| lunedi 17 maggio 2004 snaterinforma |
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S. N.
A. TE.
R. |
Nomine scandalose – Mediaset occupa la RAI – I nemici
del servizio pubblico sempre più numerosi in Azienda.
Non vogliamo intrometterci nello
scontro politico in atto per le dimissioni di Lucia Annunziata e sulla
opportunità, con la crisi del consiglio di amministrazione in atto, di
procedere nelle nomine.
Noi abbiamo poche e chiare idee
in merito e siamo perfettamente in grado di distinguere tra legittimità
giuridica e legittimità politica; quest’ultima completamente assente nella
vicenda.
Lo SNATER invece intende
sottolineare come ancora una volta, l’ennesima, questo Direttore Generale ed i
quattro componenti il CdA si sono comportati come i maggiordomi ed i signorsì del vero padrone della RAI, anzi
dell’intero sistema televisivo italiano, del premier Silvio Berlusconi.
I suoi proconsoli in RAI,
provenienti da Mediaset, hanno acquisito importantissime poltrone di direttori
in settori strategici dell’azienda. Abbiamo
affidato cioè alla concorrenza le
sorti future del servizio pubblico!!
Il direttore della Padania
Moncalvo, fino ad oggi autore ed animatore di una forsennata campagna contro la
RAI servizio pubblico, è stato premiato chiamandolo ad un alto incarico
nell’azienda che ha disprezzato senza posa. Quando si dice la coerenza !!
Per accontentare la Lega e per
trovare un posto all’ex direttore di RAI 2, il monco CdA si è
inventata una nuova direzione (presso la capogruppo) interamente dedicata ai
diritti sportivi contraddicendo clamorosamente il rientro dei diritti sportivi
in Rai Trade deciso qualche giorno fa.
Nell’elenco diffuso dalla
stampa si individuano molte nomine del tutto clientelari (amici personali di
tizio o caio, ex-guardaspalle del premier, appartenenti a segreterie di
ministri, …), che screditano anche quei dirigenti che, pur declassati,
conservano una loro credibilità professionale ed aziendale.
Questi dirigenti, pochi per la
verità, vengono esibiti come trofei per giustificare le immani porcherie
compiute. Li invitiamo a rifiutare questo ruolo e lasciare soli e senza veli gli
autori di simili nomine.
Oltre alla totale assenza di
orgoglio d’azienda dimostrato nella vicenda dal direttore generale e dal
consiglio di amministrazione, con l’ordine di servizio si sono assunti
ulteriori dirigenti dall’esterno e proceduto a fulminanti carriere che faranno
lievitare notevolmente i costi del personale mettendo in panchina un numero più
elevato di dirigenti.
Noi non vogliamo ridurci come l’Alitalia.