| martedi 26 febbraio 2008 snaterinforma |
ROMA - «Lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo, in certe situazioni in Rai si lavora soltanto se ti prostituisci oppure se sei di sinistra. Tutti in Rai, nessuno escluso, sono dei raccomandati a cominciare dal direttore generale». Queste frasi, pronunciate il 20 dicembre scorso a Roma, rischiano ora di costare molto care a Silvio Berlusconi. Una cinquantina di dipendenti della Rai ha infatti citato in giudizio civile il laeader del Pdl per le frasi ritenute diffamatorie.
RISARCIMENTO DI 50 MILA EURO - L'episodio si verificò il 20 dicembre 2007, in un locale pubblico in viale Parioli a Roma, alla presenza di alcuni parlamentari e giornalisti. L'atto di citazione è stato redatto, tra l'altro, per conto del segretario dello Snater ( il sindacato nazionale autonomo telecomunicazioni e radiotelevisioni) Antonio Lovato e in particolare da dipendenti donne «che si son viste degradare - si legge nell'atto - al rango di donne di malaffare, tali divenute pur di lavorare». I dipendenti hanno chiesto un risarcimento danni di cinquantamila euro ciascuno.
«IMMAGINE LACERATA»
- «L’immagine, in particolare, è stata lacerata - si spiega nel documento -.
Lavorare in Rai e per la Rai, all’indomani dell’intervista è divenuto sinonimo
di prostituzione, di scarsa o nulla professionalità (visto che tutti sono
raccomandati) e di strumentalizzazione della politica a fini di personale
profitto. L’aggressione a coloro che lavorano in Rai, è stata ribadita dal
Signor Berlusconi quando, replicando ad una protesta dell’Azienda pubblica, egli
ha minacciato di "tirare fuori gli elenchi", evidentemente per provare la
veridicità delle sue asserzioni».
25 febbraio 2008
ROMA (Reuters) - Il leader del Popolo della libertà Silvio Berlusconi è stato citato in giudizio civile per il prossimo 3 giugno da un gruppo di una cinquantina di dipendenti Rai per alcune frasi, ritenute offensive, pronunciate in pubblico dal Cavaliere sulla tv di Stato.
Durante un evento lo scorso 20 dicembre, in un locale con giornalisti e pubblico, Berlusconi disse: "Lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo che in certe situazione in Rai si lavora soltanto se ti prostituisci o sei di sinistra. Tutti sono raccomandati".
L'avvocato Carlo D'Inzillo ha depositato una causa in cui si richiede un risarcimento di 50mila euro per ciascun dipendente (tra cui alcuni disabili, un funzionario e Antonio Lovato, segretario del sindacato Snater), salvo maggior valutazione del giudice, e la pubblicazione dell'eventuale condanna su giornalisti italiani e stranieri (come El Pais e Times), perché le frasi dette dall'ex-premier furono riportate anche all'estero.
Roma, 25 feb. (Apcom) - Quelle frasi di Silvio Berlusconi non gli sono andate giù e così adesso hanno presentato istanza al tribunale civile e chiedono danni al candidato premier del Pdl. Oltre 50 dipendenti della Rai vogliono veder risarcito il danno subìto con quanto dichiarato dal leader del centrodestra il 20 dicembre scorso, quando disse: "Lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo, in certe situazioni in Rai si lavora soltanto se ti prostituisci oppure sei di sinistra", e poi anche, "tutti in Rai, nessuno escluso, sono dei raccomandati a cominciare dal direttore generale". La richiesta, formalizzata dall'avvocato Carlo D'Inzillo, è di 50mila euro di danni per persona. A guidare l'esposto è il segretario del sindacato Snater, Antonio Lovato.
"L'immagine, in particolare, è stata lacerata - si spiega nel documento - Lavorare in Rai e per la Rai, all'indomani dell'intervista è divenuto sinonimo di prostituzione, di scarsa o nulla professionalità (visto che tutti sono raccomandati) e di strumentalizzazione della politica a fini di personale profitto. L'aggressione a coloro che lavorano in Rai, è stata ribadita dal Signor Berlusconi quando, replicando ad una protesta dell'Azienda pubblica, egli ha minacciato di 'tirare fuori gli elenchi', evidentemente per provare la veridicità delle sue asserzioni".
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