venerdi 09 giugno 2006  snaterinforma         

LETTERA A TRONCHETTI PROVERA di Paola Papalini (dip. Telecom Italia)

-----Messaggio originale-----
Da: Papalini Paola
Inviato: martedì 30 maggio 2006 16.01
A: Tronchetti Provera Marco
Oggetto:
Priorità: Alta

Caro collega,
leggo con interesse misto a stupore la lettera aperta che ha inviato online ad ognuno di noi, suoi colleghi-dipendenti.
Sicuramente, il "Gruppo", con oltre 85.000 professionisti, è leader in Italia e nel mondo per capacità tecnologica, innovazione nei servizi, capacità di servire gli oltre 100 milioni di clienti che abbiamo nel mondo ed è strategico per l'Italia e per gli altri Paesi in cui opera.
Sicuramente investe ogni anno oltre 5 miliardi di euro, due terzi dei quali destinati all'innovazione.
E ciò di cui sono ancora più sicura è che un milione di piccoli azionisti ha confermato negli anni la fiducia nella Società, con un tasso di fedeltà che ha pochi precedenti nel mondo del risparmio, solo perché non sa come viene "utilizzato" il denaro che con "fedeltà" destina alle nostre "azioni".
Io sono soltanto un numero di matricola, anche obsoleto (come già ebbi occasione di dirle nella lettera aperta inviatagli il 7 aprile scorso e per cui non ho avuto alcun cenno di riscontro) in quanto donna anziana, della Sua azienda; ma ho nonostante l'età, ancora abbastanza cervello per capire.
L'articolo 4 del "codice Etico" da lei menzionato recita testualmente " TELECOM ITALIA " CODICE ETICO E DI CONDOTTA DEL GRUPPO TELECOM ITALIA
4.4 Risorse umane
- Le Società del Gruppo riconoscono la centralità delle risorse umane nella convinzione che il principale fattore di successo di ogni impresa sia costituito dal contributo professionale delle persone che vi operano, in un quadro di lealtà e fiducia reciproca.
- Le Società del Gruppo tutelano la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro e ritengono fondamentale, nell'espletamento dell'attività economica, il rispetto dei diritti dei lavoratori. La gestione dei rapporti di lavoro è orientata a garantire pari opportunità e a favorire la crescita professionale di ciascuno.

Lei sa come vengono tenute in considerazione le Sue risorse "umane"?
E' sicuro che ne vengano rispettati i diritti e che vengano garantite pari opportunità per favorire la crescita professionale di ciascuno?

A leggere la Sua lettera sembra che Lei sia lontano anni luce dai "suoi colleghi".
Se è vero che l'azienda nell'ottica del contenimento costi, deve essere svecchiata, è anche vero che risorse che potrebbero ancora dare molto, vuoi per professionalità precedentemente acquisite, vuoi per buona volontà, vuoi per motivi meramente economici, vengono tenute senza fare poco o nulla, umiliate tutti i giorni, ma comunque pagate, in attesa che le stesse propendano per l'esodo.
Uscita che qualche volta viene accettata come una "liberazione" dalla disgraziata risorsa, la quale sa che, rifiutando il misero incentivo che le viene prospettato dall'ufficio del personale, per lasciare il "posto" ai giovani, verrebbe destinata a sede disagiata, lontana il più possibile dalla sua abitazione, il più delle volte lasciata senza lavoro per lunghi periodi, come successo ad altri colleghi nelle sue analoghe condizioni.
Per andare sul personale, mio malgrado, io che sono stata sempre fedele ai miei "padroni" ho lavorato con serietà, onestà , non avendo accettato il "misero" incentivo sono stata trasferita a 50 km da casa .
Però poi la stessa Azienda, che deve contenere i costi, non lesina premi, incentivi e quant'altro, anche in forma magnifica, con una disparità di trattamenti che certo non garantisce a tutte le sue risorse la stessa opportunità di crescita professionale.
Se la politica è quella di allontanare le risorse "scomode" con tutti i mezzi, fino a rovinarne la stessa semplice esistenza, allora non trova riscontro nel codice etico, di cui Lei parla.
L'esperienza e l'onestà di fondo però, mi consentono di vedere sprechi giornalieri e soprusi ai danni, oltre che miei, anche di altre persone.
Solo a titolo esemplificativo: Lei ha mai partecipato ad una nostra riunione anche solo di "bassa manovalanza"?
Ha idea dello spreco di tempo e soldi che la stessa comporta?
Certo, Lei ragionerà "economicamente" con un numero di zeri assai diverso dal mio, ma io che sono madre e amministratrice del mio modestissimo patrimonio, e che al massimo posso capire cifre con 4 zeri, quando nel mio piccolo vedo tanto sperpero, mi chiedo sempre chi glielo permette; dunque la conclusione non può che essere che evidentemente Lei non sa quello che succede nella sua azienda.
Pertanto Le chiedo: se Lei dice che " non mi posso riconoscere in questa falsa rappresentazione della nostra Azienda", in quale articolo del codice etico, o in quale sistema di valori, posso trovare il mio riconoscimento aziendale?

Ringraziandola dell'attenzione Le invio cordiali saluti.

Paola Papalini