lunedi 28 luglio 2003  comunicato Tim       

S.N.A.TE.R.                                 COBAS 


Anche la T.I.M. inizia a licenziare 

Alle 17.30 di ieri 24 luglio 2003 si è svolto, presso la sede dell’Unione degli Industriali di Roma, un incontro tra lo SNATER, COBAS, i componenti RSU eletti nella lista “Cambia con …”, con la Direzione delle Risorse Umane di TIM assistita dall’Unione Industriali. 

La riunione aveva per oggetto: Licenziamenti per riduzione di personale – artt. 4 e 24 della legge 223/1991

L’Azienda e l’Unione Industriali hanno informato il Sindacato della propria intenzione di avviare le procedure di mobilità nei confronti di 71 lavoratori eccedenti rispetto alle proprie necessità organizzative e produttive. 

Le 71 eccedenze sono state così individuate: 7 nella struttura Affari Generali, 18 a Rete, 18  a Vendita Consumer, 2 a Vendita Business, 3 a Risorse Umane, 1  a Sistemi Informativi, 22 a Direzione Generale. 

Sul territorio le eccedenze sono così ripartite: 11 a Torino, 5  a Milano, 8 a Bologna, 26 a Roma, 8 a Napoli, 5 a Palermo. 

E’ stata confermata, solo verbalmente però, l’accesso volontario alla mobilità proposta ed individuata. 

Le OO.SS ed i componenti RSU presenti hanno sollevato numerose obiezioni, di carattere tecnico e politico-sindacale, alle comunicazioni ricevute confermando alla controparte il parere assolutamente negativo sulla procedura di mobilità che si intende attuare.  Parere che l’Unione Industriali trasmetterà al Ministero del Lavoro per quanto di competenza.  Le OO.SS. e le RSU attiveranno iniziative di informazione delle lavoratrici e dei lavoratori di TIM sui pericoli emergenti dalla procedura, interverranno con un loro documento nei confronti del Ministero del Lavoro spiegando nel dettaglio le ragioni di fondo della loro posizione, organizzeranno forme di protesta da concordare in assemblea con i lavoratori e con gli altri componenti RSU se disponibili. 

Giova solo sottolineare che la triplice confederale supportata dall’Ugl ha naturalmente sottoscritto un verbale di accordo sulla vicenda. 

Ecco in sintesi alcune motivazioni che il Sindacato ha posto alla base della propria posizione. 

a)      non esistono i presupposti economici, tecnici ed organizzativi per attivare, da parte di TIM, la procedura prevista dagli artt. 4 – 24 della legge 223/1991.

Un’azienda che denuncia ai giornali una florida situazione economica non è certo in crisi; un’azienda che propone la mobilità per 71 dipendenti (0,9% del totale) non è un’azienda che si propone una riorganizzazione.

Si ricorre quindi alla legge 223 per caricare per tre o quattro anni sulle casse dello Stato 71 indennità di mobilità ed al termine per sbarazzarsi di 71 lavoratori a tempo indeterminato.

Può essere, anzi certamente sarà, che il Ministero del lavoro condivida la richiesta di TIM ma dovrà giustificare in ogni luogo l’eventuale decisione di favorire TIM mancandone clamorosamente i presupposti.

Non crediamo, per carità di patria, ad uno scambio – a danno delle finanze dello Stato – di questa natura: TIM aumenta il fatturato pubblicitario verso le reti Mediaset e Berlusconi ringrazia concedendo ritorni economici immotivati.  Scenario fantasioso: staremo a vedere. 

b)      quello che preoccupa le OO.SS. è che questi 71 siano l’avanguardia di successive nuove mobilità o cassa integrazione riguardanti più vaste aliquote di lavoratori in settori oggi non considerati ma dove invece è in atto un selvaggio ridimensionamento del numero degli interinali ed un carico di lavoro sui tempi indeterminati assolutamente abnorme. 

c)      nessuna garanzia scritta e certificata è stata rilasciata, per quei 71 che accederanno alla mobilità, se nel corso dei prossimi mesi od anni dovessero cambiare le regole pensionistiche.  C’è il rischio concreto che i 71 in mobilità possano rimanere al termine del periodo (3 o 4 anni) senza percepire la pensione.  E’ soltanto un rischio ma è dovere di un Sindacato informarne i lavoratori. 

d)      l’assenza di un preciso legame tra i 71 che andranno in mobilità e 71 nuove assunzioni a tempo indeterminato sono la riprova che in TIM si stanno creando i presupposti per una progressiva sostituzione di lavoratori stabili con lavoratori precari e per le esternalizzazioni delle attività. 

Sono state sollevate inoltre ulteriori problematiche che ci riserviamo di illustrare ai lavoratori in assemblea. 

Invitiamo tutti i lavoratori a valutare e riflettere sulla posizione assunta da Cobas, Snater ed RSU della lista “Cambia con …” e partecipare con determinazione alle iniziative da attuarsi. 

Roma, 25 luglio 2003 

COBAS                                  SNATER                               R.S.U.