| lunedi 11 giugno 2007 snaterinforma |
Il TFR mormorò...
Il
Piave mormorò: “Non passa il fondo pensione. Difendi il
tuo TFR”.
Se lavori nel settore privato ed entro fine giugno non dici
nulla, il tuo TFR finirà nel risparmio gestito.
Un’avventura da far tremare i polsi. Da vent’anni i fondi comuni fanno
perdere soldi. E i fondi pensione sono pronti a ripetere gli stessi
disastri.
Il silenzio assenso è una trappola. Cambiano le carte in tavola senza chiedere
nulla. E’ il gioco delle tre tavolette con i soldi di una vita.
Non è vero che costruiscono una pensione integrativa: danno il TFR in
pasto all’industria del risparmio gestito. Il TFR esiste dal 1982. Ha
funzionato bene per 25 anni.
E’ pericoloso giocarsi la pensione alla roulette. Puntare sulle borse. Se uno è
fortunato ci guadagna, ma se gli va male perde un pezzo di liquidazione.
Se un consulente finanziario concupisce il TFR, il vostro
tesoretto, chiedetegli di ribadire a questi punti:
- nessun fondo pensione protegge dall’inflazione come il TFR, i vantaggi fiscali
della previdenza integrativa sono divorati dai costi
- negli anni di vacche magre va in fumo gran parte della liquidazione
- se aderite alla previdenza integrativa vi legate le mani fino all’età della
pensione
- il TFR è sicuro anche se l’azienda fallisce perché è garantito dall’Inps
- se siete licenziati lo incassate subito, il fondo pensione invece no.
La riforma del TFR è un esempio perfetto di legge bipartisan:
Berlusconi l’ha creata e Prodi non ha cambiato una virgola.
C’è un libro che spiega come difendersi: è “La
pensione tradita” di Beppe Scienza.
La lezione del libro è straordinaria: state fermi, rimanete
dove siete, ogni piccolo movimento può essere usato contro di voi. Almeno non
fateli godere.