mercoledi 09 marzo 2005 - snaterinforma  

NOTIZIARIO a cura del Centro di Documentazione e Lotta
E-mail: cen_doc_lotta@yahoo.it

Fax 06233213975
18/02-07/03/2005


18 febbraio 2005

MERZARIO http://www.lamartesana.it/

Schiarita in vista per la vertenza della ditta di trasporti Merzario di Melzo (MI). La scorsa settimana i lavoratori hanno incrociato le braccia e si sono posizionati fuori dai cancelli della ditta con striscioni e bandiere per far conoscere a tutti il loro stato di agitazione. Nel corso di un vertice durato quattro ore, i sindacalisti e la proprietà avrebbero raggiunto un accordo di massima. La nuova società che si è accollata alcuni dipendenti in cassa integrazione è la Flowing spa di Perugia. Oggetto del contendere, gli stipendi ai lavoratori che non percepiscono un euro da agosto 2004 e il pagamento dei Tfr a chi in questi ultimi due anni si è licenziato o è andato in pensione. La prossima scadenza, adesso, è per venerdì 18 febbraio, data entro la quale dovrebbero essere ufficializzati gli accrediti dei pagamenti. Se qualcosa andasse storto, i lavoratori sono pronti a far sentire la loro voce.

ENTE DI FORMAZIONE DI SASSARI http://www.sardegnaoggi.it/

Si è tenuta ieri l’assemblea dei lavoratori del Consorzio Regionale per la Formazione Professionale Agricola del CFP di Sassari per esaminare la situazione di difficoltà che si è creata a seguito della decisione dell’Ente di chiudere la Sede di Sassari e del conseguente licenziamento dei dipendenti. "L’assemblea – si legge in una nota firmata da tutte e tre le sigle sindacali del settore - respinge con fermezza i licenziamenti in quanto illeggitimi e pretestuosi, denuncia la palese strumentalizzazione da parte dell’Ente, che vuole far ricadere sui dipendenti le conseguenze della crisi e rivendica con forza il rispetto delle norme contrattuali e delle leggi regionali 42/89 e 47/79 e il ruolo storico del Centro di Sassari".


 20 febbraio 2005

ALCATEL: PROTESTA DEI LAVORATORI http://www.iltempo.it/

E' iniziato il presidio dello stabilimento dell’Alcatel di Rieti da parte dei lavoratori. Dalle ore 5 di mattina, inizio del primo turno di lavoro, alcuni dipendenti, insieme ai rappresentanti della Rsu, hanno presidiato i cancelli impedendo l’effettuazione dello straordinario. Il blocco delle attività è continuato per tutta la giornata. Anche oggi, nonostante la festività, sarà assicurata una presenza di maestranze davanti alla portineria dell’azienda, ma sarà domani il giorno in cui, con la ripresa delle attività, entrerà nel vivo il blocco totale dell’entrata e dell’uscita delle merci. Ogni lavoratore, a turno, incrocerà le braccia per un’ora e mezza. La protesta andrà avanti fino a quando una delegazione sindacale non sarà ricevuta dall’amministratore delegato. Le organizzazioni sindacali vogliono sapere dai vertici aziendali quale sarà il futuro dello stabilimento reatino e se risultano veritiere le voci circa un trasferimento delle attività strategiche di nuova generazione nel sito di Battipaglia. Se così fosse ci troveremmo di fronte all’inizio di un processo di ridimensionamento del sito reatino che avrà inevitabilmente, come sbocco naturale, la vendita dello stabilimento. Dunque i lavoratori temono di essere ormai arrivati alla vigilia della tanto annunciata dismissione e chiedono sostegno e solidarietà alle forze politiche e sociali del territorio per difendere i posti di lavoro.

OFFICINE MECCANICHE "LA TORDA"

Il 31 marzo scade la cassa integrazione per i circa sessanta dipendenti delle Officine meccaniche della Torda (RI) e per quella data le maestranze temono che si avvii la procedura di mobilità. Stando ad alcune indiscrezioni sembrerebbe che due imprenditori abbiamo manifestato l'intenzione di rilevare lo stabilimento di via Salaria per L'Aquila. Il problema, però, è che entrambi hanno dato la disponibilità a rilevare non più di 17 lavoratori. Per gli altri, se non si troveranno soluzioni alternative, si aprirà il baratro del licenziamento. Proprio per evitare una simile evenienza le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro a livello governativo, presso il Ministero delel Attività produttive, per studiare soluzioni che impediscano la perdita del posto di lavoro alla gran parte dei dipendenti della Torda.

ELECTROLUX: TAGLI TRA GLI IMPIEGATI http://www.gazzettino.it/

L'annuncio lanciato dai vertici Electrolux sulle future strategie di delocalizzazione della multinazionale comincia a delinearsi in maniera più precisa. Per l'Italia le notizie più negative riguarderebbero il comparto del "freddo" e dei piani cottura con ulteriori "tagli" per gli stabilimenti di Susegana e di Forlì. Ma ci sarebbero alcune novità importanti anche per lo stabilimento di Porcia: la "scure" dei ridimensionamenti potrebbe abbattersi anche sugli impiegati. Non è escluso che la comunicazione possa riguardare misure di riorganizzazione negli uffici: su Porcia è calata l'ombra degli esuberi. Attualmente i dipendenti della fabbrica di Porcia sono 2.400: 2.100 sono gli operai (la prossima settimana per circa 200 terministi si esaurirà il contratto a tempo determinato) e trecento sono gli impiegati. Un numero dovuto al fatto che a Porcia si concentra lo studio e la progettazione anche di prodotti che vengono poi fabbricati nelle altre aziende del gruppo, in Europa e nel mondo. Nelle prossime settimane il vertice del Gruppo dovrebbe avanzare la proposta per realizzare un nuovo prodotto (una lavabiancheria di ultima generazione) che richiederà degli investimenti anche sul processo. In buona sostanza: miglioramenti nelle linee produttive che consentato di lanciare sui mercati un prodotto a più elevato contenuto tecnologico. E le richieste dell'azienda su questo fronte sembrano già piuttosto chiare. I nuovi impianti di ammodernamento delle linee richiederanno una revisione dei ritmi e delle cadenze di lavoro: dalle attuali 75 lavatrici prodotte all'ora si dovrebbe passare alle future 86. La richiesta, in linea con le strategie annunciate dal Ceo Hans Straberg quattro giorni fa, ruota sempre sull'aumento della competitività.

FIAT: CIG A POMIGLIANO http://www.giornaledibrescia.it/

Fiat Auto ha comunicato alle organizzazioni sindacali la messa in libertà dei lavoratori dello stabilimento di Pomigliano d’Arco del primo turno di lunedì 21 febbraio, con conseguente richiesta di Cig.

ASM: SCIOPERO http://ilmessaggero.caltanet.it/

Definito il calendario dello sciopero di martedì 22 febbraio dei lavoratori Asm iscritti ai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl. I dipendenti del settore Igiene urbana si asterranno dal lavoro nelle ultime quattro ore di ogni turno, mentre garantiranno il servizio per un turno dalle 6 alle 12. Nel settore Farmacie, lo sciopero del personale di Asm1, Asm 2 e Asm 4 sarà effettuato per quattro ore e mezza, dalle 8.30 alle 13. Per quanto riguarda i Trasporti, i lavoratori dell’Asm si fermeranno dalle 9 alle 13: in questo settore saranno assicurati comunque tutti i turni di scuolabus e una corsa ogni ora della linea 153 da piazza Cavour all’ospedale De Lellis.

ALTA: CIG http://ilmessaggero.caltanet.it/

Provvedimento di Cassa integrazione dal prossimo 28 febbraio e per un periodo di tredici settimane per quaranta dei sessantadue dipendenti dell'Alta di Bagnoregio, azienda produttrice di nastri per il rivestimento di tubazioni e piccola oasi nel deserto industriale dell'Alta Tuscia (VT). Forte l'agitazione tra lavoratori e sindacati che contestano nel metodo e nel merito la temporanea sospensione dal lavoro di quaranta persone. L'annuncio è arrivato nei giorni scorsi tramite posta, senza che né i dipendenti né le organizzazioni sindacali fossero state precedentemente avvertite, con evidente mancanza di correttezza e tatto. I sindacati chiedono che la Cassa Integrazione venga, perlomeno, applicata a rotazione.

SIDERVASTO http://ilmessaggero.caltanet.it/

C’è un clima d'incertezza a turbare i lavoratori della Sidervasto, di Vasto (CH). Alle spalle ormai da tempo lo stato di crisi, sono rimasti i 50 contratti di solidarietà. Una dozzina di unità scandiscono i ritmi lavorativi, mentre gli altri si vedono cambiare turno di frequente. Senza contare che in molti restano a casa per alcune settimane prima di essere richiamati al lavoro.

DENSO: 11 IN MOBILITA' http://ilmessaggero.caltanet.it/

Entro il prossimo 31 marzo, alla Denso di San Salvo (CH), verrà raggiunta la quota dei cento lavoratori che hanno scelto la mobilità su base volontaria: l'accordo è stato sottoscritto presso la sede dell'Associazione Industriali di Vasto e prevede che, oltre agli 89 lavoratori già usciti dall'azienda, altri 11 saranno reperiti entro il mese prossimo. I sindacati credono che l'ulteriore cura "dimagrante" possa servire a stabilizzare il contratto di 45 giovani che vedranno interrompere il loro rapporto di lavoro proprio il 31 marzo.

PRAGMA: 14 IN MOBILITA' http://ilmessaggero.caltanet.it/

Alla Pragma di Montorio (TE), entro la prossima settimana, si deciderà il futuro di quattordici operai. Durante l’assemblea dell’altro giorno, infatti, i lavoratori hanno dato mandato ai sindacati di chiudere la procedura di mobilità, che è scesa da diciassette a quattordici unità, su un totale di circa sessanta dipendenti. I sindacati assicurano che l’azienda montoriese ha fatto del suo meglio per tutelare i dipendenti, accettando di dare anche un incentivo all’esodo di duemila euro ciascuno ai volontari che decideranno di accettare la mobilità. L’azienda ha assicurato che, dopo il ridimensionamento del personale, farà un piano di rilancio per accrescere la propria competitività nel settore, comprando un nuovo forno per la fusione dei metalli ed investendo in un magazzino da acquistare vicino alla sede di Montorio. Tra le promesse c’è anche quella del reintegro, quando e se sarà possibile, degli operai in mobilità, alla luce di una programmazione di investimenti.

SCAVI DI POMPEI: L’ASSEMBLEA DEI DIPENDENTI http://ilmattino.caltanet.it/

I lavoratori degli Scavi di Pompei si fermeranno domani per tre ore, dalle 17 alle 20. In un primo tempo i lavoratori avevano comunicato alla Soprintendenza archeologica di Pompei che si sarebbero riuniti in un’assemblea convocata dall’organizzazione sindacale Intesa Mbac dalle 8,30 alle 11,30. Ma la Soprintendenza ha autorizzato l’assemblea posticipandola però alle 17 e fino alle 20.

MECCANICHE DI MIRAFIORI: OPERAI SI INCATENANO A LINGOTTO http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it

Si sono incatenati ai cancelli del Lingotto, davanti alla sede della Fiat, per chiedere più lavoro e meno cassa integrazione: è la protesta di dieci operai delle Meccaniche di Mirafiori, ex società paritetica con General Motors, oggi tornata tutta in mani italiane. Intorno a loro alcune centinaia di lavoratori che hanno partecipato al presidio organizzato da Fim, Fiom, Uilm e Fismic torinesi. Sono scesi di nuovo in sciopero i lavoratori di Mirafiori, prima della nuova settimana di cassa che da lunedì bloccherà completamente la fabbrica. Una fermata di quattro ore che precede quella di tutti i lavoratori della Fiat e dell’indotto dell’11 marzo, quando a Roma ci sarà la manifestazione nazionale: un’adesione del 70%, con punte dell’80%, per i sindacati, mentre secondo l’azienda ha scioperato il 26% degli operai delle carrozzerie e il 15% di quelli delle presse. Si sono fermati anche i lavoratori di Termini Imerese, dove lunedì scatteranno le due nuove settimane di cassa integrazione: si è svolta un’assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento, alla quale hanno partecipato anche i dipendenti di otto aziende dell’indotto della zona. Nel pomeriggio la protesta è diventata di otto ore, anzichè di tre come era stato per il primo turno. A Cassino ha scioperato otto ore l’Itca, azienda dell’indotto che ha annunciato 200 esuberi, e nel pomeriggio la Fiat ha dovuto sospendere la produzione della Stilo per il mancato arrivo dei componenti.

AUTORSTRADE: SCIOPERO 11 E 13 MARZO http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/

Sciopero di 4 ore i prossimi 11 e 13 marzo dei circa 14.000 dipendenti delle concessionarie autostradali. L’11 marzo si fermeranno per 4 ore al termine di ogni turno gli addetti agli uffici e il personale non turnista, mentre domenica 13 marzo a incrociare le braccia, sempre per 4 ore al termine di ogni turno, saranno gli addetti ai caselli autostradali e il personale turnista. Lo sciopero, proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Ugl e Sla-Cisal, interessa a livello nazionale tutte le concessionarie autostradali. I sindacati chiedono il rinnovo del contratto di lavoro del settore, scaduto a dicembre del 2003, a fronte di una richiesta di aumento salariale di 120 euro medi che salgono a 150 per altre indennità. E’ un settore che registra utili stratosferici, non ha mercato, non ha concorrenza, ma non c'è volontà di chiudere il contratto da un anno e i datori di lavoro rifiutano una richiesta di aumento in linea con altri contratti già siglati. I sindacati hanno chiesto di inserire nel nuovo contratto un capitolo relativo alla qualità del servizio.


21 febbraio 2005

ASSISTENTI DI VOLO ALITALIA: SCIOPERO http://www.ecodibergamo.it

Inizio di settimana difficile per i trasporti. Per la giornata di oggi, a causa dello sciopero di 24 ore degli assistenti di volo del Sult, Alitalia cancellerà 90 voli (28 nazionali, 50 internazionali, 12 intercontinentali) in partenza dagli scali di Roma e Milano. Lunedì prossimo, il Sult gioca il suo secondo sciopero di 24 ore (il pacchetto ne prevede quattro). Per fronteggiarlo, l'azienda sta elaborando un operativo tale da cancellare il minor numero di voli possibile mettendo in servizio hostess e steward che non aderiscono al Sult. Un piano che ha già portato a una dura presa di posizione dei sindacati. "Si tratta di un gravissimo comportamento antisindacale", secondo i rappresentanti dei lavoratori perché "discrimina i singoli dipendenti". La protesta potrebbe avere il sostegno di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Anpav, che hanno deciso di prolungare sino al 26 febbraio su tutti i voli lo "sciopero del panino", con il rifiuto del personale di cabina di servire snack e bevande a bordo. Intanto sulla categoria pende il peso dei 900 esuberi che dovrebbero essere sbloccati, secondo quanto annunciato da Cimoli, a fine mese con il provvedimento del Welfare sul Fondo per l'integrazione al reddito dei dipendenti, dal primo marzo parte il nuovo operativo dell'Alitalia con il trasferimento di 700 hostess e steward alla base di Malpensa.

CARIFANO: SCIOPERO http://www.corriereadriatico.it

I dipendenti della Cassa Risparmo Fano, hanno deciso di scioperare il 28 febbraio per avere chiarezza sulle ipotesi di cessione dell’istituto. I bancari sono in stato di agitazione da gennaio, e sono preoccupati perché secondo indiscrezioni intorno alla Cassa di risparmio di Fano Spa potrebbe essere trovato un accordo extragiudiziale al contenzioso legato all’impugnativa da parte di alcuni soci di minoranza, delle delibere prese all’assemblea del 18 novembre 1995 della Banca Popolare di Ancona che permisero l’acquisizione del controllo da parte della allora Banca Popolare di Bergamo -Credito Varesino.


23 febbraio 2005

TNT DI RIETI: 7 POSTI A RISCHIO http://ilmessaggero.caltanet.it/

L’azienda è poco disponibile con i lavoratori e i 33 dipendenti della Tnt Logistic Italia, dopo l’incontro a Roma tra sindacati e dirigenza, hanno scritto al presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, per ribadire le linee di azione che sono riassumibili in tre punti fondamentali. Almeno 7 di loro rischiano di perdere il posto di lavoro o di essere trasferiti a Milano. Ed ecco i punti ribaditi dai lavoratori: disponibilità ad effettuare sotto la guida di un responsabile Tnt, parte delle lavorazioni attualmente svolte dalla cooperativa (attività preimballo) che continuerebbe a svolgere determinate mansioni in collaborazione con Tnt (attività preimballo). Disponibilità ad effettuare turnazioni e flessibilità dell’orario di lavoro. Rifiuto del contratto di solidarietà proposto dall’azienda in alternativa ai ventilati trasferimenti e licenziamenti. Rifiuto dell’ipotesi di distacco in cooperativa di tutte le risorse attualmente impiegate in Tnt. Questa situazione è il riflesso di quella dell'Alcatel: da circa un mese il servizio spedizioni è stato trasferito a Milano su richiesta precisa di Alcatel.

ITCA DI CASSINO http://ilmessaggero.caltanet.it/

Di fronte al prolungamento dello sciopero e al senza lavoro nelle fabbriche della Fiat di mezza Italia la dirigenza dell'Itca di Cassino si è vista costretta a riaprire le trattative. E così questa mattina rsu e sindacati si ritroveranno faccia a faccia con la proprietà all'Unione Industriale di Frosinone per cercare di riavviare la vertenza naufragata la settimana scorsa per l'intransigenza della società torinese di ritirare i 200 licenziamenti su una forza lavoro di 543 unità. I lavoratori sono in sciopero dal 14 febbraio con quattro ore per turno con una produzione ridotta che ha messo in crisi gli altri stabilimenti per il mancato rifornimento. E anche oggi la protesta proseguirà in attesa di notizie da Frosinone. La proprietà dell'Itca,però, ha dichiarato gli esuberi anche in altri stabilimenti come quello di Grugliasco (Torino) dove ieri i lavoratori hanno scioperato per due ore.

GENNY: RISCHIO CHIUSURA http://ilmessaggero.caltanet.it/

Un primo passo è stato compiuto ieri dal Comune di Ancona per tentare di fare chiarezza sul futuro della Genny, nota azienda tessile del Gruppo Prada, la cui direzione ha dichiarato esuberi. Nessuna notizia sulla cifra esatta: solo a metà marzo, dicono Cgil, Cisl e Uil, potrà essere fatta maggiore chiarezza. Preoccupazione per il destino non solo dei 210 operai attualmente impiegati nello stabilimento alla Baraccola.


24 febbraio 2005

RATTI: ACCORDO SUGLI ESBUERI http://www.laprovinciadicomo.it

Si riducono i licenziamenti alla Ratti di Como. È questa quanto emerso ieri nel corso dell'incontro tra la proprietà e i sindacati Filtea-Cgil e Femca-Cisl. Le parti sembrano aver trovato un'intesa sugli esuberi: da 105 si è scesi a 89. Alla decisione si è arrivati dopo una lunga analisi sui reparti, sui carichi di lavoro, gli orari e gli organici degli stabilimenti di Guanzate e Malnate. A margine dell'incontro i sindacati hanno presentato anche la loro proposta che prevede oltre alla mobilità per i volontari e per i lavoratori ormai vicini alla pensione, anche l'utilizzo della cassa integrazione straordinaria. Il piano sociale durerebbe un anno, rimandando le uscite per cercare nel frattempo nuovi sbocchi occupazionali al personale a rischio di licenziamento. Tutto è quindi rimandato ai primi di marzo.

LINEA DURA DEL GRUPPO THYSSEN: SOSPESI IN 630 http://www.corriere.it/

Crisi sempre più acuta alle acciaierie di Terni, dopo che Thyssen Krupp ha annunciato ieri la sospensione di altri 630 dipendenti. Motivo: impossibile garantire le scorte di prodotti, a causa del blocco delle merci deciso dai lavoratori per protesta contro la chiusura del reparto magnetico e la cassa integrazione per 360 addetti. Prefetto, sindaco e politici hanno chiesto l’intervento del governo.

VITROCISET: LA PROTESTA A ROMA http://www.unionesarda.it/

Nei giorni scorsi si è conclusa positivamente la vicenda dei 20 lavoratori della Comic messi in mobilità dallo scorso mese, assorbiti dalla Icom dell'imprenditore Furio Vissani e per loro si risolvono oltre ai problemi di lavoro, anche quelli riguardanti il temuto mancato pagamento del Tfr. Nei momenti di maggior sviluppo dell'industria chimica di Macchiareddu, la Comic era riuscita a contare fino a 200 dipendenti impegnati nelle manutenzioni degli impianti oltre che della fabbrica ex Eni, anche delle saline Contivecchi. Ultimamente i lavoratori a libro paga della Comic erano appena venti. L'auspicio è ora di veder rilanciare l'attività stessa della Syndial non solo attraverso le bonifiche e le dismissioni degli impianti ma anche con le produzioni eco-compatibili del cloro derivati con i quali si potrà garantire un futuro all'intero territorio industriale cagliaritano. Per quanto riguarda i lavoratori della Vitrociset di Macchiareddu per domani è annunciata la manifestazione a Roma di una sessantina di lavoratori delle due aziende, di Macchiareddu e del poligono di San Lorenzo, davanti alla sede della presidenza del Consiglio dei ministri. L'obiettivo posto dai lavoratori è quello di consentire la chiusura dello stabilimento Vitrociset di Macchiareddu come già annunciato dalla direzione. Terminata l'ultima commessa per la manutenzione del sistema Spada antiaereo, per gli 85 lavoratori della Vitrociset, il futuro è già stato delineato: 35 di loro verranno messi in mobilità, licenziati, mentre per gli altri 50 si prospetta il trasferimento nelle altre sedi nazionali ed estere. I più "fortunati" potranno aspirare al trasferimento a San Lorenzo. Per gli altri, invece, sono pronte le sedi sparpagliate nei vari aeroporti italiani ed europei e persino nella base spaziale delle Guyane francesi. Una prospettiva che ha mobilitato lavoratori e sindacati.

PORTOVESME SRL: CIG http://www.unionesarda.it/

Cassa integrazione, come previsto, anche per i lavoratori della fonderia di San Gavino, ma con un mese di ritardo rispetto agli altri lavoratori della Portovesme Srl. In mattinata i confederali avevano firmato l'accordo con la direzione dell'azienda per l'avvio della cassa integrazione per i dipendenti di Portovesme e San Gavino. Una scelta quasi inevitabile, dovuta alla fermata del ciclo di lavorazione Imperial Smelting. Tutti i lavoratori del gruppo, in base agli accordi, andranno in cassa integrazione a rotazione. Dai conteggi fatti, i dipendenti non dovranno presentarsi al lavoro per tre giorni e mezzo alla settimana. L'accordo riguarda anche i settanta della fonderia di San Gavino che ruoteranno dal primo aprile. Sarà poi la Rsu aziendale della fonderia, eletta il mese scorso, a incontrare l'azienda per pianificare turni e competenze dei lavoratori. La cassa integrazione, salvo imprevisti, si concluderà il 31 dicembre.

ITALAQUAE: CONFERMATI GLI ESUBERI http://www.bresciaoggi.it

Ancora una trattativa inutile per il futuro dello stabilimento di imbottigliamento di Boario (e non solo) del gruppo "Italaquae". E vista l’attuale indisponibilità dell’azienda a retrocedere dall’intenzione di licenziare decine di lavoratori, le organizzazioni sindacali hanno alzato il tono minacciando l’occupazione degli stabilimenti. L’ennesimo incontro si è tenuto ieri a Roma, nella sede del ministero del Lavoro, fra la direzione aziendale di Italaquae spa e i rappresentanti sindacali dei lavoratori dei diversi siti produttivi. Per il momento tutto resta sospeso fino a lunedì 14 marzo quando ci sarà un nuovo incontro al ministero del Lavoro. Ma se in quella occasione non si riuscirà a fare l’accordo, e l’azienda aprirà la procedura di licenziamento, i lavoratori passeranno all’occupazione dello stabilimento. La società ha ribadito la propria determinazione: investimenti significativi nei diversi stabilimenti ma, insieme, l’allontanamento dalla produzione di 130 lavoratori nelle diverse sedi produttive; 40 solo in Valcamonica.

METALMECCANICI: NEL BRESCIANO MOBILITAZIONI ALLA BERGA, ALLA THERA, ALLA TIMKEN. ACCORDO ALLA METAWORK http://www.bresciaoggi.it/

Preoccupazione e mobilitazione: è quanto emerso ieri dall’assemblea organizzata dal sindacato con i dipendenti Thera : un confronto all’indomani dell’apertura, da parte dell’azienda, della procedura per la messa in mobilità di 69 addetti su un totale di 318 in tutto il gruppo (16 gli interessati a Brescia). La decisione della società di aprire una procedura di licenziamenti collettivi, mobilità, dopo la verifica positiva, al ministero del Lavoro, sull’utilizzo della Cigs, "rende la decisione inaccettabile. Ancora una volta - aggiunge la nota - le scelte sbagliate del gruppo, sia dal punto di vista industriale, sia finanziario, sono subite dai lavoratori". I dipendenti hanno deciso in assemblea di contrastare la scelta aziendale partendo dalla decisione di non aprire un tavolo di trattativa sulla procedura. Per giovedì 3 marzo annunciano un presidio, dalle 10,30 alle 12,30, in via Aldo Moro con volantinaggio informativo sulla vicenda. Sempre a Brescia durante l’ennesimo incontro per il rinnovo dell’integrativo alla Berga (20 addetti) l’azienda ha dichiarato la sua indisponibilità ad aprire un confronto sulle richieste sindacali. Oggi è in programma l’assemblea per decidere le iniziative da intraprendere per contrastare questa posizione. A Villa Carcina, invece, via libera dai lavoratori alla piattaforma unitaria per arrivare al rinnovo dell’integrativo alla Timken Italia (135 addetti). Tra le richieste da sottoporre alla controparte, la conferma del vecchio PdR, l’istituzione di un nuovo Premio di risultato di 1050 euro annui a regime, un aumento in busta paga oraria di 50 euro al mese per tredici mensilità, l’incremento della maggiorazione del turno di notte al 40%. La piattaforma contiene la richiesta di una soluzione economica per gli anni 2004-2005. Restando in Valtrompia sindacati e lavoratori della Metawork di Sarezzo (la società che ha preso in affitto il ramo d’azienda della Simonelli Trafilerie di Sarezzo) sono di nuovo all’attacco: oggi, dalle 13 alle 14, è in programma un’assemblea con i lavoratori (un centinaio, quasi tutti in Cigs) nel piazzale antistante la fabbrica per decidere le iniziative da intraprendere. I lavoratori non hanno ricevuto il pagamento degli stipendi di dicembre e gennaio, oltre alla tredicesima.

ACCACINQUE DI CARRE': 49 POSTI A RISCHIO http://www.ilgiornaledivicenza.it

Rischiano il licenziamento per il fallimento dell’azienda in cui lavorano. Oggi le 49 dipendenti della ditta Accacinque di Carrè (VI) incontrano il sindaco per chiedere il sostegno dell’Amministrazione comunale rispetto alle richieste avanzate dal sindacato. La Accacinque è di proprietà della Vestimenta di Mattarello, nel Trentino, un importante gruppo che opera nel settore della moda di alta qualità. Le lavoratrici hanno concordato con l’azienda un percorso teso a ridurre l’impatto sociale dei licenziamenti, con il ricorso alla cassa integrazione per 12 mesi e a percorsi di formazione e riqualificazione professionale. Tuttavia, recentemente la situazione è precipitata. La Accacinque è stata messa in liquidazione; il liquidatore ha comunicato che i soci non hanno più intenzione di adempiere agli impegni presi, e che il 25 febbraio si terrà un’assemblea dei soci che deciderà di portare la Accacinque al fallimento volontario. Una scelta di questo tipo potrebbe precludere alle 49 dipendenti la possibilità di ottenere la cassa integrazione e la riqualificazione professionale. Inoltre, affrontare un fallimento significherebbe dover attendere a lungo per ottenere le spettanze di fine rapporto.

PICCIONI: SCIOPERO A OLTRANZA http://www.corriereadriatico.it/

I 35 dipendenti della Piccioni srl - azienda specializzata nel montaggio di componenti per realtà del calibro di Ariete e Olivetti - hanno incrociato le braccia e proseguiranno ad oltranza lo sciopero fino a quando la proprietà non fornirà garanzie sul pagamento della mensilità di dicembre, della tredicesima e dello stipendio di gennaio. Ma anche per la mensilità di febbraio c’è il rischio concreto di un ulteriore slittamento. La Piccioni di Jesi è legata a doppio filo alla Know How, del gruppo controllato dall’imprenditore Bellocchi, a Camerata, ma è la quale sta attraversando una fase di crisi. Gli operai e gli impiegati della Piccioni hanno incrociato le braccia alle 14 e per 40 minuti hanno dato vita ad un presidio davanti ai cancelli. La situazione, quanto agli stipendi, non si è ancora sbloccata. Le commesse ci sono, tant’è vero che la produzione non ha mai conosciuto battute d’arresto. Le difficoltà, spiegano i sindacalisti, nascono dai ritardi nei pagamenti da parte della Know How di Camerata. Insomma, è la mancanza di liquidità a generare non poche apprensioni e tensioni all’interno della fabbrica.

CONAD: PRSIDIO DEI LAVORATORI IN MOBILITA' http://www.corriereadriatico.it/

Prima giornata di sciopero dei dipendenti di Conad Adriatico contro l'azienda, che ha aperto una nuova procedura di mobilità per 125 lavoratori facenti parte dei magazzini di Monsampolo del Tronto Centobuchi e Porto D'Ascoli. Resistendo anche alle intemperie del tempo, i lavoratori di Conad Adriatico hanno scioperato ieri in maniera massiccia per tutta la giornata, con molti di loro che hanno dato vita ad un presidio davanti ai cancelli della sede di Monsampolo, protrattosi sino a pomeriggio inoltrato e riconfermato anche per la giornata odierna.

VGF: CIG PER 32 LAVORATORI http://www.corriereadriatico.it

Cassa integrazione per 32 operai su 36 addetti, alla Vgf di Maltignano. La cassa integrazione, che riguarda la quasi totalità delle maestranze dovrebbe terminare il 13 marzo. A ottobre scorso la vertenza dell'azienda metalmeccanica che ha tra i suoi clienti la Nuovo Pignone, era iniziata dopo che le maestranze diedero vita una serie di proteste reclamando i salari arretrati. Dovettero intervenire le forze dell'ordine e la Digos, e solo dopo una trattativa tra i Carabinieri e la proprietà, gli operai misero fine alle proteste. Dopo quella prova di forza che si concluse con il pagamento degli arretrai, sembrava che la situazione fosse tornata alla normalità. Anche perché gli operai, secondo l'accordo tra azienda e sindacati, rinunciarono a riposi e ferie pur di mantenere gli impegni con i committenti, tra i quali la Nuovo Pignone. Ma a dicembre ecco il primo colpo di scena, con la decisione della proprietà di mettere in cassa integrazione 32 maestranze, per 13 settimane. Motivo la scarsità delle commesse pervenute. Ma i colpi di scena non sono finiti, perché, proprio mentre viene chiesta la cassa integrazione, i proprietari della Vgf, i fratelli Cicconi, vendono l'azienda a Pasquale Maddalo. I nuovi proprietari fanno sapere alle parti sociali che si sta cercando di acquisire commesse sul mercato, ma, questo dieci giorni fa, ancora no si era concretizzato nulla. A questo punto, secondo i sindacati, sembra inevitabile un riassorbimento delle maestranze per due settimane in azienda, così come prevede la legge per poi far scattare nuovamente la cassa integrazione. Un provvedimento che, sempre secondo le parti sociali, potrebbe trasformarsi nella richiesta della mobilità se le commesse non dovessero arrivare.

ECOSOL: SCIOPERO http://www.lasicilia.it

Tredici lavoratori della Ecosol di San Giovanni La Punta (CT), azienda di impianti per energia solare, sono in sciopero. I lavoratori, da tre mesi senza stipendio, protestano anche contro la mancanza di chiarezza sulle prospettive del progetto "Comune solarizzato", in cui sono impegnati, che vede coinvolto anche il Comune di Catania, e soprattutto sul loro futuro.

CALL CENTER ALICE SERVICE http://www.lasicilia.it

Doveva essere una nuova opportunità di lavoro, un'attività legata alle imprese della cosiddetta new economy, ma per troppi giovani - quelli che per telefono propongono contratti legati a servizi per comunicare e navigare in Rete in modo più vantaggioso - sembra essersi trasformata in una cocente delusione. E' un dato di fatto: dove c'è un call center sembra esserci inevitabilmente precarietà e disagio, ovvero qualcosa di ben diverso dalla flessibilità richiesta dal mercato del lavoro. Ancora una volta davanti alla sede di un call center è stata di scena una protesta, anche se in questo caso le caratteristiche della nuova vertenza escono dai consueti canoni: gli ormai ex lavoratori chiedono il riconoscimento delle spettanze maturate e denunciano condizioni improponibili, mentre l'azienda, l'Alice Service, partner di Telecom, replica di essere disposta a riconoscere i crediti maturati, ma in base ad un conteggio definito in base ad un rapporto considerato "prestazione occasionale". I giovani che hanno lavorato in Alice Service sono su posizioni decisamente differenti da quelle dell'azienda. Parlano di turni di lavoro che si protraevano dalle quattro alle sei ore giornaliere, effettuati senza alcun tipo di contratto con una retribuzione fissa di 2 euro e 50 centesimi all'ora, con un'ulteriore provvigione - legata alla produttività - su ogni contratto realizzato relativo alla linea adsl oppure ad altri servizi di telefonia proposti ai clienti. Posizioni differenti anche sul numero di ex lavoratori addetti al call center Alice Service: 23 in tutto, secondo l'azienda, una cinquantina invece secondo la Cgil, che sta seguendo questa vertenza. "La proposta dell'azienda, che offrirebbe ai lavoratori il 40 per cento del credito maturato - dice Massimo Malerba della Cgil - è inaccettabile perché la prestazione occasionale in base a quanto previsto dalla riforma Biagi non può andare oltre i trenta giorni di lavoro nel corso di un anno. Per questo - aggiunge - su questa vertenza inoltreremo un esposto alla Procura, oltre alla causa di lavoro".

FINMEK: SCIOPERO» http://www.gazzettino.it/

I lavoratori di Gorizia in sciopero, oggi. È in programma questa mattina, con inizio alle 9.30 dal campo sportivo di Ronchi dei Legionari, il corteo ufficialmente annunciato già nei giorni scorsi quale espressione di uno sciopero di quattro ore del settore metalmeccanico isontino per sostenere la lotta dei 300 dipendenti della Finmek il cui piano industriale (presentato a Roma dal commissario straordinario del gruppo) prevede una dismissione che potrebbe rivelarsi deleteria per un territorio già alle prese con un grave problema di carattere occupazionale. Ostilità anche nei confronti della proposta di una cassa integrazione a zero ore per tutti i lavoratori coinvolti nonostante venga auspicata l'acquisizione da parte di altri soggetti come la Microsoft.


25 febbraio 2005

FINSIEL VENDUTA A COS http://www.ilmanifesto.it/

Telecom, nonostante le proteste di sindacati e lavoratori, ha ceduto ieri la sua quota di controllo della Finsiel - il 79,5%, per 163-165 milioni di euro - al gruppo Cos. Finsiel e Cos formano ore insieme il maggiore gruppo Itc italiano, con fatturato superiore a 800 milioni di euro e 18 mila dipendenti. Fiom-Cgil ha espresso preoccupazione: "Di fronte al rischio dello spezzatino e del possibile ingresso di acquirenti la cui compatibilità industriale con le attività di Finsiel appare francamene dubbia, il governo deve rompere gli indugi e intervenire per garantire i 4 mila dipendenti".

EMMEGI: SITI IN DEI LAVORATORI http://www.ilmanifesto.it/

Nuova protesta dei dipendenti Emmegi di Termini Imerese. I lavoratori dello stabilimento che si occupa della lavorazione di succhi d'arancia, ieri hanno dato vita a un sit-in per protestare contro il prolungamento di un anno della cassa integrazione, annunciato a sorpresa ieri pomeriggio. La protesta ha impedito l'uscita dei tir che trasportano i succhi del marchio Santal, di proprietà della Parmalat. Prevista il 28 febbraio un'assemblea per decidere quali azioni intraprendere.


26 febbraio 2005

FIAT: RIPARTE LA LOTTA A TERMINI E A POMIGLIANO http://www.ilmanifesto.it

Mille operai riuniti nell'aula del consiglio comunale, i delegati che incitano alla mobilitazione, i segretari territoriali di Fiom-Fim e Uilm che riempiono i taccuini, quelli di Cgil-Cisl e Uil che richiamano i metalmeccanici all'unità, il sindaco che manifesta solidarietà, qualche deputato nazionale seduto ad ascoltare. Due anni fa la grande mobilitazione di Termini Imerese riuscì a scongiurare la chiusura dello stabilimento. Oggi, dopo la fuga di Gm, si riparte da lì. Il rischio è la cassa integrazione, 5 mesi a partire dal 21 marzo, più la pausa estiva. Ma a Termini la chiusura temporanea è considerata il preludio a una nuova stagione di lotta, probabilmente più dura di quella del 2002. Per la Fiom, "la vertenza è unica da Nord a Sud". La manifestazione dell'11 marzo rappresenta l'inizio di un percorso di mobilitazione. Per la Fiom la ricetta è "intervento dello Stato nel capitale, ricapitalizzazione da parte della famiglia Agnelli con i soldi di Ifil, Ifi e Fiat Spa, alleanze industriali con partner internazionali". Ma con una pregiudiziale: nessuna riduzione dell'occupazione, dell'indotto e della componentistica. Come due anni fa, anche questa volta, accanto ai 1.400 operai di Fiat, ci sono le tute blu dell'indotto, per i quali il futuro sembra ancora più buio. L'Iposas di Vicari ha già annunciato la chiusura e il licenziamento di 45 operai; Imam, Universalpa e Valdostana Palastici potrebbero seguirla a ruota. A parte la Cig, l'unica certezza è che molte aziende dell'indotto non hanno firmato i contratti di fornitura per la produzione dei componenti della Lancia Ypsilon che, secondo il Lingotto sarà prodotta a Termini da settembre, al posto della Punto restyling. A Pomigliano d'Arco, intanto, hanno scioperato sia lo stabilimento Alfa Romeo che l'indotto, con punte dell'87%, secondo le prime stime sindacali. Uno sciopero di otto ore programmato da Fim, Fiom e Uilm in anticipo rispetto all'11, quando Pomigliano sarà chiusa per una settimana di cig. Hanno partecipato, per quattro ore, anche i lavoratori dell'Avio Spa (contro lo smantellamente delle attività di ricerca e progettazione) e i ricercatori dell'Elasys.


27 febbraio 2005

TRASPORTI: SCIOPERI http://www.ilmanifesto.it/

In arrivo una serie di scioperi che investiranno, a partire da lunedì, tutti i settori dei trasporti. Inizieranno domani con lo "sciopero del panino" gli assistenti di volo Meridiana, che si mobiliteranno per respingere il licenziamento di 200 lavoratori. Giovedì 3 marzo si fermeranno per 4 ore gli addetti ai servizi a terra dell'aeroporto di Napoli, garantendo comunque i servizi minimi ed i collegamenti con le isole. Venerdì 4 marzo sciopereranno invece i precari autonomi del trasporto aereo: dalle 12 alle 16 i lavoratori del Gruppo Alitalia, degli aeroporti di Roma e Milano. In programma anche un fermo di 24 ore degli assistenti di volo e del personale di terra del Sult, contestato dalla commissione di garanzia che ha avanzato dubbi sull'intero pacchetto di 96 ore di protesta, in parte già effettuate. Preannunciate ma non ancora fissate proteste da parte dei sindacati confederali del trasporto pubblico, del trasporto aereo e dei portuali. I primi per «conflitti particolarmente aspri e gravità dei comportamenti delle aziende» che non vogliono più garantire i trattamenti di malattia aggiuntivi, hanno già avviato le procedure di raffreddamento, ed il 9 marzo si fermeranno gli autoferrotranvieri autonomi. Per quanto riguarda i trasporti aerei i piloti di Windjet, minacciati di licenziamento, hanno annunciato un pacchetto di 72 ore di fermo non ancora fissate, mentre i comandanti Eurofly chiedono il ripristino di relazioni sindacali corrette, altrimenti sarà mobilitazione. I portuali, infine, in attesa di un nuovo contratto da otto mesi, hanno annunciato che aspetteranno solo un'altra settimana, o sarà "l'inizio di una stagione di conflitto".

CAFFARO: MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI http://www.gazzettino.it

Domani davanti alla Caffaro di Torviscosa (UD) manifesteranno i lavoratori. I passaggi prospettati dall'Azienda e cioè il licenziamento di 32 operai entro marzo, l'avvio della nuova centrale turbo-gas, la chiusura del reparto cloro-soda con la conseguente cessazione anche delle cloro-paraffine porterebbero il numero dei dipendenti dagli attuali 366, e solo 10 anni fa erano 700, a meno di 200.

SEIMA ELETTRONICA: OPERAI SENZA PAGA http://www.gazzettino.it

Dopo mesi di vane attese e speranze che la situazione della Seima Elettronica, si avviasse a conclusione, decidono di intervenire le maestranze ancora in cassa integrazione. I dipendenti vogliono dire la loro: "Ci sentiamo veramente delusi da come si sono evoluti i fatti in questi ultimi mesi, vogliamo solo raccontare come stiamo vivendo noi questo travaglio. Abbiamo ascoltato tante promesse, abbiamo assistito a grandi celebrazioni per il raggiungimento di un'accordo che ancora non si è portato a compimento; abbiamo occupato la fabbrica sospinti dai sindacati che comunque hanno latitato, spingendo scelte non azzeccate; ma nulla è valso". L'ultima mensilità della cassa integrazione erogata dall'Inps, risale ad ottobre 2004; la cassa integrazione scade in giugno, per quella volta, dovranno aver trovato tutti altra occupazione, non possono ancora attendere con delle famiglie da mantenere e dei mutui da pagare.

METAWORK http://www.giornaledibrescia.it

I lavoratori della Metawork (ex Simonelli Trafilerie) di Sarezzo, domani 28 effettueranno una manifestazione con volantinaggio per informare la cittadinanza circa la grave situazione di crisi che ormai da più di due anni permane nella loro azienda. I lavoratori della Metawork sono in cassa integrazione straordinaria e chiedono il pagamento delle mensilità arretrate di settembre, dicembre e gennaio, oltre alla 13.ma mensilità e al premio del 2003.

BRESCIANO: LA SITUAZIONE OCCUPAZIONALE http://www.giornaledibrescia.it

Sui grandi numeri non c’è dubbio: il comparto dolente resta il tessile che passa da 1,1 a 1,5 milioni di ore di Cig autorizzate. In termini assoluti è la meccanica a pagare il prezzo più alto con 2,4 milioni di ore, pur se il calo del 7% suona a conferma di alcuni segnali di recupero avvertiti soprattutto a metà 2004. I dati sulla Cassa integrazione ordinaria e straordinaria sono frutto dell’elaborazione di fine anno resa nota dalla sede Inps di Brescia. Nel raffronto 2003/2004 il monte ore totale autorizzato corrisponde ad un incremento dell’11%, il che tradotto in cifre significa un incremento totale di 600mila autorizzate. Nel particolare è la Cig ordinaria ad essere sensibilmente aumentata, passando da 2,6 a 3,4 mln di euro, con un incremento percentuale del 29%. Più difficile, invece, è dare una lettura al decremento della Cassa integrazione straordinaria legata, come è noto, ai processi di ristrutturazione industriale. Sullo scenario di un 2004 che ha comunque sfondato la soglia di 6 milioni di ore di Cig autorizzata, i rilievi statistici del centro studi dell’Inps di Brescia sottolineano ancora il momento difficile della metallurgia: il monte ore passa da 411mila a 488mila con un incremento del 18%. Si deve comunque considerare come il settore lasci alle spalle un 2004 nel quale le difficoltà oggettive sono state molteplici pur se i risultati di molte imprese hanno retto bene il mercato, giustificando la Cig con investimenti negli impianti produttivi. E' il caso dell’Alfa Acciai che ha presentato un nuovo piano industriale funzionale ad un’azienda che i massicci investimenti degli ultimi anni hanno ridisegnato profondamente. Un piano industriale che ha, come corollario, un accordo raggiunto con il sindacato per 24 mesi di cassa integrazione straordinaria per un massimo di 70 lavoratori (anche se poi gli interessati non dovrebbero essere più di 40).

ALITALIA: ACCORDO ASSISTENTI DI VOLO http://www.giornaledibrescia.it

È stato siglato l’accordo tra Alitalia e assistenti di volo: sindacati e compagnia hanno raggiunto la notte scorsa un’intesa che consentirà l’azzeramento degli esuberi e della cassa integrazione grazie anche all’autotassazione solidale. Hostess e steward contribuiranno, infatti, al mantenimento del posto di lavoro dei loro compagni in mobilità con 12 giornate di lavoro. Le organizzazioni hanno firmato tutte tranne il Sult. L’intesa, che definisce le regole del contratto di categoria firmato a settembre, consentirà anche l’apertura e la graduale alimentazione della base operativa di Milano. L’obiettivo è quello di impiegare sui voli in partenza da Malpensa e Linate solo personale localizzato a Milano, per risparmiare tempi di trasferimento e spese alberghiere.

AST DI TERNI: ACCORDO http://ilmessaggero.caltanet.it/

L’attesa svolta per le Acciaierie di Terni c’è stata. Thyssen Krupp e sindacati si sono trovati d’accordo nel definire l’intesa che prevede sì la chiusura del Magnetico entro un anno unitamente agli incentivi ad uscire per 155 dipendenti (ma anche qui con accorgimenti per evitare danni ai lavoratori), ma anche la garanzia che si farà un nuovo impianto produttivo che consentirà fino al 2009 di salvaguardare esattamente gli stessi livelli occupazionali di ora. In cambio la Thyssen Krupp chiede e ottiene garanzie sull’energia (quindi la nuova centrale da realizzare) e le infrastrutture. I sindacati hanno deciso di convocare per oggi l’assemblea i lavoratori della Terni e, se non ci saranno inattesi intoppi, da domani tutti di nuovo torneranno al proprio posto. Quattro i punti fondamentali dell'intesa raggiunta: la garanzia occupazionale per tutto il sito fino al 2009 visto che l'azienda conferma gli attuali livelli occupazionali. L’analoga garanzia occupazionale anche per le controllate Titania e Fucine dove saranno garantiti anche i livelli produttivi attuali. Quindi ancora sarà istituita una commissione paritetica con il compito di verificare gli investimenti che comportino innovazione produttiva e tecnologica. E infine l’impegno dell'azienda a favore dell'innovazione soprattutto per quel che riguarda ricerca e sviluppo.

CONSORZIO DI BONIFICA DEL TRONTO: IMPIEGATI SENZA STIPENDIO http://ilmessaggero.caltanet.it

Sindacati sul piede di guerra per tutelare i diritti dei 23 dipendenti del Consorzio di Bonifica del Tronto, ormai al collasso: niente stipendi, niente energia elettrica e nessuna possibilità di provvedere alle operazioni di manutenzione idraulica. Tutto questo con la stagione irrigua ormai alle porte. Per di più, l’iter di fusione tra i Consorzi dell’Aso, del Tenna e del Tronto sembra non procedere ancora come dovrebbe, malgrado il "supercommissario" nominato dalla Regione Marche abbia finalmente stilato e depositato la relazione propedeutica all’atto e la Provincia si sia detta disponibile a riassorbire parte del personale in esubero. I sindacati accusano le associazioni agricole di intralciare la fusione.

BANCA D'ITALIA: SCIOPERO http://ilmessaggero.caltanet.it

Le segreterie nazionali dei sindacati bancari hanno proclamato un’astensione dal lavoro nelle ultime due ore del tre marzo prossimo alla Banca d’Italia, sezione di tesoreria provinciale dello Stato di Teramo (nella foto). Potrebbero verificarsi dei disservizi e non garantito il pagamento degli stipendi.

CASTELFIDARDO SERVIZI http://ilmessaggero.caltanet.it/

Con i voti favorevoli della maggioranza (Solidarietà popolare), dei Ds e dello Sdi è stato consacrato venerdì nel Salone degli Stemmi il conferimento azionario della Castelfidardo Servizi alla Multiservizi, l'ex Gorgovivo di Ancona. Quasi nulle le speranze lasciate dal sindaco Marotta agli operai (tutti presenti tra il pubblico in aula) di ottenere ulteriori garanzie al tavolo delle trattative. Dal 1 marzo sarà assicurata la tutela del posto di lavoro ma non secondo gli standard attuali.


28 Febbraio 2005

MERIDIANA: SCIOPERO BIANCO http://www.larena.it

Stato di agitazione e proclamazione dello sciopero bianco dei dipendenti della Meridiana in seguito all’annuncio della Compagnia aerea che ha dichiarato l’esubero di 192 unità, su un potenziale attuale di circa 1.400 dipendenti. È evidente l’intenzione di attuare la razionalizzazione delle risorse umane: in una parola, la messa in mobilità di oltre il tredici per cento delle forze lavorative. Da oggi cominciano le proteste: uno sciopero bianco di quattro ore: dalle 12 alle 16 gli assistenti di volo si asterranno dal fornire ai passeggeri servizi commerciali a bordo, una forma alternativa per non danneggiare più seriamente l’utenza. I voli partiranno regolarmente ma durante il viaggio non sarà fornita la consueta assistenza con la somministrazione di bevande e alimenti. Dal primo marzo e a tempo indeterminato lo sciopero bianco sarà attuato tutti i giorni, in tutte le ore e su tutti i voli delle tratte servite.


01 marzo 2005

FINMEK http://www.ilmanifesto.it

Alla Finmek Solutions de L'Aquila sarebbero dovuti tornare al lavoro 550 operai, dei 900 lasciati da Flextronics. Due anni dopo gli accordi di successione, Finmek ha in carico poco più che 500 dipendenti: ma al lavoro sono una trentina. Non c'è lavoro perché tardano ad arrivare le commesse Enel. Il gruppo Finmek opera attualmente in amministrazione straordinaria - o come si dice in gergo è in legge Marzano. Il problema del gruppo è uscire dalla legge Marzano evitando il fallimento. Deve dunque presentare un piano industriale credibile. La data in cui Finmek avrebbe dovuto presentare il piano è il prossimo 4 marzo, ma è già divenuto evidente che il gruppo aspetta il dopo-elezioni regionali per farlo. In realtà negli ambienti sindacali e operai il piano del gruppo circola già da qualche giorno. Finmek prevede una riduzione di organico di circa il 50%. Il sistema Finmek, nel piano industriale, sarà segmentato il tre aree: Santa Maria Capua Vetere, L'Aquila e Padova. Quest'ultima appare il nucleo duro del gruppo. Finmek avrebbe l'intenzione di vendere il sistema, così riorganizzato, a uno o più investitori. Investitori, non imprenditori. Per questo è necessario evitare il fallimento, perché se dalla legge Marzano si passasse alla procedura fallimentare gli azionisti Finmek rimarrebbero solo a leccarsi le ferite. Nella fabbrica dell'Aquila lasciata da Flextronics, Finmek Solutions avrebbe dovuto dare lavoro a 550 operai. Ne ha virtualmente in carico poco più che 500 e prevede 110 esuberi. Stiamo parlando di lavoratrici e lavoratori che non hanno neppure messo piede in fabbrica prima di essere dichiarati in esubero, e sulla cui vita (età media 50 anni) pesa una sorta di decreto di esilio. Nessun discorso per l'insediamento Finmek di Sulmona (170 operai), destinato alla dismissione. Il piano industriale Finmek prevede che gli esuberi possano essere aumentati a piacimento volta per volta.


02 marzo 2005

OCCUPAZIONE http://www.ilmanifesto.it/

L'occupazione nelle grandi imprese (quelle con più di 500 addetti) è diminuita nel 2004 dello 0,6%. Secondo i dati Istat, l'occupazione ha segnato un calo del 2,7% nella grande industria e una variazione positiva dello 0,8% nei servizi. Nel solo mese di dicembre, il calo complessivo sempre al lordo della cig è stato dello 0,2% con una perdita di 5.000 posti: la grande industria ha accusato, in particolare, un calo del 2,2% pari a una diminuzione di 17.000 posti di lavoro rispetto al dicembre 2003.

ALITALIA: SCIOPERO PRECARI http://www.ilmanifesto.it

Il 4 marzo, dalle ore 12.oo alle ore 16.oo, i lavoratori precari di Alitalia e degli aeroporti di Roma e Milano hanno indetto uno sciopero contro la condizione di precarietà e lo sfruttamento che subiscono da anni, a sostegno della stabilizzazione del loro posto di lavoro e per l'introduzione di regole certe che pongano fine al far west del mercato del lavoro nel settore del trasporto aereo italiano.

ALGAT http://www.laprovinciadilecco.it

Ai circa 65 addetti della Algat in assemblea, i rappresentanti sindacali illustreranno l'esito dell'incontro di martedì con uno dei commissari nominati dopo l'entrata dell'azienda in regime di Legge Prodi. I rappresentanti sindacali hanno incontrato il commissario nello stabilimento di Valgreghentino. Nello stabilimento di Valgreghentino la situazione è migliore di quella che si registra negli altri stabilimenti del gruppo, non essendo stato introdotto ancora nessun giorno di Cig, da quando l'azienda è entrata in regime di Legge Prodi-bis. L'Algat, che opera nel settore della fornitura all'industria automobilistica, - l'azienda produce parti in lamiera stampata - possiede altri due stabilimenti, uno a Cuneo e l'altro a S. Carlo Canavese, sempre in Piemonte.


03 marzo 2005

OMP CHIUDE 4 STABILIMENTI http://www.laprovinciadicomo.it/

La Omp di Como chiuderà. Questa la decisione degli azionisti della Phoenix Mecano a meno di 24 ore dalla bocciatura da parte dei lavoratori dell'accordo stipulato tra la proprietà e la Fim-Cisl. Ieri i vertici hanno optato per la linea dura confermando parola per parola quanto già preannunciato alle parti sociali: chiusura immediata dei quattro stabilimenti e licenziamenti in tronco per 205 lavoratori. Perderanno il posto di lavoro 205 dipendenti e chiuderanno i battenti le due unità produttive di Proserpio e gli stabilimenti di Erba e Castelmarte. I lavoratori avevano bocciato durante l'assemblea di martedì pomeriggio l'ipotesi di accordo tra la proprietà e la Fim-Cisl con la Fiom-Cgil che sin da subito si era dissociata chiedendo ulteriori incontri di approfondimento. La proprietà, ricevuto il no dei dipendenti, si è ritenuta libera di agire e di non perdere ulteriore tempo. Già da domani dovrebbe essere ritirata la procedura di mobilità per 87 dipendenti per aprirne immediatamente un'altra per 205 addetti.

MEDICI OSPEDALIERI IN SCIOPERO http://www.gazzettadelsud.it

Anche i tentativi all'ultimo minuto non hanno portato a nulla e domani visite e interventi chirurgici non urgenti salteranno a causa dello sciopero unitario dei medici del servizio pubblico. Saranno garantite come sempre le prestazioni urgenti, le emergenze e l'assistenza a chi è già ricoverato. L'audizione con il comitato di settore delle sigle che partecipano al tavolo della trattativa non ha infatti permesso di fermare la protesta contro un contratto scaduto da oltre 3 anni e per il quale si sono profilate in serata aperture sulle richieste normativa dei medici ma nessuna novità sugli aspetti economici. E di fronte ad un piatto che piange i medici sono restati fermi sulle loro posizioni. Domani i medici del servizio pubblico assieme ai veterinari, alla dirigenza sanitaria, tecnica e amministrativa (circa 150 mila dipendenti in tutto), si fermeranno. Il contratto è scaduto il 31 dicembre del 2001 ed è paradossalmente prossimo alla scadenza quadriennale il prossimo 31 dicembre. Sarà la quarta protesta in 13 mesi. I medici hanno infatti già scioperato il 9 febbraio, il 24 aprile e poi il 3 giugno dello scorso anno assieme ad altre categorie sanitarie (come i medici di famiglia) nella più vasta vertenza per la salute che comprendeva anche le questioni contrattuali. Un altro giorno di disagio nella sanità si potrà verificare il 18 marzo quando i medici di Cgil, Cisl e Uil potranno aderire alla protesta del pubblico impiego.

Q8: MOBILITAZIONE http://www.unionesarda.it/

La Cgil del Campidano, di concerto con i lavoratori, ha organizzato un'assemblea popolare: si terrà oggi, alle 9,30, nei locali dell'aula consiliare di villa Diana, a Sardana. Sul tappeto, i problemi sollevati in questi giorni. A iniziare dalla misteriosa scomparsa dei 50 mila litri di gasolio, per proseguire con un programma di azioni da intraprendere per sbloccare una situazione che sembra ormai senza via d'uscita. In primo piano la salvaguardia del posto di lavoro. E i primi a mobilitarsi sono proprio loro, i benzinai. L'azienda non rifornisce i distributori, anche se non coinvolti nella perdita misteriosa di carburante. Intanto, alla stazione di servizio proseguono, senza sosta e col massimo riserbo, le indagini geognostiche. Le trivelle pare siano arrivate a 15 metri di profondità. Solo un punto risulterebbe inquinato. Sicuramente una buona notizia, ma non sufficiente per abbassare i livelli di guardia di un emergenza ambientale in atto.

PORTOVESME ENELPOWER: PAGAMENTI IN RITARDO http://www.unionesarda.it/

Sanno di lavorare in un cantiere a termine, con pochissimi mesi di lavoro e gli ammortizzatori sociali da portare ancora a casa. Ma tra gli operai del cantiere Enelpower serpeggia anche un'altra preoccupazione: non vedersi retribuite le ultime mensilità e perdere il Tfr, il trattamento di fine rapporto che dovrebbe essere corrisposto loro dalle imprese. Un timore non troppo remoto, che ieri ha portato al blocco totale del cantiere: tutti i lavoratori delle imprese si sono astenuti dal lavoro, stazionando davanti ai cancelli con un obiettivo ben preciso: ottenere garanzie di pagamento delle ultime spettanze dovute. Anche se i lavori stanno per concludersi il cantiere Enelpower continua ad essere una delle realtà più esplosive tra le emergenze del polo industriale: non si contano gli scioperi, i blocchi ai cancelli e i vari presidi. E ancora deve scriversi la parola fine al capitolo ammortizzatori sociali, legati in modo indissolubile alla costruzione della nuova centrale. Ieri mattina fibrillazione anche davanti ai cancelli della Portovesme srl, dove i dipendenti della Coima, una delle imprese degli appalti con circa cinquanta dipendenti, hanno protestato contro la procedura di mobilità avviata dall'imprenditore.

SEGHERIA DI ZIANO http://www.ladige.it

C'è preoccupazione e disorientamento nei 35 lavoratori della segheria di Ziano, protagonisti indiretti, anche se per questo non meno importanti, delle ultime vicende istituzionali che interessano la Magnifica Comunità di Fiemme. I motivi che generano apprensione e non pochi interrogativi sono sostanzialmente due: il mancato rinnovo del contratto aziendale, scaduto lo scorso mese di agosto 2004, e la mancanza di prospettive per il futuro dell'Azienda. Le trattative per il nuovo contratto si sono interrotte dopo una prima serie di incontri che hanno soltanto confermato la distanza tra le proposte sindacali e quella della società che gestisce la segheria.

ALCATEL: LAVORATORI IN LOTTA http://ilmessaggero.caltanet.it

Lavoratori in stato di libertà, da domani all'Alcatel di Rieti, ovvero tutti a casa e senza stipendio: è la risposta dell'azienda ai picchettaggi di questi giorni organizzati da rsu e sindacati di categoria per scongiurare lo smantellamento strisciante del sito produttivo. E immediatamente scoppia la rivolta. La notizia passa di bocca in bocca: in un attimo sono tutti fuori: i 350 dipendenti e con loro i 190 interinali, giovani e giovanissimi per i quali la messa in libertà significa il licenziamento tout court. Si va in Provincia passando per il centro della città.

MOBILITA’ ALLA TORDA http://ilmessaggero.caltanet.it

Per i dipendenti della Torda di Rieti, cinque impiegati e cinquanta operai, si avvcina sempre di più la scadenza della cassa integrazione e l’avvio delle procedure di mobilità. La situazione, insomma, resta assai critica, come è stata ricordato anche ieri pomeriggio nella sala consiliare durante l’occupazione da parte dei lavoratori dell’Alcatel. Oggi l’avvocato Maria Antonia Marcucci incontrerà le delegazioni sindacali della storica fabbrica reatina di tubi giunta repentinamente al capolinea.

CARBON: 70 IN ESUBERO http://ilmessaggero.caltanet.it/

Sciopero di due ore con assemblea dei lavoratori, ogni fine turno, alla Sgl Carbon di Ascoli. Si è riaccesa la contestazione operaia a causa della mancanza di certezze per il futuro occupazionale. A scatenare la protesta è il timore che la produzione nello stabilimento locale possa cessare da un momento all'altro, senza preavviso. Circola, infatti, la voce che gli elettrodi amorfi da 900 di diametro, in cui è specializzato lo stabilimento ascolano, possano essere fabbricati in Polonia, dove già il gruppo Sgl è presente. A far crescere il nervosismo è stata la presenza di alcuni polacchi in fabbrica che hanno filmato e fotografato le tecnologie produttive di cui è dotata. Inoltre, alcune settimane fa i lavoratori erano venuti a sapere che in un opuscolo diffuso nello stabilimento di Terni, arrivato nelle loro mani, si affermava che alcune produzioni di elettrodi sarebbero state saggiate in Polonia. I dirigenti hanno cercato di gettare acqua sul fuoco e tentato di rassicurare i lavoratori, ma con scarso risultato. Questi hanno risposto con lo sciopero. L'astensione di due ore dal lavoro serve anche a sollecitare un incontro sulle strategie industriali che doveva tenersi il 18 di febbraio scorso ed ancora non si sa quando avverrà.

LAIPE SPA http://ilmessaggero.caltanet.it/

Rinnovato il contratto di solidarietà ancora per un anno alla Laipe spa, una delle pelletterie più importanti della zona di Tolentino. La gran parte dei lavoratori, 126 su un totale di 140, occupati nello stabilimento, continuerà a lavorare venti ore alla settimana, anziché le normali quaranta. In particolare il provvedimento interessa tutti gli operai e parte degli impiegati nell'azienda. sul mercato da oltre quaranta anni.

CENTRALE DI CIVITAVECCHIA: SCIOPERO http://ilmessaggero.caltanet.it/

Si fermeranno gli impianti di Torre Valdaliga Nord. La RdB Energia-CUB ha infatti proclamato lo sciopero dei lavoratori elettrici, giornalieri e turnisti, con fermate programmate della centrale. L'azione di lotta è stata avviata su preciso mandato dell'assemblea dei lavoratori giustamente preoccupati del loro futuro. "Nonostante l'avanzare della prevista trasformazione a carbone dell'impianto, infatti, di cui si prevede il definitivo smantellamento per il prossimo mese di settembre - scrive la Rdb -, l'azienda si rifiuta di fornire risposte circa il destino dei lavoratori nella fase di cantierizzazione. Non si sa quali saranno i riflessi occupazionali, come verrà impiegato il personale e a quali condizioni, né quali saranno i trattamenti sul piano economico e normativo: in una parola, il buio più completo, rispetto al quale a nulla possono valere le generiche rassicurazioni con cui l'azienda ha più volte liquidato la RSU di impianto. Da qui la decisione di proclamare uno sciopero, con l'obiettivo dichiarato di raggiungere in ambito locale un accordo complessivo con la controparte che offra le giuste garanzie. Secondo le Rdb, oltre al prossimo futuro dei lavoratori Enel, vi sono anche altre questioni che devono essere affrontate. Per esempio: il destino degli esuberi di TV Sud, per i quali esiste un preciso impegno nella convenzione Comune-ENEL. E poi il problema più generale del futuro organico della centrale, un tema questo che può apparire prematuro che, per le rappresentanze di base, riveste invece particolare rilevanza. E poi, non da ultimo, sempre dalla struttura potrà verificarsi la volontà di tutelare l'occupazione locale a cantiere finito, con quei posti di lavoro stabili che vengono così spesso rivendicati: un tema, questo, sui cui riteniamo che anche la politica, pur nelle diverse posizioni, abbia qualcosa da dire".


05 marzo 2005

DE LONGHI: CIG http://www.ilmanifesto.it/

Il ministro Maroni si è detto intenzionato a trasformare la mobilità per 650 lavoratori di tre fabbrtiche trevigiane della De Longhi (che delocalizza in Cina) in cassa integrazione straordinaria. Parzialmente soddisfatti i sindacati che chiedono che la Cig sia accompagnata da piani industriali per la creazione di nuova occupazione.

SANREMO: PROTESTANO DIPENDENTI DELLA COLUSSI http://www.giornaledibrescia.it/

Una ventina di lavoratori degli stabilimenti Agnesi-Colussi di Imperia, Fossano (Cuneo) e Rimini, hanno manifestato al Festival di Sanremo contro la chiusura del sito di Rimini e la mancanza di garanzie per gli altri due stabilimenti.

FILATURA ALBANO: LOTTA CONTRO LA CHIUSURA http://www.ilmanifesto.it/

Martedì scioperano i 700 mila addetti del il settore tessile-abbigliamento-calzaturiero, investito da una crisi a tutto tondo, il più esposto alla concorrenza di paesi emergenti. La Lombardia, con 200 mila addetti, 25 mila imprese e più di un terzo del fatturato nazionale, è l'area a più alta concentrazione tessile d'Europa. Alla Filatura di Albano Sant'Alessandro (Bergamo) l'11 marzo scadono le procedure di mobilità per l'ottantina di dipendenti, quasi tutte donne. Quello di Albano è uno dei cinque siti produttivi del gruppo Franzoni che conta 600 dipendenti. Troppi, per produrre filati di cotone che non si riescono più a vendere, battuti dalla concorrenza di India, Pakistan e Cina. Di qui, la decisione di chiudere uno degli stabilimenti. La scelta è caduta su Albano, forse perché i macchinari sono quasi nuovi e si possono vendere più facilmente a qualche ditta dell'Est. Forse il capannone di Albano, in una zona densamente industrializzata, risulta più appetibile. Alla Filatura di Albano pur di venire incontro alle esigenze dell'azienda da molti anni si lavora a ciclo continuo. Di notte, al sabato, la domenica, con turni di sei ore che cambiano sempre. I tempi dalla fabbrica hanno dettato quelli della la vita familiare: niente week end e gite domenicali, si evitava persino di prendere qualche giorno di ferie per non creare problemi in reparto. Dal 16 dicembre al 3 gennaio le operaie hanno occupato la Filatura di Albano. Finita l'occupazione, le operaie hanno ripreso il lavoro sperando che dal tavolo della trattativa (che ormai coinvolge tutto il gruppo Franzoni) venga qualche novità positiva.


06 marzo 2005

PARMALAT: CIG ALLA EMMEGI http://www.ilmanifesto.it/

Da domani scatterà la cassa integrazione straordinaria per gli 82 dipendenti dell'Emmegi di Termini Imerese, l'azienda del gruppo Parmalat specializzata nella produzione di succhi d'arancia rossa. Saranno studiate forme di rotazione fra i lavoratori in cassa integrazione, che prevedano l'utilizzo del personale per servizi come la manutenzione dei macchinari e la pulizia, in modo da ridurne il più possibile l'impatto.

VIDEOCOLOR: CIG http://ilmessaggero.caltanet.it

Il "rilancio produttivo del basso Lazio", com'è stato definito il passaggio della Vidocolor dalla Thompson alla Videocon, passa per sette settimane di cassa integrazione ordinaria ed in previsione anche cassa straordinaria fra settanta giorni, anche se ancora non si sa per quante settimane. I 1450 dipendenti della Videocon da oggi rimarranno a casa per otto settimane, di cui una di ferie, ed è solo l’inizio. Il piano aziendale della società indiana sottolineava la continuità dell'attività industriale, diretta alla produzione non più solo di tubi catodici ma anche di schermi Lcd e di Ultra Flat Panel. Ma la riunione tra sindacati ed azienda di venerdì scorso ha lasciato in dote ai lavoratori, non solo dell’azienda, ma anche dell’indotto (alcune fabbriche infatti lavorano su commesse dell’ex Videocolor) un futuro dalle tinte grigie. Una lunghissima trattativa, terminata alle 21 e trenta ha prodotto un calendario misto di fermo produzione per un centinaio di lavoratori per la decima settimana (che parte domani) ed altre sette settimane di fermo per tutti gli altri lavoratori. L’azienda in questo modo otterrebbe un taglio di spese pari a circa un milione di euro. L’avvio delle nuove produzioni, inoltre, partirà solo a luglio per l’assemblaggio di televisori completi e continuerà fino al biennio 2006/7 con gli Lcd ed il plasma, oltre all’assemblaggio della plastica. Intanto però all’orizzonte si prefigura una cassa integrazione straordinaria a partire dalla ventidesima settimana ed il timore cresce anche tenendo presente la vicenda della Necchi di Pavia, società che fu prima acquistata per essere poi smantellata dalla stessa Videocon; gli impianti infatti furono trasferiti in India e la storica fabbrica lombarda chiuse.

TNT-ALCATEL: SCIOPERO http://ilmessaggero.caltanet.it/

Non c'è pace per i lavoratori del nucleo industriale di Rieti. Ad risentire della crisi dell'Alcatel sono anche i 7 lavoratori della Tnt Logistics, società che si occupa di imballaggi e spedizioni per conto di Alcatel. Cgil-Cisl-Uil proclamano lo stato di agitazione e lo sciopero dei dipendenti. I 7 lavoratori prima minacciati di trasferimento a Milano, quindi minacciati di ferie forzate, sono poi passati da orario giornaliero a turnista, pur venendo affiancati da altri 3 nuovi lavoratori interinali.

ACCIAI SPECIALI TERNI: GLI OPERAI NON SI RASSEGNANO http://ilmessaggero.caltanet.it/

"La cosa buona di tutto quel che è successo? Il viaggio a Strasburgo e l’incontro coi deputati europei. Ci ha arricchito molto sul piano personale: abbiamo parlato con tutti gli italiani di destra e sinistra e con tutti i deputati europei del centrosinistra". Sono una trentina quelli del "Movimento Spontaneo Operaio", si sono trovati a compiere lo stesso percorso durante la vertenza acciaierie. Sono tra quelli che al referendum hanno votato no all’accordo sottoscritto dai sindacati, e fanno sapere di essere solidali con i settecento lavoratori che hanno detto no all’accordo. Per loro non era da sottoscrivere quel documento in cui TK assume una serie di impegni ed in cui, quanto meno, si garantiscono i livelli occupazionali fino al 2009. "Intanto il magnetico ce lo siamo giocato" dice uno di loro. "Ci siamo detti per mesi che il magnetico era il nostro fiore all’occhiello, che un acciaio così nel mondo non lo sa fare nessuno; che le nostre professionalità sono speciali, che gli altri non possono fare lo stesso magnetico perché l’aria, l’acqua non sono come quelle di Terni... Poi tutt’insieme diciamo addio al magnetico". "Ci hanno garantito l’occupazione fino al 2009, cioè fino a quando lo stabilimento cinese non entrerà in piena produzione. E che vogliamo dire delle Fucine? Vedrà, nel 2006 staremo di nuovo lì a fare i picchetti per le Fucine". Nel volantino annunciano che "la lotta continua". Una lotta che si è svolta attraverso prese di posizione, come quando prima della partita sono scesi sul campo del Liberati ed hanno compiuto un giro di pista con lo striscione della loro protesta in difesa della fabbrica.

CONAD http://ilmessaggero.caltanet.it/

Il tavolo di confronto tra i vertici del Conad Adriatico e le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil, si è concluso, al termine di una giornata estenuante, con la disponibilità della Conad di Monsampolo a riprendere le trattative venerdì prossimo, dopo la convocazione del Consiglio di amministrazione. L'azienda non intende ritornare sulle posizioni di gennaio, considerata la scelta di non gestire più direttamente il magazzino di Monsampolo. Si discute pertanto sulle modalità per la ricollocazione degli operai delle coop terziste che lavorano per il Conad Adriatico sul territorio di Ascoli e Pescara.

MANULI RUBBER: 50 ASSUNZIONI http://ilmessaggero.caltanet.it

Siglato l’accordo alla Manuli Rubber Industries di Ascoli. L’azienda si impegna ad assumere con contratti a tempo indeterminato, da qui a febbraio 2006, 50 dipendenti con rapporti di lavoro a tempo determinato. Di questi, 25 saranno acquisiti fin da subito, entro maggio di quest’anno. Mentre il resto verrà dilazionato nel corso dei mesi. Martedì prossimo la ratifica dell’accordo nel corso dell’assemblea dei lavoratori. Già da domani saranno reintegrati al lavoro 7 dei 20 operai licenziati la scorsa settimana. E, anche per gli altri, si parla già di percorso di reintegro.

CARIFANO http://ilmessaggero.caltanet.it/

Lo sciopero dei dipendenti Ca.ri.fano (Fano) non è un'ipotesi tramontata e potrebbe essere riproposta in tempi brevi, se l'attuale situazione di "disagio" dovesse protrarsi ancora. Il recente incontro a Milano con il vertice del gruppo Banche Popolari Unite (Bpu) ha sortito l'effetto di bloccare la protesta, ma non ha diradato tutte le nubi. La rappresentanza sindacale spiega che l'assemblea dei dipendenti ha chiesto "ulteriori elementi di tranquillità e di tutela". Le prossime iniziative prevedono la ricerca "di pareri tecnici" per capire se sia possibile il risarcimento dei danni causati al personale "dalla perdurante situazione di incertezza". Si progetta anche "una lettera aperta" per invitare le parti "a porre termine a una vicenda che, da troppo tempo, scarica le tensioni sugli incolpevoli dipendenti". Il controllo di Carifano è il prezzo che Bpu sembra disposta a pagare ad alcuni soci della Popolare anconetana, per chiudere un contenzioso legale non attinente all'istituto di credito cittadino. Il personale vorrebbe che i "probabili nuovi proprietari" iniziassero il "confronto sui progetti e programmi futuri".

FORESTALI DI PIETRAPERSIA http://www.lasicilia.it/

Protesta degli operai forestali cinquantunisti di Pietrapersia (Enna) perché non hanno ricevuto lo stipendio. E' stato predisposto un documento con 120 firme ed è stato inviato al presidente della Regione siciliana, alI'assessore regionale al Lavoro, alI'assessore regionale all'Agricoltura e Foreste, al prefetto e al sindaco Luigi Palascino. Nel documento si afferma: "I sottoscritti braccianti agricoli lavoratori di 51 e 101 giornate, con la presente chiedono che venga esaminata la possibilità di una stabilità lavorativa, che ci consenta di avere certezze economiche e di lavoro. Si chiede anche un incontro con le autorità elencate, di cui conosciamo la sensibilità, per avere anche il loro contributo per la ricerca della soluzione di un problema che nella nostra provincia è di prioritaria e vitale importanza. «Si fa presente altresì che a tutt'oggi non ci è stato retribuito il periodo lavorativo di 51 giornate terminato a dicembre 2004". Intanto le segreterie confederali di categoria Cgil, Cisl e Uil, hanno predisposto un programma di lotta; infatti, è stato stabilito che lunedì alle ore 9 vi sarà un sit-in davanti alla sede della forestazione e poi ci sarà un incontro con il prefetto; mentre giorno 8 da tutta la Sicilia ci sarà un raduno di forestali a Palermo per incontrare l'assessore alle Foreste Innocenzo Leontini.


07 marzo 2005

TRASPORTI PUBBLICI: SCIOPERO http://www.marketpress.info

L’organizzazione sindacale Slai Cobas ha proclamato uno sciopero nazionale contro il Contratto Collettivo Nazionale stipulato il 14 dicembre 2004.

TESSILE: SCIOPERO http://www.iltempo.it

Sono circa 800 mila i lavoratori del settore tessile, abbigliamento e calzature, chiamati a scioperare domani da Filtea Cgil, Femca Cisl, Uilta Uil e Ugl. Secondo uno studio della Filtea Cgil, dal 2000 al 2003 l'occupazione del "sistema moda" è diminuita di 75 mila unità (-8%), mentre nel 2003 i prodotti tessili e di abbigliamento hanno registrato una brusca frenata nelle vendite all'estero.