mercoledi 29  settembre 2004  snaterinforma               

REPORT - RAI3
puntata del 01 ottobre 2004 ore 21:00

PRIVATIZZATI

di Stefania Rimini

Chi sta incassando la rendita delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni dei servizi pubblici?
Sono i nuovi padroni, che hanno rilevato le spoglie dello Stato imprenditore oppure sono gli utenti, ai quali erano stati prospettati servizi più efficienti e tariffe più basse?
Sono i manager degli ex monopoli, con le loro ricche stock options, oppure le casse del Tesoro, ansioso di ridurre il debito pubblico?
L'Enel è stato in parte privatizzato e nello stesso tempo il mercato è stato aperto alla concorrenza: quindi tariffe minori e servizi migliori. Invece in Italia continuiamo a pagare la bolletta elettrica più cara d'Europa.
Il fatto è che da 15 anni ci stanno prelevando il 7% su ogni singola bolletta per incentivare la produzione di energia rinnovabile e che invece è finito in buona parte nelle tasche dei petrolieri, come per esempio Moratti, il patron dell'Inter. Ma anche il Tesoro, in quanto azionista di maggioranza dell'Enel e dell'Eni, ha interesse che le bollette non scendano perché ogni volta che accendiamo la luce o il riscaldamento finanziamo la riduzione del debito pubblico. Anche nel caso delle Autostrade l'utente viene tosato come una pecora, a vantaggio del gruppo Benetton, che si è comprato la società Autostrade quando è stata privatizzata dall'Iri nel '99. Da allora i Benetton stanno facendo rilevanti extraprofitti, ma non hanno accettato che si faccia un aggiustamento delle tariffe, mentre l'organo che dovrebbe difendere gli utenti, cioè l'Anas, ha regalato ai privati della società Autostrade 5 milioni di euro dei contribuenti per promuovere l'uso del Telepass.
Nelle telecomunicazioni, lo Stato è uscito da Telecom Italia nel '97. Nel '98 è arrivata la liberalizzazione, cioè gli utenti possono scegliere di telefonare anche con altre compagnie telefoniche. Tre su dieci hanno lasciato Telecom ma anche se cambi compagnia, direttamente o indirettamente devi continuare a pagare il canone. Intanto la Telecom si ritrova con un debito di 30 miliardi di euro perché nei ribaltoni della privatizzazione i suoi padroni hanno scaricato su di lei i debiti fatti per acquisirla, mentre il flusso delle nostre bollette è servito per ripagare le banche.