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22 marzo 2004 snaterinforma
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S.N.A.TE.R. |
Roma, 16 Marzo 2004
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| Sede Generale | - Alle Segreterie Regionali SNATER RAI | |
| Prot. N. CO/28 | Loro Sedi |
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Cari colleghi,
Vi inviamo per Vs. opportuna conoscenza il testo del 62° resoconto
stenografico della seduta della Commissione Parlamentare per l’indirizzo e
vigilanza dei servizi radiotelevisivi svoltasi il 2 marzo 2004 nel corso della
quale lo SNATER ha illustrato le proprie, notissime, posizioni in merito
allo stato del precariato in RAI e le sue proposte per risolverlo alla radice
senza ricorrere ai soliti pannicelli caldi.
Alcuni dati numerici dimostrano
l’assoluta necessità di reintegrare l’organico con assunzioni a tempo
indeterminato:
dipendenti non giornalisti a
tempo indeterminato:
n. 10.089 nel 1994
n. 8.969 nel 2002
- 1.120
dipendenti non giornalisti a
tempo determinato:
n. 1.060 unità/anno nel 1994
n. 1.386 unità/anno nel 2002
+ 326
incidenza percentuale dei
tempi determinati:
10% circa nel 1994
15% circa nel 2002
anzianità media dei tempi
determinati:
8 anni dall’inizio del primo contratto con
punte anche di 20 anni
vertenze legali in essere per
l’assunzione a tempo indeterminato:
700 circa
professionalità in causa:
programmisti-registi, assistenti ai programmi
operatori di ripresa, montatori, truccatori-parrucchieri,
grafici-compositori video, tecnici, addetti ai costumi, …
stanziamenti aziendali nel 2004 per far fronte alle spese legali: sopra i 50 milioni di euro
Come potrà notarsi il fenomeno
(e la conseguente diffusa illegalità) è vastissimo ed è necessario porvi
rimedio regolando, come richiesto dal Sindacato fino ad ora invano, le
assunzioni a tempo indeterminato con scaglioni annuali per i prossimi quattro
anni.
Tutto il resto è prosa oppure
una ricerca di ulteriori gherminelle contrattuali sfruttando, nelle pieghe, la
famigerata legge Biagi per tentare di vanificare i diritti acquisiti.
Vi invitiamo a diffondere tra i
lavoratori il testo stenografico inviatoVi ed a segnalarci eventuali valutazioni
dei colleghi.
Cordiali saluti.
IL SEGRETARIO GENERALE
Antonio Lovato
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62°
RESOCONTO STENOGRAFICO
DELLA
SEDUTA DI MARTEDI’ 2 MARZO 2004-03-17
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Audizione dei rappresentanti
dello S.N.A.TE.R. e dei sindacati UGL e LIBERSIND della RAI.
Resoconto stenografico
dell’audizione.
Intervengono il segretario generale del Sindacato Nazionale Autonomo
Telecomunicazioni, Radiotelevisioni e Società consociate (S.N.A.TE.R.) Antonio
Lovato, il segretario generale del sindacato autonomo LIBERSIND Giuseppe
Sugamele e il segretario generale dell’Unione generale del lavoro (UGL)
Informazione Fabrizio Tosini.
I lavori hanno inizio alle ore
14.20
SULLA PUBBLICITA’ DEI LAVORI
PRESIDENTE. Avverto che, ai sensi dell’articolo 13, comma 4, del Regolamento della Commissione, la pubblicità della seduta sarà assicurata per mezzo della trasmissione con il sistema audiovisivo a circuito chiuso.
Avverto altresì che sarà redatto e pubblicato il resoconto
stenografico.
PROCEDURE INFORMATIVE
Audizione dei rappresentanti del Sindacato Nazionale
Autonomo Telecomunicazioni, Radiotelevisioni e Società consociate (S.N.A.TE.R.)
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’audizione dei rappresentanti del Sindacato nazionale autonomo telecomunicazioni, radiotelevisioni e società consociate (SNATER) in ordine alla disciplina del lavoro a tempo determinato nella RAI.
Ringrazio il segretario generale Antonio Lovato per aver aderito al
nostro invito e gli do senz’altro la parola.
LOVATO; segretario generale SNATER. Premetto che saremo rapidi nel nostro intervento per favorire il lavoro della commissione. Devo però precisare, affinché rimanga agli atti, che non è certo dipeso da noi il fatto di procedere con due audizioni separate con i rappresentanti dei sindacati Libersind e Ugl.
Signor Presidente, abbiamo chiesto l’incontro odierno, inviandole una lettera, in funzione di quanto in questa sede ha affermato il direttore delle Risorse Umane della RAI Comanducci. Abbiamo letto le affermazioni che ha esternato nel corso della sua audizione in parecchie agenzie di stampa e ci siamo fortemente preoccupati. Da quanto è stato esplicitato in questa sede, si rilevava una situazione non dico alquanto rosea, ma piuttosto una situazione nella quale non vi era fibrillazione e non si nutriva alcuna preoccupazione in merito alla questione del lavoro a tempo determinato.
Debbo dire che la realtà è completamente diversa. L’operazione compiuta in questi anni dalla RAI è stata quella di rendere sempre più precario il rapporto di lavoro all’interno dell’azienda, specialmente in quella realtà produttiva dove la stabilità determina, al contrario, incremento di professionalità e libertà di esprimersi e di assumere posizioni. In una situazione di precarietà, è chiaro che la libertà espressiva ed artistica dei lavoratori è estremamente ridotta.
Stiamo da tempo portando avanti una serie di iniziative che sono state
fortemente contrastate dalla RAI. In primo luogo, voglio precisare a questa
Commissione, o meglio alla sua maggioranza che …
PRESIDENTE. Diciamo a tutta la
Commissione, lasciando da parte le collocazioni politiche.
LOVATO, segretario generale SNATER. Va bene, signor Presidente.
Nella scorsa legislatura Alleanza Nazionale aveva presentato un disegno di legge composto di un solo articolo, di cui era primo firmatario l’allora presidente di questa Commissione onorevole Storace. Il provvedimento in questione prevedeva i requisiti per la trasformazione nella RAI del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato; in sostanza, dopo cinque anni di contratto a tempo determinato, che non è poca cosa, il lavoratore veniva assunto a tempo indeterminato. Ciò perché i cinque anni di impiego venivano giudicati idonei per far capire, da una parte, la carenza degli organici all’interno dell’azienda e, dall’altro, il giusto diritto del lavoratore di vedere stabilizzato il proprio rapporto di lavoro.
Invitiamo la Commissione a riprendere quella che consideriamo essere l’unica strada per poter risolvere il problema del precariato nell’azienda. Non rileviamo altri modi. Nonostante le insistenze del sindacato – ho portato tutta la documentazione che lascerò a disposizione della Commissione – e l’opposizione ad una serie di accordi interni, purtroppo sottoscritti da altre organizzazioni, la realtà è che tutto questo non ha prodotto negli ultimi anni alcun risultato, tanto meno l’assunzione di un solo lavoratore a tempo indeterminato. Come conseguenza, molti lavoratori si sono rivolti alla magistratura del lavoro. Debbo sottolineare, nella veste di sindacato audito, tenendo conto che l’azienda si rifiuta costantemente di affrontare i problemi dell’organico con tutte le organizzazioni sindacali, compresa la sottoscritta, che la strada di ricorrere alla magistratura viene percorsa da un numero sempre più crescente di lavoratori precari dell’azienda. Dopo l’ultimo accordo definito delle code contrattuali che prometteva – per cos’ dire – mari e monti ai lavoratori a tempo determinato, accordo mai posto in essere, di cui i firmatari non hanno rivendicato l’applicazione, il numero dei lavoratori che è ricorso e sta ricorrendo alla magistratura è aumentato in maniera esponenziale e molto decisa.
Tra l’altro, devo aggiungere che le sentenze della magistratura sono sostanzialmente univoche: esse stabiliscono, nella normalità dei casi, l’assunzione del lavoratore a tempo indeterminato, in quanto il fatto di assumere una persona a tempo determinato rappresenta una violazione delle leggi vigenti in materia. Non si può riconoscere all’interno della RAI un lavoro se non straordinario e la straordinarietà si riscontra in periodi come il Giubileo o in occasione, per esempio, di Campionati mondiali di calcio o di altra disciplina sportiva. Per la messa in onda del palinsesto normale, definire straordinario il palinsesto stesso diventa francamente inconcepibile.
Tra l’altro, sta sorgendo all’interno dell’azienda un’altra questione. La RAI nel corso di questi anni – non sappiamo per quale motivo, non essendoci stata una traduzione nella pratica – ha indetto molte selezioni per l’assunzione a tempo indeterminato di operatori, programmisti, aiuto-registi, assistenti alla regia, montatori e tecnici. Sono stati selezionati 40 idonei, ma in quattro anni la RAI ne ha assunto uno solo. Conseguentemente, è chiaro che quei lavoratori sperano nell’assunzione e nell’esaurimento della graduatoria dei selezionati, altrimenti non si capirebbe per quale motivo la RAI abbia investito molte risorse finanziarie. Sta di fatto, però, che le selezioni non si esauriranno mai per il semplice motivo che tutti i lavoratori precari ricorrono alla magistratura. Di fronte ad una ordinanza del tribunale di assunzione di un montatore, la RAI non assumerà gli idonei alle selezioni a tempo indeterminato. Questo è un altro disastro provocato all’interno dell’azienda.
Questa mattina abbiamo proposto alla RAI di fare un accordo. Il tribunale le sta imponendo in questo periodo almeno 150 assunzioni l’anno di lavoratori a tempo indeterminato; ripeto 150 unità, non 10 o 15. Abbiamo proposto di stipulare un accordo allo scopo di non far programmare l’organico dell’azienda dal giudice, il quale magari fa assumere persone che probabilmente non servono all’interno della struttura. Al contrario, potremmo procede direttamente noi con le assunzioni, tenendo conto comunque del fatto che la RAI è costretta ad ottemperare a certi obblighi imposti dalle sentenze.
In un incontro specifico per la trasmissione del digitale terrestre, c’è stato comunicato – so che la Commissione si è interessata di questo particolare – che la RAI ha predisposto la realizzazione di due nuove reti sperimentali. Vorremmo sapere chi si abbonerà al digitale terrestre per vedere RAI1, RAI2 e RAI3, in quanto quei canali già si vedono. Avevamo colto l’occasione della realizzazione delle due nuove reti sperimentali in trasmissione in digitale terrestre, e dunque della necessità della RAI di rafforzare la sua posizione sul digitale terrestre e di rendere conseguentemente appetibile l’eventuale acquisto del set top box da parte degli utenti, per affrontare anche la questione di un adeguato programma di assunzioni per la realizzazione della programmazione delle due nuove reti, ma è stato come parlare al vento.
Non sembra esserci in alcun modo quest’intenzione, cosa che tra l’altro ha fatto anche nascere il sospetto che parlare di digitale terrestre non fosse altro che un modo per buttare fumo negli occhi. Sperare che la gente si abboni per vedere la stessa programmazione già disponibile in analogico non è pensabile. E’, a nostro avviso, un’operazione destinata a non andare mai in porto.
Lasciando da parte considerazioni di carattere politico sulla vicenda, per garantire la programmazione delle due nuove reti è necessario avvalersi di personale adeguato. Oggi non è possibile garantirlo, per la presenza di tanti lavoratori a contratti a tempo determinato.
Anche rispetto alla soluzione di questa problematica, che ci pareva francamente corretta e rispondente ad esigenze di carattere legislativo, è stata data una risposta negativa, pur avendo il magistrato dato indicazioni precise in proposito.
Va anche considerato che l’azienda, in termini di bilancio, sta sostenendo delle spese veramente ingenti, sia dal punto di vista delle vertenze legali che degli arretrati. Se la RAI venisse condannata, si troverebbe a dover pagare, oltre a tutte le spese del caso, anche gli arretrati ai quali ha diritto il lavoratore.
La situazione che abbiamo descritto non è per nulla rosea. Esistono, tra
l’altro, delle discriminazioni verso la categoria dei lavoratori con contratti
a tempo determinato, sia in termini professionali che economici. Basti pensare
che non viene corrisposto quanto indicato in alcuni articoli contrattuali. Anche
se è un problema di stretta competenza del sindacato più che di questa
Commissione, vorremmo chiedervi comunque di svolgere una funzione di stimolo nei
riguardi dell’azienda. Se fosse finalmente possibile un confronto con le
organizzazioni sindacali ed i lavoratori, si potrebbe anche arrivare ad un certo
numero di assunzioni a tempo indeterminato su tutto il territorio nazionale.
Bisogna, infatti, considerare anche il rischio di assunzioni che privilegino le
sedi di Roma, Milano o Napoli, a scapito di quelle regionali in cui la questione
relativa ai contratti a tempo determinato neanche si pone. Non basta parlare di
decentramento o di federalismo per realizzarlo di fatto. Si corre addirittura il
rischio che tale questione possa diventare un freno o un ostacolo ad ulteriori
sviluppi regionali dell’azienda. La preghiera è di esaminare ed approvare il
disegno di legge a suo tempo presentato oppure di agire nel senso di costringere
in qualche maniera la RAI a risolvere il problema.
PRESIDENTE. I colleghi hanno ricevuto copia della lettera con cui il sindacato SNATER, dopo l’audizione del dottor Comanducci, ha chiesto alla Commissione di essere audito. E’ importate chiarire che, nell’ambito delle audizioni decise dalla Commissione, il sindacato SNATER sarebbe stato comunque audito, a prescindere dalla vostra sollecitazione.
Per quanto riguarda le iniziative legislative alla quali lei ha fatto
riferimento o ad altre possibili, ricordo che, dal momento che sono qui presenti
parlamentari di entrambi i rami del Parlamento, ciascun parlamentare è titolare
del potere di proposta. La nostra Commissione come tale non esercita tale
funzione e dunque non può assumere iniziative di carattere legislativo, che
spettano invece alle Commissioni ordinarie.
LOVATO, segretario generale
SNATER. Con riferimento alle carenze di organico, rilevo che in questi mesi si
sta sviluppando il discorso del digitale terrestre sotto l’aspetto delle
trasmissioni, con l’acquisto di frequenze e siti, secondo quanto indicato dal
provvedimento che prevede che entro una certa data sia garantita la copertura
del 50 per cento del territorio nazionale. Le carenze di organico non hanno
consentito alla RAI, in questo caso RAIWAY, di entrare nel discorso del digitale
terrestre. La RAI per la realizzazione degli impianti si è limitata a ricorrere
ad appalti con società esterne. In buona sostanza, ciò ha determinato
l’esportazione di capitali all’estero – perché gli unici apparati
disponibili sul mercato si trovano in Germania – con conseguenze negative,
anche da questo punto di vista, per l’industria italiana.
PRESIDENTE. Lei ha utilizzato
l’espressione “esportazione di capitali all’estero”. Credo che lei
intendesse dire che ne hanno tratto vantaggio società non italiane. Non è così?
LOVATO, segretario generale
SNATER. Esattamente. Oggi, il servizio pubblico radiotelevisivo è stato di
fatto espropriato da un momento importantissimo di sviluppo tecnologico, che è
statoa appaltato tutto all’esterno dell’azienda.
PRESIDENTE. Uno dei motivi per
cui quest’audizione si svolge separatamente rispetto aquella di altri
sindacati è quello che altri sindacati, in particolare quelli confederali,
hanno siglato accordi che invece voi non avete ritenuto di firmare. Le chiedo se
lo SNATER abbia mai firmato un accordo con l’azienda sull’eliminazione del
precariato. Vorrei poi sapere se ritiene possibile affrontare la questione dei
precari in sede contrattuale, individuando magari una soluzione diversa da
quella legislativa.
LOVATO, segretario generale SNATER. L’ultimo accordo che abbiamo firmato, quello sulla costituzione dei cosiddetti bacini dei lavoratori a tempo determinato, risale al 1997. Esso faceva riferimento in particolare ai programmisti-registi. Non abbiamo invece firmato l’accordo sui bacini dell’apirel 2003 perché non ritenevamo che risolvesse il problema dei precari in azienda. Nonostante le tante promesse, infatti, a distanza di un anno e mezzo, nessuno dei problemi relativi ai precari è stato risolto. Anzi, la situazione si è notevolmente aggravata.
In secondo luogo, non si ritiene che il prossimo rinnovo di contratto
possa risolvere la questione. Non si fa altro che rinviare ulteriormente il
problema ed aggravare la situazione. L’azienda ha necessità di implementare
l’organico oggi, non tra un anno, quando si porrà la questione del rinnovo
contrattuale. Il problema delle trasmissioni in digitale terrestre, del
personale o delle cause in corso va affrontato adesso, non tra un anno. In realtà,
il vero problema è che l’azienda non ha alcuna intenzione di incrementare
l’organico …
PRESIDENTE. Quando ho detto in
sede contrattuale non intendevo fare riferimento solo alla scadenza del
contratto….
LOVATO, segretario generale. Che
comunque è già scaduto …
PRESIDENTE. … ma anche ad una
soluzione negoziata del problema. Il dottor Comanducci in questa sede ha
dichiarato a più riprese la disponibilità e l’auspicio a che si torni subito
ad un confronto tra sindacati ed azienda per affrontare, non il rinnovo del
contratto nazionale, ma specificamente il problema dei lavoratori a tempo
determinato.
LOVATO, segretario generale SNATER. Non crediamo che questa possa essere la strada per risolvere il problema dei lavoratori a tempo determinato.
Lascerò al Presidente della Commissione un fascicolo dal quale risulta che numerosissime volte questo sindacato negli ultimi due anni ha chiesto, senza successo, un incontro specifico con l’azienda. Nell’accordo firmato ad aprile 2003 dalle altre organizzazioni sindacati era prevista una ricognizione entro il 30 ottobre delle assunzioni che potevano essere effettuate nel corso del 2004. Sono passati vari mesi da allora, ma nulla è successo. Ripeto, siamo molto scettici su una soluzione negoziata del problema, mentre riteniamo che lo strumento, più appropriato per risolverlo sia la via legislativa.
Tenere sotto ricatto – scusate la brutta parola, ma cercate di
comprenderla nel contesto in cui la uso – professionalità di punta della
produzione radiotelevisiva significa incidere sulla qualità e sui contenuti.
PRESIDENTE. Abbiamo acquisito elementi ulteriori di conoscenza per quel che riguarda l’orientamento del sindacato SNATER e ne terremo adeguatamente conto per le conclusioni che cercheremo di trarre.
Se non sono maturate altre domande da parte dei parlamentari presenti,
ringrazio i nostri ospiti e dichiaro conclusa l’audizione.
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