritori intervenuti hanno potuto recuperare solo cadaveri. La magistratura ha aperto un'inchiesta ipotizzando violazioni delle norme di sicurezza.

OLIIT: PROTESTA DEGLI OPERAI http://ilmessaggero.caltanet.it/

Assemblea aperta ad istituzioni e gruppi politici oggi presso lo stabilimento Oliit (ex Ixfin) a Chieti Scalo. L’hanno indetta la rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) aziendale e le segreterie sindacali di categoria Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, decise a coinvolgere enti locali, la Regione Abruzzo e gli esponenti più rappresentativi nella vicenda del polo elettronico di Chieti. L’iniziativa fa seguito allo sciopero di venerdì 9 aprile, quando davanti alla fabbrica di Chieti Scalo, Rsu e sindacalisti hanno illustrato la situazione (il macato pagamento degli stipendi) e manifestato le loro perplessità sull’affidabilità del gruppo Oliit che dopo aver acquisito gli stabilimenti ex Ixfin di Chieti Scalo e di Avezzano non hanno spostato di una virgola i comportamenti in atto. I 180 lavoratori, senza stipendio, e con non poche preoccupazioni per la loro sorte, hanno sollecitato anche attraverso i sindacati una convocazione delle parti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per un inciontro con l’on. Borghini.

OPERAIO ANAS MUORE TRAVOLTO DA UN AUTO http://www.kataweb.it/

Un operaio dell'Anas, Vincenzo Macagnino, di 62 anni, di Ugento (Lecce), è stato travolto e ucciso da un' auto stamani sulla statale che collega Gallipoli a Leuca, all'altezza dello svincolo per la frazione Gemini. L' operaio era impegnato in lavori di manutenzione lungo il ciglio della strada, quando è stato travolto da una Fiat Punto, guidata un ventiquattrenne di Casarano. Il giovane - secondo una prima ricostruzione dei fatti - ha perso il controllo del mezzo e ha invaso la corsia opposta scontrandosi con il furgone condotto da un uomo di 42 anni. Macagnino è morto durante il trasporto in ospedale; i conducenti dell' automobile e del furgone guariranno l'uno in 30 e l'altro in cinque giorni.

ILVA: SCIOPERO DOPO INFORTUNIO MORTALE http://www.kataweb.it/

Ha avuto grande successo lo sciopero di protesta organizzato questa mattina all'Ilva di Taranto dopo l'ennesimo infortunio mortale avvenuto all'interno dello stabilimento siderurgico, con la morte di un operaio del tubificio, impegnato alla cianfrinatrice. I dati Inail 2003 dicono con estrema chiarezza che in Puglia gli infortuni mortali hanno registrato un calo complessivo: dai 45.107 del 2002 ai 41.027 dello scorso anno. Ma questo non vale purtroppo per Taranto, e dunque per l'Ilva, i cui numeri continuno ad essere preocupanti, con la triste media di una morte bianca al mese. Se c'è questa controtendenza solo per il capoluogo jonico e' un segnale che deve far meditare.

PENSIONI http://www.ilmanifesto.it/

Solo una minoranza di lavoratori si dice disponibile a ritardare l'uscita dal lavoro in cambio di incentivi monetari. Non funzionano neppure i "bonus" previsti dalla riforma Maroni. Il risultato non cambia neppure se si concedesse al lavoratore la possibilità di cumulare tutta la pensione con il reddito da lavoro. E' uno dei risultati dell'ultima indagine della Banca d'Italia sui bilanci delle famiglie italiane nel 2002. Con o senza incentivi, l'87% degli intervistati per il campione di Bankitalia, non è disposto a cambiare idea a proposito della scelta di andare in pensione prima del raggiungimento dei requisiti massimi. Lo studio di Bankitalia, di cui si è parlato già nei giorni scorsi a proposito dell'aumento delle diseguaglianze sociali, rileva che tra gli occupati con più di 50 anni, il 56,1% pensa di lasciare la propria occupazione una volta raggiunta l'età massima di pensionamento, il 28,1% appena ottenuti i requisiti minimi di legge, mentre il restante 15,8% lega l'uscita dal mondo del lavoro ad altri fattori come la salute o i problemi famigliari.


14 aprile 2004

SACHS: CASSA INTEGRAZIONE (L'eco del Chisone)

Si è chiusa con il più scontato degli epiloghi, la vicenda dei dodici cassintegrati Sachs Zf che aveva diviso Alp e Fim nelle settimane scorse. L’azienda di Villar Perosa aveva fatto capire di non rivolerli al loro posto. Enrico Lanza dell’Alp, temendo licenziamenti, annunciava lotta dura. Invece nessuna lotta e nessuna contrattazione sindacale. Solo due rientri secondo gli accordi e una decina di dimissioni spontanee. Di quelle che una volta, come ha ricordato lo stesso Lanza, "si chiamavano 'spintanee' ", perché ottenute in cambio di soldi: una buona uscita concordata in privato, direttamente con i lavoratori. Al di là dei dodici, il futuro immediato dell’azienda era altrettanto prevedibile: anche dopo la cassa integrazione i problemi rimangono, i magazzini sono ancora pieni e già da questa settimana riparte una nuova cassa ordinaria, che potrebbe coinvolgere la maggior parte dei lavoratori, forse per dodici settimane. A meno di sviluppi in itinere che ne ridimensionino le proporzioni.

CARBOSULCIS: OPERAI IN MARCIA SU CAGLIARI http://www.unionesarda.it/

La miniera di carbone va salvata. Per questo, se la regione non dà i soldi, sono pronti a marciare su Cagliari e a occupare la sala della Giunta a tempo indeterminato. L’ultimatum, indirizzato al presidente della Giunta regionale e all’assessore regionale all’Industria, parte dai lavoratori della Carbosulcis, società controllata dall’assessorato regionale. Le contestazioni riguardano anche un eventuale passaggio della minieraai venezuelani. Per la precisione alla Sardinia Energy.

TORCITURA CAIROLI: CHIUDE E 16 DIPENDENTI LICENZIATI http://www.laprovinciadicomo.it

Un'altra azienda tessile chiude: la torcitura Cairoli di Luisago (Como) nei giorni scorsi ha cessato l'attività e proprio in questi giorni porterà i libri in tribunale per chiedere il fallimento. La notizia ha colto di sorpresa anche i sindacati di categoria, Filtea-Cgil e Femca-Cisl, che hanno dovuto accelerare i tempi per trovare un accordo che garantisse almeno in parte i lavoratori. Con la chiusura della torcitura di Luisago andranno perduti altri 16 posti di lavoro. Le lettere di licenziamento sono già state spedite ai lavoratori e per alcuni è già partita anche la mobilità. L'azienda aveva dei problemi di liquidità, visto che che ci sono stati pesanti ritardi nei pagamenti delle mensilità di febbraio e marzo. Con l'azienda che a malapena superava i 15 dipendenti il rischio era che per i lavoratori di qui a qualche settimana non vi fossero gli ammortizzatori sociali ma soltanto la disoccupazione ordinaria.

TRASPORTO PUBBLICO A COMO http://www.laprovinciadicomo.it/

La sentenza del Tar soddisfa sia i sindacati che i lavoratori perché rassicura sulla possibilità che il trasporto pubblico a Como possa continuare ad essere gestito da Spt. La sentenza del Tar, però, costituisce, per i sindacati e per i lavoratori, un documento su cui basarsi per portare avanti le istanze per la tutela del personale. La sentenza dà l'assicurazione che l'unicità del servizio non è compromessa e che l'azienda possa di nuovo aggiudicarsi la gara. Il servizio, anche per quanto riguarda la possibilità per gli utenti di usufruire, con lo stesso biglietto, di autobus urbani ed extraurbani, sarebbe peggiorato. Il servizio con più aziende non è funzionale e si rischia di perdere utenza. Attenzione deve essere prestata anche nei confronti dei lavoratori che non devono essere sfruttati per ottimizzare il servizio.

EURALLUMINA: SCIOPERANO IMPRESE D'APPALTO http://www.unionesarda.it/

Sciopero di otto ore in nome della sicurezza sugli ambienti di lavoro. Ad astenersi dalle loro mansioni chiedendo maggiore sicurezza sul lavoro, visite specialistiche e consegna dei referti in tempi ragionevoli sono stati, ieri mattina, i 200 dipendenti delle imprese d’appalto che operano all’interno dello stabilimento Eurallumina di Portovesme. Una contestazione che alle 7 del mattino ha dato luogo a un’assemblea sciopero che ha coinvolto anche una parte dei lavoratori dell’azienda madre. I rappresentanti dei lavoratori hanno anche affrontato il problema legato al pagamento degli stipendi arretrati: risulta che alcuni dipendenti della Sept Italia impegnati nel cantiere depuratore all’interno dell’Eurallumina non ricevono lo stipendio da dicembre.


15 aprile 2004

ITALIA: 400.000 LAVORATORI SOTTO I 14 ANNI http://www.repubblica.it/

"Il lavoro minorile in Italia è in crescita ed è facile capire il perché: crescono la povertà e l'emarginazione, cresce il lavoro irregolare clandestino, cresce l'abbandono scolastico". Sono questi, secondo Guglielmo Epifani della CGIL, i fattori determinanti di una delle piaghe più odiose dell'economia italiana, quella dello sfruttamento dei minori. Il segretario della Cgil conferma la stima dei minori al lavoro: sono 400mila bambini tra i 7 e i 14 anni (l'Istat parla invece di 144mila bambini lavoratori), il 10 per cento dei quali lavora otto ore o più al giorno. La metà aiuta la famiglia, il 32,5 per cento fa lavori stagionali, il 17,5 per cento lavora in maniera continuativa - prevalentemente nel commercio e nell'artigianato - dalle quattro alle otto ore al giorno. La retribuzione di questi ultimi è compresa tra i 200 e i 500 euro al mese. Il rapporto della Cgil focalizza tre realtà metropolitane: Roma, Milano, Napoli. In queste tre città, la Cgil ha censito circa 26mila bambini-lavoratori tra i 7 e i 14 anni. A Roma, sottolinea la ricercatrice dell'Ires Anna Teselli, è emersa una forte concentrazione di bambini che lavorano in strada, Napoli è la città dove i bambini cominciano a lavorare prima, verso i 9-10 anni. Milano, invece, conta un cospicuo numero di adolescenti "rinunciatari e nullafacenti".


16 aprile 2004

ATI: AGITAZIONE PERMANENTE http://www.denaro.it/

Direzione e lavoratori uniti nello sciopero contro il provvedimento della commissione europea per le risorse agricole. Dallo stabilimento Ati, azienda tabacchi italiani di Battipaglia, parte questa mattina il corteo contro il provvedimento che prevede l’erogazione di incentivi ai produttori che intendano convertire la propria coltivazione di tabacco. 120 i lavoratori dello stabilimento in località Santa Lucia, che da ieri mattina hanno indetto lo stato di agitazione permanente. Si teme una chiusura delle industrie di trasformazione delle foglie di tabacco greggio. In Campania sono 25 mila i posti a rischio già dal prossimo mese di maggio, 130mila in tutta Italia. La riforma europea prevede di fatto la cancellazione di aiuti alla produzione, che invece sarebbero destinati in forma di sostegno diretto ai coltivatori per una cifra pari a 7.800 euro per ettaro all’anno, per cinque anni. I contributi, secondo la proposta, verrebbero erogati a prescindere dalla reale produzione di tabacco: una tolleranza cha ha l’obiettivo di spingere i coltivatori di greggio a modificare la propria produzione, sostenendo nel tempo della conversione i costi di questa trasformazione come indicato nella bozza proposta dall’Ocm (organizzazione comune di mercato) e definita tecnicamente "disaccoppiamento" fra produzione e aiuto. L’effetto immediato comporterà la chiusura delle fabbriche trasformatrici. Le regioni coinvolte sono la Campania, il Veneto, l’Umbria e la Puglia, circa il 50 per cento della produzione agricola nazionale. In Europa leader della produzione sono Italia, Grecia e Spagna. In Italia la produzione del greggio è di 130 mila tonnellate, la superficie investita è di 40 mila ettari, la produzione di sigari e sigarette è pari a 45milioni di kg, un mercato di sigarette di 102milioni di kg e circa 180mila addetti nell’intera filiera. Nel 2002 il prelievo fiscale in Italia è stato pari a 9,2 miliardi di euro finiti allo stato.


17 aprile 2004

EDILI: VERSO LO SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/

Per CGIL-CISL-UIL, accordo subito o per i lavoratori dell'edilizia scatterà la mobilitazione. Il contratto dell'edilizia è scaduto il 31 dicembre del 2003. Sono interessati un milione di lavoratori e 300 mila imprese. Il negoziato riprenderà il 21 aprile. Le richieste sono un aumento medio di 90 euro al mese, ma anche migliori tutele per malattia, congedo matrimoniale e previdenza complementare.

MEDICI IN SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/

Nove medici di famiglia su dieci, ieri, hanno tenuto chiusi i loro ambulatori per difendere il diritto universale alla salute e protestare contro un contratto scaduto da oltre 3 anni. Altrettanto hanno fatto pediatri, medici della continuità assistenziale e del 118. Niente ricette, certificati medici o visite, per 24 ore sono stati garantiti solo gli interventi urgenti e quelli in assistenza domiciliare programmata e integrata. Sciopero indetto, tra gli altri, da Fimmg, Snami e Fimp nell'ambito della Vertenza per la salute lanciata in dicembre da 50 sigle sindacali. Pier Luigi Tucci, presidente della Federazione italiana medici pediatri, dice che "i genitori dei nostri assistiti ci hanno ringraziato: l'opinione pubblica ha compreso che lottiamo per il contratto, ma soprattutto per evitare che ci siano bambini meno assistiti in una regione rispetto a un'altra".


18 aprile 2004

CARTIERA DI ARBATAX http://www.unionesarda.it/

Cresce la preoccupazione per la salute dei tre operai della Cartiera di Arbatax barricati da cinque giorni nella direzione dello stabilimento. Per tutta la giornata di ieri Antonio Tosciri, Severino Scorcu e Giorgio Serra hanno incassato la solidarietà di colleghi e amministratori, ma anche mostrato i primi inquietanti sintomi di malessere dovuti al digiuno che si protrae ormai da quasi una settimana. Lo sciopero della fame inizia a ripercuotersi sugli organismi dei lavoratori. Stanchi, debilitati eppure ancora in vena di scherzare i tre ieri sono stati visitati da un medico. Ed è proprio il dottor Mimmo Pecoraro a lanciare l’allarme. Nel pomeriggio si è recato per l’ennesima volta nell’ufficio (due scrivanie, tre giacigli per il difficile riposo notturno e un cestino strapieno delle bottiglie d’acqua minerale ingurgitata a litri per placare i morsi della fame) per effettuare l’elettrocardiogramma al più anziano dei tre lavoratori. Tosciri, due infarti alle spalle ed una scorta di pillole appresso, è quello che rischia di più ma anche Scorcu e Serra, entrambi veterani dello sciopero della fame, non se la passano bene. Il primo ha la pressione alta, il secondo accusa capogiri. Inutilmente si sono attese buone notizie da Cagliari sul recupero di quattrini necessari a pagare gli stipendi arretrati e che, in qualche maniera, avrebbero potuto indurli a desistere dai loro propositi. Le prospettive nonostante l’agguerrita mobilitazione non sono delle migliori. L’unico possibile acquirente, la società Sardegna Energy, che nei mesi scorsi aveva intavolato con Mario Seghi trattative per l’acquisto di centrale e stabilimento, non si muove dalla sua posizione. La società, già all’indomani della brusca interruzione delle trattative aveva sempre dichiarato, per bocca del suo rappresentante in Italia Giuseppe Pozzo, di essere comunque interessata ai due asset. Solo la scadenza del 30 giugno, data in cui il complesso tornerà in mano ai tre commissari straordinari, potrà uccidere questa speranza.

LSU SARDI http://www.unionesarda.it

Da tre giorni fanno la spola da Giba a Cagliari. Una trasferta di 120 chilometri per manifestare la rabbia per una situazione di precariato che dura da quasi dieci anni. I lavoratori socialmente utili di Giba e del Sulcis Iglesiente sono giunti al terzo giorno di occupazione delle stanze dell’assessorato regionale al Lavoro. E la protesta non accenna a concludersi. "È tempo che tutti gli lsu e i sindacati - spiega Marcellino Loddi di Giba - si uniscano per rivendicare quei diritti che non ci sono mai stati riconosciuti". Da sempre i lavoratori socialmente utili rivendicano il riconoscimento dello status di dipendenti a tutti gli effetti e quei contributi previdenziali mai riconosciuti. Per questo, dopo aver occupato la sala giunta del Municipio di Giba, hanno deciso di portare la protesta a Cagliari.

PROGEMA: CONTINUA LO SCIOPERO http://www.unionesarda.it/

Incroceranno le braccia anche per tutta la giornata di domani mattina i lavoratori della Progema, l’impresa d’appalto che negli stabilimenti Eurallumina e Alcoa di Portovesme si occupa delle manutenzioni. A far scoppiare la protesta dei dipendenti sono stati il mancato pagamento del premio di risultato e del premio produzione aziendale che, a sentire i lavoratori, l’azienda d’appalto avrebbe comunque dovuto riconoscere. Per domani inoltre dovrebbe essere in programma anche un incontro tra i rappresentanti sindacali di categoria del Sulcis Iglesiente direttamente con i responsabili delle imprese committenti.

GAMA: LICENZIAMENTI IN VISTA http://www.larena.it/

La Gama, azienda di San Giovanni Lupatoto (Verona), leader nazionale nel campo del catering alimentare, è in amministrazione straordinaria. La Gama ha debiti tali da non poter essere salvata, impossibile quindi continuare l’attività. Il Tribunale di Verona non condivide le analisi del commissario straordinario e vuole quindi approfondire, valutare ancora, prendere visione di tutti i documenti. Secondo i vertici dell’azienda con sede a San Giovanni Lupatato e che annovera 250 dipendenti, i debiti contratti dalla società di catering riguarderebbero solo il pregresso, la gestione precedente a quella attuale. La Gama sta quindi lavorando, produce profitto, ha commesse in corso, gli appalti vanno avanti, perché dichiarare fallita una società che lavora? Per questo il Tribunale vuole avere maggiori certezze, dati più concreti dello stato economico dell’azienda, visto che, in base alla relazione del commissario, le passività sarebbero così importanti da non permettere la continuazione alla Gama. Secondo una voce che arriva direttamente dai lavoratori della Gama, sarebbe già stata stilata una lista di lavoratori che dal 1° maggio verrebbero colpiti da un provvedimento di licenziamento.

SCIOPERO ARVIL: FIAT METTE IN LIBERTA' OPERAI http://www.corriereadriatico.it/

A causa dello sciopero dei dipendenti della Arvil, che trasferiscono pezzi e materiali dai magazzini alle linee di produzione, circa 800 operai dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat - entrati in fabbrica nel primo turno di ieri mattina, alle 6 - sono stati messi in libertà dall'azienda dopo che la produzione di Lancia Y e Punto si è bloccata. I dipendenti della Arvil (che sono circa 480), infatti, hanno aderito ad uno sciopero proclamato dalla Fiom per chiedere aumenti salariali uguali per tutti, al fine della cosiddetta "doppia battuta" (cioè la ripetizione consecutiva del turno di notte per circa due settimane), il miglioramento delle condizioni di lavoro e contro la "condotta repressiva e discriminatoria delle aziende". Nella fabbrica della Fiat, sono fermi i reparti di montaggio, lastratura e verniciatura. Ieri pomeriggio, uno sciopero alla Sistema sospensioni (Magneti Marelli), aveva provocato un blocco analogo e la collocazione in libertà di molti dipendenti. Giuseppe Cillis (Fiom-Cgil) ha evidenziato che il ripetersi degli scioperi dimostra la preoccupazione dei lavoratori per le condizioni e le prospettive dell'insediamento Fiat di Melfi.

SPEEDLINE: CIG PER 500 OPERAI http://www.gazzettino.it/

La Speedline manda in cassa integrazione 500 lavoratori e materializza così la crisi economico-produttiva che da tempo attanaglia la grande zona industriale di Santa Maria di Sala (VE). Le prime avvisaglie di questo cambiamento di tendenza l'hanno dato gli stessi operai addetti all'evasione degli ordini, i quali si vedevano arrivare commesse con il contagocce, giusto per il lavoro di una settimana, un mese al massimo, contro commesse che assicuravano lavoro per un anno intero. La prima a farne le spese di questa grave situazione economica è stata la Speedline appunto, la nota fabbrica che fornisce cerchioni in lega per le ruote delle auto delle principali marche di tutto il mondo; un'industria che occupa ottocento lavoratori e che recentemente ha vissuto delle vere e proprie battaglie circa la sua gestione nel tentativo di rilanciarla al livello che le competeva.

ANSALDO BREDA http://www.lasicilia.it/

È scontro tra l'Ansaldo Breda e gli operai che da settimane occupano lo stabilimento di Carini. La direzione dell'azienda ha fatto sapere che se non avverrà la smobilitazione l'azienda non predisporrà i pagamenti per la cig. L'Ansaldo minaccia inoltre un'azione legale per i danni causati dall'occupazione. Domani intanto si svolgerà un vertice tra l'assessore Noè e i sindacati.

PANTALONIFICIO SETA http://www.ilquotidianocalabria.it/

Per i 25 dipendenti, che da circa 14 mesi non ricevevano alcun sussidio, è stata ottenuta la mobilità. Il contenzioso aperto dal sindacato ha dunque sortito un risultato positivo. Soddisfazione è stata espressa dai lavoratori che hanno dato atto al sindacato di aver svolto una proficua azione di tutela dei loro diritti. Per le maestranze si prospettano anche ipotesi di reinserimento nel ciclo produttivo se il gruppo imprenditoriale pugliese procederà al rilevamento dell'azienda per avviare un'attività produttiva legata alla maglieria intima. Questo tipo di accordo rientra nell'ambito del più ampio accordo di programma predisposto dalla Regione Calabria per il rilancio del polo industriale nelle realtà in crisi. Rimane comunque aperta la vertenza Emiliana Tessile, che ancora tiene banco nel dibattito politico territoriale. 


19 aprile 2004

ALITALIA http://www.gdmland.it/

Oggi disagi potrebbero verificarsi a Fiumicino, con possibili file ai check-in e ritardi negli imbarchi, a causa di una assemblea del personale di terra Alitalia, che chiede una svolta nel negoziato. All'iniziativa parteciperanno anche rappresentanze di piloti, di hostess e steward. I sindacati annunciano una escalation della lotta, in assenza di interventi. E ad aspettarsi una svolta per la società nella prossima settimana sono anche i piloti della associazione professionale Anpac. Domani si riunirà il consiglio di amministrazione della società che dovrebbe iniziare l'esame del piano industriale.

118 DEL CARDARELLI http://ilmattino.caltanet.it

Quinto giorno di autoconsegna del personale del "118" cittadino, e quarto di sciopero della fame e della sete effettuato dagli operatori della centrale per protestare contro i dirigenti del Cardarelli e dell’assessorato alla Sanità. Una crisi che rischia di aggravarsi col passare delle ore: l’altro ieri un dipendente per un improvviso malore è stato costretto a interrompere la protesta per rientrare a casa, mentre sale il numero degli operatori che per problemi di stress interrompono l’agitazione per dare il via a un periodo di malattia. "Noi lavoratori - chiariscono in un comunicato gli uomini del 118 - stiamo vivendo sulla nostra pelle il detterioramento della società italiana e napoletana in particolare: stiamo protestando per offrire un servizio sicuro e più funzionale alla società, nell’indifferenza delle istituzioni". E senza ambulanze pronte a correre da un capo all’altro della città per trasportare pazienti negli ospedali in cui ci sono medici e posti letto garantiti, la sanità campana si potrebbe trovare presto in tilt. I dipendenti sono 32 nella centrale cittadina, ma divisi per cinque turni senza sostituzioni per ferie o malattie.


20 aprile 2004

ISOTTA FRASCHINI http://www.giornaledicalabria.it/i

Il Ministero del Lavoro ha ribadito la propria disponibilità a concedere la cassa integrazione in deroga ai lavoratori dell'Isotta Fraschini, come previsto nella legge finanziaria 2004. E' quanto è emerso nel corso di una riunione sulla vertenza svoltasi nella sede del Comitato per il coordinamento delle iniziative per l'occupazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per i dipendenti ex Isotta Fraschini è scaduta la cassa integrazione il 31 dicembre 2003 e attualmente non hanno alcuna integrazione al reddito, da gennaio 2004 senza cassa integrazione guadagno e senza indennità di mobilità.


21 aprile 2004

SANITA': FIRMATO IL CONTRATTO NAZIONALE http://ilmessaggero.caltanet.it/

I segretari generali della Cgil Cisl e Uil hanno stipulato definitivamente il contratto collettivo nazionale di lavoro per il triennio 2002-2005 del personale sanità. La firma è stata apposta presso l’Aran (agenzia che cura i rinnovi contrattuali per conto del governo). Il tutto nonostante la mancata certificazione della Corte dei Conti. Il contratto prevede 109 euro medie di incremento, oltre a numerose altre novità che riguadano la riqualificazione del personale, il finanziamento della formazione continua e la riconferma dei due livelli contrattuali, oltre all’ampliamento delle tutele e l’incremento anche del salario accessorio.

IAC http://ilmessaggero.caltanet.it/

Concordato preventivo per la camiceria "Industria Adriatica Confezioni" di Chieti Scalo. L’assemblea dei creditori ha approvato con un’adesione dell’80 per cento alla proposta (si sono opposti soltanto alcune piccole ditte) di concordato, che dovrebbe aprire nuove prospettive all’industria tessile, che conta 85 dipendenti attualmente, rilevata dalla Saitt di Oscar Fabbri della Repubblica di San Marino. Sono 140 i lavoratori in mobilità o dimissionari dello stabilimento che sono in attesa di vedersi pagare il trattamento di fine rapporto (tfr). Su tale pagamento ci sono stati incontri con i rappresentanti sindacali di categoria di Cgil, Cisl ed Uil che hanno sottoscritto un accordo che prevede il pagamento rateizzato del tfr a partire dal mese di giugno per una quota del 42 per cento (sarà erogato un ulteriore 12 per cento a quanti sono in mobilità e hanno già ricevuto il 30 per cento) e fino all’ottobre del 2005.

LUCK: LICENZIAMENTI IN VISTA http://www.gazzettino.it/

Il titolare della Luck Tessuti Srl sarebbe disposto a cedere anche lo stabilimento in affitto pur di mantenere in piedi la struttura produttiva. È quanto emerso nel primo incontro previsto dalla procedura di mobilità. Avviato l'iter per il licenziamento di 123 dipendenti, in pratica l'intero organico della struttura, ad eccezione di otto addetti che avranno il compito di svuotare il magazzino e di ultimare le pratiche di carattere amministrativo.

DOMINA: I LAVORATORI BLOCCANO LA PRODUZIONE http://www.giornaledibrescia.it:

Tutte lì, davanti al cancello della Domina. Sciopero a oltranza dei lavoratori - in larghissima maggioranza donne - della azienda tessile di Castrezzato (BS). Due gli obiettivi della protesta, decisa al termine dell’incontro con il liquidatore Maurizio Dorigo, dal quale non erano emerse novità: chiedere il pagamento dello stipendio di marzo; accelerare la chiarificazione che porti ad uno sbocco della crisi. Uno sbocco che, per il momento, resta legato alla proposta di affitto di ramo di azienda avanzata dal gruppo che fa capo a Carlo Patrucco.

PBA: LAVORATORI OCCUPANO STAZIONE http://www.salernonotizie.it/

Un centinaio di dipendenti in cassa integrazione della Pba, azienda che realizza componentistica elettronica, ha occupato la stazione ferroviaria di Pagani, nel Salernitano. La manifestazione di protesta ha causato il blocco del traffico ferroviario per circa tre ore. Già lunedì i dipendenti della "Pba" avevano inscenato, sempre a Pagani, una manifestazione di protesta, bloccando il traffico in via Filettine. A rischio oltre 300 posti di lavoro, 137 dei quali ritenuti in esubero dall'azienda. Preoccupazioni per gli enormi ritardi per il pagamento degli stipendi. La vertenza risale al periodo 1995-1998, quando la Ericsonn decise la scissione dell'azienda in due sedi produttive nella citta' di Pagani: la Pbc spa, che si occupava della realizzazione dei circuiti stampati, e la Pba spa che invece si occupava degli assemblaggi. Successivamente i due rami dell'azienda vennero trasferiti, la Pnc al gruppo El.Man e la Pba alla Finmek. Negli accordi sindacali e nel piano industriale che furono sttoscritti per il trasferimento della Pbc furono inseriti investimenti e garanzie le nuove tecnologie che avrebbero consentito la produzione di piastre tecnologicamente piu' evolute e maggiormente remunerative da consentire anche il riequilibrio di eventuali cadute del mercato Ericsonn nazionale ed internazionale. Con un accordo commerciale la Ericsonn infatti garantiva El.Man fino al dicembre 2000 la copertura di eventuali perdite economiche, mentre gli accordi sindacali avrebbero garantito per la durata di cinque anni il mantenimento dei livelli occupazionali senza ricorrere agli ammortizzatori sociali. Sta di fatto che la Pbc spa il 7 agosto dello scorso anno ha chiuso i battenti e 100 lavoratori sono finiti in mobilita'.

COLTIVATORI TABACCO http://www.kataweb.it/

Tratto autostradale Caserta Nord- Caianello, bloccato all'altezza del casello di Capua, da oltre 1.500 lavoratori di industrie di trasformazioni del tabacco della provincia di Caserta. Il blocco è stato rimosso alla notizia della convocazione di una riunione sulla vertenza tabacco promossa dal ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno.


22 aprile 2004

SCAINI http://www.unionesarda.it/

I 145 lavoratori della Scaini e i sindacati attendono l’incontro di lunedì prossimo al Consiglio dei ministri senza tante illusioni. Chiedono che al tavolo di discussione partecipi anche l’Eni che detiene ancora il venti per cento della fabbrica di batterie. Il primo passo da compiere è ottenere il rinnovo della mobilità per i lavoratori che, da settembre del 2003, si trovano senza sussidio, ridotti alla fame e incapaci di trovare un nuovo lavoro: troppo vecchi per incominciare una nuova attività, troppo giovani per andare in pensione. Prosegue intanto l’occupazione dell’assessorato regionale all’Industria dei lavoratori della Scaini e dei Municipi del territorio iniziata una settimana fa. Fanno sapere che non si sposteranno finché non vedranno firmato il documento sul rinnovo della mobilità.

CARTIERA ARBATAX http://www.unionesarda.it/

Dopo lo spiraglio che si è aperto martedì sera, ieri è stata una giornata decisamente negativa per gli operai della Cartiera. Oltre alle notizie provenienti da San Mauro Torinese, anche quelle che arrivano da Cagliari creano qualche nuova preoccupazione agli operai di Arbatax. Potrebbe essere più lunga del previsto, infatti, la procedura avviata con il coinvolgimento dell’Insar, per ottenere un’anticipazione sui crediti vantati dalla Girasole per rimborsi Iva e pagare così gli stipendi arretrati agli operai.

ALITALIA http://www.liberazione.it/

Il governo torna a dividersi su Alitalia: Maroni che sconfessa Tremonti e viceversa. Senza esclusione di colpi. Il ritiro del ministro dell'Economia dal pantano Alitalia non va giù al titolare del Welfare. C'è chi sta lavorando per uccidere l'Alitalia e dividere le sue spoglie a quattro compagnie legate ad ambienti politici di qua e di là, commenta Raffaele Bonanni, segretario della Cisl. Se non sarà così l'unica strada è il blocco del trasporto aereo.

COROZITE: 17 ESUBERI http://www.ecodibergamo.it/

Per la vertenza Corozite si è arrivati ieri a stendere un'ipotesi di verbale di accordo. A poco più di un mese dall'apertura della procedura di mobilità da parte del bottonificio di S. Paolo d'Argon si profila quindi l'intesa, che lunedì sarà sottoposta all'assemblea dei lavoratori perché venga ratificata. L'aspetto più significativo è la riduzione degli esuberi: dai 31 dichiarati all'inizio, su un organico di 90 dipendenti, si è scesi a 17, grazie a part-time e trasferimenti interni. Si tratta di tre impiegati e 14 operai. Alcuni saranno accompagnati alla pensione.

EXIDE (Ansa)

Alcune decine di operai della Exide, una fabbrica metalmeccanica in provincia di Casalnuovo a rischio chiusura, hanno occupato i binari della stazione centrale di Napoli, in prossimità del nodo ferroviario di Gianturco. La circolazione dei treni in entrata e in uscita è al momento bloccata. Si tratta della ennesima protesta degli operai che nelle scorse settimane avevano attuato analoghe iniziative, manifestando sulla ferrovia o in prossimità di svincoli autostradali.

FIAT MELFI: TERZO GIORNO DI SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it

Èsempre più tesa la situazione davanti ai cancelli della Fiat Sata di Melfi, i blocchi continuano e nuovi lavoratori si aggiungono allo sciopero. Ieri le segreterie dei sindacati contrari alle manifestazioni - Fim Cisl, Uilm e Fismic - hanno addirittura pensato di organizzare una contromanifestazione per "affermare il diritto al lavoro di chi non è d'accordo con le proteste". I segretari si sono dovuti beccare più di un fischio da iscritti e delegati, e diverse Rsu - che avevano già firmato un documento comune con Fiom Cgil e Cobas - hanno deciso di tornare ai presidi accanto ai colleghi: l'assemblea è terminata dunque con l'invito a ritrovare l'unità invece che con l'atteso "contromanifestiamo". In effetti non è più questione di sigla, qui a Melfi si scoppia davvero e la Fiat deve trattare. Altrimenti il lavoro non riprenderà. Gli operai dello stabilimento "modello" della Fiat - la produttività più alta con il salario più basso - non ce la fanno più a sopportare. Lo spiegamento delle forze dell'ordine è quello delle grandi occasioni, i poliziotti sono diverse decine e hanno indossato gli indumenti antisommossa. Le dichiarazioni del governo - Sacconi e Maroni - e delle autorità locali - il sindaco di Melfi, di Forza Italia, e il prefetto - d'altra parte sono state tutte di un unico segno: i lavoratori creano problemi di ordine pubblico, teniamoli sotto controllo ed evitiamo che si degeneri. L'indotto - tutte le fabbriche che forniscono i componenti alla casa madre - sono con gli operai Fiat. Chiedono un miglioramento delle condizioni di lavoro, l'equiparazione salariale a tutti gli altri stabilimenti Fiat, una turnistica più umana, con il superamento della doppia battuta. Bisogna sapere infatti che la fabbrica di Melfi è stato l'unico stabilimento risparmiato dalla cassa integrazione che sta martoriando le altre fabbriche Fiat proprio per il fatto che è convenientissimo: i 5 mila addetti lavorano con il Tmc2 - modello velocizzato di catena di montaggio - e soprattutto - caso unico - sono costretti a subire la cosiddetta "doppia battuta", ovvero turni di 12 o 15 notti consecutive, una vera mazzata anche per i cavalli. Il lavoro notturno è valutato in tutti gli altri stabilimenti Fiat il 60,5%, qui a Melfi il 45%. "Finora ci hanno solo provocato", dice Lello Raffo, responsabile nazionale auto Fiom. "Come è accaduto con gli autobus inviati oggi, 100 capi che dicevano di voler andare al lavoro. Nessuno dei lavoratori ha fatto nulla, ma i pullman hanno fatto retromarcia senza entrare in fabbrica dicendo che erano stati i presìdi a intimidirli".

EDS E RIFIUTI http://ilmattino.caltanet.it

Un incontro al quale dovranno partecipare, con il sindaco e le organizzazioni sindacali, i vertici del consorzio Ce3 ed il commissario straordinario all’emergenza rifiuti. E’ il risultato della riunione che ieri mattina si è tenuta a palazzo Castropignano tra i leader sindacali e Falco. Il confronto era stato sollecitato dalla Rsu dell’Eds per denunciare la gravità della situazione ambientale che si è venuta a creare per i lavoratori a causa della eccezionale quantità di immondizia sversata nella ex Uttaro, a pochi metri dallo stabilimento. L’appuntamento è stato fissato per il 12 maggio. Nella circostanza, si parlerà anche di tutto l’assetto, anche produttivo, dell’area interessata.

CORDERIA NAPOLETANA http://ilmattino.caltanet.it/

I lavoratori della "Corderia napoletana" di Santa Anastasia, l'azienda che ha chiuso i battenti circa un mese fa, hanno manifestato ieri davanti alla sede della fabbrica, chiedendo assicurazioni sul futuro occupazionale. Da oltre un mese, infatti, i dipendenti sono senza stipendio in quanto la fabbrica, in crisi finanziaria, è oggetto di verifica da parte di un curatore fallimentare nominato dal tribunale di Napoli. Il traffico sulla strada che collega Sant'Anastasia a Pomigliano e alla statale 268 ha subito forti ripercussioni per oltre un'ora.

SIMONELLI TRAFILERIE: SCIOPERO http://www.bresciaoggi.it/

Alla Simonelli Trafilerie di Sarezzo (BS) scatta una nuova protesta dei lavoratori. L’iniziativa è scaturita dall’assemblea convocata ieri in fabbrica; lunedì i sindacati avevano incontrato i vertici dell’azienda. I lavoratori, informati dell’esito dell’incontro, hanno deciso di passare all’azione: oggi è in programma uno sciopero di otto ore con presidio della fabbrica. Protestano per ottenere il pagamento degli arretrati ma anche per la mancanza di indicazioni riguardo il futuro della Simonelli. L’azienda occupa oltre 100 dipendenti; l’80% è a lavoro; il prossimo 6 luglio scade la Cigs.

GABRIELLI: SCIOPERO http://www.corriereadriatico.it/

Puntuale come un orologio svizzero, è scattato ieri pomeriggio alle 16 lo sciopero di due ore degli operai della Nazareno Gabrielli Spa, settore pelletteria, a Tolentino. In tutto 55 le adesioni ad una astensione dall'orario lavorativo voluta dalle rappresentanze sindacali unitarie e dai lavoratori per alcune decisioni discutibili della direzione aziendale. L'oggetto del contendere è legato alla seconda richiesta di cassa integrazione, accordo che la Cgil non ha firmato proprio per alcune storture evidenziate nell'intesa medesima. La cassa integrazione era iniziata con la rotazione per tutti.

FIAT: MELFI FERMA ANCHE MIRAFIORI http://www.repubblica.it/

Melfi è ferma da quattro giorni. E anche lo stabilimento Fiat di Mirafiori è bloccato. Gli operai del primo turno, quelli che arrivano alle sei, non sono entrati in fabbrica e anche quelli dei turni successivi rimarranno fuori: l'azienda ha comunicato ai sindacati che l'impianto rimarrà fermo anche nel secondo e terzo turno di oggi e nel primo di domani. Dallo stabilimento di Melfi, in Basilicata, non arrivano i componenti. E così la produzione Fiat lentamente si sta bloccando.

FIAMM: 90 A RISCHIO http://www.larena.it/

Alla Fiamm si vivrà un mezzogiorno di fuoco? Oppure, dopo la rottura delle trattative e lo sciopero di martedì (con il blocco del traffico sulla provinciale 7) i rappresentanti dell’azienda e quelli dei lavoratori torneranno a dialogare nell’incontro convocato oggi alle 12? Sono queste le domande che si pone chi lavora nella fabbrica nella quale si producono batterie per autotrazione e che fa parte, assieme ad altri dieci stabilimenti sparsi nel mondo, dell’omonimo gruppo di Montecchio Maggiore, nel Vicentino - ma anche la gente di Veronella e dei comuni vicini. Domande per molti pressanti, perchè le trattative e le proteste riguardano la procedura di mobilità avviata il 15 aprile dall’azienda che coinvolge 90 dipendenti - 67 operai e 23 impiegati - dei 360 occupati nello stabilimento veronellese.