martedi 01 febbraio 2005 - snaterinforma  

NOTIZIARIO a cura del Centro di Documentazione e Lotta
E-mail: cen_doc_lotta@yahoo.it

Fax 06233213975
14/01-31/01/2005


14 gennaio 2005

EMBRACO: FUORI IN 400 http://www.ilmanifesto.it/

E' andato nel peggiore dei modi il primo giorno di trattativa sulla vicenda Embraco. L'azienda (la multinazionale brasiliana Embraco che fa però capo all'americana Whirlpool) ha riconfermato la sua proposta: trasferimento di una delle due linee attualmente operanti nello stabilimento di Riva di Chieri in un paese probabilmente dell'Est, richiesta di 10milioni di euro di contributo a fondo perduto da parte delle istituzioni e cassa integrazione anche per sei anni (due di cassa straordinaria più quattro di ordinaria) per i lavoratori. Che tradotto significa il licenziamento non di 612 dipendenti (cioè l'intero stabilimento) come inizialmente previsto ma più della metà (400). Possibiliste Fim e Uilm. Ieri le assemblee dei lavoratori hanno ribadito che le linee devono restare due e che l'azienda deve pensare a fare nuovi investimenti e non a delocalizzare. Proprio ieri intanto sull'industria del vercellese si è abbattuto l'ennesimo colpo di scure.

TMI EUROPE: 256 IN MOBILITA' http://www.ilmanifesto.it/

La Tmi Europe di Vercelli (industria tessile con sede centrale ad Osaka in Giappone) ha convocato le Rsu per comunicare che a fine mese lo stabilimento cesserà ogni attività produttiva e i 256 dipendenti saranno messi in mobilità. La crisi del tessile nel vercellese è iniziata nel 2001, colpendo per prima la Larix, con prepensionamenti, cassa integrazione e quindi, lo scorso dicembre la richiesta di mobilità per i rimanenti 91 addetti. Le Rsu della Tmi hanno immediatamente proclamato uno sciopero spontaneo e si sono diretti in Comune dove sono stati ricevuti dal sindaco e dal presidente della provincia.


15 gennaio 2005

MURGIA: PERSI 2500 POSTI NEL "TRIANGOLO DEL SALOTTO" http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/

Tra il 2002 e il 2004 nel polo dei salotti della Murgia, tra le province di Matera, Bari e Taranto, si sono persi 2500 posti di lavoro e sono state chiuse 60 aziende. E’ la stima dei sindacati di settore di Cgil, Cisl e Uil del materano che hanno deciso di avviare alcune iniziative per cercare di rilanciare il settore. I sindacati il 18 gennaio terranno a Matera un’assemblea di tutti i lavoratori del polo dei salotti. I sindacati hanno ricordato il ricorso agli ammortizzatori sociali da parte dei grandi gruppi: la Natuzzi a novembre ha prorogato di un anno la cassa integrazione per 450 dipendenti; a dicembre la New Interline ha collocato in cassa integrazione straordinaria 120 dipendenti; la Manifatture italiane divani (Mid) ha attivato quella ordinaria per 128 dipendenti.

"PROSERPINA": SCIOPERO http://www.ilquotidianocalabria.it/

I lavoratori della Proserpina la società che gestisce la raccolta dei rifiuti e lo spazzamento delle strade a Vibo Valentia, tramite la Rsu ha proclamato una giornata di sciopero per giovedì prossimo. La decisione è scaturita a conclusione di una riunione per discutere il contenzioso esistente tra i lavoratori e l'azienda in ordine ad alcuni problemi. Tra gli altri l'applicazione del contratto sottoscritto con Federambiente, la consegna del materiale adeguato per lo spazzamento, l'installazione dell'orologio marcatempo, docce e spogliatoi, riposo settimanale autisti, applicazione legge 626/94, retribuzione festivi al 65%, retribuzione notturno al 37%, trasformazione del contratto par-time a tempo pieno per tutti gli operai. Nella nota viene precisato che in ordine al contratto di Federambiente, all'art.13, si prevede che la retribuzione sia corrisposta tra il 27 e l'ultimo giorno utile del mese a cui la retribizione stessa si riferisce.

REDDITO MINIMO: LAVORATORI OCCUPANO COMUNE A VIBO VALENTIA http://www.ilquotidianocalabria.it

Gli ex lavoratori del Reddito minimo di inserimento che ormai da cinque giorni occupano palazzo "Luigi Razza" mostrano gratitidune e ottimismo dopo l'incontro che i sindacati hanno avuto con il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ma non mollano l'occupazione di palazzo "Luigi Razza". La protesta cesserà solo quando il ministero del Welfare sottoscriverà il decreto grazie al quale sarà possibile la rierogazione degli 850 mila euro residui non impegnati dall'amministrazione comunale, tutto ciò affinché sia possibile il rinnovo della sperimentazione del progetto di impiego. Una dedica speciale, i lavoratori in lotta a palazzo "Luigi Razza" intendono farla allo Slai Cobas. "Oltre che ai confederali, esprimiamo la nostra gratitudine - ha affermato il coordinatore della protesta Enzo Giurgola - allo Slai e ai responsabile provinciali Nazzareno Piperno e Giovanni Patania. Infatti hanno rinunciato ad una loro rappresentanza nell'incontro con il Presidente della Repubblica per consentire che all'incontro fossi presente anch'io in rappresentanza dei lavoratori. Ringrazio lo Slai Cobas da un lato a titolo personale, per avermi consentito di essere testimone della storia, dall'altro, e questo è ciò che è più importante, a nome di tutti coloro che dal oltre un mese si battono per la difesa del diritto al lavoro e alla vita". Adesso l'attesa è per il 22 gennaio, quando, in occasione di un nuovo vertice presso l'Ufficio territoriale di governo, dovrebbe giungere, finalmente, il sospirato decreto per il riutilizzo dei fondi del Ministro del Welfare Roberto Maroni. I lavoratori si augurano, quindi, che quello possa essere il loro ultimo giorno di presidio in Municipio. Il giorno in cui, per loro, si possano gettare le basi per un futuro più certo e meno amaro.

ATLANTE SRL: 27 OPERAI SENZA STIPENDIO DA OTTOBRE http://www.ilquotidianocalabria.it/

L'azienda dell'area industriale di San Ferdinando è ferma da mesi con 27 operai che non percepiscono stipendio dall'ottobre scorso. L'incontro che avrebbe dovuto sortire qualche risposta da parte della ditta si è concluso con una fumata nerissima: il titolare della fonderia, l'imprenditore bresciano Giovanni Codenotti, dal 15 ottobre assente dall'azienda di San Ferdinando, non s'è presentato nemmeno stavolta. L'azienda parla di "mancate autorizzazioni regionali e mancati collaudi ministeriali", dicendo a chiare lettere che la sensazione dell'impresa "è che la Regione Calabria non abbia la volontà di far decollare l'industria". I sindacati almeno fino al prossimo incontro con il titolare di Atlante ­ che secondo quanto assicurato dall'avvocato De Masi, dovrebbe tenersi il prossimo 20 gennaio hanno stabilito di far permanere, tra le maestranze dello stabilimento, lo stato di agitazione cominciato lo scorso 15 dicembre.

COS: PRECARI IN SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it

Non riesci a vendere l'ultimo contratto Wind Infostrada o il pacchetto Sky? Finisci "nell'isola dei famosi", uno speciale angolo-punizione del call center dove gli "incapaci" sono messi sotto osservazione: se non riescono a piazzare almeno un contratto al giorno, dal limbo finiscono direttamente sulla strada. Se si riprendono, al contrario, possono tranquillamente tornare nell'inferno delle salette standard, con tutti gli altri operatori. Normale amministrazione nei call center Cos di Catania, che lavorano in appalto per Wind e Sky, dove 800 giovani collaboratori a progetto ieri hanno messo in atto il primo grande sciopero dei precari in Sicilia. Adesioni, secondo il sindacato, al 95%. Le richieste: "Essere considerati persone, non numeri. Avere un fisso mensile, non essere affidati ai capricci del caso. Adesso veniamo pagati a telefonata, i contratti durano pochi mesi, le buste paga fanno ridere: c'è chi guadagna massimo 380 euro al mese, chi soltanto 120". A Misterbianco si lavora per Cosmed e Sicos, sotto-società della Cos, operatore di statura nazionale. I capi sono a contratto a tempo indeterminato. Gli unici che vengono fregati dal sistema di pagamento del talking time sono gli operatori. Il talking time funziona così: in un'ora il telefonista può contattare, per proporre i contratti, al massimo 4 clienti. E deve stare con ognuno almeno 15 minuti, altrimenti la telefonata - anche se ti sei sudato 13 minuti - non è considerata valida. Soltanto quando è "utile", ovvero se superi il quarto d'ora, hai 1,70 euro lordi. E poi c'è il premio: 6 euro se firma un ex cliente Infostrada ritornato all'ovile; 10 euro se ne convinci uno nuovo; 9 euro per ogni connessione adsl venduta; e ben 25 euro se riesci a far staccare il cliente in maniera completa da Telecom. Il problema è che puoi andare in sede e non guadagnare nulla: "un guasto Enel ha provocato il blocco dei computer - racconta l'operatrice - Spesso ci si cancellano improvvisamente i data base con i nominativi dei clienti. Tutte disfunzioni non imputabili a noi, ma comunque in quei casi non portiamo a casa un euro. E se protestiamo ci rispondono: "Ci dispiace, non è colpa nostra". Ci hanno anche dato elenchi telefonici con persone nate nel 1906 e nel 1919: figurarsi se possono essere interessate a informarsi sui servizi. Facciamo un mucchio di telefonate in più, non retribuite".


16 gennaio 2005

DITTA RUSSO: SI INASPRISCE LA VERTENZA http://ilmattino.caltanet.it/

Continua lo stato di agitazione dei dipendenti della ditta "Russo Serramenti" di contrada Olivola (Benevento) ai quali non è stata corrisposta la tredicesima mensilità, oltre allo stipendio di dicembre nonostante le assicurazioni fornite dal liquidatore. I lavoratori hanno ribadito di non escludere forme di lotta ancora più incisive sia per ottenere le spettanze maturate, sia per quanto attiene, soprattutto, le prospettive occupazionali.

EX ALCATEL http://ilmattino.caltanet.it/

Lo stabilimento ex-Alcatel di Maddaloni (Caserta) resta senza materie prime: da due settimane, sono fermi i reparti e sono ferme le consegne. Al momento, l'azienda è finanziariamente inadempiente. Deve rinunciare alla produzione per l'indisponibilità della CST a garantire la continuità delle forniture elettroniche. L'azienda di Frosinone (ex-MF Componenti) vanta crediti per un milione di euro. Che il nuovo anno non avrebbe portato niente di buono per i 150 lavoratori, lo si era saputo negli ultimi giorni del 2004. In pratica, le commissioni Alcatel garantiscono solo i primi 3 mesi del 2005. Oltre la primavera, in assenza di un chiaro piano industriale e finanziario, c'è il buio. Con queste prospettive a rottura con l'azienda di Alceste Cenciarini sembra inevitabile.

CIRIO: RIENTRI DALLA CASSA INTEGRAZIONE http://ilmattino.caltanet.it/

Ad una svolta la vicenda di Cirio Ricerche di Piana di Monte Verna (Caserta) dove alcuni tecnici e ricercatori sono ancora in cassa integrazione a zero ore da oltre un anno. Domani rientreranno in azienda altri quattro lavoratori che si aggiungono ai tredici che nelle settimane scorse hanno contribuito a far riprendere le attività del Centro dopo la stipula di due dei tre progetti Pon approvati dal ministero dell'Istruzione. I vertici dell'azienda hanno già informato sindacati e i lavoratori di Cirio Ricerche che il 19 gennaio sarà stipulato il terzo progetto dai commissari straordinari presso la sede dell'IMI-San Paolo di Roma. Il progetto in questione, in collaborazione con la Sun di Caserta, riguarda la realizzazione di una piattaforma SW intelligente per la gestione simulata dell'uso di fitofarmaci nelle coltivazioni del pomodoro da industria.


17 gennaio 2005

ROCKWOOL: OPERAIO SI BARRICA NEL FORNO http://www.unionesarda.it/

"Ora l'impianto rimane fermo", ha mormorato; e prima che i colleghi riuscissero a capire quali fossero le sue intenzioni, si è calato nel grosso forno, ha tolto la scala ed è rimasto dentro. Aveva da poco iniziato il turno di lavoro, Giorgio Manca, operaio della Rockwool di Iglesias, quando, verso la mezzanotte di sabato, ha deciso di avviare la sua protesta. In nome del lavoro e del diritto allo sciopero. La sua decisione sarebbe nata a seguito di un ammonimento verbale fatto dall'azienda. I dirigenti avrebbero convocato lui e altri lavoratori, contestandogli lo sciopero che, per una settimana, ha bloccato gli impianti dello stabilimento dove si producono isolanti con la lana di roccia. Rimproveri con cui si sarebbe paventato persino il rischio del licenziamento. E lui ha deciso che non poteva tollerare quell'atteggiamento. Così, ultimati alcuni lavori, prima che l'impianto venisse avviato si è barricato dentro in forno. I dirigenti hanno chiamato carabinieri e polizia, ma il tentativo di fare uscire dal forno l'operaio è andato in porto soltanto alcune ore più tardi, quando ormai erano le 2. I sindacati, che martedì hanno un incontro con i vertici della società, sono di nuovo sul piede di guerra. "Nel momento in cui avremo certezza e prove del fatto che l'azienda ha convocato e ammonito i lavoratori - premette Mario Crò, segretario territoriale della Uil - ci troveremmo di fronte a un fatto gravissimo. Non si parla più soltanto di violazioni contrattuali, che ci sono e anche gravi, ma dei diritti. Il che è decisamente più preoccupante. Per quanto mi riguarda penso che i delegati non dovrebbero neanche più partecipare all'incontro in programma domani".

FERROVIE: SCIOPERO DI 24 ORE PER LA SICUREZZA http://www.newspaper24.it/

I ferrovieri incrociano le braccia per chiedere più sicurezza dopo il disastro di Crevalcore e da ieri sera alle 21 hanno fermato il trasporto ferroviario con uno sciopero di 24 ore. I ferrovieri hanno confermato lo sciopero per un intera giornata nonostante l'invito ad un'astensione più corta sollecitato nei giorni scorsi dalla Commissione di Garanzia. L'iniziativa nasce dalla base dopo il grave incidente nei giorni scorsi e i delegati alla sicurezza attendono un'adesione massiccia. Secondo i sindacati di base e del Sult, il 90% del personale ha aderito allo sciopero sulla sicurezza ferroviaria. In nottata hanno circolato solamente i treni garantiti dai ferrovieri.


18 gennaio 2005

SCIOPERO DEI FERROVIERI PER LA SICUREZZA http://www.ilmanifesto.it/

Uno sciopero spontaneo nelle ferrovie in cui non si chiedevano soldi o meno ore di lavoro, ma misure immediate per aumentare la sicurezza di lavoratori e passeggeri. Quasi tutti i sindacati si sono dichiarati estranei pur "non delegittimandolo" nelle dichiarazioni ufficiali. Uno sciopero che la cosiddetta "Commissione di garanzia" non ha potuto vietare o dilazionare o limitare. La tragedia di Crevalcore, dice Dante De Angelis (tra i firmatari della convocazione), "ha cambiato la storia delle ferrovie italiane". Sul fronte dei Rappresentanti (eletti) della sicurezza sul lavoro, e dei sindacati di base Sult e Cub si parlava del 90% del personale viaggiante (quello che corre più rischi quotidiani), con punte del 100% in alcune regioni, e il 50% nelle stazioni. Il personale di servizio nelle fasce protette è stato di fatto precettato. Il 70% ha inviato all'azienda la lettera in cui comunicava l'intenzione di aderire allo sciopero, ricevendo l'ordine di presentarsi comunque al lavoro. Quel 30% che resta ha solo preferito non prendere carta e penna in mano.

BANKITALIA http://www.ilmanifesto.it/

Il tribunale di Roma ha sancito l'antisindacalità del comportamento della Banca d'Italia, per violazione dell'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori: nel luglio 2003 la Banca d'Italia ha disdettato il regime di contrattualizzazione che prevede la negoziazione del rapporto di impiego tra azienda e sindacati e modificato unilateralmente il contratto per mantenere in servizio tre alti dirigenti oltre i limiti fissati.

OLI.IT http://www.ilmanifesto.it/

I gloriosi stabilimenti della Olivetti sono oggi capannoni avvolti nella nebbia, deserti, come deserti sono i parcheggi. I cancelli sono aperti: sopra quelle che erano le porte degli stabilimenti campeggia ancora la scritta Olivetti. Attorno il vuoto, all'immaginazione è affidato il compito di ricostruire mentalmente i gruppi di operai che quei cancelli una volta li varcavano quotidianamente. Quasi settemila persone lavoravano qui, un tempo, neanche troppo lontano. Oggi c'è l'assemblea dei lavoratori della Oli.It. Un'assemblea dei lavoratori in cassa integrazione di una fabbrica fallita. In tutto sono circa trecento. Ma in questo freddissimo lunedì di gennaio ce ne sono meno. Lo scoramento, la rassegnazione, la disperazione rischiano di prendere il posto della voglia di lottare. Anche perché questi lavoratori di fallimenti ne hanno già vissuto un altro, quello dell'allora OP Computer. Ma almeno quella volta eravano sicuri di ricevere i soldi della cassa ogni mese. Invece adesso i soldi arrivano a stento. Questo fallimento ha voluto dire qualcosa come dodicimila euro in meno nel bilancio familiare. Prossime iniziative: i lavoratori (non solo Oli.It) manifesteranno sabato a Ivrea in occasione dell'assemblea degli stati generali del canavese.


19 gennaio 2005

CASTIGLIONI: LICENZIAMENTI http://www.laprovinciadicomo.it

Agitazione alla Cartotecnica Castiglioni di Mozzate (Como). I dipendenti hanno scioperato nei giorni scorsi per protestare contro l'azienda che a inizio anno ha annunciato di voler licenziare 5 impiegati. La decisione è stata presa dopo una lunga assemblea alla quale ha partecipato tutto l'organico al completo. La fermata è stata di mezz'ora tra le 9.30 e le 10 davanti alla sede centrale di Locate Varesino. I lavoratori temono infatti ulteriori tagli nel medio – breve periodo. In questi mesi il ricorso alla cassa integrazione è stato molto frequente per l'azienda di Mozzate, con circa 30 le settimane di cig negli ultimi mesi, dovute al calo delle lavorazioni. La Cartotecnica produce buste per la corrispondenza e da tempo sta accusando una pesante flessione del mercato. I 90 lavoratori dello stabilimento hanno dato mandato ai sindacati di fare pressioni sui vertici per capire i piani e le prospettive future.


20 gennaio 2005

CERERIA SGARBI http://www.laprovinciadilecco.it/

I 64 dipendenti della cereria Sgarbi di Oggiono (Lecco) non sono stati presi in contropiede dall'annuncio della proprietà di dover chiudere l'attività dello stabilimento di via Lecco entro la fine dell'anno. Se l'aspettavano, lo sapevano, e non hanno nemmeno la forza di protestare o scioperare, almeno per ora. Ieri pomeriggio era prevista una riunione in fabbrica coi rappresentanti dei lavoratori. In situazioni come queste, in genere, i sindacalisti raccolgono sfoghi e non precludono mobilitazioni o astensioni dal lavoro, anche simboliche, anche solo di un'ora. Niente di tutto ciò. Gli operai, quasi tutte donne, specialmente negli ultimi cinque anni devono averne viste e sentite tante. Nel 2000, quando la famiglia Sgarbi decise di passare la mano, organizzarono un picchetto fuori dai cancelli per scongiurare la chiusura. E in effetti si mosse una finanziaria. Ora no. All'orizzonte non c'è nessuno e non c'è nessuna alternativa alla cessazione dell'attività e, quindi, all'inevitabile ricerca di un nuovo impiego. L'unica richiesta che hanno comunicato ai loro rappresentanti è la maggior tutela possibile.

SCIOPERI NE TRASPORTI http://www.gazzettadelsud.it/

Aerei e treni si fermeranno il 10 febbraio per uno sciopero di 24 ore. AEREI . L'astensione dal lavoro, proclamata da Anpac, Fit/Cisl Piloti, Uil Trasporti Piloti, si attuerà dalle 12,30 alle 16,30 e riguarderà tutti i piloti Alitalia, Alitalia Express, Eurofly, Meridiana, Air Dolomiti, Air One, Mistral Air, Blue Panorama, Italy First, Alpi Eagles. L'niziativa, si legge in una nota, è stata presa "permanendo le condizioni di grave criticità sul sistema regolatorio del trasporto aereo nazionale, nonostante le assicurazioni Enac in sede governativa a partire dal primo marzo 2003 di emanazione di una nuova regolamentazione". FERROVIE: i sindacati confederali, insieme agli autonomi dell'Orsa e dello Sma, hanno dichiarato uno sciopero di 24 ore il 10 e 11 febbraio. La questione della sicurezza al centro delle rivendicazioni.

POSTE: SCIOPERO "BIANCO" http://www.unionesarda.it/

Dal primo febbraio in agitazione i lavoratori delle Poste. Lo hanno stabilito le rappresentanze sindacali dei lavoratori, dopo l'interruzione del tavolo di trattative con l'azienda. Così tra dieci giorni, e per un mese, scatterà la protesta, con l'astensione da ogni prestazione straordinaria. Uno sciopero che produrrà notevoli disagi per l'utenza, soprattutto nel recapito: i portalettere non sostituiranno i colleghi nelle zone scoperte. Anche negli sportelli ci saranno dei disservizi: chiuderanno infatti all'ora prevista, a prescindere dalla clientela presente in sala.

LSU DI SARDARA: CONTRATTO PROROGATO http://www.unionesarda.it/

Da dieci anni, ormai, si occupano di manutenzione delle strade, verde pubblico ed edifici comunali. E continueranno a farlo per ancora 12 mesi. Sono i lavoratori socialmente utili di Sardara (CA), cui la Giunta ha prorogato il contratto. Non è la tanto attesa stabilizzazione, ma è una buona notizia per le famiglie che dal lavoro precario traggono il necessario per tirare avanti.

TESSILI: PROTESTA A MILANO http://www.ecodibergamo.it/

Con 200 mila lavoratori e 20 mila imprese l'industria della moda in Lombardia è uno dei poli più importanti del "made in Italy", ma è messa in seria difficoltà da un insieme di fattori che rischiano di compromettere molti anelli della filiera: il calo dei consumi, la liberalizzazione degli scambi internazionali, la debolezza del dollaro, la competizione sempre più aggressiva dei Paesi a basso costo del lavoro e privi di standard sociali ed ambientali minimi. Per sollecitare la Regione ad impegnarsi attivamente per sostenere l'occupazione e il rilancio del settore, i lavoratori delle aziende in crisi del settore tessile-abbigliamento-calzaturiero domani, venerdì, arriveranno a Milano da tutta la Lombardia per manifestare sotto il Pirellone.

DONORA: CASSA INTEGRAZIONE http://www.ecodibergamo.it/

Licenziamenti evitati alla Donora di Cortenuova. La soluzione trovata per i 185 esuberi dichiarati dall'azienda, che fa capo al gruppo Candy di Monza, è ridurre il numero di frigoriferi fabbricati con un anno di cassa integrazione straordinaria da gestire con fermate periodiche della produzione che interesseranno tutti i 470 addetti dello stabilimento bergamasco. L'intesa decorre dal 14 febbraio e si prevede che il primo stop si avrà nella seconda metà del mese. Ci saranno 18-19 settimane di cassa in tutto, la maggior parte concentrate nei primi cinque mesi dell'anno che, per i frigoriferi, sono bassa stagione. L'ipotesi di accordo con la richiesta di cassa speciale per crisi per un numero di ore equivalente a 185 addetti è stata firmata ieri a Monza, all'associazione degli industriali. Oggi viene sottoposta ai lavoratori di Cortenuova in due assemblee. A fine gennaio scadono i contratti di solidarietà che hanno coinvolto un'ottantina di lavoratori, mentre una settantina sono usciti con la mobilità. L'organico si è così ridotto dai 530 dipendenti dell'ottobre 2003 agli attuali 470 che porteranno insieme il peso della nuova riorganizzazione.

BASI USA: SCIOPERO DEL PERSONALE CIVILE ITALIANO http://www.unionesarda.it/

Il personale civile italiano impiegato presso le basi militari americane in Italia effettuerà domani un'astensione dal lavoro di quattro ore, dalle 8 alle 12, per protestare contro la "minaccia di licenziamento in forma collettiva di lavoratori italiani". La frase è ripresa dalla lettera che la direzione nazionale della Uil-Tucs ha inviato al direttore del personale civile in Italia, Rondy L. Waye, a Londra, nello scorso dicembre. Lettera che preannunciava appunto una serie di iniziative di protesta. A quella lettera era allegato un ordine del giorno sottoscritto, il 14 dicembre precedente, da tutte le segreterie nazionali e dal coordinamento nazionale unitario dei dipendenti civili italiani delle basi americane, che evidenziava i motivi della protesta. Tra le altre questioni sul tappeto ci sono le "annunciate soppressioni di 122 posizioni lavorative presso le basi dove opera la Marina militare americana, e non si riscontrano impegni precisi degli americani a trovare fin da subito soluzioni alternative al licenziamento". Di queste posizioni di lavoro quattro sono a La Maddalena: se verranno soppresse il personale sarà trasferito ad altro incarico. A La Maddalena la controversia fra sindacati e Marina Americana è ormai una costante. La tendenza è quella a sostituire i posti di lavoro occupati da italiani con personale americano. Una difficile vertenza che ha visto recentemente coinvolti, sin da prima di Natale, otto dei sedici operai impiegati presso il supermercato "Navy Exchange" di Moneta, che si sono visti recapitare una lettera di licenziamento motivata dal fatto che gli introiti del supermarket sono diminuiti. Come costoro, in linea teorica, stanno tutti gli altri dipendenti, anzi, secondo stime non ufficiali ci sarebbero almeno un centinaio di posti che, in ottemperanza agli accordi bilaterali, alle leggi sul lavoro e sull'immigrazione, andrebbero assegnati a lavoratori locali.

SIGONELLA INN http://www.lasicilia.it

Vertenza risolta in un baleno quella dei 29 dipendenti dell'albergo "Sigonella Inn", che si trova in territorio di Motta S. Anastasia (Sigonella - Catania)). Ieri pomeriggio dopo la proclamazione di tre giorni di sciopero e del sit-in, che doveva tenersi stamattina davanti all'entrata dell'hotel che si trova a pochi metri dal perimetro della base italoamericana, il procuratore dell'azienda (la Finglade limited), Arcangelo Cantone, ha raggiunto un accordo con una delegazione dei lavoratori. Oggi verranno pagate le spettanze arretrate: lo stipendio di dicembre e la tredicesima. I lavoratori dell'albergo sono costretti da due mesi a firmare contratti di solidarietà e ad accettare una diminuizione della busta paga per salvare l'azienda.

VERTENZA GESAP: OCCUPATA L'ENAC http://www.lasicilia.it/

Ancora acque agitate all'aeroporto "Falcone Borsellino". Circa 70 stagionali della Gesap, la società che gestisce i servizi dell'aeroporto a Punta Raisi (PA), hanno occupato ieri la sede dell'Enac nello scalo palermitano. Alla base della protesta, la preoccupazione per il futuro dei 65 lavoratori Gesap in esubero. Nei giorni scorsi, in prefettura, si era svolto un vertice presenti i vertici della Gesap e della Pae Mas, l'altra società che al "Falcone Borsellino" si occupa di handling e che recentemente ha «conquistato» un'importante compagnia aerea, Meridiana, scatenando di fatto la crisi occupazionale in Gesap. Nella riunione era stata prospettata l'ipotesi di far transitare in Pae Mas i lavoratori Gesap in esubero. L'assemblea dei lavoratori ha evidenziato le gravi responsabilità in primo luogo dell'Enac e del management della Gesap, che di fatto mettono a rischio la situazione occupazionale. L'assemblea ha deliberato una serie di iniziative per coinvolgere le realtà istituzionali, partner della Gesap. I sindacati hanno anche proclamato lo stato di agitazione, sollecitando un incontro urgente con i vertici Gesap volto a delineare garanzie, presenti e future, per i lavoratori e per la vita dell'azienda stessa.

VALDOSTANA PLASTICI http://www.lasicilia.it

I ventidue lavoratori della Valdostana Plastici, la fabbrica dell'indotto della Fiat a Termini Imerese, hanno occupato i locali per protestare per il mancato pagamento di una mensilità di stipendio e della tredicesima. Gli operai chiedono inoltre certezze per il loro futuro. L'azienda aveva riaperto il 10 gennaio dopo la chiusura di una ventina di giorni a dicembre. «Vogliamo avere riconosciute le nostre spettanze e la garanzia di una stabilità occupazionale», dice Giovanni Bisesi, uno degli operai che occupa la fabbrica. Oggi gli operai faranno un sit-in dalle 6 del mattino in poi, davanti ai cancelli della Lear corporation, l'azienda dell'indotto Fiat che assembla i sedili per le Punto con le imbottiture in poliuretano prodotte dalla Valdostana.

IPRA: DIPENDENTI SENZA STIPENDIO http://www.lasicilia.it

Si respira aria di tempesta all'Ipra, l'industria farmaceutica sita nella zona industriale del Dittaino (Valguarnera) che da lavoro a circa cento dipendenti. Le maestranze non hanno ancora percepito la busta paga dello scorso mese di dicembre e la tredicesima mensilità relativa all'anno 2004.

NUOVA FALCO: MOBILITA' http://www.ladige.it/

La Nuova Falco di Pergine, azienda attiva nella placcatura di pannelli, ha comunicato alle organizzazioni sindacali la richiesta di avviare le procedure di mobilità per 12 dei 22 dipendenti impiegati nella produzione. Per martedì prossimo è prevista l´assemblea dei lavoratori, mentre per giovedì 27 è in programma un incontro tra i vertici della società e i sindacati.

IMPRENDITORE DI CASAVATORE NON PAGA TREDICESIMA ALLE OPERAIE http://ilmattino.caltanet.it/

Dovrà pagare le tredicesime anche alle donne Mario Fosso, l’imprenditore di Casavatore che riteneva di poter dare i soldi solo ai dipendenti di sesso maschile. Le donne avevano denunciato al Mattino l’episodio e il datore di lavoro le aveva licenziate. Martedì sono arrivati in fabbrica gli ispettori del lavoro che hanno consegnato al proprietario una diffida accertativa: la tredicesima, è inutile ripeterlo, spetta alle donne come agli uomini, non sono ammesse eccezioni. Fosso, quindi, è stato invitato negli uffici dell’Ispettorato per versare il dovuto. Per i sindacati, però, resta aperta la questione fondamentale: quella di riconquistare un posto di lavoro per Anna Moscatelli, Assunta Guarracino, Nicoletta Malleone e Concetta Cirillo, le quattro dipendenti licenziate. Le donne già nel ’98 erano ricorse alla magistratura: le buste paga consegnate loro mensilmente erano compilate in maniera corretta, ma la cifra che realmente ricevevano era di molto inferiore a quella segnata. L’intervento dei rappresentanti dei lavoratori era servito a rimettere le cose a posto, ma l’imprenditore si era rifiutato di pagare gli arretrati. Era cominciata una vertenza conclusa il 29 giugno del 2004, quando il magistrato aveva ingiunto all’imprenditore di versare una somma cospicua, 150mila euro.

JCOPLASTIC: SCIOPERO http://ilmattino.caltanet.it

Continua lo sciopero dei 132 dipendenti dell'Jcoplastic (Battipaglia) con il presidio dello stabilimento che si protrae fino a tarda sera. Linee produttive ferme, così come è bloccata ogni altra attività all'interno dell'azienda. Operai presenti dunque davanti ai cancelli per manifestare le proprie preoccupazione per il futuro dopo che 38 addetti sono stati messi in mobilità dall'azienda produttrice di cassonetti per l'igiene urbana e di cassoni per l'agricoltura. La scelta portata avanti dalla proprietà non si concilia con la presenza in fabbrica nel 2004 di 30 lavoratori tra stagionali ed interinali né con gli aumenti dati a parte dei dipendenti.

PIERREL: CASSA INTEGRAZIONE http://ilmattino.caltanet.it/

L’ex Pierrel, importante Spa del settore farmaceutico, con un capitale sociale di 4.400 mila euro, vanta tra i suoi soci Flavio Briatore, uno dei nomi più altisonanti del gotha imprenditoriale nazionale, e non solo. Ma tanto prestigio non varrà a scongiurare, con tutta probabilità, la penalizzazione della cigs a zero ore per 25 lavoratori dello stabilimento manifatturiero di Capua (CAserta), per un anno a partire dal prossimo 25 gennaio. La richiesta è stata fortemente contrastata dai dipendenti che hanno dato vita ieri a una manifestazione di protesta sulla statale Appia, paralizzando il traffico per circa due ore. Compatta la partecipazione alle otto ore di sciopero, senza alcuna distinzione di ruoli o di reparti: l’iniziativa controllata dalle forze dell’ordine ha consentito la riapertura del confronto proprio al Palazzo di Governo.

DENSO: SCIOPERO E CORTEO INTERNO http://ilmessaggero.caltanet.it/

Un'ora di sciopero con corteo interno sono previsti oggi alla Denso di San Salvo (Vasto - Chieti). Lo ha deciso la rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento che produce componenti per auto. Alla base della protesta ci sono la mancanza di sale pausa per i fumatori, la comparsa di posteggi riservati per la sosta delle auto dei dirigenti, la progettata installazione di dispositivi elettronici di entrata per l'accesso alla palazzina degli uffici. Per non dire dei recenti e consistenti aumenti salariali accordati agli impiegati e della mancanza di riscaldamento alla mensa dei piccoli motori e degli spogliatoi. Un nuovo incontro con la Denso sul rinnovo del contratto è previsto il 27 gennaio.


21 gennaio 2005

L'ACQUA DI NAPOLI http://www.denaro.it/

La prospettata privatizzazione della gestione delle risorse idriche a Napoli comporterebbe anche lo svuotamento di un’altra storica azienda napoletana come l’Arin con conseguente effetto la perdita di alte professionalità per assicurare qualità dell’acqua e tariffe idriche contenute.

CARISIEL http://www.ilquotidianocalabria.it/

Amarezza da per lo stato di degrado in cui versa il servizio e disagio per un'attività lavorativa che prevede turni di lavoro male organizzati, tali da creare estrema rigidità nell'espletamento del servizio stesso: è quanto hanno evidenziato le maestranze del settore tecnologico della "Help-desk" al termine di un'assemblea alla presenza della Rsu di Carisiel. Per la Rsu "il settore "Help-Desk" non può e non deve diventare una questione a sé stante, in quanto rappresenta soltanto la punta di un iceberg che rischia di portare alla liquidazione dell'intera azienda. Lo stato attuale dell'azienda e' noto a tutti: la disorganizzazione del lavoro, che si è accentuata nelle ultime settimane, non è più tollerabile e malgrado ciò non si intravedono azioni o fatti che possano far sperare in orizzonti migliori. Sappiamo benissimo tutti che Carisiel non può diventare una mera azienda di Call-Center, pertanto ribadiamo che il percorso di consolidamento e di riposizionamento nell'ambito del Gruppo Banksiel"

FRANCIA: IN PIAZZA PER I SERVIZI PUBBLICI http://www.ilmanifesto.it/

Un grosso movimento sociale ha sfidato questa settimana il governo Raffarin. Ieri, secondo i sindacati, 300mila persone hanno manifestato nelle strade delle principali città francesi, culminando con un grande corteo a Parigi: i dipendenti della funzione pubblica, insegnanti in testa, chiedono aumenti di stipendio. La scuola è in agitazione anche per la riforma annunciata dal ministro dell'Educazione, François Fillon, che prevede una diminuzione di posti tra gli insegnanti, dopo aver già eliminato i contratti per i giovani nel campo della sorveglianza. Mercoledì c'è stato uno sciopero che ha paralizzato le ferrovie - anche qui i ferrovieri chiedono salari più alti e più posti di lavoro - mentre martedì lo sciopero della Posta non ha avuto molto successo (oltre agli stipendi, la protesta verteva sulla riforma che mira a creare una banca postale). Potere d'acquisto da un lato, difesa del servizio pubblico dall'altro. Il corteo parigino era imponente e determinato: nulla a che vedere con le manifestazioni un po' tristi del 2003 della scuola contro la riforma delle pensioni, che erano rimaste troppo settoriali e, malgrado la durata eccezionale del movimento, si erano chiuse con un fallimento. La prova del nove verrà il 5 febbraio, giornata di lotta del settore privato contro la riforma strisciante delle 35 ore: se anche il settore privato si unirà al movimento, il governo Raffarin sarà messo in seria difficoltà.

BASI USA: SCIOPERO DIPENDENTI CIVILI http://www.ilmanifesto.it

Uno sciopero di quattro ore dei dipendenti civili delle basi militari Usa in Italia, di Catania, Aviano, Vicenza, Pisa, Napoli e La Maddalena, è stato indetto per oggi dalle segreterie nazionali di Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per contestare il mancato rinnovo del contratto. L'astensione dal lavoro, che nella sola Sigonella interesserà 900 dipendenti civili, sarà attuata a inizio del turno.


22 gennaio 2005

EDILI IN LOTTA A VICENZA http://www.ilmanifesto.it/

Gli operai edili, fiaccati da continui ritardi nel pagamento del salario, dichiarano sciopero? Nessun problema, il costruttore li licenzia tutti e dice di portar da solo avanti il cantiere. E' Vicenza, protagonista Giuseppe Coccimiglio, 30 anni, presidente del Foggia Calcio e amministratore dell'impresa edile Co.Gi. Questo il fatto: Coccimiglio, noto in molte regioni del Centro Nord per i continui ritardi nel pagare gli stipendi ai lavoratori impegnati nei suoi cantieri, a Vicenza, nel cantiere per la realizzazione del nuovo teatro, ha licenziato tutti gli operai perché giovedì, di fronte all'ennesimo ritardo nel pagamento degli stipendi, hanno deciso di scioperare. Una mossa che ha mandato su tutte le furie i dipendenti, che, in tutta risposta, hanno presidiato il cantiere e organizzato una manifestazione per lunedì prossimo.


23 gennaio 2005

ATLANTE http://www.ilquotidianocalabria.it/

Qaulche spiraglio per la risoluzione della "vertenza Atlante", di San Ferdinando,Cosenza. Le buone notizie riguardano soprattutto le spettanze insolute (due mensilità, novembre e dicembre, più la tredicesima) dei 27 operai che dal marzo scorso risultano assunti a tempo indeterminato presso la fonderia dell'area industriale di San Ferdinando. Il titolare dell'azienda, Giovanni Codenotti, ha assicurato infatti davanti al tavolo del prefetto reggino, Giovanni D'Onofrio, che entro fine mese verrà versato agli operai, in stato di agitazione dallo scorso 15 dicembre, il 50% degli stipendi arretrati, mentre la restante parte dovrebbe essere saldata nel prossimo mese di febbraio. Non è chiaro come l'imprenditore procederà rispetto ai salari che nel frattempo matureranno in questi mesi (rispetto ai quali, a questo punto, ci potrebbe essere anche un'ulteriore dilazione dei termini di pagamento).

FIAT CASSINO: CIG http://it.biz.yahoo.com/

Torna a fermarsi la produzione della 'Stilo' negli stabilimenti di Cassino. A partire da lunedì lo stabilimento sospenderà i lavori per due settimane di cassa integrazione. Tre i blocchi disposti dalla Fiat per i prossimi mesi: dal 28 febbraio al 6 marzo si fermeranno tutti i dipendenti e dal 7 al 20 marzo sarà interrotta la produzione della Croma. Gli operai della Stilo si fermeranno nuovamente dal 21 marzo al 3 aprile.

GRM: CONDANNATA A RIASSUMERE http://ilmessaggero.caltanet.it/

Il posto l’avevano perduto nel 1999 e l’hanno riottenuto dopo sei anni e due processi, un tempo lunghissimo per chi ha perso il posto di lavoro, "normale" per una giustizia civile notoriamente lenta. Comunque, alla fine ciò che conta è il risultato e così dodici operai della Grm, l’impresa che ha partecipato alla realizzazione a Rieti della nuova caserma dei carabinieri, dovranno essere riassunti dalla ditta che li aveva licenziati invocando una crisi aziendale, salvo poi utilizzare al loro posto lavoratori a cottimo. La Corte d’Appello di Roma ha infatti condannato la Grm Costruzioni a reintegrarli nei posti e nelle qualifiche che occupavano quando, il 12 gennaio del 1999, ricevettero le lettere di licenziamento. L’azienda dovrà risarcire anche il danno procurato agli operai, pagando loro tutte le retribuzioni mensili globali, dalla data della risoluzione del rapporto di lavoro fino a quella dell’effettiva reintegrazione, oltre naturalmente alla rivalutazione degli interessi legali. In aggiunta, la Grm dovrà regolarizzare la posizione contributiva di ogni lavoratore e pagare le spese processuali di entrambi i procedimenti.

FERENTINO: IL COMUNE NON PAGA http://ilmessaggero.caltanet.it

"Non è possibile andare avanti così, stiamo reggendo da otto mesi una situazione insostenibile per le nostre imprese sociali, il Comune di Ferentino ci ha messo nella condizione di dover interrompere i servizi, non possiamo fare altro". Lo annuncia Dario Ceci, presidente del Consorzio Parsifal e della Cooperativa Sociale Emmaus: "E’ dallo scorso aprile che il Comune ha praticamente smesso di liquidare le fatture presentate mensilmente dal Consorzio Parsifal per la regolare fornitura dei servizi di assistenza specialistica scolastica e diurna dei diversamente abili, del trasporto scolastico per alunni con handicap, della casa di pronta accoglienza per minori, dell’assistenza domiciliare e del centro sociale per anziani. D’altro canto, la Cooperativa Sociale Emmaus ha regolarmente pagato i suoi lavoratori, ha saldato stipendi, tredicesime, contributi, tasse, assicurazioni, utenze e tutti gli importi dovuti ai fornitori per le normali spese di gestione. Vantiamo ormai un credito insoluto di quasi 450.000 euro, le banche non possono finanziarci all’infinito. Se non interverranno fatti nuovi, saremmo costretti ad interrompere i servizi a partire dal prossimo 1° febbraio".

POMIGLIANO: ASSEMBLEA DELLO SLAI COBAS http://ilmattino.caltanet.it/

Un’assemblea dei lavoratori metalmeccanici della Fiat Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco, è stata annunciata dallo Slai Cobas per stamattina 10 nella sede del sindacato. "Con le attuali misere richieste presentate alla Federmeccanica per il rinnovo del biennio economico del contratto Metalmeccanici - sostengono in una nota i componenti dello Slai Cobas - i sindacati della concertazione si apprestano a ulteriori svendite degli interessi operai. Lo Slai Cobas ritiene indispensabile che i lavoratori comincino a mobilitarsi per rivendicare congrui aumenti salariali, e cominciare a recuperare il dimezzamento del potere d’acquisto dei salari, introdurre un reale meccanismo di indicizzazione automatica rispetto all’andamento dell’inflazione, e inserire ogni voce salariale a qualsiasi titolo nel calcolo utile dei fondi pensionistici".

FS CARGO: SCIOPERO http://ilmattino.caltanet.it/

Scontro sulla sicurezza ad alta tensione allo scalo merci Maddaloni-Marcianise (Caserta). Nel più grande e moderno impianto ferroviario del Mezzogiorno, finisce nella bufera il delicato settore della manovra dei convogli (con annesso assemblaggio-formazione, sicurezza e controllo). Fs cargo vuole ricorrere all’impiego di tecnici delle imprese private, abilitati alla certificazione della sicurezza, per evitare la paralisi. Per mancanza di un numero adeguato di addetti e a causa di un’organizzazione del lavoro carente, gli addetti alla manovra hanno sospeso le prestazioni in lavoro straordinario. Attività aggiuntive grazie alle quali l’impianto riesce a far fronte alle commesse. Intanto, uno sciopero generale è già stato fissato per il prossimo 10 febbraio. Fs-Cargo diventa "General Logistic", cambia pure sede amministrativa: trasloca a Milano. Così, il "new look del trasporto merci su ferro" dovrebbe avere l’effetto di un colpo di spugna sui contenziosi non risolti.

EMMEGI-PARMALAT: PROTESTE OPERAIE http://www.lasicilia.it/

Promettono battaglia i lavoratori dell'Emmegi di Termini Imerese a conclusione dell'assemblea dei lavoratori, convocata ieri mattina dopo l'esito definito "scoraggiante", della riunione di ieri al ministero per le Attività produttive. I dipendenti dell'azienda del gruppo Parmalat che trasforma i succhi d'arancia col marchio Santal, hanno deciso per lunedì un sit-in davanti ai cancelli dello stabilimento che impedirà di fatto il transito e soprattutto non consentirà ai Tir aziendali di portare via il succo per un valore di circa un milione di euro. A Roma, gli emissari del commissario straordinario della Parmalat, Enrico Bondi, avevano detto no all'avvio della campagna di trasformazione perché non sarebbe stata conveniente: l'obiettivo del pareggio, infatti, sarebbe stato raggiunto solo con la lavorazione di 50 milioni di chili d'arance a fronte di una disponibilità di 17 milioni di chili. Questo significa che il 95% dei dipendenti non potrà tornare al lavoro prima del prossimo gennaio. I lavoratori sono in cassa integrazione fino a marzo e sono fuori dalla fabbrica da maggio.

CALL CENTER UNICO DI POSTE ITALIANE http://www.lasicilia.it

Un mercato del lavoro che punta da una parte sulla flessibilità e dall'altra sull'occupazione per tutti, pone oggi il lavoratore sempre più spesso dinanzi ad una condizione di precarietà occupazionale permanente. E' questa la situazione di 40 ex lavoratori interinali del Call Center Unico di Poste Italiane di Caltanissetta ritrovatisi disoccupati allo scadere del proprio contratto di lavoro. Il 31 dicembre del 2003, raggiunta la scadenza contrattuale, questi operatori sono ritornati ad essere disoccupati. Sin qui potrebbe essere tutto normale, considerata anche la naturale scadenza dei termini contrattuali, se non fosse avvenuto che, all'inizio del 2003, altri lavoratori interinali sono stati utilizzati da Poste Italiane con scadenza contrattuale di 24 mesi. Ci si chiede in base a quale logica o diritto sia possibile applicare condizioni lavorative diverse a gruppi di lavoratori con uguale tipologia contrattuale. Questa situazione ha generato infatti una disparità che, prescindendo dalla discrezionalità delle politiche aziendali, non è stata vista di buon occhio dai 40 lavoratori ritrovatisi disoccupati. «Un call-center che potenzialmente può dare lavoro a 180 lavoratori oggi utilizza meno della metà delle postazioni disponibili. Alcuni degli ex-lavoratori lamentano inoltre il fatto che l'azienda pare abbia in cantiere un piano di nuove assunzioni. Nuove unità, prive di esperienza, che andranno a rimpiazzare i 40 ex-dipendenti.


25 gennaio 2005

SARDEGNA: A RISCHIO 1300 TESSILI http://www.sardegnaoggi.it

Hanno sfilato in 500 sotto il palazzo regionale di Viale Trento gli operai del comparto tessile della provincia di Nuoro i cui posti sono a rischio. Sono 1300 gli impiegati di questo settore: chiedono alla Regione ad avviare politiche di sostegno a favore delle imprese del settore, strette da una grave crisi.

LEGLER

Sino ad oggi la Regione Sardegna, attraverso le partecipazioni azionarie Sfirs, controllava la Legler Macomer (ex Tirsotex) e la GTO di Ottana. Ora si chiede che l'istituzione regionale entri a far parte del Consiglio di Amministrazione dell'intero gruppo Legler spostando così la cabina di regia da Bergamo in Sardegna. I sindacati confederali hanno ribadito di voler forzare la Giunta, attraverso emendamenti alla Finanziaria, per recuperare circa 25 milioni di euro che servirebbero per cofinanziare un nuovo Accordo di Programma Quadro da contrattare con il Governo nazionale per supportare tutto il settore tessile in Sardegna di cui fanno parte anche la Queen di Macomer e la Rosmary di Siniscola.

IDEALSERVICE: LICENZIA CHI SCIOPERA http://www.ilmanifesto.it/

Dopo il blocco dello straordinario allo stabilimento Idealservice di Rive d'Arcano (Udine), arriva puntuale la ritorsione dell'azienda. Ieri è stata comunicata ai sindacati l'apertura delle procedure di mobilità per venti lavoratrici attualmente a tempo parziale. Cioè proprio quelle che avevano dato vita al blocco degli straordinari. La mobilitazione era stata organizzata dopo che ad alcune lavoratrici (per la maggior parte cittadine africane) era stato imposto, sotto minaccia di licenziamento, il passaggio da contratto a tempo pieno a tempo parziale. Le lavoratrici si erano rivolte all'associazione difesa lavoratori (federata alla Rdb) e agli sportelli degli invisibili e, assieme, avevano organizzato la protesta di lunedì scorso, che aveva visto coinvolti tutti i lavoratori dello stabilimento, cioè una trentina di persone. Per la verità la cooperativa Idealservice era già salita all'onore delle cronache quando, ad ottobre aveva deciso di trasferire alcune lavoratrici (anche in questo caso per lo più straniere) dallo stabilimento di Ballò (in provincia di Venezia) ad altre sue sedi distanti anche 150 chilometri. Le lavoratrici si erano rifiutate di spostarsi e grazie all'assistenza di associazione difesa lavoratori e sportelli degli invisibili avevano scioperato e portato l'azienda al tavolo delle trattative. In tre casi l'azienda si è anche impegnata a trovare l'alloggio alle lavoratrici che avevano accettato il trasferimento. La Idealservice si occupa di riciclaggio di rifiuti solidi urbani e ha convenzioni con circa 150 amministrazioni. Ha 6 stabilimenti, di cui 4 in Friuli Venezia Giulia e 2 in Veneto, per un totale di circa 600 dipendenti. Molte sono donne e moltissime straniere, per lo più cittadine africane. A Rive d'Arcano l'azienda aveva imposto il cambio di contratto da full time a part time ma allo stesso tempo aveva chiesto alle lavoratrici di effettuare ore supplementari o straordinari. La Cgil ha spinto le lavoratrici ad accettare. Così le dipendenti (diciotto inizialmente) hanno cestinato la tessera Cgil per prendere quella dell'associazione difesa lavoratori. Insieme ai sindacalisti di base hanno tenuto assemblee e pensato strategie. Alla fine si è optato per il blocco degli straordinari, che tra l'altro l'azienda comunicava il giorno prima o addirittura il giorno stesso. Il blocco è stato un grande sacrificio per quelle dipendenti che, avendo subito un contratto part time, ricevono un salario di 250-300 euro (il salario di un tempo pieno si aggira sui 750 euro).


26 gennaio 2005

SCIOPERO DEI FARMACISTI http://www.salernonotizie.it/

E’ domani la giornata decisiva lungo la strada che porta allo sciopero dei farmacisti. Il Consiglio dell’Unione Regionale dei Titolari di Farmacia valuterà la proposta di Federfarma Salerno, che ha votato all’unanimità il passaggio all’assistenza indiretta. E’ possibile che dalla metà del mese di febbraio i medicinali siano a pagamento sull’intero territorio regionale, ma il presidente dei farmacisti salernitani, Antonio Pandolfi, fa sapere che in ogni caso nella nostra provincia si andrà avanti.

DATA SERVICE http://www.marketpress.info/

Data Service S.p.a. annuncia di aver raggiunto ieri presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un accordo nazionale con i sindacati riferentesi al Piano di ristrutturazione e di riorganizzazione del Gruppo approvato dal Cda lo scorso 30 novembre 2004. La Data Service l’11 gennaio 2005 ha sottoscritto un verbale di accordo nel quale si sono individuate le linee di applicazione del piano di rilancio del Gruppo anche attraverso operazioni societarie di razionalizzazione della propria presenza territoriale. L’accordo ieri raggiunto prevede l’utilizzo della procedura della mobilità fino a 150 unità per i lavoratori in possesso dei requisiti pensionistici e/o che dichiarino la loro volontarietà. Lo strumento della Cigs per riorganizzazione riguarderà un numero massimo di 100 unità mentre per il contratto di solidarietà le unità interessate saranno 127.

MANULI RUBBER: MOBILITA' http://www.ecodibergamo.it/

Accordo raggiunto per la mobilità alla Manuli Rubbers Industries Spa (ex Hydrofit) di Boltiere (BG), fabbrica di raccordi per tubi, che in questo modo darà corso alla chiusura definitiva dello stabilimento bergamasco annunciata alcuni mesi fa. Con l'accordo raggiunto si concorda la messa in mobilità dei 24 operai che cesseranno il rapporto di lavoro immediatamente, ad eccezione di un numero minimo di lavoratori indispensabili per lo svolgimento deglòi ultimi adempimenti produttivi" che, in ogni caso, "saranno posti in mobilità entro il 15 febbraio prossimo. La fuoriuscita dei lavoratori è stata concordata sulla base, da un lato, di un piano di incentivi all'esodo e, dall'altro, di garanzia di attivazione di un percorso di riqualificazione professionale finalizzato al ricollocamento operativo. In particolare attraverso iniziative che potranno contare sia sulla collaborazione dell'Unione industriali che di iniziative organizzate e gestite nell'ambito di progetti pubblici territoriali promossi dall'amministrazione provinciale.

FILATURA DI ALBANO: CASSA SPECIALE http://www.ecodibergamo.it/

La sostanza non è cambiata. Anche nell'incontro di ieri con il gruppo Franzoni Filati, la chiusura della Filatura di Albano (BG), che dà lavoro a 88 persone, è stata confermata. Si comincia a parlare di cassa integrazione straordinaria anziché di mobilità, ma non è questo l'obiettivo principale dei sindacati, che continuano a perseguire prima di tutto il mantenimento dello stabilimento bergamasco. Le trattative sono aggiornate al 7 febbraio. Il ricorso alla cassa speciale non cambierebbe comunque la prospettiva finale per la Filatura: la chiusura è irreversibile. La proposta sindacale è sempre la stessa: spostare la discussione su tutto il gruppo e su questo spalmare la riorganizzazione, puntando a tenere aperto lo stabilimento di Albano. La Filatura è una delle due sedi bergamasche della Franzoni Filati. L'altra è a Calcinate e occupa una settantina di persone. A settembre 2003 è stato chiuso Pognano (34 dipendenti). Il gruppo bresciano di Esine ha stabilimenti anche a Cividate (Brescia) e Trani (Bari).

AMBULATORI IN SCIOPERO http://www.gazzettadiparma.it/

Medici in sciopero per due giorni in tutt'Italia, domani e venerdí, in segno di protesta nei confronti del nuovo Accordo collettivo nazionale. L'agitazione prevede la chiusura totale di tutti gli ambulatori dei medici generici. Saranno garantite esclusivamente le visite domiciliari in casi di emergenza, le visite a pazienti terminali e le prestazioni di assistenza domiciliare integrata, che saranno erogate gratuitamente agli assistiti. Per il settore della medicina dei servizi, saranno garantite solo le visite fiscali e l'attività dei Sert. Quello che i medici trovano intollerabile, nella nuova convenzione, "è lo stravolgimento del ruolo professionale storico del medico, chiamato a sottostare a obblighi e compiti che hanno poco di medico e tanto di amministrativo, affidando un enorme potere di gestione e controllo alla pubblica amministrazione".

DUSTY: SIT-IN DEI LAVORATORI http://www.lasicilia.it/

Giornata campale (con conclusione positiva) per i lavoratori ex Dusty, ora dipendentì del Consorzio che gestisce la raccolta dei rifiuti in alcune zone della città di Catania. Una cinquantina di essi hanno manifestato a lungo in piazza Duomo a partire dalla tarda mattinata per protestare contro la mancata corresponsione da parte della Dusty dello stipendio di dicembre. Stipendi che la società non ha pagato vantando ancora crediti con il Comune. Da Roma è giunta una soluzione, sia pure provvisoria al problema prospettato: su proposta del sindaco i lavoratori riceveranno un consistente acconto dal nuovo consorzio nato dall'unione della Ipi di Roma e della Siet di Catania. L'amministrazione si sta inoltre adoperando affinché ai lavoratori possano essere assicurati, già entro una decina di giorni, gli arretrati e ha chiesto l'intervento del prefetto Cancellieri disponibile a convocare un incontro con i vertici della Dusty e del Comune.

NETTURBINI DI FAVARA IN SCIOPERO http://www.lasicilia.it/

Più di venticinque operatori ecologici impegnati nel servizio di igiene ambientale nel comune di Favara (AG) da ieri sono in stato di agitazione. Si tratta dei lavoratori alle dipendenze delle ditte Icos Srl e Omnia Trasport, entrambe di Porto Empeodcle, che insieme ad altre due imprese (Sap srl di Agrigento e Iseda Srl di Porto Empedocle), gestiscono, il servizio di raccolta, pulizia e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Lo stato di agitazione è scattato - sostengono gli interessati - a seguito dei ritardi registrati nel percepire le mensilità. Lo stipendio che doveva essere pagato entro il 15 gennaio non è stato ancora liquidato dalle ditte Icos ed Omnia Trasport. Questo ennesimo e grave ritardo crea nei lavoratori disagio e frustrazione non potendo programmare le spese della famiglia. Lo stato di agitazione, se non sortirà l'effetto sperato, si trasformerà in protesta con l'astensione dal lavoro programmata per mercoledì 2 febbraio prossimo.

ACCIAIERIE DI TERNI: MANIFESTAZIONE A ROMA http://www.larena.it

Stabilimento deserto a Terni e circa 3 mila persone in piazza a Roma: i lavoratori dello stabilimento della Thyssen Krupp di Terni hanno protestato così contro la decisione dell’azienda tedesca di chiudere l’impianto del lamierino magnetico e il rischio di disimpegno dalle fucine il prossimo anno. Dopo l’incontro dell’altro ieri sera a palazzo Chigi, la trattativa tra l’azienda e i sindacati è ripresa ieri in serata ed è continuanta fino a notte fonda. I rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito che la chiusura del lamierino è inaccettabile anche se non dovesse comportare licenziamenti (l’azienda ha assicurato il reimpiego degli esuberi nell’acciaio inox e nel laminato a freddo). E per questo, in tarda serata dopo aver appreso il piano dell’azienda, i sindacati sono stati ad un passo dalla rottura.

AUCHAN; PROVVEDIMENTI PUNITIVI CONTRO I LAVORATORI http://www.corriereadriatico.it/

Atmosfera pesante all'Auchan di bellocchi, dove i dipendenti hanno mobilitato i loro rappresentanti sindacali per opporsi al clima di intimidazione instaurato dalla direttrice dell’ipermercato. Secondo le testimonianze raccolte sarebbero aumentati in misura esponenziale in questi ultimi tempi quei provvedimenti che per i diretti interessati hanno il sapore di una punizione, vedi trasferimento di reparto, repentini cambiamenti di orario, modifiche penalizzanti del piano ferie, incarico di svolgere l'inventario in ore notturne. La situazione si è esasperata al punto tale che i sindacati hanno troncato ogni relazione con la controparte spostando la vertenza a livello nazionale e valutando con i propri legali se esistono i presupposti del comportamento antisindacale.

LUXOTTICA http://www.ladige.it/

La Luxottica di Rovereto ha preso una decisione riguardo ai tredici operai accusati di furto di occhiali. In pratica, l'azienda di Leonardo Del Vecchio rimetterà tutte le querele evitando così ai dipendenti un'eventuale condanna. I cinque che volevano patteggiare, dunque, non dovranno concordare alcuna pena con il pubblico ministero ma usciranno puliti dalla vicenda, come se non l'avessero mai vissuta. L'azienda per ritirare la denuncia ha chiesto una contropartita: gli operai si salveranno dal tritacarne del processo ma dovranno licenziarsi, lasciare la grossa fabbrica in zona industriale e cercarsi un altro impiego. Qualcuno, in realtà, l'ha già fatto e dunque ringrazia di cuore i delfini di Del Vecchio. Una soluzione inedita, quella prospettata dalla Luxottica, ma che ha convinto i diretti interessati. Tutti tranne uno che ieri non era in tribunale ma comunque non aveva firmato alcun accordo. Il giudice ha quindi rinviato l'udienza filtro al 15 febbraio per dar tempo al giovane di accettare la proposta oppure mandarlo a processo. Oltre al licenziamento, ovviamente, i tredici operai si accolleranno anche le spese processuali e le parcelle dei propri legali e di quello della parte lesa.

NUOVA FALCO http://www.ladige.it/

Forti preoccupazioni per il futuro della Nuova Falco di Pergine serpeggiavano ieri tra i dipendenti riuniti in assemblea per valutare la situazione e le prospettive future dell'azienda cittadina. Fabio Avi, il titolare, già la settimana scorsa aveva preannunciato la messa in mobilità di 12 dei 22 dipendenti, motivandola con la crisi di mercato che da mesi sta penalizzando la storica ditta di placcature per pannelli in ogni tipo di legno rispetto alle concorrenti italiane. Le organizzazioni sindacali di categoria hanno informato i lavoratori sulle procedure di mobilità e sul tentativo di garantire alcune mensilità da accompagnare alla mobilità.


27 gennaio 2005

ACCIAIERIE DI TERNI: DI NUOVO ROTTURA http://www.gazzettadelsud.it/

Il confronto sul futuro delle Acciaierie di Terni si è rotto ancor prima di incominciare. A nulla è valso il nuovo tentativo di mediazione da parte di Palazzo Chigi. Almeno per ora, visto che la Thyssen Krupp ha ribadito punto per punto la sua posizione: lo stabilimento magnetico verrà chiuso, e la riunione del Consiglio di sorveglianza, che dovrebbe formalizzare la decisione, non sarà rinviata. In queste condizioni, per i sindacati non esiste alcun margine di trattativa. Per questo si preparano a proclamare "iniziative di lotta eclatanti": per cominciare, quasi certamente un pacchetto di 16 ore di sciopero, le prime otto proprio domani, in concomitanza col Consiglio di sorveglianza. Il piano della Thyssen Krupp metterebbe a rischio nei prossimi 5 anni almeno 1.200 posti di lavoro.

LEGLER http://www.unionesarda.it/

Per gli operai della Legler resta ancora l'emergenza. Di fatto, se non ci saranno novità entro giugno, 380 lavoratori dello stabilimento tessile di Macomer (Sassari) saranno licenziati. L'attenzione è ora rivolta alle delibere del Cipe in materia di finanziamenti di progetti. A giugno scade la cassa integrazione e se questi finanziamenti non arrivano si entra in una fase di non ritorno. In dieci anni la Legler ha ottenuto ben 83 milioni di euro dalla Regione e sempre, dopo un breve periodo, l'azienda tessile ha battuto cassa, chiedendo altre risorse. Per questo i sindacati guardano con apprensione quello che potrebbe accadere il prossimo 29 gennaio, quando il Cipe dovrà deliberare il finanziamento dei progetti legati all'Accordo di Programma sulla chimica, dove è stato inserito anche il pacchetto Legler. I sindacati guardano a quella data con perplessità, perché non è detto che il Comitato interministeriale per la programmazione economica possa deliberare anche per il progetto presentato dalla Legler per l'ammodernamento e la sostituzione delle macchine, che richiede investimenti per 19 milioni di euro. Senza questi soldi, l'azienda tessile non intende andare avanti, ma procederà da subito ad inviare le lettere per la mobilità alla quasi totalità dei lavoratori.


28 gennaio 2005

TIRRENIA: SCIOPERO http://www.ilmanifesto.it/

I marittimi del Sincobas della Tirrenia scioperano fino alle 16 di oggi per denunciare la scarsa sicurezza delle navi del trasporto pubblico. In particolare, chiedono il ripristino degli equipaggi completi e l'applicazione della legge sull'orario di lavoro e durata dei viaggi.

LAVORATORI MUNICIPALI DI AVERSA: E' INTESA 

Siglato il nuovo contratto decentrato per i dipendenti del comune di Aversa (CE) e nascono le Apo. Il contratto già operativo, tra le condizioni contrattuali previste, istituisce le Apo (area posizione organizzativa), figure intermedie, una sorta di vice-dirigente, con potere di firma.


29 gennaio 2005

OCCUPAZINE NELL'INDUSTRIA http://www.larena.it/

Sei mila posti persi in dodici mesi, il calo più contenuto da quattro anni a questa parte. A tamponare l'emorragia occupazionale nelle grandi imprese italiane è la cassa integrazione: se, infatti, al lordo della cassa integrazione l'occupazione è scesa in novembre dello 0,3% su base annua (0,1% su ottobre), al netto della cig la flessione è stata dello 0,6%. Nel penultimo mese dell'anno, infatti, il ricorso alla cassa integrazione è aumentato, salendo a 13,1 ore ogni mille lavorate. Una quota che raddoppia se si guarda solo alle grandi imprese industriali (29,3 ore cig ogni mille lavorate). Ed è proprio l'industria ha registrare le perdite più pesanti: da novembre 2003 a novembre 2004 i posti di lavoro persi sono stati 21.000 (-2,8%, -3,3% al lordo cig), con variazioni negative in tutti i comparti, ad eccezione della produzione dei mezzi di trasporto (+0,2%). Le flessioni più accentuate si sono avute - segnala l'Istat - nei comparti di punta del made in Italy: l'occupazione nelle grandi imprese alimentari è scesa del 6%, nella produzione di macchine e apparecchi meccanici del 4,9% e nelle industrie tessili e dell'abbigliamento del 4,6%. A confermare le difficoltà delle grandi industrie italiane sono anche i dati sulla cassa integrazione, salite nell'industria a 29,3 ore ore ogni mille lavorate, molto al di sopra della media (pari a 13,1 ore). Anche il confronto mensile e annuale mette in evidenza un progresso: rispetto a ottobre 2004 l'aumento è di 4,6 ore per mille ore lavorate, mentre rispetto a novembre 2003 di 6,9 ore. Nei servizi, rispetto allo stesso mese del 2003, i posti di lavoro creati sono stati 15.000 (+1,3% occupazione sia al lordo sia al netto della Cig). La crescita dell'occupazione non corrisponde però un incremento dei salari: la retribuzione lorda media per dipendente è scesa su base annua del 3,5% (2,4% nell'industria), e quella lorda media per dipendente del 2,8% (3,4% nell'industria).


30 gennaio 2005

FIAMM http://www.ilgiornaledivicenza.it/

Corsa contro il tempo per salvare il destino della Fiamm. L'obiettivo è la tutela degli occupati dell'azienda. L'azienda ha comunicato che "procede con altri gruppi industriali per un accordo di collaborazione o di cessione di settori non core business, ossia non strategici, in un'ottica di sviluppo e maggiore valorizzazione degli stessi". Parole che suonano come un campanello d'allarme soprattutto per lo stabilimento di viale Europa a Vicenza che produce batterie per trazione, dove sono impiegati 130 dipendenti che potrebbero, ma questo si vedrà nelle prossime settimane, diventare tutti o in parte lavoratori di un altro marchio. Del resto quel "non core business" da cedere indicato dai vertici Fiamm indicherebbe quel 20% di produzione e fatturato legati proprio allo stabilimento di viale Europa. Resta poi da definire il futuro dell'Fca su cui grava un piano di ristrutturazione. Per la sede che produce in zona Gualda sono infatti previsti 70 esuberi concordati nell'ultima riorganizzazione.

VIBROCEMENTI: CONDANNATA PER LICENZIAMENTO http://ilmessaggero.caltanet.it

Uno scontro sindacale che portò al licenziamento di un rappresentante dei lavoratori. Il giudice del Tribunale, però, lo ha reintegrato dichiarando illegittimo l’allontanamento che la società "Vibrocementi" dell’Aquila aveva attuato nel 2002. Al centro della vicenda Gianfranco Nanni, dipendente della società che faceva capo a Giorgio Rainaldi, presidente di Confindustria Abruzzo e della Camera di Commercio. Al momento del licenziamento Nanni era anche rsa e membro della Cgil. Nanni ora dovrà essere riassunto dall’azienda oppure risarcito. Non è stata invece accolta la parte sui ricorsi societari. Nel 2002, infatti, la Vibrocementi aveva chiesto ad alcuni dipendenti di dimettersi per essere poi riassunti in un’altra azienda sempre legata alla prima, la "Rainaldi Service". Attraverso quest’operazione la Vibrocementi ridusse il numero degli operai a 15 e quindi in modo da non far applicare l’articolo 18 sui licenziamenti.

AST DI TERNI: OPERAI SI INCATENANO http://www.giornaledibrescia.it/

Una decina di operai dell’Ast di Terni si sono incatenati ieri mattina ai cancelli della fabbrica per protestare contro la decisione dell’azienda di chiudere il reparto che produce lamierino magnetico. Oggi nuovo incontro a Palazzo Chigi.

FINMEK: SCIOPERO GENERALE http://ilmessaggero.caltanet.it/

Il prossimo mese di febbraio sarà ricordato come quello dello dello sciopero generale per la Finmek. Questa la "promessa" fatta dalle Segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil che già lunedì prossimo informeranno il Prefetto dell'Aquila sulla volontà di indire la manifestazione. Poi, dopo il previsto tentativo, da parte del rappresentante del Governo, di raffreddare il conflitto, sarà fissata la data. Il territorio è ormai al collasso, per questo i sindcati ritengono necessario che tutte le categorie della Valle Peligna, si mobilitino a difesa di un sistema che potrebbe franare con un effetto domino. La città di Sulmona ed il comprensorio si preparano a combattere l'ennesima battaglia per salvaguardare posti di lavoro.

CRAVATTIFICIO POMEPII http://ilmessaggero.caltanet.it/

I dipendenti dell’ex cravattificio "Gino Pompeii" di Formia manifesteranno domani mattina dinanzi alla sede della Provincia, a Latina, per sollecitare l’attivazione del tavolo di concertazione che studi le iniziative di tutela occupazionale degli stessi lavoratori, prima che scadano i termini (fissati per il 19 febbraio) della cassa integrazione guadagni. Gli ex dipendenti chiedono che vengano rispettati gli impegni scaturiti dal vertice del 6 dicembre scorso in Regione, dove fu sottoscritto un documento con cui si ipotizzava di inserire un emendamento nella Finanziaria per il reperimento delle risorse necessarie per finanziare i cantieri scuola. E attendono risposte, oltre che sui corsi di riqualificazione professionale, sia pur riservati ad una parte dei dipendenti, anche sulle precedenti ipotesi relative ad una possibile riconversione del sito produttivo di via Spaventola ed al riassorbimento parziale delle maestranze da parte di due società private interessate all’acquisizione del vecchio stabilimento, la "Relax" per attività di riabilitazione psicomotoria e la Colarullo Auto per rimessaggio e vendita di auto. La zona di formia risulta particolarmente non sindacalizzata, sia per la frammentazione di micro-aziende sia per l’assenza di consistenti siti industriali. Cravattificio, cooperative sociali e settori del commercio, del terziario e dell’edilizia, sono soltanto alcuni esempi di vertenze sindacali disseminate sul territorio, senza un collante che unifichi i momenti di lotta e di rivendicazione.

AGESP: ANNULLATO SCIOPERO http://www.lasicilia.it/

Evitato in extremis lo sciopero degli operatori ecologici dell'Agesp, che era stato programmato per ieri. L'assessore all'ecologia con un' opera di mediazione ha consentito intanto di erogare una somma di 250 mila euro all'azienda di Castellammare del Golfo che ha in appalto il servizio d'igiene urbana in città. Ora la stessa azienda sta provvedendo, come da impegni assunti in precedenza, al pagamento ai dipendenti della tredicesima e dello stipendio del mese di dicembre. Ciò ha consentito la revoca dell'astensione dal lavoro. Resta il fatto che i ritardi nel pagamento delle spettanze agli operatori ecologici si ripetono spesso ogni mese, determinando puntualmente delle vertenze sindacali per rivendicazioni di carattere economico che si riflettono sia sull'ente Comune che sulla città.

RACCOLTA DEI RIFIUTI A NAPOLI: SCIOPERO http://ilmattino.caltanet.it/

E' proclamato a partire da domani sera uno sciopero di 24 ore della raccolta dei rifiuti che coinvolgerà sia i lavoratori dell’Asia che quelli delle ditte appaltatrici, con l’effetto che è facile immaginare sulla pulizia delle strade. Al centro della protesta, che comincerà alle 22 e si protrarrà fino alla stessa ora di martedì, l’organizzazione dell’azienda speciale. Sul tappeto tante questioni: dalla vertenza per il riconoscimento del secondo livello retributivo, all’espulsione dei 5 agenti accertatori (poi rientrata eppure mai dimenticata); quindi il nodo del nuovo appalto per il prelievo dei rifiuti (quello che prevede la raccolta a partire dalle 4 del mattino); il premio di qualità della prestazione sul quale ci sono molti dubbi; la cosidetta "Banca ore" mai decollata; la possibilità di prevedere in alcuni casi l’assunzione delle vedove o degli orfani di dipendenti deceduti; il piano industriale; la gestione del personale; le prestazioni straordinarie; il riconoscimento delle mansioni superiori.

VANETTA-STOPPANI http://ilmattino.caltanet.it/

Il primo timido spiraglio nell’intricata vicenda dei tagli previsti allo stabilimento Vanetta-Stoppani di Marcianise arriva direttamente da Milano. Cioè, dalla Direzione generale del gruppo chimico lombardo con sede in zona Asi-Nord, che ha accettato ieri di incontrare i lavoratori marcianisani in presidio permanente da giovedì scorso fuori ai cancelli dell’azienda. Tre i temi all’ordine del giorno per un incontro che ha ottenuto il via libera di manifestanti e sindacati: piano di fuoriuscita per 20 dipendenti Stoppani e 8 Vanetta, retribuzioni e applicazione dei contratti collettivi nazionali di categoria. Novità anche dal fronte delle proteste: dopo le agitazioni ed i presidi dei giorni scorsi, i cinquanta e più dipendenti della ditta marcianisana hanno cominciato a picchettare lo stabilimento anche nelle ore notturne.


31 gennaio 2005

FORESTALI SARDI http://www.unionesarda.it/

La lotta degli operai forestali semestrali ha fatto sentire la sua voce di protesta anche a Laconi, dove si è svolta una manifestazione che segue le precedenti marce di protesta partite da Lula. Il movimento operai forestali, che accorpa diversi paesi del centro Sardegna, continua a chiedere garanzie per la risoluzione dei problemi del settore. Si chiede il contratto a tempo indeterminato, la precarietà della semestralità deve essere eliminata. Al tempo stesso si fa chiarezza su tanti punti spesso trattati a bassa voce, come il discorso sulla natura occupazionale e assistenziale di questo lavoro considerato poco produttivo. Durante il dibattito sono intervenuti operai semestrali provenienti dal comitato promotore ma anche altre persone legate all'ambiente del mondo forestale e non solo. Il malcontento è generale, con la semestralità si è cercato di occupare più persone, ma tanti altri disoccupati denunciano questa situazione. Nei vari cantieri sono stati tanti i malumori, e spesso le modalità di assunzione vengono criticate.

AST DI TERNI: OPERAI BLOCCANO FERROVIA http://it.news.yahoo.com/

Operai delle acciaierie di Terni bloccano da questa mattina i binari della stazione ferroviaria di Terni per protestare contro la minacciata chiusura di un impianto della Thyssen Krupp. La protesta, che sta bloccando la linea ferroviaria diretta Roma-Ancona, cade nel giorno in cui il governo ha convocato azienda e sindacati a Palazzo Chigi per trovare una soluzione alla vicenda, dopo l'annuncio dell'azienda di volere chiudere tre impianti in Europa, uno in Germania, un altro in Italia e uno in Francia. I posti di lavoro a rischio sarebbero circa 400 per la chiusura dell'impianto per la costruzione di magneti, che secondo indiscrezioni di stampa potrebbe chiudere entro la fine di settembre 2005.