| lunedi 03 maggio 2004 snaterinforma |
Mestre, 26 aprile 2004
Alle Segreterie Nazionali SLC-CGIL
FIStel-CISL
UILCOM-UIL
Alle RSU TNT LOGISTICS ITALIA
Da:
RSU TNT LOGISTICS VENEZIA
Nell'incontro del 21 aprile presso UIR, l'azienda ha portato a conoscenza delle
rappresentanze sindacali l'intenzione di spostare tutti i 129 lavoratori della
Micrologistica, utilizzando l'istituto del distacco, c/o le sedi di TNT Global
Express, e di una operazione di riduzione del personale a mezzo della mobilità
verso il pensionamento.
Chiara è stata l'intenzione dell'azienda di arrivare ad un accordo con le
rappresentanze sindacali celermente, senza aver messo sul tavolo se non poche
informazioni, e anzi celandone alcune di particolarmente importanti.
Ci sembra particolarmente grave che in questa sede l'azienda non abbia, se non
dopo alcuni "stimoli", sollevato anche il problema della chiusura dei
CDR di Venezia e Firenze a giugno 2004.
Noi crediamo, invece, che tutte e tre le problematiche siano collegate e debbano
essere parte di un (eventuale) complessivo accordo.
Come RSU di questa unità produttiva chiediamo, che l'eventuale firma di un
accordo per la concessione della mobilità, sia subordinata al conseguimento di
alcune garanzie, in particolare per i lavoratori di quelle realtà interessate
alle chiusure dei CDR, al trasferimento delle Micrologistiche e delle Logistiche
operative di Milano e Roma.
Per quanto riguarda la realtà del CDR di Mestre vorremmo far notare che detto
trasferimento andrà ad incidere in maniera pesante sulle condizioni di vita ed
economiche dei lavoratori interessati, essendo le sedi di Padova collocate in
zone particolarmente disagiate.
Per raggiungere Limena o le altri sedi collocate in zona industriale, per i
lavoratori sarà praticamente impossibile utilizzare i mezzi pubblici, a meno di
non prevedere un viaggio giornaliero che si aggira tra le 2 e le 3 ore!
Bisogna tener conto che ogni lavoratore dovrà perciò sostenere delle spese,
per il trasferimento, notevoli che andranno a intaccare il salario in maniera
determinante, specie nei casi di monoreddito e di lavoratori part-time.
Non si può nemmeno non valutare il decadimento della qualità di vita che
deriverebbe dal dovere intraprendere ogni giorno un viaggio per recarsi sul
posto di lavoro in una delle zone con la viabilità più problematica
dell'intero paese, e ricordiamo che non tutti i lavoratori, comunque, risiedono
a Mestre.
Per questi motivi noi ribadiamo alle segreterie nazionali di SUBORDINARE
qualsiasi accordo sugli altri temi a un accordo su questo problema così
fortemente impattante sulla qualità di vita dei lavoratori in trasferimento.
Le nostre proposte sui termini di questo accordo le sintetizziamo così:
* Valutare la possibilità di un collocamento presso sedi meno disagiate per
tutti i lavoratori partendo dalle situazioni più problematiche (part-time,
luogo di residenza, ecc.);
* Per quei lavoratori per cui non sia stato possibile pervenire ad una
sistemazione alternativa, alla luce del danno sulla qualità di vita, prevedere
una UNA-TANTUM maggiorata rispetto a quella elargita ai colleghi trasferiti a
Padova e Vicenza qualche
mese fa;
* Alla luce del danno economico rappresentato dalle spese per i spostamenti per
recarsi giornalmente nelle sedi di Padova, prevedere una somma mensile a titolo
di risarcimento;
* Assicurazioni sul mantenimento delle condizioni di professionalità e di
mansioni attuali;
* Concentrazione il più possibile in un unico centro o due dei lavoratori
trasferiti, sia per mantenere una unitarietà sia per permettere di
razionalizzare gli spostamenti.
* Per quanto riguarda i lavoratori della Micrologistica prevedere un
monitoraggio semestrale, attraverso incontri decentrati, delle nuove commesse,
del mantenimento delle professionalità acquisite, del ruolo dei coordinatori,
ecc.
Ci teniamo a chiarire che queste richieste non sono solo dettate da una esigenza
particolare, cioè non riguardano solo i lavoratori di Mestre, ma se fatte
valere, avranno un valore di riferimento importante per tutte le prossime
decisioni di trasferimenti di altre "fettine" del ramo d'azienda.
Non ci sembra il caso di fidarsi delle affermazioni fatte, durante l'incontro,
sulla non chiusura del CDR di Napoli, o su future chiusure o trasferimenti di
altre Logistiche operative.
Infatti, almeno fino ad ora, il progetto illustrato dalle ormai famose
"slide", si è dimostrato puntualmente veritiero, perciò alcune vaghe
assicurazioni non ci possono, e non ci devono tranquillizzare più di tanto.
Ricordiamo che alla richiesta di chiarimento sul futuro del CDR di Napoli la
risposta della dottoressa Dalla Riva non è stata che il progetto non esisteva,
ma che "non mi risulta ad ora che ci siano problemi su Napoli", che ci
permettiamo di tradurre "filosoficamente" in un "per adesso non né
voglio parlare..."
Ribadiamo perciò che ci sembra inaccettabile una contrattazione spezzettata sui
problemi di riduzione di personale e di riorganizzazione aziendale, e perciò
invitiamo le segreterie nazionali e le altre RSU di fare proprio il metodo da
noi proposto, e cioè di ricondurre in un contesto unitario e complessivo le
problematiche e di conseguenza di puntare ad una risposta coerente e complessiva
e che tenga conto di tutti gli aspetti della riorganizzazione, che sono uno
legato agli altri.
RSU TNT LOGISTICS VENEZIA