| lunedi 19 aprile 2004 snaterinforma |
Telecom, scatole cinesi ed esuberi italiani
Tronchetti Provera come biglietto da visita in Confindustria porterà quasi
2.000 licenziamenti striscianti. Tutto regolare, in base alla legge 30
Questi, in breve, i fatti. Al centro, peraltro, di una interrogazione "a risposta scritta" firmata dai senatori Malabarba, Pizzinato, Pagliarulo, Ripamonti, Falomi.
Tra il primo dicembre 2003 e il primo gennaio 2004 Tim, It Telecom e Finsiel, tutti facenti parte del gruppo Telecom, hanno esternalizzato i rispettivi servizi aziendali di Facility Management (gestione documentale, manutenzione immobili e impianti; servizi ambientali, progettazione logistica, amministrazione e controllo) e, in conseguenza di tali scorpori, sono stsati trasferiti alla Emsa Servizi spa circa 160 lavoratori dalla Tim, 60 dalla It Telecom e 40 dalla Finsiel. L'operazione, che comunque ha ricevuto la netta opposizione di lavoratori e sindacati, sembrava un passaggio temporaneo. E invece, dopo poco tempo ecco la "seconda parte", Telepost. A partire dal marzo 2004 Telecom Italia spa ed Emsa procedono allo scorporo dei servizi di gestione documentale. Che entrano a far parte di una azienda costituita ad hoc con un capitale di 30mila euro, controllata da Tnt Mail e partecipata da Pirelli Real Estate e Comdata): 190 lavoratori da Telecom Italia e 70 da Emsa, per il momento. Anche questa volta i sindacati si oppongono. E i lavoratori per sottolineare il loro netto dissenso rispediscono al mittente la proposta di "armonizzazione" contrattuale. Senza contare che in Telepost ben il 40% sono lavoratori assunti in base alla legge sull'handicap. Sarà un caso?
Il sospetto è che l'obiettivo finale sia quello di esternalizzare ancora l'intero complesso del Facility Management del gruppo. Ciò comporterebbe il licenziamento coatto di circa 1.500 lavoratori. Inanto già si vocifera di altri "sganciamenti", come quello che potrebbe interessare i 400 della Manutenzione. Ovviamente, tutto nel pieno rispetto della legge... 30.
Nell'interrogazione, i senatori chiedono ai ministri interpellati (Lavoro e Attività produttive) «... quali iniziative i ministri intendano intraprendere a tutela delle condizioni contrattuali, professionali e occupazionali dei lavoratori coinvolti, oggi gravemente compromesse a causa del comportamento del management del gruppo Telecom, che ha occultato il progetto in questione alle rappresentanze sindacali dei lavoratori».
I lavoratori stanno correndo ai ripari attraverso una valanga di ricorsi in sede giudiziaria. Il percorso non è semplice. Anche perché non ci sono precedenti stabili e importanti che, come si dice in gergo, "fanno giurisprudenza". A gennaio, tanto per fare un piccolo esempio, il tribunale di Roma ha ordinato il reintegro di 62 lavoratori (assistiti da Cobas, Flmu/Cub, Snater) espulsi da Telecom attraverso la esternalizzazione di un ramo d'azienda. Il giudice ha accertato che il ramo d'azienda non aveva i requisiti di autonomia funzionale richiesti.
«Da parte di Telecom c'è solo ed esclusivamente l'intenzione di espellere i lavoratori - sottolinea lRsu Giuseppe Ledda - e la cosa più grave è che lo sta facendo attraverso società ad hoc di cui non si conosce la durata e la missione. Ancora più inaccettabile se si considera che è il terzo gruppo industriale d'Italia». Risanamento del debito? La prova provata è la Tim, nell'ultimo trimestre, secondo i dati ufficiali 977milioni di euro di utili. A dicembre, Tim ha comunque esternalizzato 161 persone. «Come è possibile? Cosa accadrà quando ci saranno le vere difficoltà?». L'altra cosa che inquieta i lavoratori è il quasi totale silenzio da parte del mondo politico? Non fu così pure per Parmalat? Entro la fine di aprile, se l'azienda continuerà su questa falsa riga, si arriverà allo sciopero generale.
Fabio Sebastiani