mercoledi 06 aprile 2005  notizie regionali            

 

 

Ancona, 31 Marzo 2005

 

 

alle OO.SS. e RSU Nazionali e Territoriali:

SLC - CGIL FAX 06-4824325

FISTel - CISL FAX 06 4457330

UILTE - UIL FAX 06 42744897

COBAS - Tlc FAX 0677206060

FLMU - CUB FAX 06 76983007

SNATER FAX 06 36892500

UGL FAX 051 6439156

 

 

e, Spett.le TELECOM ITALIA S.p.a­
Corso Italia, 41

000198 ROMA

 

 

fax 06-36880374
                                                                                                                fax 06-36876292                                                                                                               fax 06-36883293
                                                                                                                      fax 06-36876070

 

COMUNICATO 

Il giorno 31 marzo ha avuto luogo l’assemblea dei Lavoratori  appartenenti al Centro di Sorveglianza Territoriale (CTS) di Ancona con i rappresentanti locali di SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL e SNATER, in relazione alla prevista esternalizzazione del reparto. Il progetto prevede che i Lavoratori del CTS, insieme alle attività ed agli impianti, siano acquisiti dalla TECNOSIS, azienda neocostituita attraverso la partecipazione delle aziende ELSAG ed ATOS ORIGIN. 

Le Organizzazioni Confederali hanno confermato che:

-          pur non condividendola nel principio logico, l’esternalizzazione è assolutamente legittima e che potrebbe essere oggetto di controversie  giuridiche che comportano tempi particolarmente lunghi, sulle quali non sono disposte a sostenere i CTS (caso Telepost);

-          l’alternativa è rappresentata dalla c.d. “armonizzazione” (caso MP Facility) per la quale le Organizzazioni Confederali hanno chiesto totale fiducia al CTS, promettendo l’impegno a conservare il maggior numero di diritti e condizioni salariali, garantendo nel contempo la miglior uscita da Telecom. 

Al termine dell’ampio dibattito incentrato sui contenuti del comunicato nazionale di SLC-FISTel-UILCOM datato 14 marzo u.s. i Lavoratori presenti, considerando attentamente i compiti specifici dei CTS comprendenti in particolare, la partecipazione alla gestione della sicurezza delle comunicazioni attraverso: 

a) Gestione della sicurezza del patrimonio immobiliare e  tecnologico. 

b) Gestione di tutto ciò che concerne l’ingresso del personale sociale e non sociale in tutti i siti aziendali.

c) Cogestione della manutenzione degli apparati di sicurezza. 

 Dichiarano e confermano la  propria NETTA OPPOSIZIONE alla cessione di quello che viene definito da Telecom come ramo d’azienda  “NO CORE business” e dei suoi dipendenti. 

Richiedono che l’attività dei CTS rimanga all’interno del perimetro CORE di T.I.  

Su queste basi lo scrivente CTS chiede che le Segreterie Regionali si attivino per richiedere a Telecom Italia un incontro urgente  con la presenza dei delegati dei CTS che permetta, prima dell’avvio delle procedure previste per la cessione di ramo d’azienda, un confronto trasparente atto a sostenere nel merito gli argomenti rappresentati in questo documento. 

Inoltre, in relazione alla dichiarata solidità ed autonomia funzionale del gruppo eventualmente acquirente, dalla quale si dovrebbe evincere una garanzia occupazionale di lungo periodo, i lavoratori del CTS ritengono che le parti non abbiano nessuna difficoltà ad inserire nell’accordo la “clausola di garanzia” che prevede (in caso di messa in stato di liquidazione della società acquirente e/o smobilitazione del reparto o ennesimo cambio di proprietà) il reintegro di tutti i lavoratori nella Società cedente (Telecom Italia) e la garanzia – per gli stessi - del mantenimento della sede originaria di lavoro e di tutti gli altri diritti acquisiti in origine.  

I lavoratori, preso atto di quanto discusso nel corso dell’assemblea e a seguito di quanto successivamente concordato (intra - CTS) come strategia da perseguire, anche in relazione alla lettera del 16.3. u.s., comunicano di essere disposti ad accettare la rappresentanza delle Segreterie Nazionali premettendo come “conditio sine qua non” l’introduzione della clausola di salvaguardia sopra descritta per almeno quindici anni; in difetto di quanto sopra, i lavoratori del CTS diffidano le segreterie nazionali a firmare qualunque accordo invitandole altresì a sospendere ogni trattativa ed ogni forma di rappresentanza del CTS. 

Inoltre, a seguito dell’inserimento della predetta clausola, confermano la rappresentanza solo a condizione che ogni accordo dovrà essere firmato solo ed esclusivamente con il preventivo consenso dello scrivente CTS.