martedi 09 maggio 2006  snaterinforma         

.

Spettabile redazione, 

siamo un gruppo di lavoratori  ex Telecom Italia trasferiti coattivamente dalla nostra società di appartenenza ad un’altra, neocostituita, in seguito alla cessione del nostro ramo d’azienda.

Telecom Italia, ormai da anni, utilizza strumentalmente la normativa dell’art. 2112 c.c. al mero scopo di ridurre il numero dei propri dipendenti e le conseguenze per le persone coinvolte da questi processi di esternalizzazione sono assai gravi.

  Le società che acquisiscono i gruppi di lavoratori ceduti  da Telecom sono  tutte  costituite ex novo e “perimetrate” esattamente sul numero di questi ultimi.

Grazie ad una generosa commessa iniziale svolgono in appalto per Telecom gli stessi servizi cui i lavoratori erano già adibiti.  Da principio, quindi, non viene avvertito alcun cambiamento ed il lavoro procede come sempre. Puntualmente, però, dopo poco tempo, Telecom rivede al ribasso l’importo  in precedenza pattuito e le new-com , con un capitale sociale versato inferiore alla somma dei t.f.r. dei propri dipendenti , incapaci di stare sul mercato in modo autonomo, non trovano altro sbocco oltre a quello di ricorrere alle procedure di licenziamento collettivo.

Anche voi del Manifesto (quasi unici tra i mass-media in Italia) vi siete  interessati alle vicende dei lavoratori Telecom di volta in volta esternalizzati  ( es. il manifesto 30.04.05  “licenziamenti dai palazzi Telecom”) e, proprio in considerazione della vostra sensibilità riguardo a tale argomento, ci permettiamo di intervenire  nel dibattito aperto dall’ articolo di Antonio Sciotto 14.04.06 “Ma intanto la stessa CGIL applica la Biagi” e  proseguito il giorno successivo, sulle vostre pagine, con l’intervento di Emilio Miceli, Nicoletta Rocchi “Il sindacato fa i conti con la realtà”.

IL Sig. Miceli difende l’accordo stipulato con Atesia agitando il vessillo di un sano pragmatismo volto a ridurre l’area della precarietà, scevro, per essere efficace, da ideologismi  e preconcetti. Ma forse il Sig. Miceli ritiene che la precarietà segua il principio dei vasi comunicanti e che per garantire maggiori tutele ai dipendenti ipersfruttati di Atesia si debbano necessariamente erodere i diritti  di quei lavoratori “privilegiati” perché a tempo indeterminato e con la ragionevole speranza di riuscire a traguardare, da occupati, l’età della pensione.

 Non  riusciamo a spiegarci, altrimenti, l’atteggiamento che la CGIL SLC ha ostinatamente mantenuto nei confronti dei lavoratori esternalizzati ed esternalizzandi del gruppo Telecom Italia.

 A fronte di comportamenti aziendali palesemente in malafede (es. trasferire dipendenti nei reparti di cui era già stata decisa l’espulsione pochi mesi prima della sua formalizzazione) ed altrettanto illegittimi (come dimostrano le sempre più numerose sentenze che dichiarano la nullità dei trasferimenti di ramo d’azienda Telecom), a fronte dei gravi problemi occupazionali e di peggioramento delle condizioni di lavoro  che hanno via via investito i lavoratori coinvolti, nonostante un’ampia catena di solidarietà e denuncia che ha visto  protagonisti  anche autorevolissimi esponenti  del centro sinistra, delle istituzioni locali e dello spettacolo, dobbiamo amaramente constatare  la pervicace volontà di CGIL SLC, (in totale sintonia con FISTel CISL e UILCOM UIL )  non solo di non avviare alcuna battaglia sindacale in merito ma persino di ostacolare la nostra lotta per la tutela dei  diritti riconosciutici dalle leggi vigenti.

Le organizzazioni sindacali di cui sopra, aprioristicamente, hanno sempre sostenuto che le cessioni effettuate da Telecom Italia s.p.a. fossero legittime; hanno proseguito secondo tale copione incuranti delle sentenze, provenienti dai tribunali di tutta la penisola, favorevoli ai lavoratori, che fotografavano, attraverso gli atti istruttori, una realtà completamente diversa. Incuranti e sorde alle richieste di aiuto  di chi, per tutta un vita, aveva rinnovato la loro tessera e si vedeva negato il diritto di accedere agli studi legali convenzionati: -“noi non abbiamo intenzione di appoggiarvi in  cause che potrebbero durare anni”- come se i diritti dei lavoratori, di cui molti parlano riempiendosi la bocca, avessero una data di scadenza.

CGIL SLC, FISTel CISL e UILCOM UIL si sono sempre ben guardate dal denunciare la strategia, perseguita da Telecom Italia s.p.a., di progressiva “rottamazione” di migliaia di lavoratori attraverso un  funambolico utilizzo dell’art. 2112 c.c. Hanno, invece, estratto dal cilindro, alla fine 2004, un “accordo quadro” finalizzato a “normalizzare” la fuoriuscita di personale Telecom verso le OUTSOURCERS senza ovviamente impegnare TI, qualora le cose andassero male (cosa fino ad oggi sempre verificatasi), a farsi nuovamente carico della sorte di quei lavoratori.

In tale documento viene stabilito di concedere immediatamente, ai lavoratori che accettano la cosiddetta “armonizzazione”, quelli che vengono contrabbandati come benefits ma altro non sono che elementi della retribuzione già spettanti per legge. Grazie a questo  escamotage, degno del mago Casanova, si  subordina  il riconoscimento dei diritti contrattuali all’accettazione del proprio trasferimento, che diviene, così,  definitivamente inoppugnabile.

È evidente che tali manovre da parte dei Sindacati di categoria hanno fatto nascere e crescere nei lavoratori interessati forti perplessità sulla qualità e direzione del lavoro svolto dai sindacati confederali di categoria favorendo forme di auto organizzazione via via più efficaci, in sinergia con le organizzazioni sindacali di base.

Sorgono, come frutti positivi dell’amara esperienza delle esternalizzazioni Telecom Italia s.p.a., i siti www.esternalizzati.it e www.ilvascellofantasma.it voci della Associazione Nazionale Lavoratori Esternalizzati.

Al Signor Miceli e ai suoi colleghi di Fistel e Uilcom che sostengono di combattere per “affermare i diritti civili e sociali” facciamo un invito a profonde riflessioni sul metodo da loro utilizzato per contrastare la precarietà del lavoro nelle aziende delle telecomunicazioni.

Da parte nostra volgiamo lo sguardo  ai risultati ottenuti in Francia grazie alla solidarietà di studenti,  lavoratori e vertici  Sindacali, questi ultimi ancora capaci di interpretare genuinamente  i sentimenti e le aspettative  di chi sono chiamati a rappresentare. 

                                                               I Lavoratori Centro Territoriale di
                                                               Sorveglianza (ex Telecom) Genova