lunedi 04 luglio 2005  snaterinforma               

Repubblica
inserto Affari & Finanza del 27 giugno 2005 pag. 8

 

Tlc, Bt si separa dalla rete per evitare gli strali di Ofcom


STEFANO CARLI

L’annuncio è arrivato a sorpresa alla fine della scorsa settimana: l’amministratore delegato di Bt ha reso nota l’intenzione dell’ex monopolista telefonico britannico di procedere alla creazione di una nuova società a cui verrà conferita la gestione dell’intera rete telefonica di Bt.
E’ stato un annuncio unilaterale, nel senso che in questo modo il ceo di Bt Ben Verwaayen ha spiegato di voler mettere fine al contenzioso che oppone da anni il gruppo telefonico alla Ofcom, l’Autorità di settore, a proposito della ulteriore liberalizzazione degli accessi alla rete telefonica da parte degli operatori telefonici alternativi.
Una diatriba che è sembrata più volte dovesse finire per stabilire un definitivo breakup di Bt: uno scorporo della rete verso una gestione completamente separata.
Da parte della Ofcom non sono per adesso state registrate valutazioni ufficiali di quella che è, a tutti gli effetti, una proposta della stessa Bt. Bisognerà aspettare la fine del mese, quando verrà pubblica la prossima edizione del suo bollettino periodico.
Bt ha dunque deciso di giocare d’anticipo per evitare rischi peggiori.
D’altra parte negli ultimi tempi si stavano intensificando sia le pressioni da parte dell’Ofcom si le minacce da parte delle telecom concorrenti sul mercato britannico di portare in tribunale i comportamenti dell’ex monopolista suscettibili di aver prodotto dei danni economici. Quello che in sostanza Verwaayen ha promesso è la costituzione di una nuova società, che avrà una sua sede autonoma, un suo marchio autonomo e che avrà il compito di gestire la rete e i contratti di accesso, garantendo così le medesime condizioni di offerta a Bt e ai suoi concorrenti.
La nuova società si prenderà in carico anche un buon terzo dei gli attuali dipendenti di Bt, quindi circa 30 mila unità. Giocando d’anticipo Verwaayen punta dunque ad evitare un altro rischio, minore, rispetto allo scorporo puro e semplice, che avrebbe sottratto in modo totale la rete alla sua telecom. La Ofcom aveva in effetti ventilato la possibilità di una separazione societaria ma non proprietaria come una delle possibili soluzioni, ma avrebbe preferito una gestione indipendente della nuova società. Così sarà invece il cda di Bt a nominarne il management, anche se Verwaayen ha promesso che della nuova società farà parte un consiglio di controllo che dovrà rispondere direttamente alla Ofcom. Ma, ovviamente, un conto è il management, un conto è un organismo terzo. Il mercato questo lo ha capito benissimo e ha infatti premiato subito il titolo di Bt che alla chiusura di giovedì, giorno dell’annuncio, ha subito segnato un rialzo di quasi il 4%.
Della separazione della rete telefonica dalla gestione del servizio si è parlato spesso anche in Italia, ma l’Autorità per le Comunicazioni non ha mai preso decisioni in merito. E di fatto neanche l’ipotesi stessa era venuta fuori dall’interno dell’Authority, come in Gran Bretagna, ma da ambienti esterni: è sempre stata accolta come un’utile provocazione ma mai presa troppo sul serio dagli ambienti istituzionali italiani. La singolarità della situazione britannica vista dall’Italia è che si se vanno a guardare le quote di mercato di Bt e di Telecom Italia in un mercato sensibile come quello, per esempio, della banda larga, si assiste ad uno scenario paradossale perché Telecom Italia (come risulta da una recente rilevazione di Erg, l’European Regulatory Group) ha una quota di mercato del 73%, mentre quella analoga di Bt è di appena il 24%.