| lunedi 17 gennaio 2005 snaterinforma |

AL PARLAMENTO EUROPEO
INTERROGAZIONE SCRITTA
di Antonio Di
Pietro
(del 21 dicembre 2004)
Oggetto: Violazione da parte dello Stato Italiano della Direttiva Europea 20011231Ce del 12.03.2001 (in G.U. n.L082 del 22.03.2001).
Nel marzo dei 2001 è stata emanata la Direttiva 2001/23/Ce concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti. La Direttiva, in sostanziale coincidenza con le precedenti disposizioni, ha anche inteso porre dei limiti all'abuso dell'istituto del trasferimento del ramo d'azienda, attraverso il quale molte società negli ultimi anni avevano fatto passare delle vere e proprie riduzioni di personale, liberandosi di interi settori collaterali di servizi e di tutti gli addetti medesimi. Con il D.Lgs_ 27612003, che costituisce esercizio della delega attribuita al Governo italiano con la L. 3012003, la Direttiva 2001/23/Ce predetta è stata millantata come recepita all'interno dell'ordinamento italianoDe facto la L. 3012003, e il conseguente D.Lgs. 27612003 così come approvati, costituiscono
VIOLAZIONE
della Direttiva 2001123/Ce, in quanto:
1- a differenza di quest'ultima, la quale sancisce l'obbligo di preesistenza e di articolazione funzionalmente autonoma di un'attività economica organizzata ex ante la cessione del ramo d'azienda oggetto del trasferimento, stabiliscono che gli obblighi di preesistenza ed articolazione possano essere arbitrariamente dichiarati dalle parti datoriali del cedente e del cessionario, unicamente per i loro scopi ed interessi.
2- non solo confermano l'indipendenza degli effetti del trasferimento di ramo d'azienda dai lavoratori che li subiscono, ma fanno si che questi ultimi siano assoggettati unicamente alla mera volontà dell'imprenditore ovvero alla disponibilità delle parti datoriali.
Considerato quanto qui esposto, come intende procedere la Commissione riguardo all'obbligo degli Stati membri di uniformarsi alla Direttiva in oggetto e riguardo all'ipotesi di violazione commessa dallo Stato italiano nel recepimento della Direttiva stessa?
per ITALIA dei VALORI - Lista DiPIETRO LUCA MARCON

AL
PARLAMENTO EUROPEO
INTERROGAZIONE SCRITTA
di Antonio Di
Pietro
(dei 21 dicembre 2004)
Oggetto: Violazione da parte della società Telecom Italia S.p.A. dei diritti dei lavoratori in materia di protezione dai licenziamenti.
La società Telecom Italia S.p.A., operante nel territorio italiano e tra i maggiori operatori in ambito internazionale per i servizi di comunicazioni e telecomunicazioni, attua, già a partire dall'anno 2000, una strategia imprenditoriale volta a superare i diritti dei lavoratori in materia di protezione dai licenziamenti attraverso l'abuso e la distorsione dell'istituto che regola i trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti (vedi Direttiva 20011231Ce che ne regola la materia). Nei fatti la società procede come segue:
Individua gli esuberi di
personale secondo propri calcoli imprenditoriali, di norma coincidenti con
settori interni considerati obsoleti o non più strategici
(motorizzazione,amministrazione, buste paga, ecc).
Non potendo procedere al
loro licenziamento attraverso la normativa vigente, in quanto secondo la
legislazione italiana società in attivo e produttrice di utili, li identifica
come rami d'azienda possibili oggetto di trasferimento
nonostante gli stessi non corrispondano all'obbligo definito dalla
Direttiva citata (mancanza dei requisiti di preesistenza e di
articolazione funzionalmente autonoma di un'attività economica
organizzata)_
Così definito ed
identificato, cede il ramo d'azienda e i lavoratori ivi impiegati, a una
società del settore che non li assorbe direttamente ma li fa confluire in una
società terza detenuta da entrambi (cedente e cessionario) cosiddetta NewCo,
assegnando a questa NewCo una generosa commessa iniziale del tutto fuori
mercato.
Scaduta la commessa, o ancor prima, Telecom Italia non la rinnova ed obbliga la NewCo ad aprire le procedure di mobilità e cassa integrazione per licenziare i lavoratori.
Considerato quanto esposto, come intende procedere la Commissione riguardo alla violazione di Telecom Italia S.p.A. dei diritti dei lavoratori in materia di licenziamenti e considerando che la società è leader mondiale nel settore delle telecomunicazioni, della distorsione del mercato del lavoro e della concorrenza che essa commette?
per ITALIA del VALORI - Lista DiPIETRO LUCA MARCON