| mercoledi 21 aprile 2004 comunicato Tim |

Roma,
29 Marzo 2004
Customer Service TIM:
ora tocca a noi
Dopo la bocciatura da
parte delle assemblee dei lavoratori, della vergognosa ipotesi di accordo
firmata da confederali e Azienda, siamo
chiamati a dire la nostra sulla spinosa questione delle matrici turni dei CS.
Per TIM è un precedente assoluto che denota la presa di coscienza di noi
diretti interessati e che ci impegna in primo piano sul problema
Come previsto, l’ipotesi di accordo del 11 Febbraio è stata platealmente respinta
dai Lavoratori. Ora si tratta di dare una forma organica a questa risposta sulla
base di alcune considerazioni politiche cardine:
'
L’obiettivo finale
deve essere l’abolizione
totale dei turni dai servizi non essenziali a prescindere
dalla tipologia di contratto. Non deve passare cioè il principio che esistano
categorie di lavoratori sacrificabili per il bene dell’azienda come i
lavoratori in turni o i precari stessi. Una cosa illecita, o semplicemente
ingiusta, è sbagliata e basta.
'
Il lavoro Full time
deve essere comunque il
modello da perseguire, e non il part time che, di fatto, per ovvie caratteristiche
retributive, è e rimane provvisorio contrariamente alle ambizioni aziendali.
'
L’arco giornaliero
di 12 ore 8:00 – 20:00 è più che sufficiente per coprire seriamente il
servizio. Il resto delle chiamate nelle ore serali e notturne proviene, in larga
misura, da mitomani e, comunque, può
essere gestito da risponditori automatici per i problemi
tecnici, informazioni e blocchi linea.
'
La rotazione
degli orari prevista dai turni non è l’unico modo per coprire un servizio.
Possiamo ipotizzare una copertura del presidio basata su gruppi di Lavoratori
con orari differenziati su base
prevalentemente volontaria: tutto ciò sarebbe compatibile in larga misura sia con le
esigenze aziendali (peraltro non ostacolate dal CCNL 2000 che prevede in merito
una semplice informativa nei confronti delle RSU), sia con l’organizzazione
della vita privata dei Lavoratori.
'
La distinzione
tra clientela pregiata (Gold, Silver e
Abbonamenti), curata dal personale interno a qualunque ora del giorno e della
notte, e clientela meno pregiata (Copper),
seguita dal personale precario per lo più di giorno ma con grandi carichi di
lavoro in risposta, deve essere abolita. Questo fatto, già da solo, porterebbe
un riequilibrio dell’attività lavorativa sulle ore diurne.
'
E’ necessario
porre fine all’utilizzo
del lavoro precario che, come abbiamo sperimentato, è stato
sempre utilizzato, sotto lo spregevole ricatto occupazionale, per vanificare le
azioni di lotta dei lavoratori interni oltre che per aumentare i profitti
dell’Azienda.
'
Una diversa organizzazione
del lavoro, che veda il full
time utilizzato al 50% in risposta ed al 50% in lavorazioni alternative, non solo è possibile, ma e stata
addirittura sperimentata con successo in TIM per poi essere precocemente ed
inspiegabilmente interrotta. Noi riteniamo, invece, che la direzione da
intraprendere in futuro sia esattamente quella del lavoro giornaliero
differenziato.
Resta
sempre valido quanto asserito nel nostro precedente comunicato in tema di
regole orarie per i turni desunte dall’articolo 36 della Costituzione, dal
D.lg. 8 Aprile 2003 n. 66 e, non ultima, dalla letteratura scientifica in tema
da ambiente e sicurezza per i videoterminalisti. Ovvero:
N
Tra un turno e l’altro (voluto dall’Azienda ma non dai
Lavoratori) ci deve essere un intervallo minimo di 11 ore.
N
Il giorno di riposo settimanale non è in alcun modo
rinviabile.
N
La durata del riposo settimanale è di almeno 35 ore.
N
La pausa minima di 30’ è ineliminabile.
N
La pausa a carico dell’azienda non può essere revocata da
accordi sindacali.
Quello che
è in gioco è
molto di più di una semplice riorganizzazione della turnistica. E’ il
confronto radicale tra due modi contrapposti di intendere il valore della forza
lavoro e, di conseguenza, l’organizzazione dinamica dei processi produttivi.
Il primo, quello dell’Azienda, che interpreta normative, obiettivi ed i
Lavoratori stessi come strumenti di un profitto che oggi si illude di essere il
solo fine perseguibile, l’unico mondo possibile. Il secondo, quello dei
Lavoratori che, dopo decenni di sconfitte, stanno riprendendo a pensare che un
mondo diverso debba e possa esistere salvaguardando quell’identità che è la
sola a volere, anche se ne ha perso il ricordo, quel profitto.
Il mondo delle TLC oggi invece sembra impazzito. Sembra infatti assodato
da tutte le parti che tutto quello a cui assistiamo sia normale, anzi in qualche
misura rappresenti il futuro stesso del mondo del lavoro. E questa sarebbe la
nostra sconfitta più grande; quella cioè di ritenere che il ricorso a
precarizzazione, scorpori ed abuso dell’orario di lavoro sia una cosa normale.
Quella di pensare che questo sia l’unico orizzonte possibile.
Con la battaglia sui
turni del CS intendiamo ribadire che il legame, per noi inscindibile, tra
posto di lavoro e costruzione di un’esistenza individuale degna di rispetto
non possa essere archiviato da una scomposta voglia di modernizzazione che mal
cela la solita voglia di facile profitto.
E con battaglie come
questa, alla fine, potremo
veramente pervenire a quegli strumenti che, pur non dominando l’intero
divenire tecnologico, evitaranno che quest’ultimo, da condizione essenziale
dell’esistenza del Lavoro, si trasformi in causa stessa della sua
insignificanza.
COBAS
del Lavoro Privato
FLMUniti/CUB
TIM
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